Turismo

Cooperazione: Codeway, Regioni porta per internazionalizzazione

Roma, 14 mag. – Un fondo da 40 milioni di euro l'anno per trasformare Regioni e Comuni italiani in porte d'accesso per le piccole e medie imprese nei mercati africani e dei Balcani: la strategia del sistema Italia presentata durante la seconda giornata di lavori a Codeway, la manifestazione organizzata da Fiera Roma dedicata alla cooperazione internazionale e allo sviluppo sostenibile in corso fino a domani venerdì 15 maggio, dove la cooperazione territoriale si è delineata come lo strumento principale per ridurre il rischio operativo dei privati attraverso la fiducia istituzionale.

Dal 2017 l’Agenzia italiana per la cooperazione allo sviluppo (Aics) ha finanziato 75 progetti per circa 90 milioni di euro, puntando su un modello di partenariato paritario che valorizza le eccellenze dei distretti produttivi nazionali. Secondo Marco Romiti, del ministero degli Affari esteri e della cooperazione internazionale (Maeci), questo approccio strutturato permette di superare la frammentazione del passato per agire con una visione di sistema.

L’efficacia del modello risiede nel trasferimento di competenze specifiche tra territori omologhi. Per citare un esempio, il Comune di Cremona ha avviato in Tunisia il progetto Zafit per la filiera lattiero-casearia, mettendo a disposizione l'esperienza di un distretto che genera il 25% della produzione italiana. “Abbiamo messo in gioco strumenti e competenze tecniche per consentire alla comunità tunisina di emancipare il proprio comparto come abbiamo fatto noi nel dopoguerra”, ha spiegato Luca Beltrami, responsabile del Comune di Cremona. In Burundi, invece, l’esperienza di “Maison Parma” ha portato alla creazione di un laboratorio per la trasformazione del pomodoro che forma giovani e donne locali. Antonietta Malandri, referente del progetto per il Comune di Parma, ha sottolineato che “non si è trattato di un’esportazione di esperienze, ma di una fusione di metodologie che ha reso l'agricoltura una reale opportunità di reddito”.

La proiezione internazionale tocca poi la filiera della pelle in Etiopia, dove la Regione Marche, come ricordato da Natalino Barbizzi, ha promosso un polo di eccellenza calzaturiera coinvolgendo grandi marchi regionali. In Kenya e Tanzania, la Regione Friuli Venezia Giulia opera attraverso il progetto Rise per il rafforzamento della pesca artigianale e della filiera del caffè, quest’ultima in collaborazione con l’Università di Trieste e Illycaffè. “Vogliamo coltivare chi è nei Paesi partner affinché il collegamento con la realtà economica italiana sia un approdo sicuro”, ha dichiarato Giulio Tarlao del Friuli Venezia Giulia. Anche la Puglia, con il progetto "Resilienza marginale" in Albania, e l’Umbria, con programmi di turismo sostenibile in Angola, confermano il ruolo delle amministrazioni locali come catalizzatori di investimenti.

L'integrazione tecnologica completa il quadro dei partenariati, facilitando l'ingresso delle imprese in settori complessi come le utility e la sanità digitale. La società Mm Spa, municipalizzata del Comune di Milano, collabora con le autorità di Valona per la gestione del ciclo idrico integrato in Albania, trasferendo modelli di gestione manageriale. In Malawi, invece, la società Teamdev supporta il Comune di Perugia attraverso l'uso di sistemi geografici informativi per il monitoraggio sanitario. “L’ente territoriale individua il bisogno e noi offriamo la tecnologia per mappare i fenomeni e supportare i decisori”, ha riferito Michele Petrucci di Teamdev.

Secondo Grazia Sgarra, dell'Aics, la professionalità di questi partenariati garantisce una sinergia tra enti territoriali e innovazione privata che delinea una roadmap dove la cooperazione non è più intesa come filantropia, ma come una corsia preferenziale per il sistema Italia verso mercati emergenti che richiedono tecnologia e governance di qualità, garantendo la stabilità dei progetti nel lungo periodo. [Agenzia Infomundi – Infocoopera]

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Etiopia: accordo con Aics per ricostruzione nel Tigray

Addis Abeba, 14 ott. – Il ministero delle Finanze dell’Etiopia e l’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo (Aics) hanno firmato un accordo per avviare un’iniziativa biennale intitolata “Supporting Community Resilience through Community-Based Tourism and Heritage Conservation in the Wukro-Gheralta Belt, Tigray, Ethiopia”.

Come viene spiegato in una nota del ministero delle Finanze, l’intesa, siglata dalla vice ministra delle Finanze Semereta Sewasew e dall’ambasciatore d’Italia ad Addis Abeba, Agostino Palese, prevede un finanziamento di 1,7 milioni di euro e segna una nuova fase di cooperazione tra i due Paesi, con l’obiettivo di promuovere mezzi di sussistenza sostenibili, costruzione della pace e tutela del patrimonio culturale nelle aree colpite dal conflitto.

Sewasew ha sottolineato il valore “simbolico e strategico” del progetto, che rappresenta “una tappa significativa nella lunga amicizia tra Etiopia e Italia”. Ha ringraziato il governo italiano per la solidarietà dimostrata, aggiungendo che “investendo nel patrimonio e nelle persone, questa iniziativa contribuirà a ricostruire la speranza, creare lavoro e preservare la nostra identità culturale per le future generazioni”.

L’iniziativa si inserisce nel quadro del piano decennale di sviluppo etiope (2021–2030) e nel processo di ricostruzione postbellica previsto dall’Accordo di Pretoria, riconoscendo il turismo sostenibile come motore di sviluppo locale e diplomazia culturale.

Da parte sua, l’ambasciatore Palese ha ribadito l’impegno dell’Italia nel sostenere la ripresa del Tigray, affermando che “cultura e turismo possono essere potenti motori di pace, resilienza e prosperità”. Il progetto, ha aggiunto, “completa gli sforzi già in corso in altri settori, come quello sanitario”.

L’iniziativa mira a rivitalizzare il Wukro–Gheralta Belt, un’area di straordinario valore culturale duramente colpita negli ultimi anni, concentrandosi sul restauro di siti storici e sulla creazione di imprese turistiche inclusive gestite dalle comunità locali.

La firma dell’accordo coincide con la conclusione del mandato dell’ambasciatore Palese, al quale il governo etiope ha espresso riconoscenza per il suo contributo al rafforzamento delle relazioni bilaterali. [Agenzia Infomundi – Infocoopera]

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Tunisia: Metlaoui, dalle miniere all’ecoturismo sostenibile

Tunisi, 15 set. – Oltre al suo ruolo di città mineraria, Metlaoui, nel cuore della Tunisia, sta rivelando un volto inatteso: quello di una regione dai paesaggi suggestivi, dove montagne, oasi e deserto si fondono in armonia. In questo contesto, un giovane locale, Ali Sadraoui, ha dato nuova vita all’oasi dimenticata di Rich Naam, trasformandola in un progetto di ecoturismo che unisce memoria storica, sostenibilità e sviluppo turistico.

Nato e cresciuto a Métlaoui, Sadraoui, secondo quanto riporta il sito lapresse.tn, ha osservato le ferite lasciate dall’estrazione mineraria sulla natura e sulla comunità. Dopo un percorso universitario in comunicazione e un’esperienza nel settore dei media, una tragedia personale – il cancro del padre, causato dall’inquinamento – lo ha spinto a tornare nella sua città natale con l’obiettivo di valorizzare il territorio.

Così è nato il progetto di recupero dell’oasi di Rich Naam, abbandonata dopo l’esodo dei suoi abitanti. L’area è stata trasformata in un centro di accoglienza per visitatori, diventando il punto di partenza ideale per esplorare le oasi circostanti, le montagne e i paesaggi naturali della regione.

Sadraoui sottolinea che il progetto non è solo economico, ma anche umano e patrimoniale: “Offriamo ai visitatori un’immersione nella natura, la scoperta di un patrimonio unico e la possibilità di vivere il deserto in modo autentico”. Con la collaborazione delle donne locali e un approccio solidale, l’oasi combina ospitalità, autenticità e sostenibilità.

Oggi Metlaoui non è più conosciuta solo per le sue miniere. L’oasi di Rich Naam apre la strada a un turismo sostenibile e montano, offrendo ai visitatori esperienze autentiche e indimenticabili, e posizionando la città sulla mappa delle destinazioni ecoturistiche della Tunisia. [Agenzia Infomundi – Infocoopera]

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Tunisia: Banca tedesca sviluppo dona quasi 80 mln per progetti

Tunisi, 16 dic. – La Banca tedesca per lo sviluppo (Kfw) ha concesso alla Tunisia una donazione da 78,8 milioni di euro per contribuire alla realizzazione di programmi volti a migliorare il tasso di approvvigionamento di acqua potabile nelle zone rurali, a promuovere il finanziamento di progetti di energia rinnovabile e garantire una migliore tracciabilità, efficienza e trasparenza delle finanze pubbliche.

L’accordo è stato firmato da Mohamed Ali Nafti, ministro degli Esteri, e da Andrea Hauser, membro del Comitato di Gestione della KfW. Fa parte della cooperazione bilaterale tunisino-tedesca, ha precisato un comunicato della Kfw, agisce per conto del governo federale tedesco.

Un importo da 27 milioni di euro è stato concesso alla Società nazionale per lo sfruttamento e la distribuzione dell'acqua (Sonede) per migliorare il tasso di fornitura di acqua potabile nelle zone rurali del governatorato di Beja. Integra il finanziamento iniziale che ha permesso di collegare per la prima volta nella loro vita circa 32.000 persone a una rete di approvvigionamento di acqua potabile sicura, continua e di buona qualità. Questa seconda fase collegherà circa 45.000 persone in più alla rete di approvvigionamento di acqua potabile. Oltre al contributo della cooperazione finanziaria tedesca e alla controparte dello Stato tunisino, per questo progetto è previsto un contributo dell'Unione Europea (Ue).

Per quanto riguarda il ministero dell'Agricoltura, delle Risorse Idrauliche e della Pesca, è stata messa a disposizione una donazione da 1,3 milioni di euro per finanziare studi geologici, geotecnici e ingegneristici su un sistema idrico di trasferimento dell'acqua nell'ambito del Programma to migliorare il sistema di stoccaggio, trasferimento e protezione dalle inondazioni.

Per quanto riguarda il settore finanziario, 40 milioni di euro di donazioni sono concessi al ministero delle Finanze per modernizzare la gestione delle finanze pubbliche e 10,5 milioni di euro sono concessi al ministero dell'Economia e della Pianificazione per finanziare la sua partecipazione al capitale dell'Agenzia per l’Assicurazione commerciale in Africa. Questa partecipazione consentirà alla Tunisia, tra le altre cose, di accedere alla Regional Liquidity Support Facility (Rlsf), un meccanismo di garanzia per promuovere gli investimenti nelle energie rinnovabili in Tunisia.

"Nell'ambito della cooperazione tunisino-tedesca uniamo le forze per migliorare le condizioni di vita e creare prospettive future, in particolare per le donne e i giovani", ha dichiarato l'ambasciatrice tedesca a Tunisi, Elisabeth Wolbers, citata dalla stessa fonte.

  [Agenzia Infomundi – Infocoopera]

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