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Codeway Expo, sicurezza e sostenibilità alimentare, imprese italiane possono avere un ruolo da protagoniste

Codeway Expo, sicurezza e sostenibilità alimentare, imprese italiane possono avere un ruolo da protagoniste.

La questione della sicurezza e della sostenibilità alimentare è una delle sfide più urgenti di questo momento storico, resa ancora più acuta da contingenze drammatiche come la pandemia da Covid19, la guerra in Ucraina e i cambiamenti climatici in atto. Con l’appuntamento di apertura di Codeway – Cooperation Development Expo, la manifestazione di Fiera Roma dedicata alla cooperazione internazionale, si è affrontato il tema con l’obiettivo di dargli un taglio propositivo e operativo, ponendo al centro possibili azioni concrete promosse dal sistema Italia e dagli operatori privati e guardando con attenzione il ruolo che le imprese italiane possono giocare nella strategia di proiezione internazionale dell’Italia sul tema della sicurezza e della sostenibilità alimentare, ponendosi al centro non solo del dibattito ma anche dell’azione che il nostro Paese svilupperà in questo settore centrale della nostra cooperazione internazionale.

“L’Italia – ha commentato la Vice Ministra degli Esteri Marina Sereni, intervenendo in collegamento da Berlino a Codeway – guarda con grande preoccupazione alla situazione dei Paesi dell’area del Mediterraneo generata dalla guerra in Ucraina in termini di aumenti dei prezzi e di penuria dei beni di base e alle conseguenze geopolitiche, economiche e sociali di questa situazione”. Per vincere la sfida della sicurezza alimentare e promuovere sistemi agroalimentari più sostenibili – secondo Sereni – è necessario favorire la cooperazione tra tutti gli attori, istituzionali e non, in una prospettiva multilaterale e multi-attoriale che investa nella ricerca di sinergie, alleanze e partenariati di lungo periodo”. La Vice Ministra ha quindi ribadito che “per vincere la sfida della sicurezza alimentare e promuovere sistemi agroalimentari più sostenibili, le imprese giocano un ruolo centrale”, ha concluso Sereni.

Ha posto l’attenzione sulla centralità del ruolo delle imprese anche Angelo Riccaboni, Presidente Fondazione PRIMA, Barcellona, e Santa Chiara Lab, UniSi, Co-Chair UN SDSN Europe, Parigi. “In questo stesso periodo è maturata anche la consapevolezza che le imprese possono fornire un contributo positivo ad affrontare le questioni ambientali e sociali cui ci troviamo di fronte – ha illustrato il Professore -. Questo può avvenire in due modi: inducendo le imprese a migliorare la quantità e la qualità, compresa la sostenibilità, delle proprie produzioni e sfruttando al massimo il loro potenziale di cooperazione in ragione della loro partecipazione alle filiere globali. In tale contesto, l’esperienza italiana appare particolarmente significativa. Interessanti potenzialità – ha sottolineato Riccaboni – sono espresse in particolare dal modello di filiera venutosi a creare in Italia e per le modalità con cui le imprese italiane partecipano alle filiere globali. Le filiere italiane sono costituite, tradizionalmente, da aziende molto attente ai territori, capaci di valorizzare, attraverso prodotti di qualità, l’elevato grado di biodiversità del nostro Paese, le differenti produzioni agroalimentari e le eterogenee culture locali del cibo”.

Soluzioni preziose in termini di accesso al cibo, benessere delle persone e futuro del Pianeta possono derivare dalla diffusione di un modello, come quello agroalimentare italiano, basato sulla valorizzazione delle produzioni locali, intense connessioni con il territorio e le comunità, capacità di connettere filiere corte con quelle internazionali, attenzione all’impatto ambientale e alla freschezza dei prodotti, giusto equilibrio fra tradizione e innovazione. “È sbagliato e frutto di interessi di parte voler standardizzare il cibo – ha commentato Ivano Vacondio, Presidente Federalimentare – e dobbiamo riconoscere che è stato fatto da tutto il nostro Paese un lavoro straordinario per diffondere la cultura e la conoscenza della Dieta Mediterranea”.

Fabio Massimo Pallottini, Presidente di Italmercati, ha sottolineato l’impegno della rete di imprese “nel promuovere lo sviluppo del settore agroalimentare a livello internazionale, in particolare in quei Paesi emergenti come la Tunisia e Kazakhstan. Per poter mettere a frutto l’impegno della Rete dei mercati – ha spiegato Pallottini -, abbiamo chiesto, suscitando una reazione positiva ed entusiasta, che i Rappresentanti istituzionali e, in primis il MAECI, ripongano una maggiore attenzione a queste realtà, accompagnandole nelle scelte strategiche, potenziando gli scambi commerciali e creando le giuste condizioni per valorizzare il know how italiano fatto di grandi professionalità e competenze. Solo attraverso una costante sinergia tra istituzioni e operatori, riusciremo a esportare il Made in Italy”.

La Rappresentante Speciale dell’Unione Europea per il Sahel, Emanuela Del Re, ha sottolineato l’importanza di incrementare il coinvolgimento delle imprese che si occupano di conservazione e trasformazione degli alimenti per dare un contributo “utilissimo” alla causa dello sviluppo nella regione. “Il trasferimento delle competenze del settore privato tramite reti di conoscenze come le diaspore – ha dichiarato Del Re – è fondamentale per creare sistemi che possano risolvere problemi di crescita e sostenibilità nella regione del Sahel”.

Il Vice Direttore Generale Aggiunto della FAO Maurizio Martina ha ricordato come la concomitanza di crisi drammatiche abbia reso ancora più grave l’emergenza alimentare, facendo registrare tra 2020 e 2021 193 milioni di persone nell’area della fame, 40 milioni di persone in più in un anno. “Nonostante la drammaticità della situazione – ha precisato Martina – non sono tra quelli che pensano che dobbiamo rinunciare ai temi della sostenibilità. Dobbiamo affrontare il nodo della sicurezza alimentare nella sua molteplicità di aspetti”. Rispetto al ruolo dell’Italia, Il Vice Direttore Generale Aggiunto della FAO ha sottolineato che bisogna “valorizzare di più e meglio le specificità che abbiamo. Bisogna fare sistema e costruire un’idea di collettivo attorno alle eccellenze”.

Hanno ribadito l’obiettivo di fare di CODEWAY uno strumento di supporto alle imprese italiane interessate a incominciare o incrementare la propria presenza sui mercati internazionali e impiegare “creatività” e “innovazione” per una soluzione alle sfide dello Sviluppo Sostenibile, come auspicato dall’Agenda 2030, Monica Lucarelli, Assessora alle Attività Produttive e Pari Opportunità, Roma Capitale, Paolo Orneli, Assessore Sviluppo Economico, Commercio e Artigianato, Università, Ricerca, Start – Up e Innovazione Regione Lazio e Fabio Casasoli, Amministratore unico di Fiera Roma.
“Le ragioni che rendevano straordinaria l’idea alla base di Codeway – ha detto Orneli – prima della pandemia, oggi si sono rafforzate. Il Covid-19 ha messo fine a un modello di sviluppo sbagliato, le ragioni alla base della cooperazione allo sviluppo oggi sono tutte più forti”.

Codeway Expo, sicurezza e sostenibilità alimentare, imprese italiane possono avere un ruolo da protagoniste.

La questione della sicurezza e della sostenibilità alimentare è una delle sfide più urgenti di questo momento storico, resa ancora più acuta da contingenze drammatiche come la pandemia da Covid19, la guerra in Ucraina e i cambiamenti climatici in atto. Con l’appuntamento di apertura di Codeway – Cooperation Development Expo, la manifestazione di Fiera Roma dedicata alla cooperazione internazionale, si è affrontato il tema con l’obiettivo di dargli un taglio propositivo e operativo, ponendo al centro possibili azioni concrete promosse dal sistema Italia e dagli operatori privati e guardando con attenzione il ruolo che le imprese italiane possono giocare nella strategia di proiezione internazionale dell’Italia sul tema della sicurezza e della sostenibilità alimentare, ponendosi al centro non solo del dibattito ma anche dell’azione che il nostro Paese svilupperà in questo settore centrale della nostra cooperazione internazionale.

“L’Italia – ha commentato la Vice Ministra degli Esteri Marina Sereni, intervenendo in collegamento da Berlino a Codeway – guarda con grande preoccupazione alla situazione dei Paesi dell’area del Mediterraneo generata dalla guerra in Ucraina in termini di aumenti dei prezzi e di penuria dei beni di base e alle conseguenze geopolitiche, economiche e sociali di questa situazione”. Per vincere la sfida della sicurezza alimentare e promuovere sistemi agroalimentari più sostenibili – secondo Sereni – è necessario favorire la cooperazione tra tutti gli attori, istituzionali e non, in una prospettiva multilaterale e multi-attoriale che investa nella ricerca di sinergie, alleanze e partenariati di lungo periodo”. La Vice Ministra ha quindi ribadito che “per vincere la sfida della sicurezza alimentare e promuovere sistemi agroalimentari più sostenibili, le imprese giocano un ruolo centrale”, ha concluso Sereni.

Ha posto l’attenzione sulla centralità del ruolo delle imprese anche Angelo Riccaboni, Presidente Fondazione PRIMA, Barcellona, e Santa Chiara Lab, UniSi, Co-Chair UN SDSN Europe, Parigi. “In questo stesso periodo è maturata anche la consapevolezza che le imprese possono fornire un contributo positivo ad affrontare le questioni ambientali e sociali cui ci troviamo di fronte – ha illustrato il Professore -. Questo può avvenire in due modi: inducendo le imprese a migliorare la quantità e la qualità, compresa la sostenibilità, delle proprie produzioni e sfruttando al massimo il loro potenziale di cooperazione in ragione della loro partecipazione alle filiere globali. In tale contesto, l’esperienza italiana appare particolarmente significativa. Interessanti potenzialità – ha sottolineato Riccaboni – sono espresse in particolare dal modello di filiera venutosi a creare in Italia e per le modalità con cui le imprese italiane partecipano alle filiere globali. Le filiere italiane sono costituite, tradizionalmente, da aziende molto attente ai territori, capaci di valorizzare, attraverso prodotti di qualità, l’elevato grado di biodiversità del nostro Paese, le differenti produzioni agroalimentari e le eterogenee culture locali del cibo”.

Soluzioni preziose in termini di accesso al cibo, benessere delle persone e futuro del Pianeta possono derivare dalla diffusione di un modello, come quello agroalimentare italiano, basato sulla valorizzazione delle produzioni locali, intense connessioni con il territorio e le comunità, capacità di connettere filiere corte con quelle internazionali, attenzione all’impatto ambientale e alla freschezza dei prodotti, giusto equilibrio fra tradizione e innovazione. “È sbagliato e frutto di interessi di parte voler standardizzare il cibo – ha commentato Ivano Vacondio, Presidente Federalimentare – e dobbiamo riconoscere che è stato fatto da tutto il nostro Paese un lavoro straordinario per diffondere la cultura e la conoscenza della Dieta Mediterranea”.

Fabio Massimo Pallottini, Presidente di Italmercati, ha sottolineato l’impegno della rete di imprese “nel promuovere lo sviluppo del settore agroalimentare a livello internazionale, in particolare in quei Paesi emergenti come la Tunisia e Kazakhstan. Per poter mettere a frutto l’impegno della Rete dei mercati – ha spiegato Pallottini -, abbiamo chiesto, suscitando una reazione positiva ed entusiasta, che i Rappresentanti istituzionali e, in primis il MAECI, ripongano una maggiore attenzione a queste realtà, accompagnandole nelle scelte strategiche, potenziando gli scambi commerciali e creando le giuste condizioni per valorizzare il know how italiano fatto di grandi professionalità e competenze. Solo attraverso una costante sinergia tra istituzioni e operatori, riusciremo a esportare il Made in Italy”.

La Rappresentante Speciale dell’Unione Europea per il Sahel, Emanuela Del Re, ha sottolineato l’importanza di incrementare il coinvolgimento delle imprese che si occupano di conservazione e trasformazione degli alimenti per dare un contributo “utilissimo” alla causa dello sviluppo nella regione. “Il trasferimento delle competenze del settore privato tramite reti di conoscenze come le diaspore – ha dichiarato Del Re – è fondamentale per creare sistemi che possano risolvere problemi di crescita e sostenibilità nella regione del Sahel”.

Il Vice Direttore Generale Aggiunto della FAO Maurizio Martina ha ricordato come la concomitanza di crisi drammatiche abbia reso ancora più grave l’emergenza alimentare, facendo registrare tra 2020 e 2021 193 milioni di persone nell’area della fame, 40 milioni di persone in più in un anno. “Nonostante la drammaticità della situazione – ha precisato Martina – non sono tra quelli che pensano che dobbiamo rinunciare ai temi della sostenibilità. Dobbiamo affrontare il nodo della sicurezza alimentare nella sua molteplicità di aspetti”. Rispetto al ruolo dell’Italia, Il Vice Direttore Generale Aggiunto della FAO ha sottolineato che bisogna “valorizzare di più e meglio le specificità che abbiamo. Bisogna fare sistema e costruire un’idea di collettivo attorno alle eccellenze”.

Hanno ribadito l’obiettivo di fare di CODEWAY uno strumento di supporto alle imprese italiane interessate a incominciare o incrementare la propria presenza sui mercati internazionali e impiegare “creatività” e “innovazione” per una soluzione alle sfide dello Sviluppo Sostenibile, come auspicato dall’Agenda 2030, Monica Lucarelli, Assessora alle Attività Produttive e Pari Opportunità, Roma Capitale, Paolo Orneli, Assessore Sviluppo Economico, Commercio e Artigianato, Università, Ricerca, Start – Up e Innovazione Regione Lazio e Fabio Casasoli, Amministratore unico di Fiera Roma.
“Le ragioni che rendevano straordinaria l’idea alla base di Codeway – ha detto Orneli – prima della pandemia, oggi si sono rafforzate. Il Covid-19 ha messo fine a un modello di sviluppo sbagliato, le ragioni alla base della cooperazione allo sviluppo oggi sono tutte più forti”.


Comunicato stampa Codeway Expo 2022

A Roma si accendono i riflettori su cooperazione internazionale e sviluppo sostenibile.

Dal 18 al 20 maggio a Fiera Roma c’è Codeway – Cooperation Development Expo, la manifestazione fieristica che mette in connessione istituzioni, ong e aziende.

La cooperazione internazionale e lo sviluppo sostenibile restano centrali anche e soprattutto in un momento storico in cui il mondo è scosso da una pandemia globale e da una guerra in seno all’Europa. Dal 18 al 20 maggio a Fiera Roma si accendono i riflettori su un settore cruciale per gli equilibri sociali ed economici del pianeta, con Codeway – Cooperation Development Expo. È la manifestazione fieristica dedicata alla cooperazione internazionale, con un focus specifico sul ruolo che aziende e privati giocano nel settore (la partecipazione è gratuita, qui il link di registrazione
https://survey.fieraroma.it/execute/survey?surveyID=registrazione-CODEWAY2022& action=start&lang=it).

Organizzata da Fiera Roma con il supporto di Regione Lazio, Camera di Commercio di Roma e Unioncamere Lazio, nasce per essere il luogo annuale di incontro di un mondo sfaccettato e dinamico, per definizione sempre in viaggio, quale è quello della cooperazione internazionale. È una piattaforma, finalmente anche fisica, dove i principali protagonisti della cooperazione – soggetti pubblici e istituzionali, ong, aziende e mondo privato – possono conoscersi, discutere e riflettere sulle sfide più strategiche, con lo sguardo rivolto agli obiettivi di sviluppo sostenibile prefissati nell’agenda 2030. Codeway accoglie e sviluppa input e proposte dei partner –tra gli altri, Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, Ministero della Transizione Ecologica, Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo, Organizzazione Internazionale Italo-Latina Americana, Cassa Depositi e Prestiti, Simest, Anci, Conferenza delle Regioni e delle Province Autonome, The European House Ambrosetti e Enel Foundation – per farsi strumento a servizio della politica estera del Paese.

“La portata di novità di Codeway – spiega Wladimiro Boccali, coordinatore della manifestazione sta soprattutto nell’accendere l’attenzione sul ruolo che ha e sempre più deve avere l’impresa nel mondo della cooperazione, un ruolo peraltro ufficializzato con la legge 125 del 2014. La nostra Cooperation Development Expo è pensata per promuovere la sinergia tra universi diversi come quelli profit e no profit, nell’ottica di sviluppare una collaborazione che porti benefici alla cooperazione stessa. È miope – sottolinea Boccali – pensare che il Covid prima e la guerra in Ucraina ora tolgano urgenza alla necessità di cooperazione internazionale. Simili crisi globali ci dimostrano, anzi, in modo incontrovertibile che viviamo in un mondo sempre più interdipendente e connesso. Come ha sottolineato il Segretario generale delle Nazioni Unite, Antonio Guterres, il conflitto in corso può avere un impatto drammatico sulle economie, in particolare quelle dei paesi in via di sviluppo. Banca Mondiale sottolinea come l’invasione dell’Ucraina si aggiunga ai fattori che frenano la ripresa nella regione dell’Africa subsahariana, per via dell’aumento dei prezzi delle materie prime, dell’aumento dell’inflazione alimentare, dei combustibili e dei titoli, dell’inasprimento delle condizioni finanziarie globali e la contrazione dei flussi di capitali esteri alla regione. Con il rischio di aumento di carestie e di conseguenti incrementi dei processi migratori”.

Sottolinea l’importanza di coinvolgere le imprese nella cooperazione la Vice Ministra degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale Marina Sereni: “La pandemia di Covid e il conflitto in corso in Ucraina – commenta – hanno creato condizioni di disagio globale che spingono il sistema della Cooperazione italiana a fare di più. Bisogna stimolare il coinvolgimento del sistema delle imprese, avendo chiaro che la necessità di sostenere processi di imprenditorialità e buona occupazione in Paesi a più basso reddito è uno dei processi più importanti su cui possiamo investire e promuovere le nostre opportunità di sviluppo. Questi Paesi non hanno bisogno di doni ma di progetti da realizzare e di posti di lavoro. L’Africa ospita 11 dei 20 Paesi prioritari della Cooperazione italiana ed è il continente principale a cui guardiamo. L’Italia e l’Europa condividono con l’Africa sfide globali di ampio respiro, ma ad essa si deve anche guardare come ambiente in cui intervenire con progettualità, anche con il settore profit. Alla luce di questo, Codeway è quindi strategica perché può stimolare le imprese, può creare sinergie fra chi fa business e chi fa cooperazione allo sviluppo”.

Nei tre giorni di convegni e dibattiti di Codeway verranno affrontati temi cruciali della cooperazione internazionale: sicurezza alimentare e sistemi agroalimentari; istruzione, formazione di alto livello e creazione di competenze professionali; sanità e salute globali; transizioni gemelle (ecologica e digitale). Accanto agli appuntamenti organizzati da Codeway assieme ai partner – Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, Africa e Affari, Enel Foundation, Amref-, ci sono quelli realizzati in autonomia da realtà protagoniste di questa edizione della manifestazione.

Croce Rossa Italiana organizza nel corso della manifestazione workshop dedicati a localizzazione degli interventi, community engagement e gestione delle emergenze complesse, incluso l’adattamento ai cambiamenti climatici; Anci e Conferenza delle Regioni e delle Province autonome hanno in programma il convegno su regioni e cooperazione; l’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Alimentazione e l’Agricoltura (FAO) celebra l’“Anno internazionale della pesca e dell’acquacoltura artigianali” con un evento pensato per accendere l’attenzione sulla piccola pesca artigianale e acquacoltura, di fondamentale importanza per i nostri sistemi alimentari, mezzi di sussistenza, cultura e ambiente.

Il Consiglio Nazionale degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori (CNAPPC) sceglie Codeway per lanciare “le Linee guida per l’accoglienza di architetti e studenti ucraini profughi in Italia”, un insieme di indicazioni concrete, alla luce del quadro operativo vigente, elaborate per supportare gli Ordini provinciali e la comunità degli architetti nelle eventuali azioni di “accoglienza”, presso gli studi professionali, di architetti e studenti ucraini sfollati; L’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni (OIM) dedica il suo workshop (su invito) a presentare il programma Y-med per giovani e imprese, un progetto che si basa su schemi di migrazione circolare e offre l’opportunità a giovani provenienti da Paesi dell’area mediterranea di svolgere uno stage di 6 mesi in Italia presso aziende selezionate; l’Agenzia educativa e Organismo di cooperazione internazionale allo sviluppo VIDES promuove una conferenza incentrata su un progetto in Sud Sudan legato a insicurezza alimentare e modelli di sviluppo umano integrale.

Ricco il programma di incontri di IILA, Organizzazione internazionale italo-latina americana. “A Codeway– illustra il Segretario Generale Antonella Cavallari – avremo la possibilità di far conoscere la nostra Organizzazione internazionale quale esecutore di programmi di cooperazione italiana ed europea. In ciascuna giornata presenteremo specifici programmi di cooperazione che IILA esegue in America Latina e Caraibi, a partire dai progetti dedicati allo sviluppo agricolo sostenibile e alla tutela del patrimonio culturale, fino ad arrivare ai programmi europei dedicati in particolare alla coesione sociale, al rafforzamento dello stato di diritto e alla sostenibilità delle filiere agroindustriali. Le nostre Segreterie presenteranno le proprie iniziative in campo culturale, socio-economico e tecnico-scientifico, mostrando l’ampia offerta di borse di studio, bandi e opportunità che IILA mette a disposizione dei cittadini dei nostri Paesi membri. Infine uno specifico focus sarà dedicato al Foro PyMES, strumento ideato da IILA per rafforzare il dialogo italo-latinoamericano sulle PMI e promuovere la sostenibilità e la competitività delle piccole e medie imprese”.

In tutti i panel degli appuntamenti della tre giorni, viene data voce alle imprese e ai soggetti privati italiani impegnati in percorsi virtuosi verso sostenibilità e crescita, soggetti il cui operato responsabile è fondamentale per la cooperazione allo sviluppo.

In prima linea nel sostenere tali percorsi c’è l’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo. “A Codeway l’AICS – illustra Luca Maestripieri, Direttore Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo – presenta alcuni tra i progetti più significativi finanziati attraverso il bando rivolto alle imprese, strumento che ha permesso di co-finanziare la realizzazione di 46 iniziative di cooperazione nelle tre edizioni del bando per un importo di oltre 5 milioni e mezzo. Inoltre, da circa un anno, stiamo portando avanti la sperimentazione dei Cooperation Lab, tavoli di lavoro tematici multistakeholder coordinati dall’Agenzia, che contribuiranno a condividere esperienze e a costruire tavoli di confronto permanenti anche per instaurare processi di programmazione condivisa”.

Oltre alla parte convegnistica ed espositiva, la manifestazione prevede una parte dedicata al networking con un’agenda di incontri B2B e B2G pre-organizzati con la collaborazione della rete Enterprise Europe Network. Nell’ottica di stringere relazioni e vagliare possibili sinergie, prendono parte a Codeway numerosi delegati di aziende, ong, istituzioni di numerosi Paesi target, tra i quali Cameroon, Cipro, Marocco, Mauritania, Senegal, Somalia, Tunisia, Uganda.

“Il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale e in particolare la Direzione Generale per la cooperazione allo sviluppo – commenta Roberto Colaminè, Vice Direttore Generale per la cooperazione allo sviluppo – hanno fornito un contributo all’organizzazione dell’evento sin dalle prime fasi, attivando la rete delle nostre Ambasciate all’estero e sensibilizzando le Ambasciate accreditate in Italia, per favorire la più ampia partecipazione all’iniziativa e un più esteso dibattito tra i vari attori della cooperazione italiani e internazionali, del settore pubblico e del settore privato, sia profit che non profit”.

Una occasione per creare, almeno una volta l’anno, un grande spazio di dialogo, di coordinamento e di confronto tra tutti gli attori della cooperazione allo sviluppo, e coinvolgere a pari titolo aziende, istituzioni e Ong, nel segno di un comune interesse per la crescita di un settore forse mai così strategico per il Sistema Italia.

A Roma si accendono i riflettori su cooperazione internazionale e sviluppo sostenibile.

Dal 18 al 20 maggio a Fiera Roma c’è Codeway – Cooperation Development Expo, la manifestazione fieristica che mette in connessione istituzioni, ong e aziende.

La cooperazione internazionale e lo sviluppo sostenibile restano centrali anche e soprattutto in un momento storico in cui il mondo è scosso da una pandemia globale e da una guerra in seno all’Europa. Dal 18 al 20 maggio a Fiera Roma si accendono i riflettori su un settore cruciale per gli equilibri sociali ed economici del pianeta, con Codeway – Cooperation Development Expo. È la manifestazione fieristica dedicata alla cooperazione internazionale, con un focus specifico sul ruolo che aziende e privati giocano nel settore (la partecipazione è gratuita, qui il link di registrazione https://survey.fieraroma.it/execute/survey?surveyID=registrazione-CODEWAY2022& action=start&lang=it).

Organizzata da Fiera Roma con il supporto di Regione Lazio, Camera di Commercio di Roma e Unioncamere Lazio, nasce per essere il luogo annuale di incontro di un mondo sfaccettato e dinamico, per definizione sempre in viaggio, quale è quello della cooperazione internazionale. È una piattaforma, finalmente anche fisica, dove i principali protagonisti della cooperazione – soggetti pubblici e istituzionali, ong, aziende e mondo privato – possono conoscersi, discutere e riflettere sulle sfide più strategiche, con lo sguardo rivolto agli obiettivi di sviluppo sostenibile prefissati nell’agenda 2030. Codeway accoglie e sviluppa input e proposte dei partner –tra gli altri, Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, Ministero della Transizione Ecologica, Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo, Organizzazione Internazionale Italo-Latina Americana, Cassa Depositi e Prestiti, Simest, Anci, Conferenza delle Regioni e delle Province Autonome, The European House Ambrosetti e Enel Foundation – per farsi strumento a servizio della politica estera del Paese.

“La portata di novità di Codeway – spiega Wladimiro Boccali, coordinatore della manifestazione sta soprattutto nell’accendere l’attenzione sul ruolo che ha e sempre più deve avere l’impresa nel mondo della cooperazione, un ruolo peraltro ufficializzato con la legge 125 del 2014. La nostra Cooperation Development Expo è pensata per promuovere la sinergia tra universi diversi come quelli profit e no profit, nell’ottica di sviluppare una collaborazione che porti benefici alla cooperazione stessa. È miope – sottolinea Boccali – pensare che il Covid prima e la guerra in Ucraina ora tolgano urgenza alla necessità di cooperazione internazionale. Simili crisi globali ci dimostrano, anzi, in modo incontrovertibile che viviamo in un mondo sempre più interdipendente e connesso. Come ha sottolineato il Segretario generale delle Nazioni Unite, Antonio Guterres, il conflitto in corso può avere un impatto drammatico sulle economie, in particolare quelle dei paesi in via di sviluppo. Banca Mondiale sottolinea come l’invasione dell’Ucraina si aggiunga ai fattori che frenano la ripresa nella regione dell’Africa subsahariana, per via dell’aumento dei prezzi delle materie prime, dell’aumento dell’inflazione alimentare, dei combustibili e dei titoli, dell’inasprimento delle condizioni finanziarie globali e la contrazione dei flussi di capitali esteri alla regione. Con il rischio di aumento di carestie e di conseguenti incrementi dei processi migratori”.

Sottolinea l’importanza di coinvolgere le imprese nella cooperazione la Vice Ministra degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale Marina Sereni: “La pandemia di Covid e il conflitto in corso in Ucraina – commenta – hanno creato condizioni di disagio globale che spingono il sistema della Cooperazione italiana a fare di più. Bisogna stimolare il coinvolgimento del sistema delle imprese, avendo chiaro che la necessità di sostenere processi di imprenditorialità e buona occupazione in Paesi a più basso reddito è uno dei processi più importanti su cui possiamo investire e promuovere le nostre opportunità di sviluppo. Questi Paesi non hanno bisogno di doni ma di progetti da realizzare e di posti di lavoro. L’Africa ospita 11 dei 20 Paesi prioritari della Cooperazione italiana ed è il continente principale a cui guardiamo. L’Italia e l’Europa condividono con l’Africa sfide globali di ampio respiro, ma ad essa si deve anche guardare come ambiente in cui intervenire con progettualità, anche con il settore profit. Alla luce di questo, Codeway è quindi strategica perché può stimolare le imprese, può creare sinergie fra chi fa business e chi fa cooperazione allo sviluppo”.

Nei tre giorni di convegni e dibattiti di Codeway verranno affrontati temi cruciali della cooperazione internazionale: sicurezza alimentare e sistemi agroalimentari; istruzione, formazione di alto livello e creazione di competenze professionali; sanità e salute globali; transizioni gemelle (ecologica e digitale). Accanto agli appuntamenti organizzati da Codeway assieme ai partner – Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, Africa e Affari, Enel Foundation, Amref-, ci sono quelli realizzati in autonomia da realtà protagoniste di questa edizione della manifestazione.

Croce Rossa Italiana organizza nel corso della manifestazione workshop dedicati a localizzazione degli interventi, community engagement e gestione delle emergenze complesse, incluso l’adattamento ai cambiamenti climatici; Anci e Conferenza delle Regioni e delle Province autonome hanno in programma il convegno su regioni e cooperazione; l’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Alimentazione e l’Agricoltura (FAO) celebra l’“Anno internazionale della pesca e dell’acquacoltura artigianali” con un evento pensato per accendere l’attenzione sulla piccola pesca artigianale e acquacoltura, di fondamentale importanza per i nostri sistemi alimentari, mezzi di sussistenza, cultura e ambiente.

Il Consiglio Nazionale degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori (CNAPPC) sceglie Codeway per lanciare “le Linee guida per l’accoglienza di architetti e studenti ucraini profughi in Italia”, un insieme di indicazioni concrete, alla luce del quadro operativo vigente, elaborate per supportare gli Ordini provinciali e la comunità degli architetti nelle eventuali azioni di “accoglienza”, presso gli studi professionali, di architetti e studenti ucraini sfollati; L’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni (OIM) dedica il suo workshop (su invito) a presentare il programma Y-med per giovani e imprese, un progetto che si basa su schemi di migrazione circolare e offre l’opportunità a giovani provenienti da Paesi dell’area mediterranea di svolgere uno stage di 6 mesi in Italia presso aziende selezionate; l’Agenzia educativa e Organismo di cooperazione internazionale allo sviluppo VIDES promuove una conferenza incentrata su un progetto in Sud Sudan legato a insicurezza alimentare e modelli di sviluppo umano integrale.

Ricco il programma di incontri di IILA, Organizzazione internazionale italo-latina americana. “A Codeway– illustra il Segretario Generale Antonella Cavallari – avremo la possibilità di far conoscere la nostra Organizzazione internazionale quale esecutore di programmi di cooperazione italiana ed europea. In ciascuna giornata presenteremo specifici programmi di cooperazione che IILA esegue in America Latina e Caraibi, a partire dai progetti dedicati allo sviluppo agricolo sostenibile e alla tutela del patrimonio culturale, fino ad arrivare ai programmi europei dedicati in particolare alla coesione sociale, al rafforzamento dello stato di diritto e alla sostenibilità delle filiere agroindustriali. Le nostre Segreterie presenteranno le proprie iniziative in campo culturale, socio-economico e tecnico-scientifico, mostrando l’ampia offerta di borse di studio, bandi e opportunità che IILA mette a disposizione dei cittadini dei nostri Paesi membri. Infine uno specifico focus sarà dedicato al Foro PyMES, strumento ideato da IILA per rafforzare il dialogo italo-latinoamericano sulle PMI e promuovere la sostenibilità e la competitività delle piccole e medie imprese”.

In tutti i panel degli appuntamenti della tre giorni, viene data voce alle imprese e ai soggetti privati italiani impegnati in percorsi virtuosi verso sostenibilità e crescita, soggetti il cui operato responsabile è fondamentale per la cooperazione allo sviluppo.

In prima linea nel sostenere tali percorsi c’è l’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo. “A Codeway l’AICS – illustra Luca Maestripieri, Direttore Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo – presenta alcuni tra i progetti più significativi finanziati attraverso il bando rivolto alle imprese, strumento che ha permesso di co-finanziare la realizzazione di 46 iniziative di cooperazione nelle tre edizioni del bando per un importo di oltre 5 milioni e mezzo. Inoltre, da circa un anno, stiamo portando avanti la sperimentazione dei Cooperation Lab, tavoli di lavoro tematici multistakeholder coordinati dall’Agenzia, che contribuiranno a condividere esperienze e a costruire tavoli di confronto permanenti anche per instaurare processi di programmazione condivisa”.

Oltre alla parte convegnistica ed espositiva, la manifestazione prevede una parte dedicata al networking con un’agenda di incontri B2B e B2G pre-organizzati con la collaborazione della rete Enterprise Europe Network. Nell’ottica di stringere relazioni e vagliare possibili sinergie, prendono parte a Codeway numerosi delegati di aziende, ong, istituzioni di numerosi Paesi target, tra i quali Cameroon, Cipro, Marocco, Mauritania, Senegal, Somalia, Tunisia, Uganda.

“Il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale e in particolare la Direzione Generale per la cooperazione allo sviluppo – commenta Roberto Colaminè, Vice Direttore Generale per la cooperazione allo sviluppo – hanno fornito un contributo all’organizzazione dell’evento sin dalle prime fasi, attivando la rete delle nostre Ambasciate all’estero e sensibilizzando le Ambasciate accreditate in Italia, per favorire la più ampia partecipazione all’iniziativa e un più esteso dibattito tra i vari attori della cooperazione italiani e internazionali, del settore pubblico e del settore privato, sia profit che non profit”.

Una occasione per creare, almeno una volta l’anno, un grande spazio di dialogo, di coordinamento e di confronto tra tutti gli attori della cooperazione allo sviluppo, e coinvolgere a pari titolo aziende, istituzioni e Ong, nel segno di un comune interesse per la crescita di un settore forse mai così strategico per il Sistema Italia.


Covid, solo con l’equità vaccinale si può uscire dalla pandemia. Basta protezionismo sui vaccini

Oggi al MAECI “Salute e sviluppo: l’impegno per l’Africa”, l’incontro organizzato da Fiera Roma e Amref con Vice Ministra Sereni e Professor Ricciardi.

Solo attraverso la vaccinazione globale anche la nostra parte di mondo potrà uscire dalla pandemia: l’equità vaccinale non è questione di buoni sentimenti, ma di strategia per uscire dall’emergenza. È questo il messaggio che è emerso unanime nel corso dell’incontro organizzato da Fiera Roma e Amref “Salute e sviluppo: l’impegno per l’Africa”. L’appuntamento, che si è tenuto oggi presso il MAECI, ha preso spunto dai risultati dell’indagine “La narrazione sull’Africa” realizzata da Ipsos per Amref Health Africa – Italia. (Si può rivedere l’evento a questo link https://www.youtube.com/watch?v=Pym4cpBEyeA).

A sottolineare la centralità del tema salute per la cooperazione allo sviluppo è stata la Vice Ministra Affari Esteri e Cooperazione Internazionale, Marina Sereni. “La pandemia – ha spiegato Sereni – ci ha allontanato dagli obiettivi di sviluppo dell’Agenda 2030, accelerando le diseguaglianze, soprattutto in Africa, che è il principale partner della cooperazione italiana allo sviluppo. La salute è una delle priorità tematiche della nostra cooperazione, perché senza salute non può esserci sviluppo. L’Italia è stata tra i primi paesi a scegliere la strada degli strumenti multilaterali per affrontare la pandemia, ma ciascun paese deve fare la propria parte. Noi abbiamo fatto la nostra con 385 milioni di euro per il programma Covax facility e 45 milioni di dosi di vaccino per i paesi a basso e medio reddito, 21 delle quali sono state destinate all’Africa. Questo però – ha sottolineato la vice ministra – non basta per vincere la sfida della vaccinazione in quel continente, dove solo il 10% della popolazione ha ricevuto un ciclo completo di vaccini, e il tema dell’equità vaccinale è totalmente sul tavolo in quanto presupposto essenziale per porre fine alla pandemia. Come ribadito in occasione del G20, dobbiamo vaccinare il 70% della popolazione africana entro il 2022 non solo per una scelta valoriale, ma anche perché unicamente in questo modo possiamo uscire dalla pandemia. In quest’ottica – e anche per compiere azioni utili anche oltre l’ emergenza pandemica attuale – dobbiamo accrescere l’approvvigionamento proseguendo gli sforzi Covax; incrementare la capacità di assorbimento e distribuzione con progetti che rafforzino i sistemi sanitari nazionali dei paesi africani; migliorare l’infrastruttura produttiva. Il tema salute ritorna in tutte le emergenze umanitarie e per affrontarlo al meglio è molto importante investire su partenariati che mettano assieme profit e non profit, istituzioni e società e lavorare a una narrazione che porti a percepire l’Africa non come il contenente delle criticità, ma come quello delle opportunità. Un appuntamento come Codeway va in questa direzione”.

La conversazione, moderata da Marina Sapia, Caporedattore Esteri di Rainews, è una delle tappe di avvicinamento a Codeway – Cooperation Development Expo, la prima manifestazione fieristica italiana dedicata alla Cooperazione allo Sviluppo Internazionale con un focus specifico su aziende e realtà profit impegnate nel settore, in programma a Fiera Roma dal 18 al 20 maggio 2022, come ha spiegato Wladimiro Boccali, coordinatore del progetto.

La prima parte della ricerca, introdotta dal Presidente di Ipsos Nando Pagnoncelli, indaga cosa pensa l’opinione pubblica italiana sull’aiuto verso i Paesi a medio e basso reddito, su temi come la vaccinazione Covid-19, sulla sospensione dei brevetti. L’indagine si è svolta tra ottobre e novembre 2021, attraverso un campione di 800 casi rappresentativi della popolazione italiana. Della sezione “L’Africa nell’attualità: COVID e salute” risulta che il 78% del campione è d’accordo sul fatto che i Paesi ricchi si debbano fa carico dell’immunizzazione dei Paesi Africani. Alla domanda su quale parte del mondo è più probabile che si sviluppino delle varianti del virus il 43% ha risposto che possono svilupparsi ovunque con la stessa probabilità, seguita da un 25% di persone che ritiene che si possano sviluppare in Africa.

Walter Ricciardi, Professore di Salute Pubblica all’Università Cattolica del Sacro Cuore e Consigliere del Ministro della Salute per la Pandemia, ha affermato che “non si era mai visto nella storia un virus che avesse tre varianti di preoccupazione in un anno. Non si ha la piena consapevolezza della velocità della variabilità che, appunto, porta alle varianti. Vaccinare l’Africa è interesse di tutti, anche per questo. Ma il problema più grande oggi è di salute pubblica in Africa. Per dare un’idea: una madre africana di solito fa chilometri per la vaccinazione dei suoi figli. Per il covid questo non accade. Perché la strada di quella madre verso il vaccino è bloccata da una pesante infodemia e dalla mancanza di vaccini. Una comunicazione che vede combinate notizie adeguate e false informazioni. Usciremo – ha proseguito Ricciardi – da questa pandemia solo mettendo fine al protezionismo sui vaccini, che è l’unica strada per immunizzare gli otto miliardi di abitanti della terra contro il Covid-19. L’Italia è sempre stata a favore di questa strada. Permettere la produzione di vaccini a Paesi che da soli hanno già quasi le capacità e i mezzi per produrli per tutto il mondo, come l’India, il Sud Africa e l’Indonesia è l’unica strada per uscire dalla pandemia. Nessuno però sta promuovendo in modo adeguato questa via, neanche l’Unione Europea, dove la Germania ha ancora una posizione contraria”.

Paola Crestani – Presidente di Amref Health Africa in Italia – ha affermato: “Al momento l’Africa ha solo il 10% di persone totalmente vaccinate. La sfida è oggi, ma si gioca per un presente, che metta a riparo dal virus e dalle sue conseguenze, e per un domani. Quello dove una prossima pandemia – di cui spesso di discute – possa vedere l’Africa preparata a rispondere”. Per l’occasione Crestani ha annunciato che Amref – che ha la “Casa madre” a Nairobi, dal 1957 – “è stata scelta dall’Africa CDC e dai Ministeri della sanità africani per implementare la strategia di prevenzione del Covid-19 e la campagna vaccinale, in 31 Paesi, e puntare all’obiettivo di immunizzare almeno il 60% della popolazione entro la fine 2022. Un’impresa che ci riempie di orgoglio ma che richiede un enorme impegno”. Con l’occasione Crestani ha annunciato che la prossima edizione di Africa Mediata – che studia come i media italiani raccontano il Continente e che si terrà in vista della Giornata Mondiale dell’Africa – quest’anno sarà dedicata allo sport.

L’indagine Ipsos indaga anche il tema della narrazione del Continente africano in Italia: il livello di conoscenza sull’Africa, la vicinanza tra italiani e africani, il consumo di cultura africana – musica, libri, cibo – nel nostro Paese. Pagnoncelli ha riportato che gli italiani, sollecitati, associano l’Africa alla povertà per il 76%, migrazione il 56%, natura il 52%. In fondo alla classifica le parole sviluppo (8%), futuro (7%) e convivenza (3%). Alla domanda sugli ostacoli all’integrazione degli africani in Italia 4 italiani su 10, hanno risposto che il principale è lo sfruttamento sul lavoro

Tana Anglana – esperta di cambiamento della narrazione sulle migrazioni – ha presentato un “kit di strumenti per il cambiamento della narrazione sulle migrazioni”. Ha tenuto a precisa che “lavorare sulla narrazione non è affatto secondario. È priorità per creare coesione sociale ed evitare le polarizzazioni, dannose al Paese.”

Oggi al MAECI “Salute e sviluppo: l’impegno per l’Africa”, l’incontro organizzato da Fiera Roma e Amref con Vice Ministra Sereni e Professor Ricciardi.

Solo attraverso la vaccinazione globale anche la nostra parte di mondo potrà uscire dalla pandemia: l’equità vaccinale non è questione di buoni sentimenti, ma di strategia per uscire dall’emergenza. È questo il messaggio che è emerso unanime nel corso dell’incontro organizzato da Fiera Roma e Amref “Salute e sviluppo: l’impegno per l’Africa”. L’appuntamento, che si è tenuto oggi presso il MAECI, ha preso spunto dai risultati dell’indagine “La narrazione sull’Africa” realizzata da Ipsos per Amref Health Africa – Italia. (Si può rivedere l’evento a questo link https://www.youtube.com/watch?v=Pym4cpBEyeA).

A sottolineare la centralità del tema salute per la cooperazione allo sviluppo è stata la Vice Ministra Affari Esteri e Cooperazione Internazionale, Marina Sereni. “La pandemia – ha spiegato Sereni – ci ha allontanato dagli obiettivi di sviluppo dell’Agenda 2030, accelerando le diseguaglianze, soprattutto in Africa, che è il principale partner della cooperazione italiana allo sviluppo. La salute è una delle priorità tematiche della nostra cooperazione, perché senza salute non può esserci sviluppo. L’Italia è stata tra i primi paesi a scegliere la strada degli strumenti multilaterali per affrontare la pandemia, ma ciascun paese deve fare la propria parte. Noi abbiamo fatto la nostra con 385 milioni di euro per il programma Covax facility e 45 milioni di dosi di vaccino per i paesi a basso e medio reddito, 21 delle quali sono state destinate all’Africa. Questo però – ha sottolineato la vice ministra – non basta per vincere la sfida della vaccinazione in quel continente, dove solo il 10% della popolazione ha ricevuto un ciclo completo di vaccini, e il tema dell’equità vaccinale è totalmente sul tavolo in quanto presupposto essenziale per porre fine alla pandemia. Come ribadito in occasione del G20, dobbiamo vaccinare il 70% della popolazione africana entro il 2022 non solo per una scelta valoriale, ma anche perché unicamente in questo modo possiamo uscire dalla pandemia. In quest’ottica – e anche per compiere azioni utili anche oltre l’ emergenza pandemica attuale – dobbiamo accrescere l’approvvigionamento proseguendo gli sforzi Covax; incrementare la capacità di assorbimento e distribuzione con progetti che rafforzino i sistemi sanitari nazionali dei paesi africani; migliorare l’infrastruttura produttiva. Il tema salute ritorna in tutte le emergenze umanitarie e per affrontarlo al meglio è molto importante investire su partenariati che mettano assieme profit e non profit, istituzioni e società e lavorare a una narrazione che porti a percepire l’Africa non come il contenente delle criticità, ma come quello delle opportunità. Un appuntamento come Codeway va in questa direzione”.

La conversazione, moderata da Marina Sapia, Caporedattore Esteri di Rainews, è una delle tappe di avvicinamento a Codeway – Cooperation Development Expo, la prima manifestazione fieristica italiana dedicata alla Cooperazione allo Sviluppo Internazionale con un focus specifico su aziende e realtà profit impegnate nel settore, in programma a Fiera Roma dal 18 al 20 maggio 2022, come ha spiegato Wladimiro Boccali, coordinatore del progetto.

La prima parte della ricerca, introdotta dal Presidente di Ipsos Nando Pagnoncelli, indaga cosa pensa l’opinione pubblica italiana sull’aiuto verso i Paesi a medio e basso reddito, su temi come la vaccinazione Covid-19, sulla sospensione dei brevetti. L’indagine si è svolta tra ottobre e novembre 2021, attraverso un campione di 800 casi rappresentativi della popolazione italiana. Della sezione “L’Africa nell’attualità: COVID e salute” risulta che il 78% del campione è d’accordo sul fatto che i Paesi ricchi si debbano fa carico dell’immunizzazione dei Paesi Africani. Alla domanda su quale parte del mondo è più probabile che si sviluppino delle varianti del virus il 43% ha risposto che possono svilupparsi ovunque con la stessa probabilità, seguita da un 25% di persone che ritiene che si possano sviluppare in Africa.

Walter Ricciardi, Professore di Salute Pubblica all’Università Cattolica del Sacro Cuore e Consigliere del Ministro della Salute per la Pandemia, ha affermato che “non si era mai visto nella storia un virus che avesse tre varianti di preoccupazione in un anno. Non si ha la piena consapevolezza della velocità della variabilità che, appunto, porta alle varianti. Vaccinare l’Africa è interesse di tutti, anche per questo. Ma il problema più grande oggi è di salute pubblica in Africa. Per dare un’idea: una madre africana di solito fa chilometri per la vaccinazione dei suoi figli. Per il covid questo non accade. Perché la strada di quella madre verso il vaccino è bloccata da una pesante infodemia e dalla mancanza di vaccini. Una comunicazione che vede combinate notizie adeguate e false informazioni. Usciremo – ha proseguito Ricciardi – da questa pandemia solo mettendo fine al protezionismo sui vaccini, che è l’unica strada per immunizzare gli otto miliardi di abitanti della terra contro il Covid-19. L’Italia è sempre stata a favore di questa strada. Permettere la produzione di vaccini a Paesi che da soli hanno già quasi le capacità e i mezzi per produrli per tutto il mondo, come l’India, il Sud Africa e l’Indonesia è l’unica strada per uscire dalla pandemia. Nessuno però sta promuovendo in modo adeguato questa via, neanche l’Unione Europea, dove la Germania ha ancora una posizione contraria”.

Paola Crestani – Presidente di Amref Health Africa in Italia – ha affermato: “Al momento l’Africa ha solo il 10% di persone totalmente vaccinate. La sfida è oggi, ma si gioca per un presente, che metta a riparo dal virus e dalle sue conseguenze, e per un domani. Quello dove una prossima pandemia – di cui spesso di discute – possa vedere l’Africa preparata a rispondere”. Per l’occasione Crestani ha annunciato che Amref – che ha la “Casa madre” a Nairobi, dal 1957 – “è stata scelta dall’Africa CDC e dai Ministeri della sanità africani per implementare la strategia di prevenzione del Covid-19 e la campagna vaccinale, in 31 Paesi, e puntare all’obiettivo di immunizzare almeno il 60% della popolazione entro la fine 2022. Un’impresa che ci riempie di orgoglio ma che richiede un enorme impegno”. Con l’occasione Crestani ha annunciato che la prossima edizione di Africa Mediata – che studia come i media italiani raccontano il Continente e che si terrà in vista della Giornata Mondiale dell’Africa – quest’anno sarà dedicata allo sport.

L’indagine Ipsos indaga anche il tema della narrazione del Continente africano in Italia: il livello di conoscenza sull’Africa, la vicinanza tra italiani e africani, il consumo di cultura africana – musica, libri, cibo – nel nostro Paese. Pagnoncelli ha riportato che gli italiani, sollecitati, associano l’Africa alla povertà per il 76%, migrazione il 56%, natura il 52%. In fondo alla classifica le parole sviluppo (8%), futuro (7%) e convivenza (3%). Alla domanda sugli ostacoli all’integrazione degli africani in Italia 4 italiani su 10, hanno risposto che il principale è lo sfruttamento sul lavoro

Tana Anglana – esperta di cambiamento della narrazione sulle migrazioni – ha presentato un “kit di strumenti per il cambiamento della narrazione sulle migrazioni”. Ha tenuto a precisa che “lavorare sulla narrazione non è affatto secondario. È priorità per creare coesione sociale ed evitare le polarizzazioni, dannose al Paese.”


Salute e sviluppo: l’impegno per l’Africa

Il 26 gennaio alle ore 11.30 in diretta streaming sulla piattaforma Codeway si discute di equità vaccinale, tutela della salute globale e percezione dell’Africa con la Viceministra Sereni, il Professor Ricciardi e l’esperta di comunicazione della migrazione Tana Anglana, a partire dall’indagine Ipsos per Amref Italia “La narrazione sull'Africa”.

In un mondo definitivamente globalizzato, la corsa all’immunità vaccinale non può essere nazionale. La sfida mondiale alla pandemia da Covid-19 ha reso ancora più evidenti contraddizioni, limiti, disuguaglianze e potenzialità riguardo alla tutela della salute di tutti. Mercoledì 26 gennaio alle ore 11.30 prende le mosse da questo tema l’incontro organizzato da Amref Italia e Fiera Roma “Salute e sviluppo: l’impegno per l’Africa”. L’appuntamento, in diretta streaming sulla piattaforma Codeway (per partecipare all’incontro basta registrarsi attraverso il sito www.codewayexpo.com), sarà occasione per discutere di equità vaccinale e aiuti ai Paesi a basso reddito in tempi di pandemia e della necessità di un futuro in salute per il continente africano, per il bene di tutti. Riflessioni e dibattito dei relatori prenderanno spunto dai risultati dell’indagine “La narrazione sull’Africa” realizzata da Ipsos per Amref Health Africa – Italia. La ricerca indaga su che cosa pensa l’opinione pubblica italiana sull’aiuto verso i Paesi a medio e basso reddito, su temi come la vaccinazione Covid-19, sulla sospensione dei brevetti e affronta argomenti che hanno a che fare con la narrazione del Continente africano: il livello di conoscenza sull’Africa, la vicinanza tra italiani e africani, il consumo di cultura africana – musica, libri, cibo – nel nostro Paese.

La conversazione è una delle tappe di avvicinamento a Codeway – Cooperation Development Expo, la prima manifestazione fieristica italiana dedicata alla Cooperazione allo Sviluppo Internazionale con un focus specifico su aziende e realtà profit impegnate nel settore, in programma a Fiera Roma dal 18 al 20 maggio 2022.

Moderati da Marina Sapia, Caporedattore Esteri di Rainews, prenderanno parte al dibattito: Marina Sereni – Vice Ministra Affari Esteri e Cooperazione Internazionale, Walter Ricciardi – Prof. Salute Pubblica Università Cattolica del Sacro Cuore e Consigliere del Ministro della Salute per la Pandemia, Nando Pagnoncelli – Presidente Ipsos, Tana Anglana – Esperta cambiamento della narrazione sulle migrazioni – iniziativa Never Alone, Paola Crestani – Presidente Amref Health Africa – Italia e Wladimiro Boccali – Coordinatore Codeway Expo.

Il 26 gennaio alle ore 11.30 in diretta streaming sulla piattaforma Codeway si discute di equità vaccinale, tutela della salute globale e percezione dell’Africa con la Viceministra Sereni, il Professor Ricciardi e l’esperta di comunicazione della migrazione Tana Anglana, a partire dall’indagine Ipsos per Amref Italia “La narrazione sull'Africa”.

In un mondo definitivamente globalizzato, la corsa all’immunità vaccinale non può essere nazionale. La sfida mondiale alla pandemia da Covid-19 ha reso ancora più evidenti contraddizioni, limiti, disuguaglianze e potenzialità riguardo alla tutela della salute di tutti. Mercoledì 26 gennaio alle ore 11.30 prende le mosse da questo tema l’incontro organizzato da Amref Italia e Fiera Roma “Salute e sviluppo: l’impegno per l’Africa”. L’appuntamento, in diretta streaming sulla piattaforma Codeway (per partecipare all’incontro basta registrarsi attraverso il sito www.codewayexpo.com), sarà occasione per discutere di equità vaccinale e aiuti ai Paesi a basso reddito in tempi di pandemia e della necessità di un futuro in salute per il continente africano, per il bene di tutti. Riflessioni e dibattito dei relatori prenderanno spunto dai risultati dell’indagine “La narrazione sull’Africa” realizzata da Ipsos per Amref Health Africa – Italia. La ricerca indaga su che cosa pensa l’opinione pubblica italiana sull’aiuto verso i Paesi a medio e basso reddito, su temi come la vaccinazione Covid-19, sulla sospensione dei brevetti e affronta argomenti che hanno a che fare con la narrazione del Continente africano: il livello di conoscenza sull’Africa, la vicinanza tra italiani e africani, il consumo di cultura africana – musica, libri, cibo – nel nostro Paese.

La conversazione è una delle tappe di avvicinamento a Codeway – Cooperation Development Expo, la prima manifestazione fieristica italiana dedicata alla Cooperazione allo Sviluppo Internazionale con un focus specifico su aziende e realtà profit impegnate nel settore, in programma a Fiera Roma dal 18 al 20 maggio 2022.

Moderati da Marina Sapia, Caporedattore Esteri di Rainews, prenderanno parte al dibattito: Marina Sereni – Vice Ministra Affari Esteri e Cooperazione Internazionale, Walter Ricciardi – Prof. Salute Pubblica Università Cattolica del Sacro Cuore e Consigliere del Ministro della Salute per la Pandemia, Nando Pagnoncelli – Presidente Ipsos, Tana Anglana – Esperta cambiamento della narrazione sulle migrazioni – iniziativa Never Alone, Paola Crestani – Presidente Amref Health Africa – Italia e Wladimiro Boccali – Coordinatore Codeway Expo.


Si conclude Codeway 2021 Digital Edition

Presentati temi e protagonisti dell’edizione in presenza, a Fiera Roma dal 18 al 20 maggio 2022.

 

Agricoltura, alimentazione e questione afghana gli argomenti del terzo e ultimo giorno di lavori.

Si è chiuso oggi Codeway 2021 Digital edition, l’anteprima digitale della Fiera organizzata da Fiera Roma sulla Cooperazione Internazionale con un’attenzione privilegiata al settore profit e alle aziende, in programma in presenza dal 18 al 20 maggio 2022.

L’ultima giornata dell’evento, che ha registrato in tutti e tre i giorni una notevole e qualificata partecipazione, ha avuto come tema protagonista della mattina agricoltura e alimentazione in Africa. I relatori –ben rappresentativi di tutte le componenti del mondo della cooperazione, istituzionale, terzo settore e imprese – hanno sottolineato concordemente quanto lo sviluppo del settore agroalimentare africano impatti sull’intero pianeta. Si tratta di un comparto che raggiungerà un valore commerciale di 1.000 miliardi di dollari entro il 2030: l’Africa ospita il 60% delle terre arabili incolte del mondo e la sua produttività rappresenta solo il 10% circa della produzione agricola mondiale, un potenziale fondamentale per alimentare la popolazione africana – in costante crescita – e mondiale. Orientare lo sviluppo agricolo africano affinché segua percorsi virtuosi e sostenibili, per l’ambiente e la salute, è una sfida che riguarda tutti. Come ha sottolineato il Direttore generale dell’Alliance of Bioversity International and the International Center for Tropical Agriculture Juan Lucas Restrepo, è cruciale in quest’ottica il passaggio di competenze. Va in questa direzione la proposta di Filippo Gallinella, Presidente della XIII Commissione Agricoltura della Camera dei Deputati, di utilizzare aziende agricole confiscate alla mafia per fare formazione dei migranti e costruire progetti di cooperazione al rientro. L’importanza della collaborazione pubblico-privato per ottenere risultati efficaci è stata ribadita dal Vice Direttore Centrale Africa Sub-Sahariana al Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale Fabrizio Lobasso. Ne è un esempio concreto il progetto della Pmi innovativa Apio, cofinanziato dall’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo. Si tratta di un sistema, nel caso specifico applicato alla filiera produttiva di cacao e caffè, pensato per migliorare attraverso la tecnologia block chain la Supply Chain alimentare, aumentandone equità e sostenibilità, a favore di produttori locali di materie prime e dei produttori/distributori di prodotti alimentari finiti.

Ne ha parlato il Ceo di Apio, Alessandro Chelli, ed è uno dei progetti illustrati nello stand di Aics, dove sono presentate le molte iniziative promosse dall’Agenzia, che spaziano dall’agribusiness all’innovazione digitale, passando per le energie sostenibili. Gli ospiti di Codeway Digital edition, infatti, oltre a partecipare ai convegni online, hanno potuto visitare gli stand virtuali degli espositori nella “exhibition area”. Tra questi, quello dedicato ai progetti di cooperazione di Croce Rossa Italiana, quello della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome per la Cooperazione internazionale e quello di Unidroit, Istituto internazionale che persegue l’armonizzazione del diritto internazionale privato e sul versante africano è particolarmente impegnato su diritto fondiario e proprietà dei terreni. Di grande interesse lo stand di Regione Lazio, Camera di Commercio di Roma e Unioncamere Lazio, che ospita una selezione di aziende che sviluppano soluzioni innovative applicabili al campo della cooperazione internazionale, in particolare negli ambiti medicale e della sicurezza, ambientale, agritech e delle energie rinnovabili.

Il pomeriggio dell’ultimo giorno di Codeway è stato dedicato alla questione afghana, affrontata in un incontro a cura di AOI, Cini e Link 2007, cui ha preso parte la Vice Ministra degli Affari Esteri e Cooperazione Internazionale Marina Sereni, assieme a rappresentanti di Rete Afgana, UNHCR Italia, Tavolo Asilo, Save The Children Italia, Pangea Onlus. “È fondamentale – ha sottolineato Sereni, intervenendo nel dibattito – non spegnere l’attenzione sull’Afghanistan anche ora che non è più sulle prime pagine di giornale, perché la situazione resta drammatica, da un punto di vista umanitario e dei rischi di aumento del terrorismo. Il governo italiano – ha affermato la Vice Ministra – ha scelto un intervento umanitario e politico che guardi al medio periodo, perché l’emergenza è destinata a durare e noi abbiamo una responsabilità: dobbiamo continuare a fare la nostra parte in quel contesto. Proprio a questo risponde il Tavolo di coordinamento sull’Afghanistan richiesto dalle Organizzazioni della Società civile”. Le risorse che l’Italia destinerà alla questione afghana ammontano a 150 milioni di euro, destinati per metà all’Afghanistan e per metà alle regioni limitrofe, suddivisione da modulare a seconda della situazione in fieri sul territorio: “Ora – ha spiegato Sereni – siamo in fase di programmazione, il Tavolo sta lavorando per programmare la gestione di questa massa di risorse entro il 31 dicembre. Ci siamo dati dei criteri, i tre principali sono: fare affidamento sul Sistema delle Nazioni Unite, visto che l’Italia non ha rappresentanza diplomatica sul posto al momento; fare una programmazione flessibile perché la situazione è in evoluzione; dare la priorità alle donne, categoria particolarmente vulnerabile all’interno dei gruppi vulnerabili dei quali ci dobbiamo occupare”. In conclusione la Vice Ministra ha ribadito che “tutto questo lavoro deve avere anche un senso politico. Dobbiamo pensare – ha sottolineato – ai 35 milioni di afghani che restano in Afghanistan, aiutandoli a trovare una via di sopravvivenza dignitosa. È un intervento umanitario doveroso, ma anche una leva fondamentale nei confronti delle autorità talebane e il modo per proteggerci dal ritorno consistente delle organizzazioni terroristiche, facendo sì che l’Afghanistan non diventi la culla dell’instabilità nell’Asia centrale”.

Agricoltura, alimentazione e questione afghana gli argomenti del terzo e ultimo giorno di lavori.

Si è chiuso oggi Codeway 2021 Digital edition, l’anteprima digitale della Fiera organizzata da Fiera Roma sulla Cooperazione Internazionale con un’attenzione privilegiata al settore profit e alle aziende, in programma in presenza dal 18 al 20 maggio 2022.

L’ultima giornata dell’evento, che ha registrato in tutti e tre i giorni una notevole e qualificata partecipazione, ha avuto come tema protagonista della mattina agricoltura e alimentazione in Africa. I relatori –ben rappresentativi di tutte le componenti del mondo della cooperazione, istituzionale, terzo settore e imprese – hanno sottolineato concordemente quanto lo sviluppo del settore agroalimentare africano impatti sull’intero pianeta. Si tratta di un comparto che raggiungerà un valore commerciale di 1.000 miliardi di dollari entro il 2030: l’Africa ospita il 60% delle terre arabili incolte del mondo e la sua produttività rappresenta solo il 10% circa della produzione agricola mondiale, un potenziale fondamentale per alimentare la popolazione africana – in costante crescita – e mondiale. Orientare lo sviluppo agricolo africano affinché segua percorsi virtuosi e sostenibili, per l’ambiente e la salute, è una sfida che riguarda tutti. Come ha sottolineato il Direttore generale dell’Alliance of Bioversity International and the International Center for Tropical Agriculture Juan Lucas Restrepo, è cruciale in quest’ottica il passaggio di competenze. Va in questa direzione la proposta di Filippo Gallinella, Presidente della XIII Commissione Agricoltura della Camera dei Deputati, di utilizzare aziende agricole confiscate alla mafia per fare formazione dei migranti e costruire progetti di cooperazione al rientro. L’importanza della collaborazione pubblico-privato per ottenere risultati efficaci è stata ribadita dal Vice Direttore Centrale Africa Sub-Sahariana al Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale Fabrizio Lobasso. Ne è un esempio concreto il progetto della Pmi innovativa Apio, cofinanziato dall’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo. Si tratta di un sistema, nel caso specifico applicato alla filiera produttiva di cacao e caffè, pensato per migliorare attraverso la tecnologia block chain la Supply Chain alimentare, aumentandone equità e sostenibilità, a favore di produttori locali di materie prime e dei produttori/distributori di prodotti alimentari finiti.

Ne ha parlato il Ceo di Apio, Alessandro Chelli, ed è uno dei progetti illustrati nello stand di Aics, dove sono presentate le molte iniziative promosse dall’Agenzia, che spaziano dall’agribusiness all’innovazione digitale, passando per le energie sostenibili. Gli ospiti di Codeway Digital edition, infatti, oltre a partecipare ai convegni online, hanno potuto visitare gli stand virtuali degli espositori nella “exhibition area”. Tra questi, quello dedicato ai progetti di cooperazione di Croce Rossa Italiana, quello della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome per la Cooperazione internazionale e quello di Unidroit, Istituto internazionale che persegue l’armonizzazione del diritto internazionale privato e sul versante africano è particolarmente impegnato su diritto fondiario e proprietà dei terreni. Di grande interesse lo stand di Regione Lazio, Camera di Commercio di Roma e Unioncamere Lazio, che ospita una selezione di aziende che sviluppano soluzioni innovative applicabili al campo della cooperazione internazionale, in particolare negli ambiti medicale e della sicurezza, ambientale, agritech e delle energie rinnovabili.


Transizione ecologica, formazione e Sahel protagonisti del secondo giorno di Codeway

La transizione ecologica non può che essere globale e quanto avviene in questo senso nei Paesi in via di sviluppo riguarda inevitabilmente tutti noi. Su questo tema si sono concentrati i protagonisti della seconda giornata di Codeway – Cooperation Development Expo, la prima manifestazione fieristica italiana dedicata alla Cooperazione allo Sviluppo Internazionale, organizzata da Fiera Roma con un focus specifico su aziende e realtà profit impegnate nel settore.

Il dibattito si è soffermato su ciò che sta avvenendo nei paesi in via di sviluppo in termini di transizione ecologica e su come questo processo possa essere promosso concretamente. Una esigenza strategica su cui ci si è confrontati partendo dagli esempi concreti di aziende italiane impegnate in questo ambito e in questi Paesi. Ma anche tenendo conto di un presupposto: la stretta relazione tra crescita e disponibilità di comunicazione. Ne ha parlato con l’evidenza dei numeri Marzia Minozzi, Responsabile Regolamentazione e Normativa
Asstel, che ha portato ad esempio il caso Africa, continente in cui ogni 10% aggiuntivo di copertura radiomobile genera un impatto economico del 2,5% del PIL.

Una proposta concreta è arrivata da Green Utility, società leader nel settore delle energie rinnovabili, da sempre convinta che la sostenibilità sia un asset chiave per le imprese. L’azienda sta lavorando al progetto di dare una nuova vita nei Paesi in via di Sviluppo ai moduli fotovoltaici che hanno circa 8-9 anni di esercizio e sono ancora perfettamente funzionanti, ma non possono essere riutilizzati in Italia. Questo accade perché la prassi italiana prevede che ciascun modulo fotovoltaico abbia un suo codice identificativo che viene associato ad uno solo impianto fotovoltaico incentivato e pertanto un modulo non può essere smontato da un impianto e re-installato in un altro impianto incentivato (principalmente per evitare furti). Questo fa sì che, se in un impianto fotovoltaico italiano si crea la necessità di sostituire circa il 40% dei moduli perché rotti o non performanti, quasi sempre si sostituiscono anche gli altri 60% dei moduli “non problematici” per ragioni di impostazione elettrica dell’impianto. Proprio questo 60% di moduli validi e funzionanti, ma che hanno forti limitazioni per essere re-installati da altre parti in Italia, potrebbero essere messi a disposizione delle ONG per progetti in Africa o in altri Paesi in via di sviluppo.

L’urgenza di puntare su formazione e sviluppo in Africa è stato l’altro tema protagonista della seconda giornata di lavori di Codeway. Le tendenze di crescita demografica del continente africano e il ritmo di crescita economica e di industrializzazione impongono una riflessione approfondita sulla necessità di formare culturalmente e professionalmente milioni di giovani che nei prossimi anni e fino alla fine del secolo si affacceranno sul mondo del lavoro. Sia che questi giovani decidano di restare nei propri paesi di origine, sia che decidano di migrare in cerca di fortuna, la capacità di offrire loro occasioni di formazione è fondamentale. Lo è per i paesi di partenza (impegnati in uno sviluppo industriale che ha bisogno di competenze) e lo è per gli eventuali paesi di arrivo, che, interessati da fenomeni di contrazione demografica potrebbero aver bisogno di persone con delle professionalità definite. Sono intervenuti su questo tema importanti realtà imprenditoriali e associative. In particolare, il Professor Haruna Fnse, Vice presidente esecutivo e Amministratore delegato della Agenzia per le infrastrutture scientifiche e ingegneristiche della Nigeria, che, interloquendo con il Presidente di Confartigianato Marco Granelli e con Filippo Prosperi della De Lorenzo Spa, ha rimarcato la necessità di costruire progetti di formazione per migranti sia in ambito scolastico/universitario, sia con stage nelle imprese italiane con l’obiettivo di avviare imprese e progetti di cooperazione nei Paesi d’origine. A riprova del fatto che anche la formazione è un terreno nel quale profit e no-profit possono collaborare a mutuo beneficio.

Gli appuntamenti pomeridiani hanno avuto come tema centrale il Sahel. Hanno approfondito le complesse dinamiche che caratterizzano quel territorio la Rappresentante speciale dell’Unione europea per il Sahel, Emanuela Del Re, il Presidente della Fondazione Italianieuropei, Massimo D’Alema, e gli autori, autori del libro “Il grande gioco del Sahel”, Marco Aime e Andrea De Georgio, oltre a un approfondimento sulla situazione umanitaria nella regione a cura della Croce Rossa Italiana. In tutti gli interventi è stata sottolineata l’importanza strategica per l’Europa di intervenire in questa area del continente africano. Nell’ambito di interventi di cooperazione allo sviluppo, emerge con forza la necessità di passare dall’ “aiutiamoli a casa loro” al “formiamoli a casa nostra”, costruendo così le condizioni per progetti di cooperazione al rientro nei Paesi di origine.

La transizione ecologica non può che essere globale e quanto avviene in questo senso nei Paesi in via di sviluppo riguarda inevitabilmente tutti noi. Su questo tema si sono concentrati i protagonisti della seconda giornata di Codeway – Cooperation Development Expo, la prima manifestazione fieristica italiana dedicata alla Cooperazione allo Sviluppo Internazionale, organizzata da Fiera Roma con un focus specifico su aziende e realtà profit impegnate nel settore.

Il dibattito si è soffermato su ciò che sta avvenendo nei paesi in via di sviluppo in termini di transizione ecologica e su come questo processo possa essere promosso concretamente. Una esigenza strategica su cui ci si è confrontati partendo dagli esempi concreti di aziende italiane impegnate in questo ambito e in questi Paesi. Ma anche tenendo conto di un presupposto: la stretta relazione tra crescita e disponibilità di comunicazione. Ne ha parlato con l’evidenza dei numeri Marzia Minozzi, Responsabile Regolamentazione e Normativa
Asstel, che ha portato ad esempio il caso Africa, continente in cui ogni 10% aggiuntivo di copertura radiomobile genera un impatto economico del 2,5% del PIL.

Una proposta concreta è arrivata da Green Utility, società leader nel settore delle energie rinnovabili, da sempre convinta che la sostenibilità sia un asset chiave per le imprese. L’azienda sta lavorando al progetto di dare una nuova vita nei Paesi in via di Sviluppo ai moduli fotovoltaici che hanno circa 8-9 anni di esercizio e sono ancora perfettamente funzionanti, ma non possono essere riutilizzati in Italia. Questo accade perché la prassi italiana prevede che ciascun modulo fotovoltaico abbia un suo codice identificativo che viene associato ad uno solo impianto fotovoltaico incentivato e pertanto un modulo non può essere smontato da un impianto e re-installato in un altro impianto incentivato (principalmente per evitare furti). Questo fa sì che, se in un impianto fotovoltaico italiano si crea la necessità di sostituire circa il 40% dei moduli perché rotti o non performanti, quasi sempre si sostituiscono anche gli altri 60% dei moduli “non problematici” per ragioni di impostazione elettrica dell’impianto. Proprio questo 60% di moduli validi e funzionanti, ma che hanno forti limitazioni per essere re-installati da altre parti in Italia, potrebbero essere messi a disposizione delle ONG per progetti in Africa o in altri Paesi in via di sviluppo.

L’urgenza di puntare su formazione e sviluppo in Africa è stato l’altro tema protagonista della seconda giornata di lavori di Codeway. Le tendenze di crescita demografica del continente africano e il ritmo di crescita economica e di industrializzazione impongono una riflessione approfondita sulla necessità di formare culturalmente e professionalmente milioni di giovani che nei prossimi anni e fino alla fine del secolo si affacceranno sul mondo del lavoro. Sia che questi giovani decidano di restare nei propri paesi di origine, sia che decidano di migrare in cerca di fortuna, la capacità di offrire loro occasioni di formazione è fondamentale. Lo è per i paesi di partenza (impegnati in uno sviluppo industriale che ha bisogno di competenze) e lo è per gli eventuali paesi di arrivo, che, interessati da fenomeni di contrazione demografica potrebbero aver bisogno di persone con delle professionalità definite. Sono intervenuti su questo tema importanti realtà imprenditoriali e associative. In particolare, il Professor Haruna Fnse, Vice presidente esecutivo e Amministratore delegato della Agenzia per le infrastrutture scientifiche e ingegneristiche della Nigeria, che, interloquendo con il Presidente di Confartigianato Marco Granelli e con Filippo Prosperi della De Lorenzo Spa, ha rimarcato la necessità di costruire progetti di formazione per migranti sia in ambito scolastico/universitario, sia con stage nelle imprese italiane con l’obiettivo di avviare imprese e progetti di cooperazione nei Paesi d’origine. A riprova del fatto che anche la formazione è un terreno nel quale profit e no-profit possono collaborare a mutuo beneficio.

Gli appuntamenti pomeridiani hanno avuto come tema centrale il Sahel. Hanno approfondito le complesse dinamiche che caratterizzano quel territorio la Rappresentante speciale dell’Unione europea per il Sahel, Emanuela Del Re, il Presidente della Fondazione Italianieuropei, Massimo D’Alema, e gli autori, autori del libro “Il grande gioco del Sahel”, Marco Aime e Andrea De Georgio, oltre a un approfondimento sulla situazione umanitaria nella regione a cura della Croce Rossa Italiana. In tutti gli interventi è stata sottolineata l’importanza strategica per l’Europa di intervenire in questa area del continente africano. Nell’ambito di interventi di cooperazione allo sviluppo, emerge con forza la necessità di passare dall’ “aiutiamoli a casa loro” al “formiamoli a casa nostra”, costruendo così le condizioni per progetti di cooperazione al rientro nei Paesi di origine.


Il Covid-19 ha reso ancora più evidente la necessità della cooperazione. La Vice Ministra Sereni inaugura Codeway 2021 Digital Edition

“La pandemia da Covid-19 porta a rilanciare il concetto stesso della cooperazione. In un mondo globalizzato e con confini sempre più liquidi, nessuno può definirsi sano in un pianeta malato”. È Marina Sereni, Vice Ministra degli Affari Esteri e Cooperazione Internazionale, ad aprire l’edizione digitale di Codeway – Cooperation Development Expo, la prima manifestazione fieristica italiana dedicata alla Cooperazione allo Sviluppo Internazionale, con un focus specifico su aziende e realtà profit impegnate nel settore.

L’appuntamento, organizzato da Fiera Roma con il supporto di Regione Lazio, Camera di Commercio di Roma, Unioncamere Lazio, è in programma da oggi a venerdì, fruibile gratuitamente registrandosi su www.codewayexpo.com .

“Credo che questa pandemia ci abbia insegnato – ha spiegato Sereni, intervenendo sul tema della prima giornata di lavori “Covid, sostenibilità e Sdgs, i nuovi paradigmi della Cooperazione Internazionale” – ci sono sfide mondiali, che senza una cooperazione globale e strumenti multilaterali non possiamo risolvere. Non è possibile nemmeno per il Paese più potente e ricco del mondo. La cooperazione è dunque sì figlia di buoni sentimenti, ma anche di una scelta razionale: cooperare significa fronteggiare meglio minacce e pericoli”.

La Vice Ministra ha sottolineato come per raggiungere gli obiettivi prefissati nell’Agenda 2030 sia necessario “un enorme sforzo umanitario” che chiama senz’altro a raccolta risorse pubbliche e donazioni dei cittadini, ma non solo. “I Paesi a basso e medio reddito – ha affermato Sereni – ci chiedono non solo di essere generosi con loro, ma anche di indirizzare sempre maggiori risorse verso lo sviluppo, la possibilità di creare posti di lavoro, impresa, formazione, innovazione tecnologica. È una faccia relativamente nuova della cooperazione, che può e deve mobilitare anche le risorse private del sistema economico. L’Italia è un paese presente in molti contesti difficili e le molte imprese italiane che lavorano in Africa – dove l’Italia è uno dei principali investitori – possono essere impegnate non solo nell’aspetto business puro e semplice, ma anche ad accompagnare questo business con iniziative fatte assieme ai nostri partner africani, per creare condizioni di sviluppo sostenibile, che in qualche misura rendano migliore la prospettiva di vita per quelle popolazioni. La cooperazione deve affrontare di più questo tema. La diffidenza che c’era inizialmente, quando abbiamo approvato la legge 125 nel 2014, di fronte all’idea di dare anche a soggetti profit un ruolo nella cooperazione alla sviluppo, oggi è culturalmente superata. E servono occasioni, proprio come questa offerta da Codeway, che consentano incontro e reciproca conoscenza tra universi diversi come quelli di profit e non profit. Noi, come Italia, dobbiamo migliorare nel fare sistema paese: se riusciamo a mettere insieme tutti i soggetti che a vario titolo si trovano in un determinato territorio, possiamo costruire progettualità di cooperazione certamente più ambiziose, efficaci e robuste”.

A livello mondiale si attribuisce un ruolo centrale alla cooperazione: l’Unione Europea nel Bilancio 2021-2027 dota di 79,5 miliardi di euro lo Strumento di vicinato e di cooperazione internazionale e allo sviluppo, Banca Mondiale ha già fatto sapere che la sostenibilità ambientale, economica e sociale di progetti e lavori sarà un prerequisito base per ottenere finanziamenti o realizzare lavori. Anche l’Italia dimostra un’attenzione crescente: la Vice Ministra degli Affari Esteri e Cooperazione Internazionale comunica importanti novità relativamente alla finanza alla cooperazione allo sviluppo contenute nella legge di bilancio in discussione. Dal 2022 fino al 2026 e oltre c’è un trend di aumento per le risorse destinate alla cooperazione: “Abbiamo innescato – ha detto Sereni- dei meccanismi di aumento, graduale, ancora modesto, ma concreto. La seconda novità – ha continuato la Vice Ministra -, che forse è ancora più interessante per le realtà profit, è che abbiamo introdotto una modifica dell’articolo 127 della legge 125, che è quello che riguarda Cassa Depositi e Prestiti. I fondi di CDP destinati alla cooperazione allo sviluppo sono significativi, ma abbiamo sperimentato in questi primi anni che non sono di facile utilizzo: la forma principale che veniva lì ipotizzata è quella dell’impresa mista, ma questo spesso risulta un ostacolo. Abbiamo dunque introdotto una serie di modifiche per consentire alle imprese di attingere a quelle risorse anche senza che ci sia la formula dell’impresa mista. È una semplificazione molto importante, che ci consente di aprire una fase nuova nell’utilizzo delle risorse di CDP che in questo momento sono essenziali per sostenere progetti consistenti di sviluppo sostenibile”.

Moderati da Massimo Zaurrini, Direttore di Internationalia, sono intervenuti su “I nuovi paradigmi della cooperazione”: Wladimiro Boccali, Coordinatore di Codeway – Cooperation Development Expo; Luisa Romano, Regione Lazio; Elly Schlein, Vice Coordinatrice Commissione Affari Europei e Internazionali Conferenza delle Regioni-Vice Presidente Regione Emilia Romagna; Francesco Rocca, Presidente Croce Rossa Italiana; Giorgio Marrapodi, Direttore Generale DG Cooperazione allo Sviluppo – MAECI; Luca Maestripieri, Direttore AICS; Silvia Stilli, Portavoce AOI; Raffaele K. Salinari, Presidente CINI; Roberto Ridolfi, Presidente Link2007; Federico M. Bega, Chief Strategy Officer Promos Italia; Enzo Bianco, Presidente Consiglio Nazionale ANCI.

“La pandemia da Covid-19 porta a rilanciare il concetto stesso della cooperazione. In un mondo globalizzato e con confini sempre più liquidi, nessuno può definirsi sano in un pianeta malato”. È Marina Sereni, Vice Ministra degli Affari Esteri e Cooperazione Internazionale, ad aprire l’edizione digitale di Codeway – Cooperation Development Expo, la prima manifestazione fieristica italiana dedicata alla Cooperazione allo Sviluppo Internazionale, con un focus specifico su aziende e realtà profit impegnate nel settore.

L’appuntamento, organizzato da Fiera Roma con il supporto di Regione Lazio, Camera di Commercio di Roma, Unioncamere Lazio, è in programma da oggi a venerdì, fruibile gratuitamente registrandosi su www.codewayexpo.com .

“Credo che questa pandemia ci abbia insegnato – ha spiegato Sereni, intervenendo sul tema della prima giornata di lavori “Covid, sostenibilità e Sdgs, i nuovi paradigmi della Cooperazione Internazionale” – ci sono sfide mondiali, che senza una cooperazione globale e strumenti multilaterali non possiamo risolvere. Non è possibile nemmeno per il Paese più potente e ricco del mondo. La cooperazione è dunque sì figlia di buoni sentimenti, ma anche di una scelta razionale: cooperare significa fronteggiare meglio minacce e pericoli”.

La Vice Ministra ha sottolineato come per raggiungere gli obiettivi prefissati nell’Agenda 2030 sia necessario “un enorme sforzo umanitario” che chiama senz’altro a raccolta risorse pubbliche e donazioni dei cittadini, ma non solo. “I Paesi a basso e medio reddito – ha affermato Sereni – ci chiedono non solo di essere generosi con loro, ma anche di indirizzare sempre maggiori risorse verso lo sviluppo, la possibilità di creare posti di lavoro, impresa, formazione, innovazione tecnologica. È una faccia relativamente nuova della cooperazione, che può e deve mobilitare anche le risorse private del sistema economico. L’Italia è un paese presente in molti contesti difficili e le molte imprese italiane che lavorano in Africa – dove l’Italia è uno dei principali investitori – possono essere impegnate non solo nell’aspetto business puro e semplice, ma anche ad accompagnare questo business con iniziative fatte assieme ai nostri partner africani, per creare condizioni di sviluppo sostenibile, che in qualche misura rendano migliore la prospettiva di vita per quelle popolazioni. La cooperazione deve affrontare di più questo tema. La diffidenza che c’era inizialmente, quando abbiamo approvato la legge 125 nel 2014, di fronte all’idea di dare anche a soggetti profit un ruolo nella cooperazione alla sviluppo, oggi è culturalmente superata. E servono occasioni, proprio come questa offerta da Codeway, che consentano incontro e reciproca conoscenza tra universi diversi come quelli di profit e non profit. Noi, come Italia, dobbiamo migliorare nel fare sistema paese: se riusciamo a mettere insieme tutti i soggetti che a vario titolo si trovano in un determinato territorio, possiamo costruire progettualità di cooperazione certamente più ambiziose, efficaci e robuste”.

A livello mondiale si attribuisce un ruolo centrale alla cooperazione: l’Unione Europea nel Bilancio 2021-2027 dota di 79,5 miliardi di euro lo Strumento di vicinato e di cooperazione internazionale e allo sviluppo, Banca Mondiale ha già fatto sapere che la sostenibilità ambientale, economica e sociale di progetti e lavori sarà un prerequisito base per ottenere finanziamenti o realizzare lavori. Anche l’Italia dimostra un’attenzione crescente: la Vice Ministra degli Affari Esteri e Cooperazione Internazionale comunica importanti novità relativamente alla finanza alla cooperazione allo sviluppo contenute nella legge di bilancio in discussione. Dal 2022 fino al 2026 e oltre c’è un trend di aumento per le risorse destinate alla cooperazione: “Abbiamo innescato – ha detto Sereni- dei meccanismi di aumento, graduale, ancora modesto, ma concreto. La seconda novità – ha continuato la Vice Ministra -, che forse è ancora più interessante per le realtà profit, è che abbiamo introdotto una modifica dell’articolo 127 della legge 125, che è quello che riguarda Cassa Depositi e Prestiti. I fondi di CDP destinati alla cooperazione allo sviluppo sono significativi, ma abbiamo sperimentato in questi primi anni che non sono di facile utilizzo: la forma principale che veniva lì ipotizzata è quella dell’impresa mista, ma questo spesso risulta un ostacolo. Abbiamo dunque introdotto una serie di modifiche per consentire alle imprese di attingere a quelle risorse anche senza che ci sia la formula dell’impresa mista. È una semplificazione molto importante, che ci consente di aprire una fase nuova nell’utilizzo delle risorse di CDP che in questo momento sono essenziali per sostenere progetti consistenti di sviluppo sostenibile”.

Moderati da Massimo Zaurrini, Direttore di Internationalia, sono intervenuti su “I nuovi paradigmi della cooperazione”: Wladimiro Boccali, Coordinatore di Codeway – Cooperation Development Expo; Luisa Romano, Regione Lazio; Elly Schlein, Vice Coordinatrice Commissione Affari Europei e Internazionali Conferenza delle Regioni-Vice Presidente Regione Emilia Romagna; Francesco Rocca, Presidente Croce Rossa Italiana; Giorgio Marrapodi, Direttore Generale DG Cooperazione allo Sviluppo – MAECI; Luca Maestripieri, Direttore AICS; Silvia Stilli, Portavoce AOI; Raffaele K. Salinari, Presidente CINI; Roberto Ridolfi, Presidente Link2007; Federico M. Bega, Chief Strategy Officer Promos Italia; Enzo Bianco, Presidente Consiglio Nazionale ANCI.


Dall’1 al 3 dicembre c’è Codeway 2021 Digital Edition: aperte le registrazioni per partecipare gratuitamente

Codeway – Cooperation Development Expo è la prima manifestazione fieristica italiana dedicata alla Cooperazione allo Sviluppo Internazionale, con un focus specifico sul ruolo giocato dalle imprese e sugli aspetti profit del settore. Organizzata da Fiera Roma con il supporto di Regione Lazio, Camera di Commercio di Roma, Unioncamere Lazio, l’edizione post Covid si sviluppa in due momenti: uno virtuale, dall’1 al 3 dicembre 2021, e uno in presenza, presso i padiglioni della fiera capitolina, dal 18 al 20 maggio 2022.

Attraverso il sito http://www.codewayexpo.com è già possibile registrarsi a Codeway 2021 Digital Edition, l’appuntamento virtuale di dicembre. Basta compilare la scheda per prendere parte gratuitamente all’evento, ideale premessa dell’edizione 2022. Tra gli spazi della piattaforma – che ricalcano quelli di una manifestazione fieristica vera e propria: Area Espositiva, Area Conferenze, Area Progetti e Area Business to Development – verranno presentati temi, programmi, progetti e contest che troveranno coronamento nel maggio successivo.

Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, Ministero della Transizione Ecologica, Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo, Cassa Depositi e Prestiti sono tra le molte, importanti realtà che hanno dato il loro patrocinio a Codeway 2021-2022 e prendono parte agli appuntamenti, contribuendo a rendere la manifestazione un punto di incontro e di confronto tra soggetti pubblici, ONG e aziende, una piattaforma dove conoscersi, discutere e riflettere, un’opportunità per affrontare con una visione d’insieme sfide cruciali, imprescindibili per il raggiungimento degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile delle Nazioni Unite.

“Il format di Codeway – spiega Wladimiro Boccali, coordinatore della manifestazione – è stato pensato per promuovere dialogo e sinergie tra soggetti pubblici e privati, ong e aziende. La sua carica innovativa sta proprio nell’attenzione rivolta alle aziende e alla cooperazione profit, nell’ottica di promuovere un percorso virtuoso verso sostenibilità e crescita, tracciando la nuova roadmap per le imprese sostenibili nella cooperazione allo sviluppo”.

Già all’appuntamento di dicembre saranno presenti con i loro stand virtuali realtà aziendali italiane – con una particolare rappresentanza del Lazio – interessate a inaugurare o incrementare la propria presenza sui mercati internazionali.

La tre giorni digitale di dicembre prevede un intenso calendario di web conference pensate per anticipare temi, idee e programmi pratici e relativi dibattiti nel merito da sviluppare e approfondire poi nel corso dell’appuntamento in presenza di dicembre. L’apertura del primo dicembre, dalle ore 10, è dedicata ai nuovi paradigmi della cooperazione internazionale. Si ragiona sul tema riflettendo di sfide che il Covid ha reso ancora più evidenti, strategie per raggiungere gli obiettivi fissati nell’Agenda 2030, fondi messi a disposizione dall’Unione Europea per le politiche di cooperazione, nuove linee guida di Banca Mondiale sulla sostenibilità. Affronta queste questioni, con un suo intervento, anche la Vice Ministra degli Affari Esteri e Cooperazione Internazionale Marina Sereni. Il pomeriggio della prima giornata di lavori ha in scaletta due appuntamenti a cura dei partner: i convegni “Verso Coopera” e “Investire sulla salute e lotta alle pandemie”, rispettivamente organizzati da Maeci e Aics.
La mattina del secondo giorno, il 2 dicembre, è dedicata alla transizione ecologica, con focus sui paesi in via di sviluppo e sulle sinergie tra profit e non profit per promuovere questa dinamica virtuosa, che spazia dalle energie rinnovabili fino all’economia circolare. Nel pomeriggio del 2 dicembre si riflette di Africa e dell’urgenza di puntare su formazione e sviluppo. Sempre nel pomeriggio della seconda giornata, sono in programma la presentazione del libro “Il grande gioco del Sahel” di Marco Aime e Andrea De Gregorio e il convegno “Come cambia la cooperazione sanitaria dopo la pandemia”, a cura delle ong partner AOI, Cini e Link2007.
Il 3 dicembre la sessione mattutina si concentra su agricoltura e alimentazione e su come il settore agroalimentare africano riguardi l’intero pianeta. Nel pomeriggio si riflette, invece, su cooperazione internazionale e migrazioni, tra strategie e progettualità. A cura di AOI, Cini e Link2007, è in programma il webinar “Afghanistan venti anni dopo: la risposta italiana alla crisi sanitaria”.

Codeway – Cooperation Development Expo è la prima manifestazione fieristica italiana dedicata alla Cooperazione allo Sviluppo Internazionale, con un focus specifico sul ruolo giocato dalle imprese e sugli aspetti profit del settore. Organizzata da Fiera Roma con il supporto di Regione Lazio, Camera di Commercio di Roma, Unioncamere Lazio, l’edizione post Covid si sviluppa in due momenti: uno virtuale, dall’1 al 3 dicembre 2021, e uno in presenza, presso i padiglioni della fiera capitolina, dal 18 al 20 maggio 2022.

Attraverso il sito http://www.codewayexpo.com è già possibile registrarsi a Codeway 2021 Digital Edition, l’appuntamento virtuale di dicembre. Basta compilare la scheda per prendere parte gratuitamente all’evento, ideale premessa dell’edizione 2022. Tra gli spazi della piattaforma – che ricalcano quelli di una manifestazione fieristica vera e propria: Area Espositiva, Area Conferenze, Area Progetti e Area Business to Development – verranno presentati temi, programmi, progetti e contest che troveranno coronamento nel maggio successivo.

Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, Ministero della Transizione Ecologica, Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo, Cassa Depositi e Prestiti sono tra le molte, importanti realtà che hanno dato il loro patrocinio a Codeway 2021-2022 e prendono parte agli appuntamenti, contribuendo a rendere la manifestazione un punto di incontro e di confronto tra soggetti pubblici, ONG e aziende, una piattaforma dove conoscersi, discutere e riflettere, un’opportunità per affrontare con una visione d’insieme sfide cruciali, imprescindibili per il raggiungimento degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile delle Nazioni Unite.

“Il format di Codeway – spiega Wladimiro Boccali, coordinatore della manifestazione – è stato pensato per promuovere dialogo e sinergie tra soggetti pubblici e privati, ong e aziende. La sua carica innovativa sta proprio nell’attenzione rivolta alle aziende e alla cooperazione profit, nell’ottica di promuovere un percorso virtuoso verso sostenibilità e crescita, tracciando la nuova roadmap per le imprese sostenibili nella cooperazione allo sviluppo”.

Già all’appuntamento di dicembre saranno presenti con i loro stand virtuali realtà aziendali italiane – con una particolare rappresentanza del Lazio – interessate a inaugurare o incrementare la propria presenza sui mercati internazionali.

La tre giorni digitale di dicembre prevede un intenso calendario di web conference pensate per anticipare temi, idee e programmi pratici e relativi dibattiti nel merito da sviluppare e approfondire poi nel corso dell’appuntamento in presenza di dicembre. L’apertura del primo dicembre, dalle ore 10, è dedicata ai nuovi paradigmi della cooperazione internazionale. Si ragiona sul tema riflettendo di sfide che il Covid ha reso ancora più evidenti, strategie per raggiungere gli obiettivi fissati nell’Agenda 2030, fondi messi a disposizione dall’Unione Europea per le politiche di cooperazione, nuove linee guida di Banca Mondiale sulla sostenibilità. Affronta queste questioni, con un suo intervento, anche la Vice Ministra degli Affari Esteri e Cooperazione Internazionale Marina Sereni. Il pomeriggio della prima giornata di lavori ha in scaletta due appuntamenti a cura dei partner: i convegni “Verso Coopera” e “Investire sulla salute e lotta alle pandemie”, rispettivamente organizzati da Maeci e Aics.
La mattina del secondo giorno, il 2 dicembre, è dedicata alla transizione ecologica, con focus sui paesi in via di sviluppo e sulle sinergie tra profit e non profit per promuovere questa dinamica virtuosa, che spazia dalle energie rinnovabili fino all’economia circolare. Nel pomeriggio del 2 dicembre si riflette di Africa e dell’urgenza di puntare su formazione e sviluppo. Sempre nel pomeriggio della seconda giornata, sono in programma la presentazione del libro “Il grande gioco del Sahel” di Marco Aime e Andrea De Gregorio e il convegno “Come cambia la cooperazione sanitaria dopo la pandemia”, a cura delle ong partner AOI, Cini e Link2007.
Il 3 dicembre la sessione mattutina si concentra su agricoltura e alimentazione e su come il settore agroalimentare africano riguardi l’intero pianeta. Nel pomeriggio si riflette, invece, su cooperazione internazionale e migrazioni, tra strategie e progettualità. A cura di AOI, Cini e Link2007, è in programma il webinar “Afghanistan venti anni dopo: la risposta italiana alla crisi sanitaria”.


Fiera Roma riparte con la cooperazione

Ripartire con la Cooperazione Internazionale

Dopo il lungo blocco di attività causato dalla pandemia da Covid19, l’autunno di ripresa di Fiera Roma vede tra i suoi protagonisti Codeway, la manifestazione dedicata alla Cooperazione allo Sviluppo Internazionale, che si svilupperà in due momenti: uno virtuale dall’1 al 3 dicembre 2021 e uno fisico, presso i padiglioni della fiera capitolina, dal 18 al 20 maggio 2022. Codeway raccoglie il testimone di Exco2019, sarà il punto di incontro e confronto tra soggetti pubblici, ong e aziende, una piazza e una piattaforma dove conoscersi, discutere e riflettere, un’opportunità per affrontare con una visione realmente d’insieme sfide cruciali.

Codeway 2021 Digital Edition, l’appuntamento digitale di dicembre, sarà ideale premessa dell’edizione 2022: lancerà temi, programmi, progetti e contest che troveranno coronamento nel maggio successivo. Offrirà una Area Espositiva Virtuale (con stand, video meeting, AV), una Area Conferenze (Programma Plenaria e Focus Event), una Area Progetti (Consulenza, finanziamento, partnership) e alcune Aree Business to Development: Topic Tables, B2B, B2C, B2G. Tra i temi che verranno messi in luce spiccano l’Agenda 2030 e i nuovi paradigmi della Cooperazione Internazionale (con particolare attenzione al nuovo Bilancio UE 2021-2027 che, tra le diverse misure, dota di ben 79,5 miliardi di euro lo Strumento di vicinato e di cooperazione internazionale e allo sviluppo), il tema della Transizione ecologica (con particolare riferimento alle energie rinnovabili e all’economia circolare) oppure il tema della digitalizzazione. L’evento tornerà poi nel maggio 2022 nella sua presentazione di tradizionale manifestazione con presenza di espositori, attendees e pubblico.

Codeway raccoglie il testimone di Exco2019 e riparte con la forza di importanti patrocini a cominciare da quello del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale (Maeci), della Conferenza delle Regioni, dell’Associazione dei comuni italiani (Anci), dell’ICE, ma anche del mondo del terzo settore (Asvis e Cini) e del mondo delle aziende (Cna, Confartigianato).
“Il patrocinio della Farnesina alla prossima edizione di CODEWAY – commenta Marina Sereni, Vice Ministra degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale – testimonia il sostegno che daremo a una fiera dedicata al ruolo del settore privato nella cooperazione allo sviluppo. Questo duplice evento può costituire un momento importante di incontro e collaborazione tra tutti gli attori pubblici, profit e non profit del Sistema della cooperazione”.

Con i suoi due appuntamenti, la manifestazione si propone di creare un percorso virtuoso verso sostenibilità e crescita, tracciando la nuova roadmap per le imprese sostenibili nella cooperazione allo sviluppo. Obiettivo ancora più importante alla luce di alcune tendenze osservate durante la pandemia: “Il Covid, in molti paesi del mondo, a volte ha alimentato fasi di un crescente ‘sentimento nazionalista’ che in alcuni momenti è sembrato arrivare a minacciare anche il senso stesso di cooperazione internazionale. Il virus ha spinto qualcuno a pensare di alzare muri sia in ambito economico che politico culturale. Ma proprio la pandemia in realtà ci ha dimostrato come viviamo in un mondo sempre più interdipendente e connesso, e nel quale come ora tutti sembrano riconoscere ‘nessuno si salva da solo’. Tutti dovremmo aver compreso che il processo di una crescita globale e sostenibile, sia dal punto di vista sociale che ambientale, è inevitabile perché utile” spiega Wladimiro Boccali, coordinatore di Codeway. Secondo Boccali, l’aiuto allo Sviluppo non va più visto più come “opera da anime belle” ma come un “nuovo modello di sviluppo globale”.

“La cooperazione allo sviluppo – aggiunge Pietro Piccinetti, Direttore generale di Fiera Roma – ha assistito a vari cambiamenti negli ultimi anni. Quello che una volta era unicamente un quadro bilaterale tra attori e stakeholder tradizionali incorpora, oggi, assieme alla società civile e alle istituzioni multilaterali, il decisivo coinvolgimento di attori privati. Solo una cooperazione realmente condivisa, profit e sostenibile può essere la via per una la creazione di lavoro nei Paesi emergenti. Ciò si realizza anche offrendo nuovi ambiti di azione a tali Paesi: questi ultimi diventano – nel contempo – beneficiari e motore di uno sviluppo sostenibile che li vede sempre più protagonisti”. Codeway 2021/2022 intende rilanciare con forza questi concetti, inserendo la manifestazione sulla scia della nuova legge sulla Cooperazione (la Legge 125) e andando a concentrarsi in particolare sulla necessità di creare sinergie tra gli attori della cooperazione, con particolare attenzione al ruolo dell’impresa profit.

“Un appuntamento fieristico dedicato alla cooperazione allo sviluppo internazionale – sottolinea Lorenzo Tagliavanti, Presidente della Camera di commercio Roma-Lazio – è strategico per supportare le imprese italiane interessate a inaugurare o incrementare la propria presenza sui mercati internazionali. In un contesto in cui il settore privato profit è destinato a giocare un ruolo sempre più centrale e decisivo nella cooperazione internazionale per il raggiungimento degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile, un appuntamento come Codeway, che fa dialogare aziende, ong e soggetti pubblici, con un importante sostegno da parte delle istituzioni, rappresenta una vetrina ideale. L’Agenda 2030 definisce il commercio il “motore per una crescita economica inclusiva” e chiede all’imprenditoria privata di impiegare “creatività e innovazione al fine di trovare una soluzione alle sfide dello sviluppo sostenibile”: con Codeway vogliamo offrire un supporto al raggiungimento di questi alti obiettivi”.