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Benin: nove milioni di euro per progetto sulla cucina pulita

Cotonou, 02 lug. – Il progetto ecologico Bissap, sviluppato in Benin dalla società Hummingbirds in collaborazione con S2 Services, ha ottenuto un finanziamento di 9 milioni di euro da una nuova piattaforma di investimento sul mercato del carbonio sostenuta dalle istituzioni europee di finanziamento dello sviluppo.

Come riportato dalla testata specializzata Carbon Pulse, l'iniziativa rappresenta il primo accordo concluso da questa nuova struttura finanziaria dedicata alle soluzioni basate sulla natura, lanciata da istituti di cooperazione europei, tra cui la svedese Swedfund International e la francese Proparco, insieme alla britannica British International Investment (Bii). La piattaforma si avvale inoltre della garanzia per i pozzi di assorbimento del carbonio Edfi, uno strumento stanziato dall'Unione Europea per mitigare i rischi finanziari nelle prime fasi di sviluppo dei progetti ambientali.

L'iniziativa mira a distribuire gratuitamente 150.000 cucine Ecoa Wood ad alta efficienza energetica nelle aree rurali del Benin, dove attualmente solo il 6% della popolazione ha accesso a sistemi di cottura puliti e le infezioni respiratorie rappresentano la seconda causa di morte prematura. Sul piano operativo, il piano ha già dotato e formato 34.000 donne e si stima che consentirà di evitare l'emissione di 2,5 milioni di tonnellate di anidride carbonica equivalente nell'arco di quindici anni. [Agenzia Infomundi – Infocoopera]

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Sud Sudan: Onu, la crisi alimentare peggiorerà

Juba, 30 giu. – La crisi alimentare in Sud Sudan è destinata ad aggravarsi fino alla fine del 2026 a causa del perdurare dei conflitti, degli shock climatici estremi, del collasso economico e della grave carenza di finanziamenti umanitari. È quanto emerge dall'ultimo rapporto diffuso ieri dall'Ufficio delle Nazioni Unite per il coordinamento degli affari umanitari.

Secondo il rapporto, il Paese rischia di affrontare una siccità sempre più severa nei prossimi mesi. Le previsioni stagionali della task force nazionale per le alluvioni indicano infatti un'elevata probabilità di precipitazioni inferiori alla media e temperature superiori alla norma durante la stagione delle piogge, compresa tra giugno e settembre.

"I primi effetti sono già visibili", sottolinea l'Ocha, citando i dati dell'Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati, secondo cui circa 1.500 persone hanno lasciato le aree intorno a Kapoeta, nello Stato di Equatoria Orientale, dirigendosi verso il Kenya a causa della scarsità d'acqua e del peggioramento delle condizioni di sussistenza.

Pur non escludendo alluvioni localizzate, l'agenzia delle Nazioni Unite avverte che gran parte del Paese sarà esposta a un rischio diffuso di siccità. Le regioni orientali e sud-orientali dovrebbero registrare una grave scarsità d'acqua, un aumento della mortalità del bestiame e un calo della produzione agricola.

"Le prospettive climatiche, unite agli sfollamenti, alle epidemie e alla diminuzione dei finanziamenti umanitari, rischiano di aggravare ulteriormente l'insicurezza alimentare e la malnutrizione, soprattutto nelle aree già più vulnerabili", conclude il rapporto. [Agenzia Infomundi – Infocoopera]

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Somalia: Mohamed Yahya vice capo degli Affari umanitari Onu

Mogadiscio, 29 giu. – Il diplomatico somalo Mohamed Yahya è stato nominato sottosegretario generale per gli Affari umanitari e vice coordinatore degli aiuti d'emergenza presso l'Ufficio delle Nazioni Unite per il coordinamento degli affari umanitari (Ocha) dal segretario generale delle Nazioni Unite, António Guterres.

Yahya succede alla tanzaniana Joyce Msuya, alla quale Guterres ha espresso il proprio ringraziamento per il contributo offerto alla causa umanitaria durante il suo mandato.

Con oltre vent'anni di esperienza nei settori dello sviluppo, dell'assistenza umanitaria e del consolidamento della pace, maturata tra Africa e Asia meridionale, Yahya ricopre attualmente l'incarico di coordinatore residente e coordinatore umanitario delle Nazioni Unite in Pakistan. In questo ruolo ha guidato la risposta dell'Onu alle devastanti alluvioni che hanno colpito il Paese nel 2025.

In precedenza è stato rappresentante residente del Programma delle Nazioni Unite per lo sviluppo (Pnud) in Nigeria, dove ha diretto uno dei più grandi uffici nazionali dell'agenzia. [Agenzia Infomundi – Infocoopera]

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Angola: Ifad lancia progetto sviluppo agricoltura

Luanda, 26 giu. – Il Fondo internazionale di sviluppo agricolo (Ifad) ha annunciato il proprio impegno formale al fianco del governo dell'Angola, del gruppo della Banca Mondiale e di vari partner internazionali per lanciare il progetto Compacto AgriConnect Angola. Si tratta di un'ambiziosa iniziativa macroeconomica volta a trasformare in profondità i sistemi agroalimentari del Paese, generare nuove opportunità occupazionali e incrementare in modo strutturale le condizioni di sussistenza delle comunità rurali angolane.

Il programma AgriConnect rappresenta una strategia globale concepita per sostenere circa 300 milioni di piccoli produttori agricoli su scala globale, accompagnandoli nel delicato passaggio da un modello economico basato sulla pura sussistenza a uno focalizzato sulla generazione di eccedenze commerciali. La pianificazione strategica si concentra sul potenziamento complessivo degli ecosistemi agricoli attraverso il consolidamento delle associazioni di settore, l'ottimizzazione dei collegamenti commerciali con i mercati di riferimento, l'allargamento dell'accesso ai servizi finanziari e l'introduzione di innovative soluzioni digitali, promuovendo parallelamente una partecipazione molto più incisiva del settore privato in tutte le catene alimentari.

In qualità di unica istituzione finanziaria internazionale interamente dedicata alla trasformazione strutturale delle realtà rurali, l'Ifad fornirà un apporto specialistico decisivo per la buona riuscita del piano in Angola. L'intervento punta a migliorare la sicurezza alimentare nazionale e a diversificare un'economia ancora fortemente dipendente dalle fluttuazioni dei mercati estrattivi, offrendo al contempo alle popolazioni locali gli strumenti necessari per incrementare la resilienza produttiva di fronte alle sfide climatiche ed economiche globali. [Agenzia Infomundi – Infocoopera]

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R.D.Congo: Oms, basso il rischio globale di epidemia Ebola

Kinshasa, 25 giu. – Il rischio globale "rimane basso" per quanto riguarda l’epidemia di Ebola con epicentro nella Repubblica Democratica del Congo (Rdc). Lo ha dichiarato ieri il direttore generale dell'Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms), dopo la conferma di un caso in Francia.

La Francia ha annunciato il primo caso confermato di Ebola identificato sul suo territorio: un medico rientrato proprio dalla Repubblica Democratica del Congo. Si tratta del primo caso di febbre emorragica mortale identificato al di fuori del continente africano durante l'attuale epidemia, che ha colpito anche l'Uganda.

Il caso confermato ieri riguarda un medico che collaborava con l'Alleanza per l'azione medica internazionale (Alima), ha dichiarato l'ong. Il paziente "è salito a bordo di un volo di linea proveniente da Kinshasa ed era quasi asintomatico, a parte il mal di testa", ha dichiarato il ministero della Salute francese. Le condizioni del paziente sono "leggermente peggiorate durante il volo", dopodiché, una volta atterrato a Parigi, è stato immediatamente isolato e preso in cura, ancor prima che la malattia fosse ufficialmente identificata, ha aggiunto il ministero.

Il paziente è in "condizioni stabili" e la sua carica virale è "molto bassa", ha aggiunto il ministero. Sono in corso iniziative per identificare potenziali contatti.

Da parte sua, il direttore generale dell'Oms, Tedros Adhanom Ghebreyesus, ha messo in guardia contro le "reazioni eccessive" al caso. Non c'è "bisogno di panico", ha affermato, insistendo sul fatto che "il rischio per il resto del mondo è basso", aggiungendo tuttavia che il caso è servito da "monito sui rischi affrontati da chi è in prima linea".

"Quasi 80 operatori sanitari sono stati contagiati, il che evidenzia i rischi che corrono e l'importanza di rafforzare la prevenzione e il controllo delle infezioni", ha sottolineato.

L'Oms ha consigliato ai Paesi "di sostenere il dispiegamento in sicurezza del personale impegnato nella risposta a questa epidemia", ha affermato Tedros. "Ciò include garantire che le organizzazioni che inviano personale forniscano informazioni chiare sui rischi, su come ridurre e gestire i rischi di esposizione e che i paesi siano preparati a facilitare l'evacuazione, se necessario."

Il 15 maggio è stata dichiarata la 17a epidemia di Ebola nella Repubblica Democratica del Congo, dopo diversi decessi nella provincia orientale di Ituri, afflitta da gruppi armati. Secondo gli ultimi dati ufficiali, sono stati registrati oltre 1.000 casi, di cui 267 decessi, il che rappresenta un tasso di mortalità di circa il 25%.w

L'Oms valuta invece il livello di rischio per la salute pubblica come "molto alto" per la Repubblica Democratica del Congo, "alto" per l'Uganda e gli altri Paesi confinanti con la Rdc e "basso" per il resto del mondo. Per questo motivo, Tedros ha chiesto di mettere il caso in Francia nella "giusta prospettiva", esortando a evitare "reazioni eccessive".

Ha infatti fatto notare che, mentre migliaia di casi di Ebola sono stati rilevati in Africa negli ultimi cinquant'anni, "negli ultimi 50 anni, il numero di casi rilevati al di fuori dell'Africa è inferiore a 30". [Agenzia Infomundi – Infocoopera]

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Africa: il paradosso degli sprechi alimentari, allarme Ong

Abidjan, 19 giu. – Il drammatico contrasto tra l'immensa ricchezza agricola del continente africano e lo spreco di oltre 70 milioni di tonnellate di cibo all'anno, a fronte di milioni di persone che soffrono ancora la fame, è al centro dell'allarme lanciato dalla Costa d’Avorio, dall'organizzazione non governativa Mafondation. In base a un comunicato diffuso in occasione della Giornata mondiale contro la fame, che ricorreva il 15 giugno, l'Ong ha denunciato una situazione critica per la sicurezza alimentare globale.

Nel mondo sono più di 800 milioni le persone che patiscono la fame e una quota significativa si concentra proprio nel continente africano. Secondo i dati presentati da Mafondation, una percentuale compresa tra il 30% e il 40% degli alimenti prodotti in Africa viene persa o sprecata prima ancora di raggiungere i consumatori, una quota che nell'Africa subsahariana supera il 50% quando si parla di frutta e verdura. Questa dispersione di risorse è causata principalmente dalla carenza di infrastrutture per lo stoccaggio, dall'insufficienza delle reti di trasporto e dalla debolezza della catena del freddo.

A soli sei anni dalla scadenza del 2030 stabilita dall'Onu per raggiungere l'Obiettivo di sviluppo sostenibile numero due, denominato Fame zero, gli indicatori rimangono bloccati su livelli preoccupanti. Come sottolineato nel comunicato dell'organizzazione, il tempo delle constatazioni è finito ed è giunto il momento di agire, poiché nutrire la popolazione non significa solo produrre di più, ma richiede di conservare, distribuire e valorizzare meglio ciò che è già disponibile.

Per invertire questa tendenza e correggere gli squilibri strutturali del Paese e dell'intero continente, l'istituzione propone il Patto africano per fame zero, zero sprechi 2035, un impegno collettivo rivolto a governi, imprese, agricoltori, università e ong. I traguardi fissati per il 2035 prevedono di dimezzare le perdite alimentari, sfamare 100 milioni di persone recuperando il cibo accumulato, creare un milione di posti di lavoro verdi nella valorizzazione alimentare e dotare 10.000 comunità rurali di adeguate soluzioni di conservazione.

Tra le soluzioni concrete avanzate dalle fondatrici, le gemelle M'ma e Aïssata Camara, figurano il sostegno diretto ai produttori locali, la trasformazione delle eccedenze alimentari in opportunità economiche come succhi o compost, e l'integrazione della lotta allo spreco nelle strategie nazionali delle autorità, in particolare attraverso il ministero dell'Economia e i dipartimenti agricoli dei vari Stati. Mafondation caldeggia inoltre l'istituzione di un Fondo d'urgenza alimentare comunitario e della prima Banca alimentare agricola rurale per ridistribuire le eccedenze a scuole, orfanotrofi e strutture sanitarie, mossa che l'organizzazione definisce fondamentale per garantire una reale sovranità alimentare in tutta la regione. [Agenzia Infomundi – Infocoopera]

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Sierra Leone: choc climatici, 211,5 milioni dal Fmi

Freetown, 19 giu. – Il Fondo monetario internazionale (Fmi) ha approvato ieri un nuovo accordo per la Sierra Leone del valore di 211,5 milioni di dollari, volto a rafforzare la capacità della nazione dell'Africa occidentale di resistere agli choc climatici.

Il fondo ha inoltre completato la terza revisione della sua linea di credito estesa per il Paese, consentendo un'erogazione immediata di 31,7 milioni di dollari.

Questo programma economico sostiene la stabilità macroeconomica del Paese, contribuisce a ricostituire le riserve e fornisce risorse per resistere agli choc climatici. [Agenzia Infomundi – Infocoopera]

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Ghana: università e istruzione, lo stretto legame Roma-Accra

Accra, 15 giu. – Il ministro dell'Istruzione del Ghana, Haruna Iddrisu, ha ribadito l'impegno del Paese africano ad approfondire la cooperazione in ambito educativo con l'Italia: lo ha fatto nel corso di un incontro bilaterale con l'ambasciatrice italiana in Ghana, Laura Ranalli, ad Accra, la settimana scorsa.

Il ministro ha assicurato che il governo di Accra è pronto a facilitare collaborazioni significative tra le università italiane e quelle ghanesi: "Sosterremo gli italiani nell'instaurare collaborazioni con le università ghanesi su tutti i programmi che desiderano intraprendere e garantiremo che tutto venga svolto correttamente e nel rispetto del quadro normativo appropriato".

L'incontro ha riunito alti funzionari del settore dell'istruzione e leader accademici di entrambi i Paesi per esplorare partenariati strategici nell'istruzione terziaria, nell'istruzione e formazione tecnica e professionale (Ifp), nella ricerca, nell'innovazione, nelle borse di studio e negli scambi studenteschi internazionali. La delegazione italiana comprendeva la rettrice dell'Università di Padova, la professoressa Daniela Mapelli, che nel 2021 ha fatto la storia diventando la prima donna in oltre 800 anni a guidare la prestigiosa università italiana.

La delegazione ghanese era guidata dal ministro Iddrisu e comprendeva il direttore generale del ministero dell'Istruzione, Lydia Essuah, il consigliere tecnico capo del ministero dell'Istruzione, George Kt Oduro, il direttore generale della Commissione per l'istruzione superiore del Ghana (Gtec), Ahmed Jinapor, il direttore legale del ministero, Matilda Azuimah, e il direttore per gli affari societari della Gtec, Jerry Sarfo.

Nell'ambito del più ampio programma governativo di trasformazione dell'istruzione, Iddrisu ha detto di avere in programma la creazione di un fondo dedicato alla formazione tecnica e professionale (Tvet) volto a rafforzare l'istruzione tecnica e professionale attraverso una maggiore collaborazione tra industria e mondo accademico ed ha illustrato la visione del governo di ampliare l'insegnamento delle lingue straniere nelle scuole superiori attraverso l'introduzione di lingue come l'italiano, il tedesco, lo spagnolo e il cinese.

Durante l'incontro, la delegazione italiana è stata incoraggiata ad esplorare collaborazioni con istituzioni quali l'Università tecnica di Tamale, l'Università di Cape Coast e l'Università di miniere e tecnologia, tra le altre, a seconda del loro orientamento istituzionale e dei loro mandati. Il ministro ha consigliato alla delegazione italiana di consultare il sito web del Gtec per informazioni dettagliate sulle università pubbliche del Ghana e sui rispettivi mandati, indicando che potrebbero individuare fino a quattro istituzioni per una collaborazione strategica ed ha incoraggiato la parte italiana a comunicare formalmente le opportunità di borse di studio disponibili e i requisiti di ammissibilità, al fine di facilitare una maggiore partecipazione di studenti e ricercatori ghanesi.

In particolare, ha detto la rettrice Mapelli durante l'incontro, l'Università di Padova è particolarmente interessata a promuovere programmi di scambio, soprattutto per i dottorandi, e considerava le università ghanesi partner ideali per tali collaborazioni. L'Università di Padova ha già firmato un protocollo d'intesa con la Kwame Nkrumah university of science and technology (Knust) e stava cercando di ampliare la cooperazione con altre università ghanesi, in particolare con gli istituti che fanno parte della rete dell'African research universities alliance (Arua), ospitata dall'Università del Ghana. [Agenzia Infomundi – Infocoopera]

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Nigeria: pesca ed economia Blu, Abuja cerca cooperazione europea

Abuja, 09 giu. – La Nigeria intende intensificare la lotta contro la pesca illegale attraverso il Programma per gli oceani sostenibili dell'Africa occidentale (Wasop), un'iniziativa finanziata dall'Unione europea con 59 milioni di euro per promuovere la gestione sostenibile delle risorse marine e rafforzare la governance degli oceani nella regione.

L'ambizione della Nigeria di rafforzare la lotta contro la pesca illegale è stata ribadita dal ministro nigeriano degli Affari marittimi e dell'economia blu, Adegboyega Oyetola, durante un incontro ad Abuja con l'ambasciatore dell'Unione europea in Nigeria, Gautier Mignot. Secondo una dichiarazione diffusa domenica dal consigliere speciale del ministro, Nigeria e Ue hanno concordato di intensificare la cooperazione nei settori della sicurezza marittima, della protezione delle risorse ittiche e dello sviluppo sostenibile dell'economia blu. Oyetola ha sottolineato il ruolo strategico del Golfo di Guinea per il commercio internazionale e la crescita economica dell'Africa occidentale, citando il programma Wasop come un'importante opportunità per rafforzare le capacità di sorveglianza marittima, migliorare la governance delle aree marine e combattere più efficacemente la pesca illegale, non dichiarata e non regolamentata (Inn).

Il ministro ha detto che la Nigeria desidera partecipare pienamente a questa iniziativa al fine di beneficiare di un maggiore supporto tecnico e finanziario per raggiungere i propri obiettivi di sviluppo dell'economia blu: in questo senso, la pesca illegale, non dichiarata e non regolamentata rimane una delle principali minacce per gli ecosistemi marini, la sicurezza alimentare e i mezzi di sussistenza delle popolazioni costiere. Il ministro nigeriano ha anche evidenziato le riforme intraprese nell'ambito della Politica nazionale per gli affari marittimi e l'economia blu, ricorme che mirano in particolare a modernizzare le infrastrutture portuali, migliorare la logistica marittima e rafforzare la competitività del Paese nel commercio globale.

Oltre alla lotta contro la pirateria, Oyetola ha auspicato una maggiore cooperazione internazionale per contrastare i crimini ambientali, la tratta di esseri umani e le attività di pesca illegale nel Golfo di Guinea: in particolare, ha richiesto un maggiore sostegno da parte dell'Unione europea in materia di sorveglianza marittima, controllo della pesca e rafforzamento delle capacità operative. Da parte sua, l'ambasciatore Mignot ha ribadito l'impegno dell'Ue ad approfondire il partenariato marittimo con la Nigeria, ha presentato il programma Wasop come uno strumento chiave per promuovere la gestione integrata degli oceani, proteggere gli ecosistemi costieri e rafforzare la cooperazione tra gli Stati dell'Africa occidentale: secondo Mignot, questa iniziativa contribuirà anche a migliorare i meccanismi di controllo, a preservare le risorse ittiche e a promuovere lo sviluppo di un'economia blu sostenibile e inclusiva nella regione. [Agenzia Infomundi – Infocoopera]

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Africa: 100 Afriche, a Milano la varietà oltre gli stereotipi

Roma, 01 giu. – L’Africa non esiste come blocco unico, ma ne esistono almeno cento anime diverse. Con questo presupposto torna a Milano, da venerdì 5 a domenica 7 giugno, il festival “100 Afriche”, la tre giorni di eventi, musica e cultura organizzata dalla Rivista Africa negli spazi del Ciq - Centro Internazionale di Quartiere (Via Fabio Massimo 19, zona Porto di Mare). L’iniziativa, sostenuta da Kenya Airways e dall’Associazione Mani, punta a scardinare i cliché culturali legati al continente attraverso un fitto programma multidisciplinare che intreccia contemporaneità e tradizione.

Tra gli appuntamenti principali del weekend, la presentazione del saggio di Chiara Piaggio “L’Africa non è così. Cronache da un continente frainteso” (Einaudi, 2025) in dialogo con il direttore della rivista Marco Trovato, e l'attesa inchiesta del giornalista olandese Olivier Van Beemen sul cosiddetto "colonialismo verde" delle grandi organizzazioni ambientaliste in Africa. Spazio anche alla geopolitica e all'attivismo con gli interventi dello scrittore maliano Soumaila Diawara, dell'antropologo Marco Aime (che parlerà del suo ultimo libro sulla figura di Thomas Sankara) e la testimonianza del missionario padre Kizito Sesana sulla crisi in Sudan.

Il festival darà ampio risalto anche alle arti performative con le mostre fotografiche di Paolo Ghisu e Michael Yohanes, la proiezione di cortometraggi dal continente, le sfilate cross-culturali della sartoria italo-africana Kechic e una ricca line-up musicale: dai live dei talenti della scena urban italiana Tommy Kuti e Wado, fino alle sonorità afrobeats dell'artista somalo Amoro e al concerto di chiusura della band post-punk statunitense Rosegarden Funeral Party. Completano il cartellone laboratori di percussioni e tintura tessile per bambini e seminari di danza tradizionali.

La quasi totalità degli appuntamenti è a ingresso gratuito con prenotazione obbligatoria per gli eventi serali. Il programma completo è disponibile sul sito ufficiale di Rivista Africa. [Agenzia Infomundi – Infocoopera]

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