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Sudan: premio Balzan per la pace ai volontari delle Err

Khartoum, 08 set. –

Il movimento sudanese delle Emergency Response Rooms (Err) ha vinto ieri il Premio per l'umanità, la pace e la fratellanza tra i popoli, riconoscimento speciale assegnato nell'ambito dei premi Balzan 2026 a istituzioni o singole persone che si sono distinte in opere umanitarie eccezionali.

Il premio, del valore di 800.000 euro, è stato attribuito per il ruolo svolto dai volontari nel garantire assistenza sul campo e speranza alle comunità colpite dalla guerra civile in Sudan, colmando il vuoto lasciato dal collasso delle istituzioni statali e dalle difficoltà di accesso degli aiuti internazionali. Il movimento sudanese impiegherà i fondi per potenziare le attività legate alla tutela della salute mentale, definite di vitale importanza in un contesto segnato da violenza, sfollamenti e grave emergenza umanitaria.

I premi Balzan sostengono dal 1961, l'avanzamento della conoscenza senza confini e l'interdisciplinarità. Ogni anno vengono scelti quattro campi di ricerca diversi, due nelle materie umanistiche e due in quelle scientifiche, per privilegiare filoni nuovi o emergenti. I riconoscimenti annuali del 2026, hanno un valore di 800.000 euro ciascuno, la cui metà deve essere destinata a progetti di ricerca condotti da giovani studiosi.
Quest'anno sono stati premiati quattro studiosi e gruppi di ricerca: l'italiana Elena Esposito per il contributo alla scienza sociale della tecnologia digitale, i ricercatori Rasmus Nielsen e Ziheng Yang per l'evoluzione molecolare, David Nirenberg per gli studi ebraici e la coppia formata da Geoffrey W. Coates e Marc A. Hillmyer per lo sviluppo di polimeri biodegradabili. I premi saranno consegnati ufficialmente a Roma il 19 novembre alla presenza del presidente della Repubblica.

[Agenzia Infomundi – Infocoopera]

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Qatar: a novembre il vertice mondiale su innovazione e sanità

Doha, 04 set. – La capitale del Qatar ospiterà dal 29 al 30 novembre l'ottava edizione del Vertice mondiale sull'innovazione per la salute (Wish), iniziativa globale promossa dalla Fondazione Qatar. L'incontro, in programma presso il Centro congressi nazionale di Doha, riunirà leader sanitari, esponenti di governi, mondo accademico, ricerca, tecnologia e società civile per esaminare la gestione della sanità in un'era di rapidi cambiamenti demografici e tecnologici.

Al centro dei lavori del vertice – organizzato attorno al tema "La nuova durata della salute" – vi sarà la necessità di garantire che a una vita più lunga corrispondano condizioni sane e dignitose. Come ha dichiarato l'amministratore delegato di Wish, Slim Slama, la sfida risiede nell'aiutare la popolazione a vivere meglio, favorendo il confronto tra sistemi sanitari a differenti stadi di sviluppo.

I dibattiti si articoleranno in cinque pilastri: il dividendo della longevità, il finanziamento delle cure, l'intelligenza artificiale e la salute centrata sull'essere umano, il futuro della fertilità e la diplomazia sanitaria 2.0. L'evento dedicherà ampio spazio alle risorse economiche e alla cooperazione internazionale tra Paesi in contesti di conflitto e crisi climatiche, con le iscrizioni per partecipare che risultano già aperte. [Agenzia Infomundi – Infocoopera]

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Africa: El Niño minaccia 162 milioni di bambini, Unicef

Roma, 03 set. – Oltre 162 milioni di bambini, più di due terzi del totale nell'Africa orientale e meridionale, vivono in aree vulnerabili all'intensificarsi del fenomeno El Niño previsto per il 2026-2027. A lanciare l'allarme è il Fondo delle Nazioni Unite per l'infanzia (Unicef), secondo cui siccità, caldo estremo e gravi inondazioni minacciano alimentazione, salute, istruzione e accesso all'acqua potabile e ai servizi igienico-sanitari.

“La minaccia di El Niño sta accelerando e i rischi per i bambini sono già evidenti”, ha dichiarato la direttrice regionale dell'Unicef per l'Africa orientale e meridionale, Etleva Kadilli, sottolineando che le previsioni lasciano una finestra temporale limitata per intervenire prima che si manifestino gli effetti più gravi.

Secondo le valutazioni dell'Unicef, i rischi riguardano in particolare Gibuti, Eritrea, Etiopia, Kenya, Madagascar, Malawi, Mozambico, Somalia, Sud Sudan, Sudan, Uganda, Zambia e Zimbabwe. In Somalia, gravi inondazioni potrebbero colpire direttamente fino a 2,5 milioni di persone, mentre in Sud Sudan la combinazione di siccità, caldo estremo e allagamenti localizzati rischia di aggravare insicurezza alimentare e malnutrizione e aumentare il pericolo di epidemie, carestia e sfollamenti.

L'Unicef ha sottolineato che meno dell'1% dell'assistenza umanitaria internazionale è attualmente destinato agli interventi preventivi e ha chiesto finanziamenti urgenti e flessibili per rafforzare i servizi nutrizionali e sanitari, l'accesso all'acqua potabile e le misure necessarie a garantire la continuità dell'istruzione. [Agenzia Infomundi – Infocoopera]

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Libia: con Unicef, sistemi solari di pompaggio idrico

Tripoli, 26 ago. – In una fase caratterizzata da gravi carenze infrastrutturali in Libia, l'intervento dell'Unicef (Fondo delle Nazioni Unite per l'infanzia) ha permesso l'installazione di 18 sistemi di pompaggio dell'acqua alimentati a energia solare nel sud del Paese.

Come riporta il quotidiano Libya Herald, la notizia è stata diffusa dall'organizzazione internazionale durante la Settimana mondiale dell'acqua, in corso. Il progetto ha coinvolto direttamente i municipi di Sebha, Traghin, Tajrehi e Kufra, aree situate nelle regioni sud-occidentali e sud-orientali che affrontano da tempo complesse sfide nell'approvvigionamento idrico.

Grazie alla nuova rete tecnologica, oltre 55.000 persone potranno accedere a servizi di fornitura idrica stabili e maggiormente resistenti ai cambiamenti climatici. Fra i beneficiari diretti dell'iniziativa figurano più di 16.000 bambini. L'agenzia dell'Onu ha sottolineato come la transizione verso l'energia solare consenta di garantire continuità all'erogazione di risorsa idrica e promuovere un modello di gestione sostenibile per i servizi pubblici locali. [Agenzia Infomundi – Infocoopera]

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Uganda: lotta alla droga, Unodc aprirà ufficio a Kampala

Kampala, 24 ago. – L'Uganda e l'Ufficio delle Nazioni unite contro la droga e il crimine (Unodc) hanno firmato un accordo per istituire un ufficio Unodc a Kampala, rafforzando gli sforzi regionali per contrastare la criminalità organizzata transnazionale, il traffico di droga, la corruzione e altre minacce transfrontaliere. Lo si apprende da una nota di Unodc.

L'accordo con il Paese ospitante, firmato la settimana scorsa, dovrebbe fornire un quadro formale per una più stretta cooperazione tra l'Uganda e Unodc, rafforzando al contempo la capacità del Paese di contrastare le reti criminali sempre più sofisticate che operano oltre confine. La direttrice esecutiva di Unodc e direttrice generale dell'Ufficio delle Nazioni unite a Vienna, Monica Juma, ha descritto l'accordo come un fondamento per ampliare la cooperazione con l'Uganda sulle principali sfide in materia di sicurezza e giustizia.

L'accordo sancisce la presenza permanente dell'Unodc a Kampala, posizionando l'Uganda come base importante per rafforzare la cooperazione regionale contro le attività criminali che operano sempre più oltre i confini nazionali. [Agenzia Infomundi – Infocoopera]

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Africa: l'Oms dichiara fine della poliomielite in cinque Paesi

Accra, 21 ago. – L'Organizzazione mondiale della sanità (Oms) ha annunciato la fine della diffusione della poliomielite in cinque Paesi africani, ovvero Burundi, Ghana, Guinea-Bissau, Uganda e Repubblica del Congo.

Lo riporta un comunicato ufficiale, che cita “rigorose valutazioni tecniche” effettuate le quali questi cinque Paesi della Regione africana dell'Oms sono riusciti ad arrestare la diffusione della poliomielite, segnando un passo importante nella protezione dei bambini da questo virus e nella marcia verso l'eradicazione" della polio.

"Tra gennaio e giugno 2026, team indipendenti incaricati di valutare la risposta all'epidemia hanno condotto studi separati, esaminando dati relativi alla sorveglianza epidemiologica, ai laboratori e all'epidemiologia" spiega l'Oms, specificando di aver trovato prove sufficienti a dimostrare l'interruzione della trasmissione in Burundi, Ghana, Guinea-Bissau, Uganda e Repubblica del Congo, confermando così “la fine di queste epidemie dovute al poliovirus di tipo 2".

Il direttore regionale dell'Oms per l'Africa, Mohamed Janabi, ha definito l'iniziativa come "un passo importante", auspicando al contempo "una vigilanza continua, una stretta sorveglianza e un'elevata copertura vaccinale" per "proteggere i bambini e prevenire future epidemie". Secondo l'Oms, la poliomielite è una malattia altamente contagiosa che può portare a paralisi irreversibile. Non esiste una cura, ma può essere prevenuta attraverso una vaccinazione sicura ed efficace. [Agenzia Infomundi – Infocoopera]

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Burkina Faso: aiuti allo sviluppo, Ouaga vuole fare da sola

Ouagadougou, 20 ago. – Il primo ministro del Burkina Faso, Rimtalba Jean Emmanuel Ouédraogo, ha ribadito che il Burkina Faso intende basare lo sviluppo sulle proprie risorse, respingendo i finanziamenti “subordinati a condizioni politiche”. Lo ha detto durante un incontro con Haoliang Xu, sottosegretario generale dell'Onu e manager del Programma delle nazioni unite per lo sviluppo (Undp).

"Rifiutiamo finanziamenti che ci condizionino ai dettami altrui" detto Ouedraogo, ripreso dai media burkinabé, che specificano che al centro dell'incontro tra i due c'era il cosiddetto Piano Rilancio, il nuovo quadro di sviluppo del Burkina Faso. Questo programma mira a coprire circa il 65% del fabbisogno finanziario con risorse nazionali, rispetto al 35% previsto dai partenariati internazionali: "Non possiamo rivendicare la sovranità tendendo la mano" ha detto Ouédraogo, dicendosi convinto che la contrazione degli aiuti internazionali rafforzi la determinazione di Ouagadougou a dare priorità all'autonomia finanziaria.

Da parte sua, il rappresentante dell'Undp ha accolto con favore la chiarezza del piano del Burkina Faso, specificando che il sostegno delle Nazioni unite dovrebbe evolversi verso una maggiore competenza tecnica, il rafforzamento delle capacità statali e l'istituzione di meccanismi di acquisto di gruppo per ridurre i costi. [Agenzia Infomundi – Infocoopera]

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Africa: allarme Unicef per colera

Roma, 13 ago. – Il colera si sta diffondendo nell'Africa occidentale e centrale, con focolai attivi in sei Paesi e milioni di bambini esposti al rischio di contagio. A lanciare l'allarme è l'Unicef, secondo cui piogge stagionali, inondazioni, spostamenti della popolazione e trasmissioni transfrontaliere stanno accelerando la diffusione della malattia.

I focolai si concentrano lungo due principali corridoi. Nel bacino del lago Ciad sono interessati Nigeria, Camerun e Ciad, mentre nel bacino del fiume Congo la diffusione coinvolge Repubblica Democratica del Congo (Rdc), Repubblica del Congo e Repubblica Centrafricana.

La Nigeria registra il maggior numero di contagi, con oltre 50.000 casi e 338 morti dall'inizio dell'anno, in gran parte legati al focolaio nello Stato di Borno. La Rdc presenta invece il bilancio più grave in termini di vittime, con quasi 700 decessi su oltre 30.400 casi.

Particolarmente esposti sono i bambini: nella Repubblica Centrafricana quelli sotto i dieci anni rappresentano il 44% dei casi segnalati, mentre in Ciad quasi due terzi delle infezioni riguardano minori di 15 anni.

L'Unicef ha chiesto 15 milioni di dollari di finanziamenti aggiuntivi per rafforzare nei prossimi sei mesi gli interventi per l'accesso all'acqua potabile e ai servizi igienico-sanitari, la sorveglianza epidemiologica e le campagne di vaccinazione orale contro il colera. [Agenzia Infomundi – Infocoopera]

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Sudan: la guerra lascia milioni di bambini senza scuola

Khartoum, 10 ago. – La vicesegretaria generale delle Nazioni Unite, Amina Mohammed, ha chiesto la cessazione immediata del conflitto in Sudan, avvertendo che la guerra sta privando milioni di bambini dell'accesso all'istruzione e alimentando quella che ha definito "la più grave crisi di sfollamento al mondo".

Intervenendo nel fine settimana a una riunione del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite dedicata alla tutela dell'istruzione in Sudan, Mohammed ha ricordato che il conflitto dura ormai da 1.210 giorni e che oltre 33 milioni di persone, più della metà della popolazione del Paese, dipendono dagli aiuti umanitari.

"Tra tutte le cose che questa guerra sta sottraendo al popolo sudanese, una delle perdite più gravi riguarda il futuro del Paese, perché i bambini vengono privati del loro diritto all'istruzione", ha dichiarato la vicesegretaria generale dell'Onu. "Oggi almeno otto milioni di bambini in età scolare non frequentano la scuola e le conseguenze sono particolarmente pesanti per milioni di minori sfollati, soprattutto per coloro che hanno trovato rifugio al di fuori del Sudan", ha aggiunto.

Mohammed ha spiegato che la situazione è particolarmente critica nel Darfur, dove quasi tre quarti degli edifici scolastici sono stati danneggiati, distrutti o resi inutilizzabili dall'inizio delle ostilità. Secondo le stime dell'Onu, cinque bambini su sei nella regione non frequentano attualmente la scuola. "I genitori raccontano di preferire tenere i propri figli a casa piuttosto che mandarli a scuola, perché la loro abitazione è diventata l'unico luogo in cui ritengono di poterli proteggere", ha affermato.

La rappresentante delle Nazioni Unite ha inoltre ricordato che la carestia si è ormai diffusa in diverse aree del Paese e che circa quattro milioni di donne e bambini potrebbero soffrire di malnutrizione acuta nel corso dell'anno. A ciò si aggiunge la crisi degli sfollamenti, con quasi nove milioni di persone costrette a lasciare le proprie abitazioni all'interno del Sudan e milioni di altre rifugiatesi nei Paesi vicini.

"Questa guerra deve finire e deve finire subito", ha dichiarato Mohammed, chiedendo che i responsabili delle violazioni dei diritti umani e delle atrocità commesse durante il conflitto siano chiamati a risponderne davanti alla giustizia.

La guerra in Sudan è iniziata nell'aprile del 2023, in seguito alle tensioni tra l'esercito regolare e le Forze di supporto rapido (Rsf) in merito all'integrazione dei paramilitari nelle forze armate nazionali. Da allora, il conflitto ha provocato decine di migliaia di vittime e una delle più gravi crisi umanitarie al mondo. [Agenzia Infomundi – Infocoopera]

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Africa: Wfp Onu avverte su rischio insicurezza alimentare

Roma, 07 ago. – Il Programma alimentare mondiale delle Nazioni Unite (Wfp /Pam) ha avvertito che oltre 18 milioni di persone nell'Africa orientale e australe rischiano un peggioramento dell'insicurezza alimentare a causa del fenomeno climatico El Niño, il cui picco è previsto tra settembre e dicembre.

Secondo il Wfp, l'Africa orientale e australe sono esposte a rischi rilevanti, in particolare nelle aree dove le prossime stagioni delle piogge sono determinanti per la produzione alimentare. I Paesi dell'Africa australe risultano particolarmente vulnerabili per la forte dipendenza dall'agricoltura di sussistenza legata alle piogge.

"Il Wfp prevede che i Paesi già alle prese con povertà, conflitti, instabilità economica ed eventi climatici estremi ripetuti saranno i più colpiti da El Niño, e che il suo impatto non sarà uniforme", ha dichiarato l'agenzia dell'Onu in un comunicato.

L'organizzazione ha segnalato che diversi Paesi registrano già precipitazioni inferiori alla media, inondazioni improvvise e temperature anomale, mentre altri dovrebbero affrontare condizioni in peggioramento durante le prossime stagioni di semina e raccolto.

Il Wfp ha ricordato che l'episodio di El Niño del 2015-2016 colpì tra 60 e 100 milioni di persone; le prime analisi indicano che l'evento 2026-2027 potrebbe spingere altri 49 milioni di persone verso condizioni di insicurezza alimentare acuta entro la fine del 2027. Il picco del fenomeno è atteso tra settembre e dicembre, ma i suoi effetti sui cicli di raccolto futuri si protrarranno fino al 2027.

Da maggio, il Wfp ha attivato misure di risposta anticipata in Sud Sudan, Ciad, Mauritania, Uganda, Guatemala ed El Salvador, distribuendo oltre 14 milioni di dollari in assistenza pre-emergenza a mezzo milione di persone.

Il Wfp e l'Organizzazione delle Nazioni Unite per l'alimentazione e l'agricoltura (Fao) hanno lanciato un appello congiunto per un aumento dei finanziamenti destinati a preparare le comunità vulnerabili a El Niño, con l'obiettivo di proteggere vite, mezzi di sussistenza e sicurezza alimentare prima che la situazione degeneri in crisi umanitarie. [Agenzia Infomundi – Infocoopera]

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