Agribusiness
Africa Occ.: latte, l'obiettivo è ridurre l'importazione
Dakar, 22 gen. – I Paesi dell’Africa occidentale e del Sahel puntano sul latte locale per ridurre la dipendenza dalle importazioni e rafforzare la sicurezza alimentare. A Thiès, in Senegal, governi, associazioni di allevatori e partner tecnici e finanziari si sono riuniti nei giorni scorsi per definire una strategia comune e lanciare una vera e propria offensiva regionale a sostegno della filiera lattiero-casearia. L’iniziativa è promossa dall’Associazione per la promozione l'allevamento del bestiame nel Sahel e nella savana (Apess).
Al centro del confronto c’è stata la necessità di aumentare la produzione, migliorare la raccolta e la conservazione del latte e sviluppare la trasformazione industriale, oggi ancora poco strutturata in molti Paesi della regione. L’obiettivo è valorizzare il potenziale locale e rafforzare catene del valore capaci di garantire maggiore autonomia alimentare, a partire da prodotti di largo consumo come lo yogurt.
Durante i lavori è stata lanciata una piattaforma regionale che riunisce i principali attori del settore. Per il suo presidente, Boureima Dodo, questo strumento permetterà di passare dalle dichiarazioni ai fatti, grazie a un coordinamento stabile tra Stati e partner pubblici, compresa la Cedeao. È prevista anche una conferenza annuale per fare il punto sui progressi e correggere le strategie.
Secondo Dodo, investire nella filiera del latte significa non solo rafforzare la sicurezza alimentare, ma anche creare posti di lavoro e favorire la diversificazione agricola. Restano però forti criticità, a partire dalla carenza di infrastrutture nelle zone di produzione. Strade inadeguate e accesso limitato all’energia rendono difficile la raccolta e la conservazione del latte. Per questo viene indicata l’energia solare come una soluzione chiave per garantire la catena del freddo.
Un altro problema rilevante è la sicurezza. La presidente di un’organizzazione di produttori del Mali, Oumou Sangaré, ha sottolineato come l’instabilità in alcune aree rurali rappresenti un freno per gli allevatori e ha chiesto un maggiore impegno delle autorità per garantire condizioni di lavoro più sicure e redditizie.
La strategia sul latte locale si inserisce in un quadro più ampio di integrazione regionale promosso dalla Cedeao e dai partner internazionali. Secondo le stime, l’Africa occidentale spende ogni anno oltre 500 miliardi di franchi Cfa (762 milioni di euro) per importare prodotti lattiero-caseari. Rafforzare la produzione locale è considerato essenziale per ridurre le importazioni e raddoppiare la produzione di latte fresco entro il 2030, con benefici diretti per l’economia e per le popolazioni della regione. [Agenzia Infomundi – Infocoopera]
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Africa: clima, investimenti Ifad-Gef in Eritrea e Malawi
Addis Abeba, 24 dic. – L'Ifad (Fondo internazionale per lo sviluppo agricolo) e il Gef (Global Environment Facility) hanno annunciato un nuovo pacchetto di investimenti da oltre 124,5 milioni di dollari destinato a Eritrea, Malawi e Kiribati, finalizzato a rafforzare la resilienza climatica delle comunità rurali. Il finanziamento, formalizzato durante il 70° Consiglio del Gef, comprende 44,5 milioni di dollari stanziati dal fondo ambientale e oltre 80 milioni di dollari di cofinanziamenti, di cui 48,5 milioni provenienti direttamente dall'Ifad.
L’iniziativa mira a sostenere progetti innovativi basati sul ripristino degli ecosistemi e sulla partecipazione diretta delle comunità locali, considerate motori della transizione verso le cosiddette “economie blu-verdi”. Juan Carlos Mendoza Casadiegos, direttore della divisione Ambiente e clima dell'Ifad, ha sottolineato che questi investimenti consentono ai piccoli agricoltori e alle popolazioni insulari di proteggere la biodiversità, creando al contempo nuove opportunità economiche inclusive.
Nell’ambito di questo pacchetto, l’Eritrea riceverà un investimento di circa 32 milioni di dollari per il progetto di “Ripristino degli ecosistemi marini e costieri su base comunitaria”. Il programma integra mezzi di sussistenza legati alla pesca e sensibili alla nutrizione all’interno del piano nazionale di adattamento ai cambiamenti climatici. L’obiettivo principale è il recupero di 3.500 ettari di mangrovie degradate, con l’ambizione di aumentare del 20% la resilienza climatica della regione. Il progetto adotta un modello innovativo che coinvolge 21.320 famiglie nel ruolo di custodi diretti dei propri habitat marini, garantendo una gestione sostenibile e duratura delle risorse costiere.
Parallelamente all’impegno costiero in Eritrea, l’investimento in Malawi si concentra sulla rigenerazione degli ecosistemi terrestri e sul rafforzamento della capacità di adattamento dei piccoli agricoltori dell’entroterra. Il progetto punta a contrastare il degrado del suolo e a promuovere pratiche agricole resilienti ai frequenti shock climatici della regione, assicurando che le comunità rurali possano mantenere i propri mezzi di sussistenza anche di fronte a siccità o precipitazioni estreme.
Il successo di queste operazioni si basa sulla sinergia tra due istituzioni chiave della cooperazione internazionale. L'Ifad è un’agenzia specializzata delle Nazioni Unite e un’istituzione finanziaria internazionale con sede a Roma, il cui mandato è esclusivamente focalizzato sulle popolazioni rurali dei Paesi in via di sviluppo, con l’obiettivo di eliminare povertà e fame. Il Gef, invece, è il principale fondo mondiale dedicato alla protezione dell’ambiente globale e funge da meccanismo finanziario per le principali convenzioni internazionali sulla biodiversità e sui cambiamenti climatici.
Eritrea e Malawi si aggiungono a una lista crescente di Paesi africani che hanno già sottoscritto accordi analoghi con il binomio Ifad-Gef per progetti di adattamento climatico. In Africa occidentale, nazioni come Senegal e Mali beneficiano da tempo di fondi legati alla Grande Muraglia Verde per il ripristino delle terre aride. Nell’Africa orientale, il Kenya ha attivato programmi per la gestione resiliente delle risorse idriche, mentre il Mozambico ha siglato intese specifiche per la protezione delle aree costiere soggette a cicloni. Anche Etiopia e Tanzania operano nell’ambito di protocolli di cooperazione che integrano sicurezza alimentare e recupero dei bacini idrografici, confermando un trend continentale di investimenti mirati a trasformare la gestione degli ecosistemi in uno strumento di difesa contro gli shock climatici. [Agenzia Infomundi – Infocoopera]
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Costa d'Avorio: anacardi, modello di cooperazione con l'Ue
Abidjan, 25 nov. – Il comparto degli anacardi in Costa d'Avorio sta diventando un esempio di come la cooperazione tra Europa e Africa possa funzionare. Negli ultimi quattro anni, un programma europeo da 20 milioni di euro ha sostenuto le fabbriche africane che lavorano gli anacardi, consentendo loro di modernizzare impianti, formare il personale, migliorare gli standard produttivi e accedere più facilmente ai finanziamenti. In Costa d’Avorio, principale produttore mondiale, una trentina di aziende hanno beneficiato del progetto, tra cui Olam Food Ingredients, che gestisce due impianti di sgusciatura ad Abidjan.
Alpha Dagnoko, responsabile degli approvvigionamenti di Olam, spiega a Rfi: "Grazie a questo progetto, possiamo formare i produttori sulle buone pratiche agricole, aumentando la produttività e la qualità degli anacardi. Questo ci permette di commercializzare semi di migliore tracciabilità, soddisfacendo in sicurezza la domanda dei mercati internazionali".
Oggi la Costa d’Avorio raccoglie oltre 1,2 milioni di tonnellate di anacardi grezzi all’anno, ma ne lavora solo circa il 30%. Le autorità puntano a portare la trasformazione al 50% entro il 2030, un obiettivo strategico anche per l’Ue. Martina Borovac, vice capo della delegazione europea in Costa d’Avorio, sottolinea: "Il nostro interesse è creare valore aggiunto localmente, evitando l’esportazione di anacardi grezzi e sostenendo così sviluppo economico e occupazione". [Agenzia Infomundi – Infocoopera]
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Giordania: lanciata iniziativa per credito in agricoltura
Amman, 13 nov. – L'Azienda di credito agricolo della Giordania (Acc) e il Programma alimentare mondiale (Pam/Wfp) hanno lanciato un'iniziativa di credito e prestito per sostenere l'agricoltura sostenibile e rafforzare la resilienza degli agricoltori locali.
A darne notizia è l’agenzia di stampa giordana Petra, da cui si apprende che l’iniziativa è stata resentata dal direttore generale dell'Acc, Muhammad Dojan, e dalla direttrice dei Programmi del Pam, Nona Wrang, al fine di espandere l'accesso degli agricoltori a prodotti finanziari conformi alla finanza islamica. L'obiettivo è migliorare la resilienza dei progetti agricoli agli effetti del cambiamento climatico e supportare la transizione verso pratiche agricole moderne.
I promotori hanno definito il programma un "passo strategico" per potenziare la capacità delle comunità di adattarsi alle sfide ambientali, ottimizzando l'uso delle risorse. L'iniziativa servirà inoltre come piattaforma per l'empowerment di donne e giovani nel settore agricolo, offrendo finanziamenti e formazione per avviare progetti imprenditoriali e adottare tecnologie avanzate. [Agenzia Infomundi – Infocoopera]
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Siria: rafforzata cooperazione con Italia su protezione bestiame
Damasco, 10 nov. – La Siria e l'Italia rafforzano la cooperazione agricola, con un focus specifico sulla protezione del bestiame e la lotta alle malattie animali transfrontaliere: è quel che emerge da un incontro tenutosi la scorsa settimana a Damasco, di cui dà notizia l’agenzia di stampa nazionale Sana, tra il ministro dell'Agricoltura siriano, Amjad Badr, e il direttore dell'Istituto zooprofilattico sperimentale dell'Umbria e delle Marche (Izsum), Vincenzo Caputo. All'incontro, che mirava a sostenere la ricostruzione del settore agricolo siriano, erano presenti anche l’ambasciatore d'Italia in Siria, Stefano Ravagnan, il direttore generale del Centro arabo per lo studio delle zone aride (Acsad) e il rappresentante nel Paese dell’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Alimentazione e l’agricoltura (Fao).
I colloqui si sono concentrati in particolare sull’ampliamento dei programmi di vaccinazione del bestiame e sul trasferimento di competenze veterinarie. L’ambasciatore Ravagnan ha sottolineato che l'Izsum è l'unico ente italiano autorizzato a operare all'estero, facilitando così lo scambio di tecnologia. Caputo ha confermato che la cooperazione è già iniziata attraverso incontri tecnici regolari, mentre l'Acsad ha ribadito la disponibilità a offrire assistenza tecnica, valorizzando l'esperienza italiana nell'immunizzazione animale. [Agenzia Infomundi – Infocoopera]
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Botswana: Gaborone sosterrà Fondo africano per la biodiversità
Gaborone, 06 nov. – Il Botswana sosterrà il Fondo africano per la biodiversità. Lo ha annunciato ieri il presidente Duma Boko, intervenendo al primo Vertice africano sulla biodiversità tenutosi a Gaborone, capitale del Botswana. Boko ha esortato i Paesi africani a garantire che il valore della biodiversità sia integrato nella pianificazione economica, nelle strategie di sviluppo e nei quadri di governance.
La perdita di biodiversità, i cambiamenti climatici, l'inquinamento, il degrado del suolo, la riduzione delle foreste, la scarsità d'acqua, l'aumento dei conflitti tra esseri umani e fauna selvatica, la frammentazione dei corridoi faunistici e le specie invasive minacciano il benessere e la sicurezza delle comunità, ha affermato.
“La prosperità deve essere definita non solo dal Prodotto interno lordo, ma anche da sistemi alimentari sicuri, acqua pulita, comunità resilienti ed ecosistemi sani che attutiscano gli shock dei cambiamenti climatici”, ha affermato Boko.
Ha sottolineato che l'Africa presenta grandi lacune nel finanziamento della conservazione. Il Botswana, pertanto, sostiene l'istituzione del Fondo africano per la biodiversità per colmare questa lacuna. [Agenzia Infomundi – Infocoopera]
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Burkina Faso: bando Aics per lo sviluppo dell'apicoltura
Ouagadougou, 06 ott. – La sede di Ouagadougou dell'Agenzia italiana per la cooperazione allo sviluppo (Aics) ha pubblicato un bando affidato da 1.231.103 euro per il progetto Padda, un'iniziativa a “Sostegno dello sviluppo sostenibile dell’apicoltura in Burkina Faso”. Il progetto, della durata di due anni, punta a migliorare la produttività e il reddito dei piccoli apicoltori di diverse province del Paese, consolidando e ampliando i risultati già ottenuti durante una prima fase dell’iniziativa.
Una componente del progetto sarà orientata ad aumentare la quantità e migliorare la qualità del miele secondo gli standard esistenti, attraverso la distribuzione di input tecnici e formazione pratico-teorica per 900 apicoltori e 100 funzionari del ministero dell’Agricoltura locale. L’altra componente mira a rafforzare le capacità del settore pubblico al fine di consentire lo sviluppo sostenibile dell’apicoltura e sostenere l’esportazione, la competitività e la promozione di tutta la filiera apistica. Verrà preso in considerazione anche lo sviluppo della ricerca nel campo dell’apicoltura, attraverso il coinvolgimento del settore accademico.
Come risultato trasversale, il progetto contribuirà alla tutela dell’ambiente, contro la desertificazione, preservando l’attività di impollinazione svolta delle api, che garantisce un ruolo essenziale sulla produttività agricola, garantendo anche il mantenimento della biodiversità degli ecosistemi.
La documentazione richiesta per partecipare al bando deve essere presentata alla sede Aics di Ouagadougou entro il 3 novembre. Non è prevista la possibilità di presentare proposte in Ats (Associazione Temporanea di Scopo), cioè forme di collaborazione temporanea tra più soggetti o enti che si uniscono per realizzare insieme un progetto.
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Comore: nasce una scuola per agricoltura e sviluppo rurale
Moroni, 22 set. – Una Scuola Nazionale di Formazione per l'Agricoltura e lo Sviluppo Rurale (Enfad) aprirà i battenti tra un paio di mesi a Djando, sull’isola di Moheli, alle Comore.
La nuova scuola avrà l’obiettivo di offrire ai giovani una formazione qualificante e direttamente collegata al mercato del lavoro, con la possibilità non solo di accedere a un impiego, ma anche di avviare attività autonome. Fa parte del programma Msomo na Hazi che mira a rafforzare le competenze locali e a contribuire allo sviluppo rurale, in una prospettiva di crescita economica e di modernizzazione del settore agricolo comoriano.
L’Enfad di Djando si affiancherà all’esperienza già esistente a Mvouni, sull’isola di Ngazidja, distinguendosi per una specializzazione mirata all’agricoltura e allo sviluppo rurale. In parallelo, il programma Msomo na Hazi prevede anche la creazione di centri di orientamento professionale denominati Sowo la hazi. Uno di questi è già operativo a Fomboni, mentre un altro sorgerà prossimamente a Nioumachoi.
Se ben implementata, la scuola di Djando potrebbe diventare un modello per il paese, rafforzando la sicurezza alimentare, l’imprenditorialità e la permanenza dei giovani nelle comunità rurali. [Agenzia Infomundi – Infocoopera]
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Etiopia: 225.000 avannotti nel lago Tana per rafforzare la pesca
Addis Abeba, 05 ago. – Circa 225.000 avannotti sono stati rilasciati ieri nel Lago Tana nell’ambito di un’iniziativa condotta dal Bahir Dar Fish and Other Aquatic Life Research Center. L’operazione mira a ripopolare lo specchio d’acqua con specie ittiche migliorate, per contrastare il calo delle risorse ittiche e rispondere ai bisogni nutrizionali ed economici delle comunità locali.
Lo ha fatto sapere ieri il direttore del centro, Erkyihun Asmare, ai microfoni dell'agenzia stampa etiope Fana, sottolineando che l’attività di ripopolamento continuerà nei prossimi mesi, sia nel Lago Tana sia in altri bacini idrici regionali. "L’allevamento e il rilascio di avannotti selezionati scientificamente è parte di un programma strutturato per rafforzare la sostenibilità della pesca", ha dichiarato Asmare.
Durante l’anno fiscale 2024/25 (2017 del calendario etiope), il centro ha allevato oltre 1,2 milioni di avannotti. Di questi, più di 312.000 sono stati immessi nel Lago Tana, compresi quelli rilasciati oggi. Gli altri sono stati distribuiti a stagni agricoli, altri corpi idrici e utilizzati per attività di ricerca scientifica.
Situato nell’altopiano nord-occidentale del Paese, nella regione di Amhara, il lago ha una superficie di circa 3.000 chilometri quadrati e si trova a un'altitudine di circa 1.800 metri sul livello del mare. Il lago è la fonte principale del Nilo Azzurro, che si unisce al Nilo Bianco in Sudan per formare il Nilo. Il Lago Tana è anche un’importante risorsa per la pesca, l’irrigazione, la navigazione e ospita numerose isole su cui si trovano monasteri storici risalenti al Medioevo. Inoltre, è un ecosistema di grande valore per la biodiversità, tanto che è stato designato Riserva della biosfera dall’Unesco nel 2015. [Agenzia Infomundi – Infocoopera]
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Etiopia: Green Legacy, pronte 8,4 mld di piantine
Addis Abeba, 04 giu. – L’Etiopia ha preparato oltre 8,4 miliardi di piantine in vista della campagna di riforestazione Green Legacy di quest’anno (che partirà a luglio), superando l’obiettivo iniziale di 7,5 miliardi. Lo ha annunciato il ministero dell’Agricoltura, secondo quanto riportato dall’agenzia Fana Broadcasting Corporate.
Secondo Shanko Tessa, responsabile del Dipartimento per lo sviluppo idrico del ministero, la campagna prevede la piantumazione su 1,9 milioni di ettari di terreno, di cui 1,5 milioni già individuati come idonei. Sono inoltre state elaborate mappe dettagliate per la copertura di oltre 492.000 ettari.
Fino a oggi, ha precisato Shanko, sono già state piantate 518,9 milioni di piantine e sono state preparate 3,1 miliardi di fosse, in vista della stagione principale di semina.
La campagna coinvolge oltre 116.000 siti in tutto il Paese, tra cui enti pubblici, scuole, organizzazioni religiose, strutture private e appezzamenti agricoli. Le specie vegetali selezionate comprendono alberi forestali, bambù, varietà miste e piante ornamentali, con l’obiettivo di combinare riforestazione e abbellimento urbano.
Per monitorare i progressi, è attivo un comitato direttivo nazionale che conduce valutazioni settimanali con la partecipazione di attori chiave dei settori coinvolti. [Agenzia Infomundi – Infocoopera]
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