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Africa: a maggio torna protagonista la cooperazione con Codeway
Roma, 14 ott. – Torna a Fiera Roma dal 13 al 15 maggio 2026 Codeway Expo, la manifestazione che si conferma la principale piattaforma italiana della cooperazione internazionale allo sviluppo sostenibile, un unicum nel panorama internazionale. Organizzata da Fiera Roma in collaborazione con Internationalia e con il patrocinio del ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale (Maeci), l’edizione 2026 è stata presentata ieri alla Farnesina, alla presenza dei principali protagonisti istituzionali e del mondo della cooperazione italiana.
Il ritorno di Codeway arriva dopo il successo del 2025, che ha registrato oltre 200 relatori da tutto il mondo, 250 incontri B2B, 60 eventi tematici e la partecipazione di 33 Paesi, confermandosi come un vero hub B2G e B2B per promuovere il dialogo, costruire partenariati e generare opportunità concrete tra istituzioni, imprese, Ong, università e organizzazioni internazionali.
Nel corso della presentazione, è stato sottolineato come Codeway Expo rappresenti ormai un appuntamento unico nel panorama italiano e internazionale, uno spazio di incontro e collaborazione tra pubblico e privato, ricerca e impresa. Il viceministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, Edmondo Cirielli, ha rimarcato il ruolo crescente del settore privato e degli enti territoriali nel favorire partenariati efficaci e dinamiche virtuose di sviluppo sostenibile, sottolineando l’importanza di Codeway come leva per ampliare il coinvolgimento di tutti gli attori della cooperazione.
Anche il direttore generale per la Cooperazione allo Sviluppo del Maeci, Stefano Gatti, ha richiamato l’attenzione sul valore strategico dell’iniziativa, pienamente integrata nella politica della cooperazione italiana, capace di offrire alle imprese strumenti e opportunità per accedere ai fondi nazionali e internazionali e di rafforzare la presenza del sistema Italia nei contesti globali.
L’edizione 2026 si preannuncia come una tappa di ulteriore crescita e consolidamento, con tre giornate dedicate a networking, forum di alto livello, procurement internazionale, country pitch e workshop sui grandi temi della cooperazione, in linea con le 5P dell’Agenda 2030 - Persone, Pianeta, Prosperità, Partnership e Pace.
Tra i focus principali: agricoltura e risk management, Ict e governance digitale, blue economy ed economia circolare, transizione energetica, formazione e salute. Obiettivo: trasformare la cooperazione in opportunità di sviluppo condiviso e business responsabile.
Dopo la rinnovata collaborazione con le Nazioni Unite, Codeway Expo 2026 consolida il proprio respiro internazionale, rafforzando il ruolo di piattaforma aperta ai Paesi target della cooperazione italiana e di catalizzatore per nuovi partenariati industriali, finanziari e tecnologici.
Accanto all’area espositiva, il programma di incontri offrirà momenti di dialogo strategico con agenzie internazionali, istituzioni, aziende e mondo accademico, mentre l’ecosistema digitale di Codeway continuerà ad amplificare la community dell’evento, che nel 2025 ha raggiunto oltre un milione di utenti e superato i 10.000 follower attivi sui canali social.
“Codeway è la dimostrazione di come Fiera Roma sappia mettere in dialogo mondi diversi - istituzioni, imprese, ricerca - trasformando le idee in progetti e i progetti in risultati concreti per le persone e i territori”, ha dichiarato Luca Voglino, presidente di Investimenti S.p.A., società cui fa capo Fiera Roma.
“Crediamo fermamente nel valore aggiunto di Codeway, piattaforma di incontro e opportunità di sinergie tra la Cooperazione allo sviluppo e il settore privato, che la legge 125/2014 considera un soggetto importante sul terreno dello sviluppo. A questo riguardo, su impulso della Farnesina, l’Agenzia italiana per la cooperazione allo sviluppo (Aics) sta lavorando intensamente per dare attuazione a due progetti strategici della Cooperazione. Il primo è la Misura Imprese Impatto, realizzato in collaborazione con l’Agenzia Italiana per il Digitale - AgID e mirato a sostenere le idee innovative del settore privato, utili a soddisfare efficacemente i bisogni dei Paesi partner. Il secondo progetto è il Fondo Regioni, il cui scopo è accompagnare le Regioni italiane nel co-disegnare e realizzare iniziative, mettendo a disposizione dei Paesi partner risorse, competenze, energie dei propri territori e quindi anche delle eccellenze produttive e imprenditoriali. Su questo e altro saremo lieti di confrontarci a Fiera Roma, con il variegato mondo che Codeway porta a raccolta ogni anno”, ha dichiarato Marco Riccardo Rusconi, Direttore dell’Aics.
“Codeway Expo si conferma così una piazza unica, dove il linguaggio della cooperazione incontra quello dell’impresa e dove le parole chiave restano innovazione, sostenibilità, partenariato e dialogo - concludono gli organizzatori dell’evento in un comunicato -. Un appuntamento da non perdere per chi, nel mondo della cooperazione e dello sviluppo, vuole essere parte del cambiamento e costruire futuro”. [Agenzia Infomundi – Infocoopera]
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Sudafrica: a Città del Capo la riunione G20 su ambiente e clima
Johannesburg, 14 ott. – È in corso a Città del Capo il terzo e ultimo incontro del Gruppo di lavoro del G20 su ambiente e sostenibilità climatica (Ecswg), che riunisce le delegazioni dei Paesi membri per discutere le priorità ambientali globali in vista del vertice dei leader previsto per il prossimo mese. I lavori tecnici, iniziati ieri, proseguiranno fino a mercoledì, mentre la riunione ministeriale si terrà da giovedì 16 a venerdì 17 ottobre.
Aprendo i lavori, il ministro sudafricano delle Foreste, della Pesca e dell’Ambiente, Dion George, ha dichiarato che le discussioni di questa settimana getteranno le basi per l’adozione della Dichiarazione ministeriale dell’Ecswg, che prenderà il nome di “Dichiarazione di Città del Capo”. Il documento rappresenterà il primo risultato ambientale del G20 elaborato sul suolo africano e fungerà, ha detto il ministro, da “modello di cooperazione pratica, basato su dati concreti e orientato ai risultati”.
Secondo George, la dichiarazione si articolerà intorno a tre impegni principali: accelerare l’attuazione degli accordi internazionali esistenti; rafforzare la cooperazione tra Paesi sviluppati e in via di sviluppo attraverso strumenti finanziari, tecnologici e di formazione; e consolidare la trasparenza e la responsabilità in tutte le aree d’azione ambientale.
Nel corso della settimana, i delegati esamineranno sei aree prioritarie: biodiversità e conservazione; degrado del suolo, desertificazione, siccità e sostenibilità idrica; gestione dei prodotti chimici e dei rifiuti; cambiamenti climatici; qualità dell’aria; oceani e coste. Gli esiti di questi lavori confluiranno nella riunione ministeriale dell’Ecswg e, successivamente, nel vertice dei capi di Stato e di governo del G20.
Tuttavia, l’unità dei partecipanti è stata messa alla prova dalle dichiarazioni della capo delegazione statunitense, Usha-Maria Turner, che ha annunciato l’opposizione di Washington ai riferimenti, contenuti nella bozza della dichiarazione, all’Agenda 2030 delle Nazioni Unite e agli Obiettivi di sviluppo sostenibile (SDGs). Turner ha affermato che tali questioni “non dovrebbero rientrare nelle responsabilità delle organizzazioni internazionali né del G20”.
La posizione degli Stati Uniti, che segue la linea già adottata durante l’amministrazione Trump nel respingere formalmente l’Agenda 2030 e gli SDGs, ha introdotto un elemento di tensione che potrebbe ostacolare il raggiungimento del consenso pieno sulla Dichiarazione di Città del Capo, concepita per allineare la cooperazione ambientale del G20 ai principali quadri di sviluppo globale. [Agenzia Infomundi – Infocoopera]
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Etiopia: accordo con Aics per ricostruzione nel Tigray
Addis Abeba, 14 ott. – Il ministero delle Finanze dell’Etiopia e l’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo (Aics) hanno firmato un accordo per avviare un’iniziativa biennale intitolata “Supporting Community Resilience through Community-Based Tourism and Heritage Conservation in the Wukro-Gheralta Belt, Tigray, Ethiopia”.
Come viene spiegato in una nota del ministero delle Finanze, l’intesa, siglata dalla vice ministra delle Finanze Semereta Sewasew e dall’ambasciatore d’Italia ad Addis Abeba, Agostino Palese, prevede un finanziamento di 1,7 milioni di euro e segna una nuova fase di cooperazione tra i due Paesi, con l’obiettivo di promuovere mezzi di sussistenza sostenibili, costruzione della pace e tutela del patrimonio culturale nelle aree colpite dal conflitto.
Sewasew ha sottolineato il valore “simbolico e strategico” del progetto, che rappresenta “una tappa significativa nella lunga amicizia tra Etiopia e Italia”. Ha ringraziato il governo italiano per la solidarietà dimostrata, aggiungendo che “investendo nel patrimonio e nelle persone, questa iniziativa contribuirà a ricostruire la speranza, creare lavoro e preservare la nostra identità culturale per le future generazioni”.
L’iniziativa si inserisce nel quadro del piano decennale di sviluppo etiope (2021–2030) e nel processo di ricostruzione postbellica previsto dall’Accordo di Pretoria, riconoscendo il turismo sostenibile come motore di sviluppo locale e diplomazia culturale.
Da parte sua, l’ambasciatore Palese ha ribadito l’impegno dell’Italia nel sostenere la ripresa del Tigray, affermando che “cultura e turismo possono essere potenti motori di pace, resilienza e prosperità”. Il progetto, ha aggiunto, “completa gli sforzi già in corso in altri settori, come quello sanitario”.
L’iniziativa mira a rivitalizzare il Wukro–Gheralta Belt, un’area di straordinario valore culturale duramente colpita negli ultimi anni, concentrandosi sul restauro di siti storici e sulla creazione di imprese turistiche inclusive gestite dalle comunità locali.
La firma dell’accordo coincide con la conclusione del mandato dell’ambasciatore Palese, al quale il governo etiope ha espresso riconoscenza per il suo contributo al rafforzamento delle relazioni bilaterali. [Agenzia Infomundi – Infocoopera]
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Sudan: accordo AfDB e Oim per ricostruzione
Khartoum, 13 ott. – La Banca africana di sviluppo (AfDB) e l’Organizzazione internazionale per le migrazioni (Oim) hanno firmato un accordo di finanziamento da 62 milioni di dollari per sostenere la ricostruzione delle infrastrutture sociali e il ripristino dei servizi di base nelle aree del Sudan colpite dal conflitto. Il progetto, denominato Sudan Integrated Social Sector Infrastructure Rehabilitation Project (issirp), prevede la riabilitazione di 20 strutture sanitarie, 20 istituti di formazione professionale e 60 sistemi idrici e di servizi igienico-sanitari in quattro Stati: Al Jazira, River Nile, Sennar e White Nile.
L’iniziativa mira inoltre a rafforzare le competenze locali attraverso la formazione di 1.000 funzionari tecnici governativi e 6.000 membri delle comunità, metà dei quali donne, in gestione delle strutture e manutenzione. Il programma includerà anche la creazione di un sistema informativo sul mercato del lavoro per migliorare l’occupabilità dei giovani e beneficerà direttamente circa 2,15 milioni di sudanesi.
La firma è avvenuta a Nairobi, in Kenya, e rappresenta un passo significativo nella cooperazione tra AfDB e Oim per favorire la ripresa e la resilienza del Sudan in un contesto di forte instabilità, secondo alcuni osservatori. “Questo progetto è una linfa vitale per le comunità sudanesi”, ha dichiarato Mary Monyau, direttrice della AfDB per il Sudan. “Riflette l’impegno costante della Banca nel sostenere la ripresa, la resilienza e la dignità umana, dimostrando quanto la collaborazione possa produrre risultati concreti nei contesti fragili”.
Da parte sua, Mohamed Refaat, capo missione dell’Oim a Port Sudan, ha espresso soddisfazione per l’intesa: “Siamo orgogliosi di collaborare con la Banca a questo progetto e di avviare attività di formazione che offriranno nuove opportunità ai giovani sudanesi”.
Il Sissirp si inserisce nella Strategia decennale 2024-2033 della AfDB, incentrata sullo sviluppo del capitale umano e sulla costruzione di economie resilienti, e contribuisce direttamente a diversi Obiettivi di sviluppo sostenibile (Sdg) delle Nazioni Unite, tra cui salute, istruzione, acqua pulita, lavoro dignitoso e crescita economica. [Agenzia Infomundi – Infocoopera]
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Africa: salute mentale, la percezione degli italiani
Roma, 10 ott. – In occasione della Giornata mondiale della salute mentale, oggi 10 ottobre è stata diffusa un'indagine condotta da Ipsos per Amref. Dal Sud Sudan - dove si registra il quarto tasso di suicidi più elevato del continente - al ruolo che i conflitti, i disastri naturali e le crisi umanitarie in Africa incidono nel peggiorare il benessere psicologico delle persone, l'indagine mette in luce anche che cosa pensano gli italiani della salute mentale in Africa.
La GenZ si rivela – nell’indagine Ipsos - una generazione particolarmente sensibile al tema della salute mentale. Il 58% del totale degli intervistati ritiene che la salute mentale di chi vive nel Continente africano sia un problema grave. Tale timore sale, appunto, al 62% tra la GenZ. Il 26% del campione non è in grado di esprimersi, soprattutto tra i Baby Boomers (32%).
Sempre secondo l'indagine di Ipsos per Amref, il 54% del campione sostiene che i problemi di salute mentale siano gravi tanto quanto quelli legati alla salute fisica. Poco meno di uno su quattro (23%) sostiene invece che i problemi di salute mentale sono meno importanti di quelli di salute fisica. Circa uno su dieci (13%) pensa invece che siano proprio i problemi di salute mentale a dover essere attenzionati maggiormente, rispetto a quelli fisici.
Agli inizi di settembre, l'Organizzazione Mondiale della Sanità ha lanciato un allarme proprio su questo tema: nel mondo sono oltre un miliardo le persone che hanno problemi di salute mentale, su tutte ansia e depressione. Quest'ultime costano all'economia mondiale 1 trilione di dollari Usa, ogni anno. Secondo gli studi dell’Oms i Paesi ad alto reddito spendono fino a 65 dollari pro capite, mentre quelli a basso reddito appena lo 0,04.
I fattori socioeconomici sono indubbiamente una causa del malessere mentale delle persone che abitano il continente africano. A pensarlo - secondo l’indagine di Ipsos per Amref - l’80% del campione, che sale all’84% tra i Baby Boomers. Ancora più incisivi sul malessere mentale degli africani i conflitti, i disastri naturali e le crisi umanitarie. La percentuale di adesione a questa opinione si assesta all’85% arrivando fino al 90% tra i Baby Boomers.
Conflitti e crisi sono consuetudine nel Paese più giovane al mondo, il Sud Sudan. Colpito da una guerra durata 22 anni, che poi ha visto il distacco dall'attuale Sudan e la nascita di un nuovo Paese nel 2011, e da due guerre civili, nel 2013 e 2016. Violenze e insicurezza ne hanno a lungo minato lo sviluppo socioeconomico. Oggi oltre la metà dei suoi circa 12 milioni di cittadini vive al di sotto della soglia di povertà. Qui si registra il quarto tasso di suicidi più elevato del Continente e un quinto della popolazione è afflitto o è a rischio di sviluppare disturbi psicologici o psichiatrici.
"Le conseguenze del conflitto sono ancora evidenti. Abbiamo perso molte proprietà e la notte non si riesce a dormire, tormentati dai pensieri di cosa ancora potrebbe accadere" racconta Paul Monday, leader dei giovani a Mundri, Stato dell’Equatoria Occidentale del Sud Sudan, in un'intervista video. Eva racconta "mia figlia Penina ha dato fuoco alla nostra casa. Era in preda a psicosi. In prigione è stata visitata da un dottore e da lì è iniziata una cura, che oggi la sta aiutando". Quelle di Paul ed Eva sono solo due delle molte storie raccolte attraverso il progetto M(h)ind..
"In Sud Sudan stiamo lavorando ad un’iniziativa innovativa. La prima iniziativa interamente dedicata all'espansione di servizi di salute mentale a livello comunitario, primario e secondario, pienamente integrata nel sistema sanitario locale, in linea con la visione del Ministero della Sanità del Sud Sudan" racconta così il progetto M(h)ind, la direttrice di Amref Italia, Roberta Rughetti “Per troppo tempo la salute mentale è stata considerata un lusso, soprattutto in Africa. Oggi abbiamo il dovere di trattarla per ciò che è: un diritto e non un privilegio. La salute mentale non può più essere l’ultima tra le priorità della cooperazione sanitaria. Colmare questo divario che lascia senza cura il 75% delle persone nei Paesi a basso reddito è una responsabilità comune e non un’opzione”.
Grazie a Mental Health Integrated Development (Mhind), un progetto pilota volto a sviluppare i servizi di salute mentale in otto dei 79 distretti del Sud Sudan, dal 2022, oltre 15.000 sudsudanesi hanno ricevuto assistenza per la salute mentale. Il progetto - Co-finanziato da Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo (Aics) e Stavros Niarchos Foundation (Snf) - vede insieme Amref Health Africa, in collaborazione con il Ministero della Salute del Sud Sudan, Caritas italiana, Caritas South Sudan, BBC Media Action e Who Collaborating Centre for Research and Training in Mental Health and Service Evaluation dell'Università di Verona.
Proprio UniVerona, rappresentata da Michela Nosè, in un’intervista concessa ad Amref afferma “Non si può pensare a sviluppo, pace e benessere se non si affrontano i traumi, lo stress e la sofferenza psicologica di milioni di persone” continua Nosé “Se i risultati di M(h)ind saranno confermati, potranno servire da modello per altri Paesi a basso reddito. Al mondo accademico porteremo dati solidi di efficacia e implementabilità; ai decisori politici, evidenze concrete per includere la salute mentale nei programmi sanitari e di sviluppo”.
Mario Alessandra (Founder & Ceo di Mindwork) afferma “troppo spesso si pensa che la salute mentale sia un privilegio riservato a chi può permetterselo, o un tema secondario per chi vive in contesti di guerra o in condizioni economiche difficili. Siamo con Amref perché crediamo, al contrario, che la salute mentale sia la base senza cui non può esserci rinascita, crescita e prosperità."
Amref Heath Africa è la più grande organizzazione sanitaria africana senza fini di lucro, fondata a Nairobi nel 1957. In Africa, Amref crea le condizioni per una vita in salute attraverso interventi di assistenza e formazione sanitaria, tutela della salute materno infantile, protezione dell’infanzia, accesso all’acqua e ai servizi igienici ed empowerment delle donne. Ogni anno sono più di 30milioni i beneficiari raggiunti attraverso progetti attivi in 35 Paesi a sud del Sahara.
[Agenzia Infomundi – Infocoopera]
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Ghana: Tokyo sovvenziona il rinnovo della tangenziale di Kumasi
Accra, 08 ott. – Il governo del Ghana ha firmato un accordo di sovvenzione da 3 miliardi di yen giapponesi (17 milioni di euro circa) con l'Agenzia giapponese per la cooperazione internazionale (Jica) destinati alla ristrutturazione della tangenziale interna di Kumasi.
L'accordo, firmato dal ministro delle Finanze ghanese, Cassiel Ato Forson, promette di ridurre drasticamente la congestione del traffico e di migliorare la mobilità nella seconda città più grande del Ghana. La circonvallazione interna è un'arteria fondamentale che collega la N6 e la N8 all'interno di Kumasi e fa parte del corridoio Takoradi/Tema Ports-Ouagadougou. Purtroppo, l'aumento del traffico ha trasformato alcuni tratti di questa strada in colli di bottiglia, con congestioni, ritardi e rischi per la sicurezza degli utenti.
Questo progetto che sarà finanziato dai giapponesi affronta direttamente queste sfide e lL'iniziativa globale di miglioramento stradale porterà a un ampliamento di 3,2 km di strada tra le rotatorie di Santasi e Ahodwo, il miglioramento degli incroci con l'installazione di moderni semafori, il iglioramento dei percorsi pedonali e dei sistemi di drenaggio e il miglioramento della connettività tra la rotatoria di Santasi e la N8. Una volta completati i lavori, si prevede che la velocità media di percorrenza su questo tratto triplicherà, riducendo i tempi di percorrenza per i pendolari e aumentando al contempo l'efficienza del trasporto passeggeri e merci.
Il ministro delle strade e delle autostrade del Ghana, Governs Kwame Agbodza, ha accolto con favore il sostegno della Jica, sottolineando che l'ammodernamento della tangenziale interna di Kumasi fa parte di un piano di trasformazione più ampio per il sistema di trasporti della seconda città del Paese: "Siamo profondamente grati alla Jica per questo generoso supporto e per la continua collaborazione con il Ghana. Ma questo è solo un tassello del puzzle. Dallo svincolo di Suame alla tangenziale di Konongo e alla prossima tangenziale esterna di Kumasi, lunga 45 km, la nostra visione è quella di rimodellare il panorama dei trasporti di Kumasi e di creare opportunità economiche e sociali per milioni di persone" ha detto Agbodza, citato dai media locali.
Il rappresentante senior della Jica Ghana, Oda Ryotaro, ha sottolineato il significato più ampio della sovvenzione nipponica al ghana: "Questo progetto è particolarmente significativo in quanto segna il primo aiuto finanziario erogato dal governo giapponese dopo il Ticad 9 di agosto. È in linea con la Dichiarazione di Yokohama, che sottolinea il miglioramento della connettività dei trasporti come motore di crescita e prosperità". [Agenzia Infomundi – Infocoopera]
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Libia: più partnership con Undp per la formazione dei giovani
Tripoli, 07 ott. – Il rafforzamento della cooperazione a sostegno del comparto giovanile in Libia, in linea con gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile, è stato al centro di un incontro tra il vice ministro della Gioventù, Randa Ghareeb e Mohammed Saleh, vice rappresentante Residente del Programma delle Nazioni Unite per lo Sviluppo (Undp).
Tenutosi presso la sede del ministero, l'incontro si è concentrato sul rafforzamento dei meccanismi di coordinamento e sulla definizione di misure concrete per lo sviluppo di programmi strategici e di formazione volti a migliorare l'efficienza del ministero e la sua capacità di fornire servizi di migliore qualità ai giovani libici in vari settori, secondo una dichiarazione pubblicata sulla pagina Facebook del ministero.
L'incontro, riferisce il Libya Observer, fa parte degli sforzi continui del ministero della Gioventù per ampliare le partnership internazionali e rafforzare il ruolo delle istituzioni nazionali nel potenziare e sviluppare le capacità dei giovani, in linea con le priorità di sviluppo della Libia. [Agenzia Infomundi – Infocoopera]
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Angola: al via progetto occupazione giovanile, con fondi Ue
Luanda , 07 ott. – Il governo angolano ha lanciato un progetto per creare oltre 37.000 posti di lavoro per i giovani, con un budget da 124,6 milioni di dollari e finanziato dalla Banca Africana di Sviluppo (Afdb) e dall'Unione Europea (Ue).
Denominato "Projeto Crescer", è un'iniziativa intersettoriale supervisionata dal ministero della Pianificazione angolano, che mira a promuovere l'occupazione giovanile attraverso l'imprenditorialità e l'espansione delle micro, piccole e medie imprese.
L'iniziativa, rivolta ai giovani di età compresa tra 15 e 35 anni, di cui almeno il 50% donne, sarà implementata in 11 province angolane tra il 2025 e il 2029. Mira inoltre a stimolare le startup e a sviluppare le competenze dei giovani che lavorano nei settori dell'agricoltura, dell'acquacoltura, dei trasporti e delle energie rinnovabili. Gli obiettivi del progetto includono la creazione di 37.430 posti di lavoro diretti, la generazione di circa 112.290 posti di lavoro indiretti, l'acquisizione di competenze digitali e formazione nei settori dell'agricoltura e dei trasporti da parte di 97.569 giovani e l'accelerazione dello sviluppo di 10.400 microimprese attive. Altri obiettivi del progetto sono il sostegno allo sviluppo di 385 micro, piccole e medie imprese (Mpmi) e 97 startup, il rafforzamento delle capacità di 40 organizzazioni di supporto alle imprese e l'investimento fino a 15 milioni di dollari nel finanziamento di Mpmi e startup.
Per il suo finanziamento, il governo angolano investe circa 29,06 milioni di dollari, la Banca africana di sviluppo 79,08 milioni di dollari e l'Ue 16,08 milioni di dollari, con un contributo stimato del settore privato di 460.000 dollari.
Rosário Bento Pais, ambasciatore dell'Unione Europea in Angola, ha evidenziato le azioni e gli investimenti del blocco europeo nella formazione e nel rafforzamento delle capacità del capitale umano in Angola, sottolineando che un nuovo programma a sostegno dell'istruzione tecnica e della formazione professionale sarà lanciato all'inizio del 2026. [Agenzia Infomundi – Infocoopera]
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Burkina Faso: bando Aics per lo sviluppo dell'apicoltura
Ouagadougou, 06 ott. – La sede di Ouagadougou dell'Agenzia italiana per la cooperazione allo sviluppo (Aics) ha pubblicato un bando affidato da 1.231.103 euro per il progetto Padda, un'iniziativa a “Sostegno dello sviluppo sostenibile dell’apicoltura in Burkina Faso”. Il progetto, della durata di due anni, punta a migliorare la produttività e il reddito dei piccoli apicoltori di diverse province del Paese, consolidando e ampliando i risultati già ottenuti durante una prima fase dell’iniziativa.
Una componente del progetto sarà orientata ad aumentare la quantità e migliorare la qualità del miele secondo gli standard esistenti, attraverso la distribuzione di input tecnici e formazione pratico-teorica per 900 apicoltori e 100 funzionari del ministero dell’Agricoltura locale. L’altra componente mira a rafforzare le capacità del settore pubblico al fine di consentire lo sviluppo sostenibile dell’apicoltura e sostenere l’esportazione, la competitività e la promozione di tutta la filiera apistica. Verrà preso in considerazione anche lo sviluppo della ricerca nel campo dell’apicoltura, attraverso il coinvolgimento del settore accademico.
Come risultato trasversale, il progetto contribuirà alla tutela dell’ambiente, contro la desertificazione, preservando l’attività di impollinazione svolta delle api, che garantisce un ruolo essenziale sulla produttività agricola, garantendo anche il mantenimento della biodiversità degli ecosistemi.
La documentazione richiesta per partecipare al bando deve essere presentata alla sede Aics di Ouagadougou entro il 3 novembre. Non è prevista la possibilità di presentare proposte in Ats (Associazione Temporanea di Scopo), cioè forme di collaborazione temporanea tra più soggetti o enti che si uniscono per realizzare insieme un progetto.
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Turchia: firmato accordo con Usa su cooperazione nucleare civile
Ankara, 29 set. – Turchia e Stati Uniti hanno firmato ieri un memorandum d’intesa per rafforzare la cooperazione nel settore dell’energia nucleare civile. L’accordo è stato siglato nell’ambito della visita del presidente Recep Tayyip Erdogan alla Casa Bianca.
Il ministro turco dell’Energia e delle risorse naturali, Alparslan Bayraktar, ha reso noto sulla piattaforma NSosyal che il documento, denominato “Strategic Civilian Nuclear Cooperation”, è stato firmato con il segretario di Stato statunitense Marco Rubio alla presenza dei due leader.
“Mi auguro che il lavoro che verrà svolto nell’ambito dell’accordo produca benefici reciproci per entrambi i Paesi nel prossimo periodo”, ha commentato Bayraktar. [Agenzia Infomundi – Infocoopera]
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