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Senegal: il governo promuove l'economica sociale e solidale
Dakar, 07 mag. – Il governo del Senegal accelera sullo sviluppo dell'economia sociale e solidale nei Comuni di Ndiaganiao, Fissel, Sandiara e Sessene, dove è stata completata la formazione di 300 donne e sono state consegnate attrezzature produttive per strutturare in modo sostenibile le realtà locali. Il ministro della Microfinanza e dell'Economia sociale e solidale, Alioune Dione, ha presieduto la cerimonia di consegna degli attestati e dei macchinari, sottolineando come l'iniziativa rappresenti un pilastro della strategia nazionale per la promozione di un modello economico inclusivo nel Paese.
Durante il suo intervento, il ministro Alioune Dione ha accolto con favore la partecipazione del collega, il ministro dell'Industria e del commercio, Serigne Gueye Diop, evidenziando la solidarietà governativa e la necessaria sinergia tra i diversi dipartimenti per sostenere lo sviluppo del territorio. All'evento ha partecipato anche un rappresentante del ministero dell'Istruzione superiore, a testimonianza dell'importanza centrale attribuita alla formazione e all'innovazione tecnologica. Questa azione politica si inserisce nella visione strategica del presidente della Repubblica, Bassirou Diomaye Faye, e del primo ministro, Ousmane Sonko, che considerano l'economia solidale una leva imprescindibile per la crescita dello Stato.
I risultati di questo impegno iniziano a essere visibili sul campo, in particolare nel territorio di Njegémm, che oggi conta 308 cooperative produttive solidali attive nei settori dell'agricoltura, dell'allevamento, dell'orticoltura e della trasformazione dei prodotti locali. Secondo il ministro Alioune Dione, queste strutture sono fondamentali per favorire la creazione di ricchezza attraverso la messa in comune degli sforzi collettivi. Nello specifico, le 300 donne coinvolte, provenienti da 117 villaggi, hanno seguito tre giorni di corsi intensivi focalizzati sulla trasformazione alimentare, sulla produzione di sapone e sulle più moderne tecniche di confezionamento.
"I certificati simboleggiano il vostro impegno, mentre le attrezzature rappresentano una leva concreta per sviluppare le vostre attività e migliorare il vostro reddito", ha dichiarato il ministro Alioune Dione rivolgendosi alle beneficiarie, definite vere protagoniste dello sviluppo locale. L'ambizione del governo è quella di istituire 10.000 cooperative produttive di solidarietà entro il 2029, garantendo un supporto costante in termini di formazione tecnica, finanziamenti agevolati e dotazioni strumentali.
In chiusura della cerimonia, il ministro Alioune Dione ha espresso la propria gratitudine alla Repubblica iItaliana per il sostegno fondamentale fornito attraverso il programma Progress, estendendo il ringraziamento a tutti i partner tecnici e finanziari coinvolti nel progetto. Per il rappresentante del governo, questa giornata segna "l'inizio di una nuova fase di produzione, innovazione e speranza" per un'economia più radicata nelle realtà locali e capace di generare un impatto sociale duraturo. [Agenzia Infomundi – Infocoopera]
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Senegal: fiume Senegal, con l'Italia per lo sviluppo del bacino
Dakar, 06 mag. – È stato firmato a Dakar, in Senegal, un memorandum d’intesa tra Organizzazione per lo sviluppo del bacino del fiume Senegal (Omvs), l’Ambasciata d’Italia in Senegal e Agenzia italiana per la cooperazione allo sviluppo (Aics) per il lancio del progetto “Supporto alla gestione del Bacino Acquifero Senegal-Mauritania” (Agebasm).
L’iniziativa, finanziata dalla Cooperazione italiana con 2,3 milioni di euro, punta a rafforzare la gestione sostenibile delle risorse idriche sotterranee condivise tra Senegal e Mauritania, attraverso la creazione di sistemi di monitoraggio, la raccolta e condivisione dei dati e lo sviluppo di modelli previsionali sugli impatti dei cambiamenti climatici.
Alla firma erano presenti, tra gli altri, l’Alto commissario dell’Omvs, Mohamed Abdel Vetah, e l’ambasciatrice italiana a Dakar Caterina Bertoloni. Il progetto coinvolge anche l'Organizzazione per lo sviluppo del bacino del fiume Gambia (Omvg) e mira a rafforzare la cooperazione regionale nella gestione delle risorse idriche.
Il bacino acquifero interessato rappresenta una fonte essenziale per oltre l’80% del fabbisogno idrico della popolazione della regione e fornisce acqua potabile a circa 16 milioni di persone. Secondo i promotori, il progetto contribuirà a migliorare la sicurezza idrica, sostenere l’agricoltura e rafforzare la resilienza climatica, con benefici diretti per circa 5 milioni di persone. [Agenzia Infomundi – Infocoopera]
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Sudan: milioni di bambini in condizioni di privazioni estreme
Khartoum, 04 mag. – Nel Darfur, in Sudan, circa 5 milioni di bambini vivono in condizioni di privazioni estreme e oltre la metà soffre di malnutrizione acuta in alcune aree, secondo quanto riferito dall’Unicef, che ha lanciato un’allerta rossa.
A vent’anni dal primo conflitto che devastò la regione occidentale del Paese, la crisi attuale – legata alla guerra in corso dal 2023 tra esercito e Forze di supporto rapido (Rsf) – si presenta ancora più grave. Nella sola città di El-Fasher, oltre 1.300 bambini sono stati uccisi o mutilati in poco più di due anni, mentre in alcune zone si registrano condizioni assimilabili alla carestia.
L’agenzia delle Nazioni Unite evidenzia come violenze, fame e sfollamenti forzati si intreccino aggravando la situazione umanitaria, in un contesto di scarsa attenzione internazionale. “Il silenzio del mondo è assordante”, ha dichiarato il rappresentante dell’Unicef in Sudan, Sheldon Yett, sottolineando come la crisi attuale riceva molta meno attenzione rispetto a quella di due decenni fa.
A differenza del passato, anche gli operatori umanitari risultano sempre più esposti: convogli di aiuti, ospedali, mercati e scuole sono diventati obiettivi degli attacchi. L’Unicef segnala inoltre un grave deficit di finanziamenti, avendo ricevuto finora solo il 16% dei fondi richiesti per le operazioni nel 2026. [Agenzia Infomundi – Infocoopera]
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Libano: Undp lancia bando per il mercato del carbonio
Beirut, 28 apr. – Il Programma delle Nazioni Unite per lo sviluppo (Undp) ha avviato nei giorni scorsi una procedura di gara per la definizione di una tabella di marcia nazionale finalizzata alla creazione di un mercato del carbonio in Libano.
A segnalarlo sono i media specializzati, dai quali si apprende che l’iniziativa intende strutturare i presupposti tecnici e normativi per consentire al Paese l'accesso ai meccanismi di scambio internazionali stabiliti dall'Accordo di Parigi. L'incarico da affidare ai consulenti selezionati comprenderà l'analisi della prontezza del sistema nazionale, l'individuazione dei settori prioritari per la mitigazione delle emissioni e la progettazione di quadri regolatori e istituzionali.
Stando alla documentazione pubblicata dall'Undp, il progetto dovrà fornire indicazioni precise sui sistemi di monitoraggio, rendicontazione e verifica, sulla gestione dei registri e sulle modalità di partecipazione previste dall'Articolo 6 dell'intesa globale sul clima.
La selezione è rivolta a imprese o consorzi con comprovata esperienza nelle politiche climatiche e nel design di quadri normativi ambientali a livello nazionale. Il termine per la presentazione delle offerte è fissato al 12 maggio 2026. [Agenzia Infomundi – Infocoopera]
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Sudan: oltre 559mila rifugiati sudanesi in Libia dal 2023
Khartoum, 22 apr. – Oltre 559.920 rifugiati provenienti dal Sudan sono entrati in Libia dall’inizio del conflitto nell’aprile 2023, configurando una delle più grandi crisi di sfollamento nella regione negli ultimi anni. Lo rende noto un rapporto pubblicato dall’Alto commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati nel quale viene precisato che 74.934 persone sono state registrate nella fase iniziale del conflitto, portando il totale dei rifugiati registrati presso il centro dell’agenzia a Tripoli a 91.494, mentre continuano gli arrivi attraverso le frontiere meridionali e orientali del Paese.
Secondo il rapporto, l’inasprimento dei controlli alle frontiere da parte delle autorità libiche ha spinto molti rifugiati a percorrere rotte più lunghe e pericolose. Le frontiere della Libia con Sudan, Ciad ed Egitto restano infatti estese e difficili da monitorare. La stima complessiva della popolazione rifugiata resta complessa a causa degli ingressi irregolari e dei numerosi punti di attraversamento, mentre molti rifugiati si dirigono rapidamente verso le città costiere dopo l’ingresso nel territorio libico.
Sul piano umanitario, i rifugiati sudanesi affrontano gravi ostacoli nell’accesso alle cure sanitarie, soprattutto per la mancanza di documenti ufficiali e per i costi elevati dei servizi medici, che impediscono a molti di ricevere assistenza di base. [Agenzia Infomundi – Infocoopera]
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Senegal: l'aspettativa di vita passa da 67 a 69 anni
Dakar, 17 apr. – Il sistema sanitario del Senegal ha registrato progressi significativi nell'ultimo decennio, portando l'aspettativa di vita media della popolazione da 67 a 69 anni tra il 2015 e il 2025. Il dato è stato diffuso dal professor Ibrahima Seck, direttore del servizio di Medicina preventiva e salute pubblica presso l'università Cheikh Anta Diop (Ucad) di Dakar, durante un incontro dedicato alla celebrazione della giornata mondiale della salute, come riportato dall'agenzia di stampa ufficiale Agence de presse sénégalaise (Aps).
Secondo l'esperto, questo miglioramento è il risultato diretto dell'integrazione della ricerca scientifica e delle innovazioni tecnologiche nelle politiche sanitarie nazionali. Oltre all'allungamento della vita media, il Paese ha ottenuto risultati rilevanti nel contrasto alla mortalità neonatale, passata da 39 a 21 decessi ogni mille nati vivi, e nella riduzione della mortalità infantile sotto i cinque anni, scesa da 48 a 31 su mille. Anche il tasso di mortalità materna ha subito un calo drastico, scivolando da 392 decessi ogni 100.000 nati vivi a 153 rilevati nel 2023.
Il professor Seck ha evidenziato come la trasformazione digitale, attraverso l'uso della telemedicina e dell'intelligenza artificiale, abbia permesso di ridurre le disuguaglianze geografiche, facilitando l'accesso alle cure soprattutto nelle zone rurali dove le infrastrutture fisiche sono storicamente carenti. In occasione della tavola rotonda organizzata in collaborazione con l'Organizzazione mondiale della sanità (Oms), è stato sottolineato come lo sviluppo della salute digitale consenta oggi consultazioni a distanza e una gestione più efficiente degli appuntamenti e del monitoraggio dei pazienti.
Il rappresentante residente dell'Oms in Senegal, il dottor N'da Konan Michel Yao, ha ribadito che la scienza rappresenta il motore fondamentale per soluzioni sanitarie efficaci e per garantire la sovranità nazionale. Il ministero della Salute punta ora ad accelerare la Copertura sanitaria universale (Csu) investendo in politiche basate su prove scientifiche e sulla produzione locale di vaccini e medicinali, elementi chiave per ridurre ulteriormente la diffusione di malattie prevenibili e migliorare il benessere complessivo dei cittadini. [Agenzia Infomundi – Infocoopera]
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Africa: vaccini, quasi 20 milioni di morti per morbillo evitati
Roma, 17 apr. – Quasi 19,5 milioni di decessi legati al morbillo sono stati evitati in Africa dal 2000 grazie all'aumento della copertura vaccinale. Secondo la prima analisi dettagliata sugli obiettivi di immunizzazione nel continente, condotta dall'Organizzazione mondiale della sanità (Oms) e da Gavi, Vaccine Alliance, oltre 500 milioni di bambini africani sono stati protetti dalle vaccinazioni di routine tra il 2000 e il 2024.
I progressi nella lotta contro la malattia evidenziano l'importanza di investimenti costanti. Dal 2000, 44 Paesi africani hanno introdotto una seconda dose di vaccino nei programmi ordinari, contribuendo ad aumentare i tassi di copertura dal 5 per cento del 2000 al 55 per cento del 2024. Complessivamente, questi sforzi hanno dimezzato i decessi nella regione e ridotto i casi del 40 per cento. Nel 2025, Capo Verde, Mauritius e Seychelles sono diventati i primi Paesi dell'Africa subsahariana a raggiungere lo status di eliminazione del morbillo e della rosolia.
L'analisi valuta inoltre i progressi verso gli obiettivi dell'Agenda 2030 per l'immunizzazione, la strategia globale per rafforzare l'assistenza sanitaria primaria. Attualmente, i programmi proteggono da 13 malattie prevenibili, rispetto alle otto del 2000. I decessi per meningite sono diminuiti del 39 per cento e il vaccino contro la malaria è stato introdotto in 25 Paesi. Solo nel 2024, almeno 1,9 milioni di vite sono state salvate grazie alla vaccinazione.
Inoltre, 47 Paesi dell'area subsahariana offrono ora il vaccino contro l'epatite B e 29 nazioni quello contro il papillomavirus umano per la protezione dal cancro cervicale. Mohamed Janabi, direttore regionale dell'Oms per l'Africa, ha spiegato che l'Africa ha compiuto progressi straordinari in meno di una generazione. Tuttavia, il direttore ha avvertito che i progressi sono disomogenei e in fase di rallentamento, lasciando troppi bambini senza protezione.
Sania Nishtar, amministratrice delegata di Gavi, ha sottolineato l'immenso potere salvavita dei vaccini quando l'immunizzazione è una priorità politica. Attraverso il programma di riforme Gavi Leap, l'organizzazione punta a sbloccare ulteriori progressi mediante approcci innovativi e collaborando con i Paesi per costruire programmi sostenibili a lungo termine.
Sebbene milioni di bambini in più vengano vaccinati, il continente resta lontano dal raggiungere l'obiettivo del 90 per cento di copertura previsto dall'Agenda 2030. La copertura vaccinale risulta disomogenea e molti bambini, spesso i più difficili da raggiungere, restano esclusi. La rapida crescita demografica, la debolezza dei sistemi sanitari, i cambiamenti climatici e l'instabilità politica rimangono i principali ostacoli al raggiungimento di una protezione ottimale. [Agenzia Infomundi – Infocoopera]
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Rep Congo: fondi Undp per rafforzare capacità istituzionali
Brazzaville, 16 apr. – Il Programma delle nazioni unite per lo sviluppo (Undp) ha siglato un partenariato strategico con la Commissione nazionale per la trasparenza e la responsabilità (Cntp) della Repubblica del Congo. L'accordo, firmato nella capitale Brazzaville, mira a potenziare le capacità istituzionali del Paese africano nella gestione delle finanze pubbliche attraverso un massiccio piano di modernizzazione.
L'iniziativa può contare su un finanziamento di oltre 4,4 miliardi di franchi Cfa (circa 6,7 milioni di euro), una somma che segna una nuova fase per la governance finanziaria nazionale. Secondo quanto dichiarato dalla rappresentante residente dell'Undp in Congo, Adama-Dian Barry, il progetto permetterà l'attuazione di azioni strutturate a impatto rapido che puntano a migliorare la trasparenza, specialmente grazie alla digitalizzazione degli strumenti di controllo.
Oltre all'aggiornamento dei meccanismi di gestione, l'intesa prevede una valutazione annuale del codice di trasparenza supportata da una piattaforma digitale dedicata alla raccolta e all'analisi dei dati. Il presidente della Cntp, Joseph Mana Fouafoua, ha sottolineato come la firma di questo accordo costituisca una tappa determinante per elaborare un documento di progetto destinato a sostenere azioni concrete, coerenti e durabili. L'obiettivo finale dell'operazione, coordinata in parte attraverso il supporto tecnico al ministero dell'Economia, resta il rafforzamento della rendicontazione pubblica per garantire una gestione più virtuosa delle risorse statali.
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Rd Congo: Ituri, Unicef e Corea Sud a sostegno dei vulnerabili
Kinshasa, 09 apr. – Un programma che mira a soddisfare i bisogni urgenti di migliaia di bambini e famiglie colpiti dal conflitto armato in Ituri, provincia orientale della Repubblica Democratica del Congo, è stato avviato con il sostegno della cooperazione sudcoreana e dell’Unicef.
Finanziata con cinque milioni di dollari statunitensi da Seul, questa iniziativa battezzata “Resilienza per i bambini” è stata lanciata ufficialmente ieri a Kinshasa dal ministro di Stato per gli Affari Sociali e Umanitari, alla presenza dei suoi colleghi dei ministeri dell'Istruzione Nazionale e delle Pari Opportunità, della Famiglia e dell'Infanzia.
Il progetto si concentra sul miglioramento dell'accesso ai servizi sociali di base, in particolare attraverso il rafforzamento della nutrizione, della salute materno-infantile e dell'accesso all'acqua potabile, all'igiene e ai servizi igienico-sanitari.
Il rappresentante Unicef in Corea, John Agbor, ha affermato che questa iniziativa mira a rafforzare i sistemi di protezione dell'infanzia e a sostenere la scolarizzazione sicura, con particolare attenzione alla prevenzione della violenza e al supporto psicosociale per i bambini sfollati e quelli provenienti dalle comunità ospitanti nell'Ituri.
La provincia dell'Ituri sta attualmente attraversando una crisi complessa e multidimensionale. Ad agosto 2025, la regione contava circa un milione di sfollati interni e 700.000 rimpatriati che vivevano in condizioni precarie. Le gravi violazioni dei diritti dei minori, tra cui omicidi, mutilazioni e violenze sessuali, hanno registrato un allarmante aumento del 46% nella prima metà del 2025. Inoltre, oltre 1,3 milioni di bambini non frequentano la scuola a causa della persistente insicurezza. [Agenzia Infomundi – Infocoopera]
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Sudafrica: arrivata prima fornitura dosi farmaco contro Hiv
Johannesburg, 08 apr. – Una prima fornitura di 37.920 dosi del nuovo farmaco iniettabile semestrale per la prevenzione dell’Hiv, Lenacapavir, è arrivata nei giorni scorsi in Sudafrica. Secondo quanto comunicato dal dipartimento nazionale della Salute, il medicinale – finanziato con una sovvenzione da 29 milioni di dollari del Fondo globale – rappresenta un rafforzamento cruciale per il Paese, che ospita la più ampia popolazione sieropositiva al mondo, stimata in circa 8 milioni di persone, di cui oltre 6 milioni in trattamento antiretrovirale.
Dalla stampa locale si apprende che il ministro della Salute Aaron Motsoaledi sta lavorando con il presidente Cyril Ramaphosa per lanciare ufficialmente la distribuzione a maggio. Il programma dovrebbe consentire di avviare e mantenere la profilassi per quasi mezzo milione di persone nei prossimi due anni. La prima fase dell’implementazione riguarderà i distretti a più alta incidenza e i gruppi più vulnerabili, ha precisato il dipartimento.
Somministrato solo due volte l’anno, il Lenacapavir è considerato uno strumento chiave per contribuire al raggiungimento dell’obiettivo della strategia globale contro l’Aids, che punta a porre fine alla malattia come minaccia per la salute pubblica entro il 2030. [Agenzia Infomundi – Infocoopera]
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