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Coorperazione: Codeway tra One Health, innovazione e acqua
Roma, 14 mag. – Se la prima giornata di Codeway è stata dedicata a illustrare alle imprese gli strumenti finanziari del Sistema Italia per operare nelle geografie della cooperazione, la seconda giornata della tre giorni romana entra nel vivo dei contenuti, attraversando i grandi dossier che oggi definiscono l'agenda dello sviluppo: salute pubblica, innovazione digitale, capitale umano, acqua, partenariati territoriali e gestione delle crisi. Un percorso, quello in programma giovedì 14 maggio in Sala Plenaria, costruito per offrire alle aziende presenti alla Fiera di Roma una mappa operativa delle traiettorie su cui si sta muovendo la cooperazione italiana e, soprattutto, il Piano Mattei.
Ad aprire la giornata, alle 11, sarà il panel "One Health: l'approccio integrato per filiere agricole e sanitarie resilienti", organizzato in collaborazione con l'Istituto Zooprofilattico Sperimentale di Abruzzo e Molise (Izsam). Un appuntamento che intende restituire al concetto di One Health la sua dimensione operativa: non un obiettivo astratto di policy, ma un metodo di lavoro per leggere come un'unica filiera la salute umana, animale e ambientale. Attorno al tavolo, moderato da Laura De Antoniis (Izsam), siederanno i direttori generali del Ciheam di Bari, Biagio Di Terlizzi, e dell'Izsam di Teramo, Nicola D'Alterio, insieme a Marta Sachy di Amref Health Africa - Italia e ai rappresentanti di due gruppi industriali — Bonifiche Ferraresi International e Inalca/Cremonini — a testimonianza di un dialogo concreto tra ricerca, Ong e settore privato.
A seguire, dalle 12, si parlerà di "Ecosistemi di Innovazione locali e cooperazione internazionale", in un panel costruito con il Ciheam di Bari per raccontare come il Sistema Italia stia accompagnando la nascita di startup e incubatori nei Paesi partner, in particolare nel Corno d'Africa. Il filo conduttore, introdotto da Daniele Loi (Dgcs) e moderato da Damiano Petruzzella (Ciheam Bari), è il superamento del modello del beneficiario passivo a favore di partenariati paritari: la finanza d'impatto e le tecnologie come leve per ridurre le cause profonde delle migrazioni forzate e generare lavoro dignitoso in loco. Interverranno, tra gli altri, Eva Spina del Mimit, Duccio Maria Tenti dell'Undp Rome Centre, Giulio Vinaccia (Unido), Mauro Borin (E4Impact) e Gianpiero Menza (Alliance Cgiar).
Alle 13 il focus si sposta sulla formazione tecnica con "Il capitale umano tecnico come leva di sviluppo", panel organizzato con De Lorenzo. Sul tavolo uno studio originale, presentato in anteprima a Codeway, che misura i ritorni economici e l'impatto culturale dell'istruzione tecnico-professionale (Tvet) con un focus specifico sull'Africa subsahariana. Moderato da Massimo Zaurrini, direttore di Africa e Affari, il panel mette in dialogo il direttore di Aics Marco Riccardo Rusconi, Massimo Temporelli (TheFabLab) — cui spetta la presentazione dello studio — Filippo Prosperi (De Lorenzo), Fabio Massimo Ballerini della Struttura di missione Piano Mattei, e gli ambasciatori di Ghana e Kenya in Italia. Una tavola rotonda dedicata a "Formare in contesti difficili: donne, giovani e competenze come strumenti di pace e sviluppo", con Simone Ceresa (Rimi) e Maria Gaudenzi (Avsi), completerà il quadro.
Dalle 14, l'acqua. "Acqua per lo Sviluppo: Il Sistema Italia alla sfida della resilienza idrica in Africa" affronta uno dei dossier centrali della cooperazione italiana: l'Sdg 6 come pilastro del Piano Mattei e leva di pace, sicurezza alimentare e stabilità sociale. Partendo dai risultati del Meeting di Dakar e in preparazione della Un Water Conference 2026, il panel — moderato da Veronique Viriglio (Agi) — riunisce Aics, la Struttura di Missione Piano Mattei (con Anna Veronica Gianasso), il Comitato One Water, il Ciheam Bari, l'Ad di Acea Infrastructures Francesco Maria Rotundi, Giorgia Scopece (Sogesid) e Priyanka Soni (Undp), per analizzare come la gestione idrica stia passando da risposta emergenziale a opportunità di sviluppo strutturale.
In parallelo, sempre alle 14 ma in Conference Room, un appuntamento dedicato ai giovani: "Progettare il futuro: Come prepararsi alle carriere internazionali", organizzato con la Dgcs e moderato da Gherardo Casini, direttore dell'Ufficio di Roma del Desa. Un'occasione concreta per orientarsi tra reclutamento, tirocini ed esperti delle organizzazioni internazionali, con gli interventi di Andrea Bianco, Virginia Izzo, Tommaso Totaro, Elisa Morari (Avsi) e Gabriella Petrina (Vis).
Alle 15 si torna in Sala Plenaria per "Partenariati territoriali e imprese", panel organizzato con Dgcs e Aics — uno dei più ricchi della giornata. Moderato da Massimo Zaurrini (Internationalia), con i saluti della Vice Presidente della Regione Lazio Roberta Angelilli, il panel mostra come la collaborazione strutturata tra enti pubblici locali italiani e Paesi partner stia generando una "corsia preferenziale" per le imprese verso mercati altrimenti difficili da presidiare. Dopo l'apertura strategica affidata a Marco Romiti (Maeci) e Grazia Sgarra (Aics), una lunga serie di casi studio porterà sul palco esperienze concrete: il Comune di Cremona in Tunisia con il progetto Zafit, la Regione Emilia-Romagna e il Comune di Parma in Burundi con la filiera del pomodoro, la Regione Friuli Venezia Giulia con il caffè sostenibile in Tanzania, la Regione Marche con la filiera della pelle e delle calzature in Etiopia, oltre alle testimonianze dirette delle imprese coinvolte — da MM S.p.A. a Teamdev, da Bag Spa (NeroGiardini) e Biotec fino a Bio Energia Trentino.
A chiudere la giornata, alle 16, un panel che affronta uno dei nodi più delicati del lavoro nei contesti fragili: "Al di là dell'emergenza: Integrare aiuto umanitario, sviluppo e pace per rispondere alla complessità delle crisi", organizzato con la Protezione Civile. Il punto di partenza è il riconoscimento che il "modello lineare" — prima l'emergenza, poi lo sviluppo — non regge più di fronte alla policrisi attuale. Moderato ancora da Veronique Viriglio, il confronto riunisce la Dgcs (con Gianluca Brusco, capo unità interventi internazionali di emergenza umanitaria), Aics (Marta Collu), il capo del Dipartimento Protezione Civile Fabio Ciciliano, il presidente nazionale della Croce Rossa Italiana Rosario Valastro, l'eccellenza tecnologica privata di Ceia Spa con il suo Sales Manager Giovanni Giustino sui temi dello sminamento e della sicurezza, e Gabriella Arcadu (Rimi) sui processi di disarmo e reintegro socio-economico. Un'occasione per discutere come fare in modo che, davvero, "l'aiuto di oggi diventi l'autonomia di domani".
Una giornata densa, dunque, che attraversa l'intero arco operativo della cooperazione italiana e che — più dei convegni accademici — punta a tradurre dati, esperienze e politiche in indicazioni concrete per le imprese presenti in Fiera. [Agenzia Infomundi – Infocoopera]
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Cooperazione: Codeway, le Regioni puntano su fare sistema
Roma, 14 mag. – Il ruolo dei territori nella proiezione internazionale dell’Italia e l’integrazione tra politiche locali e sviluppo globale sono stati i temi al centro di un incontro del coordinamento tecnico interregionale svoltosi ieri in occasione di Codeway Expo, la manifestazione sulla cooperazione internazionale in corso a Fiera Roma fino a domani, venerdì 15 maggio. La sessione, coordinata da Veronica Lenzi della Regione Emilia-Romagna, ha analizzato come la cooperazione decentrata stia evolvendo verso modelli che uniscono l’educazione alla cittadinanza globale con l’internazionalizzazione delle imprese e le relazioni esterne. Mirella Orlandi, della Regione Emilia-Romagna, ha sottolineato che l'ente ha mantenuto costante negli anni uno stanziamento di circa 1,8 milioni di euro annui, suddivisi tra bandi ordinari e interventi di emergenza. Per il 2025, la regione ha approvato 35 progetti focalizzati su 14 Paesi prioritari, tra cui Etiopia, Marocco e Tunisia, con un finanziamento regionale pari al 70% dei costi.
L’esperienza del Friuli Venezia Giulia è stata illustrata da Giulio Tarlao, il quale ha ricordato che la programmazione regionale 2024-2028 dispone di uno stanziamento ordinario di 1,14 milioni di euro. La regione finanzia micro-progetti da 50.000 euro e progetti quadro fino a 150.000 euro, intervenendo in aree strategiche come il Nordafrica, i Balcani e l’Argentina, con iniziative specifiche nel settore della pesca in Libia. Agostino Candito, per la Regione Veneto, ha presentato un budget di circa 570.000 euro per il 2025 destinato a 17 progetti incentrati sulla salute e sull'istruzione di qualità. Il Veneto, ha aggiunto Candito, ha inoltre istituzionalizzato un bando speciale da 147.000 euro per il ripristino dei pozzi d’acqua in Africa e ha riattivato i percorsi di educazione alla cittadinanza globale dopo un'interruzione di cinque anni.
Antonino Lombardo ha evidenziato la solidità della struttura della Regione Lombardia, che opera in base a una legge del 1989 e collabora intensamente con il sistema universitario e le reti della società civile. Tra i progetti di rilievo figurano un’iniziativa per il clima in Tanzania da 2,7 milioni di euro e nove interventi di emergenza umanitaria per 110.000 euro destinati a territori di crisi come Gaza e l’Ucraina. La complessità del finanziamento è stata trattata da Natalino Barbizzi della Regione Marche, la quale, pur non disponendo di nuove risorse regionali per il triennio 2026-2028, gestisce oltre 18 milioni di euro derivanti da progettualità europea e nazionale. Barbizzi ha citato il progetto pilota in Etiopia per il rafforzamento della filiera calzaturiera come esempio di integrazione tra cooperazione e business.
Il rilancio delle attività in Umbria è stato descritto da Alessandra Benni, che ha annunciato la creazione del “Cantiere per la pace” e il rifinanziamento della legge regionale sul commercio equo e solidale per 35.000 euro. Tra i prossimi appuntamenti figura una marcia per la pace in occasione del Salone del Libro di Torino il 17 maggio. Infine, Valerio Salomone ha confermato l’interesse della Regione Lazio a potenziare la propria presenza sui tavoli nazionali attraverso la legge regionale del 2012, puntando a una programmazione ad hoc per le attività di cooperazione allo sviluppo. [Agenzia Infomundi – Infocoopera]
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Cooperazione: Codeway, le imprese e il mercato delle agenzie Onu
Roma, 14 mag. – Un mercato da oltre 25 miliardi di dollari l’anno che sfida la capacità di proiezione del sistema Italia: a Codeway Expo, i vertici del procurement delle principali agenzie Onu hanno delineato ieri a Fiera Roma le strategie per favorire l'ingresso delle aziende nazionali nelle forniture globali. Martin Arévalo de Leon, rappresentante dell'Ufficio delle Nazioni Unite per i servizi ai progetti (Unops) in Italia, ha moderato la sessione sottolineando l'esigenza di "demistificare" i processi d'acquisto delle Nazioni Unite per renderli accessibili alle eccellenze produttive italiane.
A intervenire sono stati i rappresentati delle principali agenzie Onu. Zimri Del Pino, vice direttore del procurement di Unops, ha spiegato come la “tripla minaccia” di conflitti, crisi climatica e instabilità economica stia spingendo l'Onu verso il rafforzamento delle capacità locali e di partenariati strategici. I numeri, tuttavia, evidenziano un paradosso: a fronte di ben 8.600 fornitori italiani registrati sul portale United Nations Global Marketplace (Ungm), solo 45 hanno finora collaborato attivamente con Unops, lasciando inesplorato un enorme potenziale in ambiti quali infrastrutture, salute ed energie rinnovabili.
L'esigenza di una maggiore integrazione del settore privato è stata ribadita da Sofiane Essayem del Programma alimentare mondiale (Pam/Wfp), che gestisce forniture per 4,6 miliardi di dollari, con un focus prioritario sull'agilità logistica e sul reperimento di risorse in prossimità delle aree di crisi. Claudia Gomez de Ayala, dell’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura (Fao), ha illustrato la transizione operativa verso il “procurement di resilienza”, che privilegia soluzioni tecnologiche per la gestione del suolo e sistemi di informazione climatica. Attualmente, ha sottolineato de Ayala, la spesa della Fao con fornitori italiani si attesta su circa 106 milioni di euro, concentrata però in gran parte sui servizi legati alla sede centrale di Roma.
Duccio Maria Tenti del Programma delle Nazioni Unite per lo sviluppo (Undp) ha indicato nelle tecnologie ambientali ed energetiche il vero vantaggio competitivo dell'Italia, invitando le aziende a rispondere entro il primo giugno all'espressione di interesse per i servizi di ingegneria solare. Levon Hovsepyan dell’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati (Unhcr) ha invece posto l'accento sulla “complessità logistica” mondiale, chiedendo alle imprese non solo qualità, ma anche la capacità di garantirla nelle aree di crisi più remote. Hovsepyan ha ricordato un importante fattore di semplificazione: la reciprocità dei contratti tra le varie agenzie Onu, che permette a chi vince una gara con un'organizzazione di accedere più facilmente agli accordi quadro dell'intero sistema.
L’appello finale dei relatori è stato un invito al dinamismo: i volumi di affari di Francia e Germania con le Nazioni Unite sono attualmente multipli di quelli italiani, segnale di un mercato dove la competenza tecnica nazionale può e deve trovare più spazio. [Agenzia Infomundi – Infocoopera]
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Cooperazione: Codeway, Global Fund chiama aziende farmaceutiche
Roma, 13 mag. – Il coinvolgimento del settore privato è essenziale per salvare più vite e rafforzare i sistemi sanitari mondiali, mentre innovazione, supply chain e produzione locale si stanno dimistrando leve sempre più centrali. È questo il messaggio lanciato dai rappresentanti del Fondo globale per la lotta all'Aids, la tubercolosi e la malaria (Global Fund) intervenuti ieri al panel “Salute globale: quali opportunità per il settore privato?” a Codeway Expo 2026, il salone della cooperazione allo sviluppo in corso alla Fiera di Roma.
Il dibattito ha riunito rappresentanti delle principali iniziative globali per la salute per discutere modelli di partnership, strumenti di finanziamento e opportunità concrete di collaborazione con il settore privato italiano.
Hui Yang, a capo dell supply operations di Global Fund ha spiegato che “Global Fund acquista su larga scala prodotti sanitari essenziali, dai farmaci e dai dispositivi diagnostici alle zanzariere, alle attrezzature di laboratorio e agli strumenti digitali", garantendo "un buon rapporto qualità-prezzo e consegne affidabili per i Paesi che serviamo”.
“Per le imprese, lavorare con Global Fund è un modo per contribuire allo sviluppo umano attraverso partnership trasparenti ed efficaci", ha aggiunto John Fairhurst, che guida l'ufficio per il coinvolgimento del settore privato. Fairhurst ha auspicato nuove collaborazioni con le aziende farmaceutiche italiane in mercati strutturati, trasparenti e prevedibili, "per contribuire a migliorare la salute e la dignità di milioni di persone”. [Agenzia Infomundi – Infocoopera]
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Cooperazione: Codeway, presentati gli strumenti per le imprese
Roma, 13 mag. – Il workshop dedicato al ruolo del settore privato nella crescita e nello sviluppo internazionale, promosso oggi nell’ambito di Codeway Expo, la manifestazione sulla cooperazione internazionale in corso a Fiera Roma fino al 15 maggio, ha presentato gli strumenti operativi per le imprese italiane impegnate nei Paesi partner.
Tra i relatori che sono intervenuti Stefano Lo Savio, capo unità per la finanza per lo sviluppo, l’ambiente e il digitale del ministero degli Affari esteri e della cooperazione internazionale, ha evidenziato il crescente divario tra risorse pubbliche disponibili e bisogni globali, sottolineando la necessità di soluzioni di finanza innovativa. “L’obiettivo è la cogenerazione delle progettualità con i Paesi dove andiamo", ha spiegato Lo Savio, ricordando lo stanziamento di 140 milioni di euro con la Banca africana di sviluppo (Afdb) per raddoppiare l’impatto dei progetti e garantire sostenibilità economica e sociale nel lungo periodo.
Grazia Sgarra, dirigente dell’ufficio soggetti privati dell’Agenzia italiana per la cooperazione allo sviluppo (Aics), ha sottolineato l’espansione operativa dell’agenzia e l'importanza della collaborazione strutturale. “Non esiste un progetto di cooperazione portato avanti dall’Agenzia senza un partenariato», ha dichiarato Sgarra, illustrando le caratteristiche di Sviluppo Plus, una linea di finanziamento per il conferimento di capitali in imprese locali che può arrivare «fino ai 15 anni di durata con cinque anni di grazia”.
Il ruolo di Cassa depositi e prestiti (Cdp) come banca di sviluppo è stato approfondito da Francesco Masera, responsabile per la promozione e le partnership, che ha presentato il Fondo italiano per il clima e la piattaforma di business matching. “Cassa è a disposizione per accorciare le distanze e supportare le imprese”, ha affermato Masera, evidenziando lo sforzo per costruire un canale unico che spieghi chiaramente alle aziende le modalità di accesso e di pagamento per le diverse iniziative globali.
Sace, che supporta la crescita e la competitività delle imprese in Italia e nel mondo ed era rappresentata a Codeway da Paola Valerio, ha confermato l’impegno strategico nel Piano Mattei con impegni già assunti per 3,6 miliardi di euro. “Noi siamo l’export dell’intelligenza italiana”, ha definito Valerio il gruppo assicurativo-finanziario, spiegando come le assicurazioni e le garanzie pubbliche permettano di aumentare la capacità del sistema bancario e di mitigare i rischi in mercati complessi, rendendo più competitivi i pacchetti finanziari offerti agli esportatori.
Infine, è intervenuta Francesca Alicata di Simest presentando i finanziamenti agevolati per l’internazionalizzazione, con particolare focus sulle piccole e medie imprese. Alicata ha sottolineato che si tratta di “finanziamenti concessi ad un tasso prossimo allo zero”, con quote a fondo perduto fino al 10%, pensati per sostenere la formazione del personale locale e la transizione ecologica dei processi produttivi nei mercati di riferimento. [Agenzia Infomundi – Infocoopera]
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Cooperazione: Codeway, le imprese per un partenariato tra pari
Roma, 13 mag. – La settima edizione di Codeway Expo è stata inaugurata oggi a Fiera di Roma, consolidandosi come piattaforma di incontro tra il sistema produttivo italiano e i partner internazionali. L'evento, in programma fino al 15 maggio, è organizzato dalla fiera capitolina in collaborazione con la società editoriale Internationalia con il patrocinio del ministero degli Affari esteri e della cooperazione internazionale (Maeci) e dell'Agenzia italiana per la cooperazione allo sviluppo (Aics). Fabio Casasoli, amministratore unico di Fiera Roma, ha aperto i lavori sottolineando l’evoluzione della manifestazione verso un modello di rete globale.
“Abbiamo ritenuto opportuno, proprio per creare una sinergia tra diversi settori, far coincidere l’evento con manifestazioni dedicate alle energie rinnovabili e all'edilizia sostenibile”, ha dichiarato Casasoli, evidenziando come la fiera sia diventata uno strumento strategico per far conoscere il sistema Italia ai governi stranieri.
Il ruolo dell'industria nel nuovo modello di sviluppo è stato approfondito da Enrico Maria Bagnasco, presidente di Confindustria Assafrica & Mediterraneo, che ha richiamato i 45 anni di presenza dell’associazione nel continente africano. Secondo Bagnasco, la cooperazione moderna deve basarsi sul trasferimento di competenze e capitale umano, integrando tecnologie avanzate e l’internet delle cose in ambiti cruciali come l’agricoltura e le infrastrutture. “Ci piace considerarci uno dei nodi operativi del Piano Mattei”, ha dichiarato il presidente di Assafrica, “uno dei luoghi in cui riusciamo a mettere a terra e trasformare le idee in progetti solidi, capaci di generare un valore che resti nel tempo”.
A definire il quadro strategico dell’impegno industriale è stato il presidente di Federalimentare, Paolo Mascarino, che ha indicato nel settore agroalimentare un pilastro per la stabilità sociale. Mascarino ha annunciato l’avvio di tre progetti specifici nelle filiere del caffè, del cacao e del settore ittico, sottolineando la necessità di costruire partnership credibili e pragmatiche. “Il valore del Piano Mattei sta proprio nel superare una logica meramente assistenzialistica”, ha affermato Mascarino, “per costruire invece un partenariato tra pari fondato su interessi condivisi, sviluppo reciproco e stabilità comune”. Per il presidente di Federalimentare, la sfida attuale è trasformare questa visione strategica in programmi misurabili capaci di generare crescita sia per i Paesi partner sia per il sistema economico nazionale. [Agenzia Infomundi – Infocoopera]
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Cooperazione: Codeway, Cirielli "Italia è ponte tra Nord e Sud"
Roma, 13 mag. – Il viceministro degli Affari esteri e della cooperazione internazionale, Edmondo Cirielli, ha inaugurato oggi la manifestazione Codeway Expo, definendola come la declinazione operativa del Piano Mattei e di una nuova idea di cooperazione internazionale. L'evento, in programma a Fiera Roma fino a venerdì 15 maggio, è organizzato dalla fiera capitolina in collaborazione con la società editoriale Internationalia e il patrocinio del ministero degli Affari esteri e della cooperazione internazionale e dell'Agenzia italiana per la cooperazione allo sviluppo (Aics).
Cirielli ha spiegato che la strategia italiana adotta un approccio complessivo che non si limita all'Africa e al Sud globale, ma include i Balcani occidentali, il vicinato orientale con la Moldova, il Caucaso con l'Armenia e l'Asia centrale con il Tagikistan. “L’idea è quella di coinvolgere tutto il sistema Italia”, ha dichiarato il viceministro, precisando che l’obiettivo è integrare il contributo delle università e delle organizzazioni della società civile con il sistema finanziario, a partire da Cassa depositi e prestiti (Cdp), Sace e Simest.
Secondo Cirielli, l’intervento del settore privato è essenziale per mobilitare capitali nuovi in un’ottica non assistenziale, volta a creare opportunità concrete di lavoro e formazione specifica nei Paesi partner.
“Vogliamo favorire un meccanismo di sviluppo capace di contrastare lo sfruttamento delle migrazioni irregolari”, ha aggiunto il viceministro, sottolineando la necessità di evitare la sottrazione di risorse umane qualificate a beneficio dell'Occidente.
Riguardo all’efficienza operativa, Cirielli ha evidenziato che negli ultimi tre anni l’impiego delle risorse è salito da una media annua del 50% a oltre il 100%, grazie all'attività dell’Aics e della direzione generale per la Cooperazione allo sviluppo (Dgcs) del ministero degli Esteri. Il viceministro ha concluso rivendicando per l'Italia il ruolo di “ponte tra Nord e Sud e tra Est e Ovest”, confermando la vocazione del Paese alla creazione di relazioni internazionali pacifiche e globali. [Agenzia Infomundi – Infocoopera]
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Senegal: il governo promuove l'economica sociale e solidale
Dakar, 07 mag. – Il governo del Senegal accelera sullo sviluppo dell'economia sociale e solidale nei Comuni di Ndiaganiao, Fissel, Sandiara e Sessene, dove è stata completata la formazione di 300 donne e sono state consegnate attrezzature produttive per strutturare in modo sostenibile le realtà locali. Il ministro della Microfinanza e dell'Economia sociale e solidale, Alioune Dione, ha presieduto la cerimonia di consegna degli attestati e dei macchinari, sottolineando come l'iniziativa rappresenti un pilastro della strategia nazionale per la promozione di un modello economico inclusivo nel Paese.
Durante il suo intervento, il ministro Alioune Dione ha accolto con favore la partecipazione del collega, il ministro dell'Industria e del commercio, Serigne Gueye Diop, evidenziando la solidarietà governativa e la necessaria sinergia tra i diversi dipartimenti per sostenere lo sviluppo del territorio. All'evento ha partecipato anche un rappresentante del ministero dell'Istruzione superiore, a testimonianza dell'importanza centrale attribuita alla formazione e all'innovazione tecnologica. Questa azione politica si inserisce nella visione strategica del presidente della Repubblica, Bassirou Diomaye Faye, e del primo ministro, Ousmane Sonko, che considerano l'economia solidale una leva imprescindibile per la crescita dello Stato.
I risultati di questo impegno iniziano a essere visibili sul campo, in particolare nel territorio di Njegémm, che oggi conta 308 cooperative produttive solidali attive nei settori dell'agricoltura, dell'allevamento, dell'orticoltura e della trasformazione dei prodotti locali. Secondo il ministro Alioune Dione, queste strutture sono fondamentali per favorire la creazione di ricchezza attraverso la messa in comune degli sforzi collettivi. Nello specifico, le 300 donne coinvolte, provenienti da 117 villaggi, hanno seguito tre giorni di corsi intensivi focalizzati sulla trasformazione alimentare, sulla produzione di sapone e sulle più moderne tecniche di confezionamento.
"I certificati simboleggiano il vostro impegno, mentre le attrezzature rappresentano una leva concreta per sviluppare le vostre attività e migliorare il vostro reddito", ha dichiarato il ministro Alioune Dione rivolgendosi alle beneficiarie, definite vere protagoniste dello sviluppo locale. L'ambizione del governo è quella di istituire 10.000 cooperative produttive di solidarietà entro il 2029, garantendo un supporto costante in termini di formazione tecnica, finanziamenti agevolati e dotazioni strumentali.
In chiusura della cerimonia, il ministro Alioune Dione ha espresso la propria gratitudine alla Repubblica iItaliana per il sostegno fondamentale fornito attraverso il programma Progress, estendendo il ringraziamento a tutti i partner tecnici e finanziari coinvolti nel progetto. Per il rappresentante del governo, questa giornata segna "l'inizio di una nuova fase di produzione, innovazione e speranza" per un'economia più radicata nelle realtà locali e capace di generare un impatto sociale duraturo. [Agenzia Infomundi – Infocoopera]
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Senegal: fiume Senegal, con l'Italia per lo sviluppo del bacino
Dakar, 06 mag. – È stato firmato a Dakar, in Senegal, un memorandum d’intesa tra Organizzazione per lo sviluppo del bacino del fiume Senegal (Omvs), l’Ambasciata d’Italia in Senegal e Agenzia italiana per la cooperazione allo sviluppo (Aics) per il lancio del progetto “Supporto alla gestione del Bacino Acquifero Senegal-Mauritania” (Agebasm).
L’iniziativa, finanziata dalla Cooperazione italiana con 2,3 milioni di euro, punta a rafforzare la gestione sostenibile delle risorse idriche sotterranee condivise tra Senegal e Mauritania, attraverso la creazione di sistemi di monitoraggio, la raccolta e condivisione dei dati e lo sviluppo di modelli previsionali sugli impatti dei cambiamenti climatici.
Alla firma erano presenti, tra gli altri, l’Alto commissario dell’Omvs, Mohamed Abdel Vetah, e l’ambasciatrice italiana a Dakar Caterina Bertoloni. Il progetto coinvolge anche l'Organizzazione per lo sviluppo del bacino del fiume Gambia (Omvg) e mira a rafforzare la cooperazione regionale nella gestione delle risorse idriche.
Il bacino acquifero interessato rappresenta una fonte essenziale per oltre l’80% del fabbisogno idrico della popolazione della regione e fornisce acqua potabile a circa 16 milioni di persone. Secondo i promotori, il progetto contribuirà a migliorare la sicurezza idrica, sostenere l’agricoltura e rafforzare la resilienza climatica, con benefici diretti per circa 5 milioni di persone. [Agenzia Infomundi – Infocoopera]
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Sudan: milioni di bambini in condizioni di privazioni estreme
Khartoum, 04 mag. – Nel Darfur, in Sudan, circa 5 milioni di bambini vivono in condizioni di privazioni estreme e oltre la metà soffre di malnutrizione acuta in alcune aree, secondo quanto riferito dall’Unicef, che ha lanciato un’allerta rossa.
A vent’anni dal primo conflitto che devastò la regione occidentale del Paese, la crisi attuale – legata alla guerra in corso dal 2023 tra esercito e Forze di supporto rapido (Rsf) – si presenta ancora più grave. Nella sola città di El-Fasher, oltre 1.300 bambini sono stati uccisi o mutilati in poco più di due anni, mentre in alcune zone si registrano condizioni assimilabili alla carestia.
L’agenzia delle Nazioni Unite evidenzia come violenze, fame e sfollamenti forzati si intreccino aggravando la situazione umanitaria, in un contesto di scarsa attenzione internazionale. “Il silenzio del mondo è assordante”, ha dichiarato il rappresentante dell’Unicef in Sudan, Sheldon Yett, sottolineando come la crisi attuale riceva molta meno attenzione rispetto a quella di due decenni fa.
A differenza del passato, anche gli operatori umanitari risultano sempre più esposti: convogli di aiuti, ospedali, mercati e scuole sono diventati obiettivi degli attacchi. L’Unicef segnala inoltre un grave deficit di finanziamenti, avendo ricevuto finora solo il 16% dei fondi richiesti per le operazioni nel 2026. [Agenzia Infomundi – Infocoopera]
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