Senza categoria
Marocco: oltre 1.100 migranti arrivati a Ceuta in una settimana
Rabat, 30 lug. – Oltre 1.100 migranti, in prevalenza giovani marocchini, sono giunti nell'enclave spagnola di Ceuta nell'arco di poco più di una settimana, la maggior parte arrivando a nuoto dalle vicine coste del Marocco. Lo si apprende dai quotidiani El Faro de Ceuta ed El Pais, che citano i dati resi noti dalle autorità locali e dal ministero dell'Interno di Madrid.
La situazione è stata definita "estremamente grave" dal portavoce del governo locale, Alejandro Ramírez, il quale ha chiesto un intervento straordinario alle autorità centrali per accelerare i trasferimenti verso la penisola. Il Centro di accoglienza temporanea della città ospita oltre 600 persone a fronte di circa 500 in attesa di ingresso, mentre dal primo gennaio al 15 luglio di quest’anno sono stati registrati 2.826 arrivi irregolari, con un incremento del 149% rispetto allo stesso periodo del 2025.
A favorire le traversate, oltre alla condivisione di filmati sul social network TikTok, sarebbe una recente sentenza della Corte suprema spagnola che vieta i respingimenti immediati in mare dei migranti giunti a nuoto. Nel frattempo, diverse famiglie marocchine denunciano la scomparsa di decine di giovani durante le traversate. [Agenzia Infomundi – Infocoopera]
© Riproduzione riservata
Etiopia: allarme dall’Onu per l’insicurezza alimentare
Addis Abeba, 29 lug. – Oltre 79 milioni di persone in Etiopia soffrono di insicurezza alimentare da moderata a grave, mentre quasi 92 milioni di persone non hanno potuto permettersi una dieta sana nel 2025. Lo afferma un nuovo rapporto congiunto di cinque agenzie delle Nazioni Unite, intitolato "Lo stato della sicurezza alimentare e della nutrizione nel mondo nel 2026".
Il rapporto, redatto dall'Organizzazione delle Nazioni Unite per l'alimentazione e l'agricoltura (Fao), dal Fondo internazionale per lo sviluppo agricolo (Ifad), dall'Unicef, dal Programma alimentare mondiale (Wfp) e dall'Organizzazione mondiale della sanità (Oms), circa 79,4 milioni di etiopi, ovvero oltre il 60% della popolazione, hanno sofferto di insicurezza alimentare da moderata a grave tra il 2023 e il 2025. Questa situazione significa che milioni di persone non hanno avuto accesso regolare a cibo sufficiente o hanno incontrato notevoli difficoltà nel nutrirsi.
Gli autori del rapporto specificano, tuttavia, che queste stime non includono la regione del Tigray a causa della mancanza di dati sufficientemente affidabili. Tale esclusione potrebbe portare a una sottostima della reale portata dell'insicurezza alimentare nel Paese. In questa regione dell'Etiopia settentrionale, in effetti, molte persone rimangono sfollate e incontrano difficoltà nell'accesso agli aiuti umanitari, mentre le conseguenze del conflitto e le incertezze legate al processo di pace continuano a pesare sulla disponibilità e sull'accesso al cibo.
La situazione appare tanto più preoccupante in quanto si è aggravata nell'ultimo decennio. Tra il 2014 e il 2016, circa 58,4 milioni di persone, ovvero il 56,2% della popolazione, si trovavano già in una situazione di insicurezza alimentare da moderata a grave.
Oltre alla disponibilità di cibo, il rapporto evidenzia anche il crescente problema dell'accessibilità economica. Nel 2025, circa 92 milioni di etiopi, ovvero il 67,9% della popolazione, non hanno potuto permettersi una dieta sana e nutrizionalmente adeguata. Le agenzie delle Nazioni Unite attribuiscono questa situazione in particolare all'elevato costo degli alimenti nutrienti, che impedisce a molte famiglie di soddisfare i propri bisogni alimentari e nutrizionali di base. [Agenzia Infomundi – Infocoopera]
© Riproduzione riservata
Rd Congo: Hrw denuncia grave inquinamento da petrolio
Kinshasa, 28 lug. – L'organizzazione non governativa Human Rights Watch (Hrw) ha denunciato i gravi rischi per la salute delle comunità locali causati dalle attività della società petrolifera franco-britannica Perenco nella Repubblica Democratica del Congo. Secondo quanto riferisce l'organizzazione in un rapporto pubblicato ieri, le operazioni dell'unico produttore di greggio del Paese – concentrate nella zona di Muanda, nella provincia del Kongo Central – provocano l'inquinamento di aria, acqua e terreno a causa della combustione del gas in torcia a ridosso delle abitazioni, dell'incenerimento di rifiuti e delle frequenti perdite dagli oleodotti.
Nel documento, Hrw sollecita le autorità di Kinshasa a rendere pubblici i risultati dell'audit ambientale commissionato nel dicembre 2024 sulle concessioni della compagnia e prorogato nel novembre 2025 senza scadenze certe. Come evidenziato dalla ricercatrice di Hrw Agathe Bounfour, i residenti soffrono di sintomi respiratori, dolori al petto e nausea dovuti ai fumi e alla presenza di idrocarburi, piombo e mercurio nei fiumi e nei pozzi in concentrazioni superiori ai limiti fissati dall'Organizzazione mondiale della sanità (Oms).
In risposta alle rilevazioni di Hrw, la società Perenco ha respinto le accuse, affermando che le proprie operazioni non causano inquinamento o patologie acute e giudicando metodologicamente inadeguati gli studi scientifici indipendenti. La compagnia ha precisato di aver investito oltre 100 milioni di dollari dal 2021 nella manutenzione delle infrastrutture, di aver già disattivato 220 punti di combustione e di collaborare con le autorità congolesi per ridurre l'impatto ambientale. [Agenzia Infomundi – Infocoopera]
© Riproduzione riservata
Africa Or.: Ocha, 48 milioni di persone a rischio fame
Nairobi, 17 lug. – Le Nazioni Unite hanno detto che entro il 2026 48,5 milioni di persone in Africa orientale potrebbero aver bisogno di assistenza umanitaria a causa di una combinazione di conflitti, sfollamenti, shock climatici, epidemie e peggioramento dell'insicurezza alimentare.
L'Ufficio per il coordinamento degli affari umanitari (Ocha) ha diffuso ieri un report in cui traccia una situazione umanitaria generalmente peggiorata nella regione dell'Africa orientale, nel secondo trimestre di quest'anno. Quasi 40,5 milioni di persone soffrono ora di grave fame, 1,6 milioni in più rispetto al trimestre precedente. Ocha sottolinea che gli aumenti più significativi dell'insicurezza alimentare sono stati registrati in Sud Sudan, Kenya, Sudan e Tanzania e attribuisce questo peggioramento ai conflitti in corso, agli effetti di eventi meteorologici estremi e alle conseguenze economiche delle tensioni in Medio oriente, che stanno facendo aumentare i prezzi del carburante, dei trasporti e dei prodotti alimentari, interrompendo al contempo le catene di approvvigionamento.
Il report di Ocha rileva inoltre un peggioramento degli sfollamenti forzati: la popolazione di rifugiati nella regione è aumentata da 5,9 milioni a 6 milioni di persone, principalmente a causa dei nuovi flussi migratori verso Sud Sudan, Uganda e Kenya. In Burundi, gli eventi meteorologici estremi hanno costretto quasi 13.000 persone ad abbandonare le proprie case.
Dal punto di vista sanitario, Ocha avverte dell'alto rischio di diffusione regionale dell'epidemia di Ebola che imperversa nella Repubblica democratica del Congo (Rdc). “Sebbene l'epidemia di Ebola rimanga concentrata nella Repubblica democratica del Congo, il rischio di diffusione regionale resta elevato”, spiega l'Ocha, segnalando anche una forte recrudescenza di altre malattie. I casi di colera sono più che raddoppiati nel secondo trimestre, raggiungendo quota 12.400, mentre sono stati segnalati 457 focolai di peste suina africana nelle aree colpite da sfollamenti e inondazioni.
Di fronte a questo accumulo di crisi, Ocha ha chiesto un rapido aumento degli aiuti umanitari per prevenire un peggioramento della situazione in una regione che si trova ad affrontare bisogni crescenti. [Agenzia Infomundi – Infocoopera]
© Riproduzione riservata
Sud Sudan: attivato piano di azione preventiva contro la siccità
Juba, 13 lug. – Il Programma alimentare mondiale delle Nazioni Unite (Pam) e il governo del Sud Sudan hanno attivato il primo piano d'azione preventiva contro la siccità, per tutelare oltre 65.000 persone nelle contee di Budi e Nord Kapoeta, nello Stato dell’Equatoria Orientale, dalla grave insicurezza alimentare causata dai cambiamenti climatici. Lo ha riferito il Pam, precisando in una nota che il piano combina previsioni scientifiche, informazioni di allerta precoce e finanziamenti prestabiliti, consentendo così di attivare l'assistenza umanitaria prima che si verifichi una crisi.
"L'azione preventiva sta trasformando il modo in cui gestiamo gli shock legati ai cambiamenti climatici – ha detto il direttore del Pam in Sud Sudan, Mutinta Chimuka - anziché aspettare che la siccità aggravi i bisogni umanitari, stiamo agendo sulla base di previsioni e dati concreti per sostenere le comunità prima che i mezzi di sussistenza vengano compromessi. Fornendo assistenza tempestiva, possiamo aiutare le famiglie a proteggere ciò che hanno, a rafforzare la loro resilienza e a ridurre i costi umani ed economici della siccità".
Il piano prevede aiuti in denaro per 52.751 persone, in modo da aiutare le famiglie a soddisfare i bisogni essenziali di cibo e sostentamento prima che le condizioni peggiorino. Inoltre più di 65.000 persone stanno beneficiando di campagne di comunicazione e sensibilizzazione che forniscono alle famiglie informazioni essenziali sulla preparazione e la mitigazione della siccità, sulla gestione del bestiame, sull'uso dell'acqua e sulla pianificazione dei mezzi di sussistenza.
Il Pam ricorda che le comunità agro-pastorali dell'Equatoria Orientale dipendono dalle precipitazioni stagionali per la produzione agricola e l'allevamento del bestiame. Condizioni di siccità prolungate possono portare alla perdita dei raccolti, alla perdita di bestiame, alla riduzione dei redditi familiari e al peggioramento dell'insicurezza alimentare, esponendo le famiglie già vulnerabili a maggiori rischi. [Agenzia Infomundi – Infocoopera]
© Riproduzione riservata
Somalia: accordo con Italia per cooperazione su media e cultura
Mogadiscio, 08 lug. – Il ministro dell'Informazione, della Cultura e del Turismo della Somalia, Abdulfatah Qasim Mohamud, ha ricevuto a Mogadiscio l'ambasciatore d'Italia, Pier Mario Daccò Coppi, per colloqui strategici orientati al rafforzamento delle relazioni bilaterali e della cooperazione istituzionale tra i due Paesi.
A darne notizia è oggi la rete informativa locale Shabelle, da cui si apprende che in occasione della visita il ministro somalo e il diplomatico italiano si sono recati presso il Teatro nazionale, i dipartimenti dei media di Stato e gli archivi storici di Radio Muqdisho, esaminando da vicino l'attività quotidiana svolta da queste strutture informative a favore del pubblico somalo. I colloqui si sono concentrati sull'espansione della collaborazione nei settori dell'informazione, della cultura, del turismo e della formazione professionale, con l'obiettivo parallelo di consolidare le capacità operative e istituzionali del ministero somalo.
L'intesa delinea lo sviluppo di progetti congiunti volti a favorire lo scambio culturale, la crescita delle istituzioni mediali e il potenziamento delle competenze governative. Tra i punti programmatici discussi figurano l'ampliamento della cooperazione tra le emittenti dei due Paesi, il rilancio dei programmi in lingua italiana su Radio Muqdisho e il sostegno alle coproduzioni cinematografiche. Il ministro Mohamud ha espresso la gratitudine del governo somalo per il costante supporto offerto dall'Italia, ribadendo l'impegno ad approfondire una partnership strategica di antica data. Da parte sua, l'ambasciatore Daccò Coppi ha confermato la piena disponibilità dell'Italia a mantenere e allargare il sostegno allo sviluppo istituzionale e culturale della Somalia. [Agenzia Infomundi – Infocoopera]
© Riproduzione riservata
Benin: nove milioni di euro per progetto sulla cucina pulita
Cotonou, 02 lug. – Il progetto ecologico Bissap, sviluppato in Benin dalla società Hummingbirds in collaborazione con S2 Services, ha ottenuto un finanziamento di 9 milioni di euro da una nuova piattaforma di investimento sul mercato del carbonio sostenuta dalle istituzioni europee di finanziamento dello sviluppo.
Come riportato dalla testata specializzata Carbon Pulse, l'iniziativa rappresenta il primo accordo concluso da questa nuova struttura finanziaria dedicata alle soluzioni basate sulla natura, lanciata da istituti di cooperazione europei, tra cui la svedese Swedfund International e la francese Proparco, insieme alla britannica British International Investment (Bii). La piattaforma si avvale inoltre della garanzia per i pozzi di assorbimento del carbonio Edfi, uno strumento stanziato dall'Unione Europea per mitigare i rischi finanziari nelle prime fasi di sviluppo dei progetti ambientali.
L'iniziativa mira a distribuire gratuitamente 150.000 cucine Ecoa Wood ad alta efficienza energetica nelle aree rurali del Benin, dove attualmente solo il 6% della popolazione ha accesso a sistemi di cottura puliti e le infezioni respiratorie rappresentano la seconda causa di morte prematura. Sul piano operativo, il piano ha già dotato e formato 34.000 donne e si stima che consentirà di evitare l'emissione di 2,5 milioni di tonnellate di anidride carbonica equivalente nell'arco di quindici anni. [Agenzia Infomundi – Infocoopera]
© Riproduzione riservata
Sud Sudan: Onu, la crisi alimentare peggiorerà
Juba, 30 giu. – La crisi alimentare in Sud Sudan è destinata ad aggravarsi fino alla fine del 2026 a causa del perdurare dei conflitti, degli shock climatici estremi, del collasso economico e della grave carenza di finanziamenti umanitari. È quanto emerge dall'ultimo rapporto diffuso ieri dall'Ufficio delle Nazioni Unite per il coordinamento degli affari umanitari.
Secondo il rapporto, il Paese rischia di affrontare una siccità sempre più severa nei prossimi mesi. Le previsioni stagionali della task force nazionale per le alluvioni indicano infatti un'elevata probabilità di precipitazioni inferiori alla media e temperature superiori alla norma durante la stagione delle piogge, compresa tra giugno e settembre.
"I primi effetti sono già visibili", sottolinea l'Ocha, citando i dati dell'Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati, secondo cui circa 1.500 persone hanno lasciato le aree intorno a Kapoeta, nello Stato di Equatoria Orientale, dirigendosi verso il Kenya a causa della scarsità d'acqua e del peggioramento delle condizioni di sussistenza.
Pur non escludendo alluvioni localizzate, l'agenzia delle Nazioni Unite avverte che gran parte del Paese sarà esposta a un rischio diffuso di siccità. Le regioni orientali e sud-orientali dovrebbero registrare una grave scarsità d'acqua, un aumento della mortalità del bestiame e un calo della produzione agricola.
"Le prospettive climatiche, unite agli sfollamenti, alle epidemie e alla diminuzione dei finanziamenti umanitari, rischiano di aggravare ulteriormente l'insicurezza alimentare e la malnutrizione, soprattutto nelle aree già più vulnerabili", conclude il rapporto. [Agenzia Infomundi – Infocoopera]
© Riproduzione riservata
Somalia: Mohamed Yahya vice capo degli Affari umanitari Onu
Mogadiscio, 29 giu. – Il diplomatico somalo Mohamed Yahya è stato nominato sottosegretario generale per gli Affari umanitari e vice coordinatore degli aiuti d'emergenza presso l'Ufficio delle Nazioni Unite per il coordinamento degli affari umanitari (Ocha) dal segretario generale delle Nazioni Unite, António Guterres.
Yahya succede alla tanzaniana Joyce Msuya, alla quale Guterres ha espresso il proprio ringraziamento per il contributo offerto alla causa umanitaria durante il suo mandato.
Con oltre vent'anni di esperienza nei settori dello sviluppo, dell'assistenza umanitaria e del consolidamento della pace, maturata tra Africa e Asia meridionale, Yahya ricopre attualmente l'incarico di coordinatore residente e coordinatore umanitario delle Nazioni Unite in Pakistan. In questo ruolo ha guidato la risposta dell'Onu alle devastanti alluvioni che hanno colpito il Paese nel 2025.
In precedenza è stato rappresentante residente del Programma delle Nazioni Unite per lo sviluppo (Pnud) in Nigeria, dove ha diretto uno dei più grandi uffici nazionali dell'agenzia. [Agenzia Infomundi – Infocoopera]
© Riproduzione riservata
Angola: Ifad lancia progetto sviluppo agricoltura
Luanda, 26 giu. – Il Fondo internazionale di sviluppo agricolo (Ifad) ha annunciato il proprio impegno formale al fianco del governo dell'Angola, del gruppo della Banca Mondiale e di vari partner internazionali per lanciare il progetto Compacto AgriConnect Angola. Si tratta di un'ambiziosa iniziativa macroeconomica volta a trasformare in profondità i sistemi agroalimentari del Paese, generare nuove opportunità occupazionali e incrementare in modo strutturale le condizioni di sussistenza delle comunità rurali angolane.
Il programma AgriConnect rappresenta una strategia globale concepita per sostenere circa 300 milioni di piccoli produttori agricoli su scala globale, accompagnandoli nel delicato passaggio da un modello economico basato sulla pura sussistenza a uno focalizzato sulla generazione di eccedenze commerciali. La pianificazione strategica si concentra sul potenziamento complessivo degli ecosistemi agricoli attraverso il consolidamento delle associazioni di settore, l'ottimizzazione dei collegamenti commerciali con i mercati di riferimento, l'allargamento dell'accesso ai servizi finanziari e l'introduzione di innovative soluzioni digitali, promuovendo parallelamente una partecipazione molto più incisiva del settore privato in tutte le catene alimentari.
In qualità di unica istituzione finanziaria internazionale interamente dedicata alla trasformazione strutturale delle realtà rurali, l'Ifad fornirà un apporto specialistico decisivo per la buona riuscita del piano in Angola. L'intervento punta a migliorare la sicurezza alimentare nazionale e a diversificare un'economia ancora fortemente dipendente dalle fluttuazioni dei mercati estrattivi, offrendo al contempo alle popolazioni locali gli strumenti necessari per incrementare la resilienza produttiva di fronte alle sfide climatiche ed economiche globali. [Agenzia Infomundi – Infocoopera]
© Riproduzione riservata
