Senza categoria
Cooperazione: Codeway, presentati gli strumenti per le imprese
Roma, 13 mag. – Il workshop dedicato al ruolo del settore privato nella crescita e nello sviluppo internazionale, promosso oggi nell’ambito di Codeway Expo, la manifestazione sulla cooperazione internazionale in corso a Fiera Roma fino al 15 maggio, ha presentato gli strumenti operativi per le imprese italiane impegnate nei Paesi partner.
Tra i relatori che sono intervenuti Stefano Lo Savio, capo unità per la finanza per lo sviluppo, l’ambiente e il digitale del ministero degli Affari esteri e della cooperazione internazionale, ha evidenziato il crescente divario tra risorse pubbliche disponibili e bisogni globali, sottolineando la necessità di soluzioni di finanza innovativa. “L’obiettivo è la cogenerazione delle progettualità con i Paesi dove andiamo", ha spiegato Lo Savio, ricordando lo stanziamento di 140 milioni di euro con la Banca africana di sviluppo (Afdb) per raddoppiare l’impatto dei progetti e garantire sostenibilità economica e sociale nel lungo periodo.
Grazia Sgarra, dirigente dell’ufficio soggetti privati dell’Agenzia italiana per la cooperazione allo sviluppo (Aics), ha sottolineato l’espansione operativa dell’agenzia e l'importanza della collaborazione strutturale. “Non esiste un progetto di cooperazione portato avanti dall’Agenzia senza un partenariato», ha dichiarato Sgarra, illustrando le caratteristiche di Sviluppo Plus, una linea di finanziamento per il conferimento di capitali in imprese locali che può arrivare «fino ai 15 anni di durata con cinque anni di grazia”.
Il ruolo di Cassa depositi e prestiti (Cdp) come banca di sviluppo è stato approfondito da Francesco Masera, responsabile per la promozione e le partnership, che ha presentato il Fondo italiano per il clima e la piattaforma di business matching. “Cassa è a disposizione per accorciare le distanze e supportare le imprese”, ha affermato Masera, evidenziando lo sforzo per costruire un canale unico che spieghi chiaramente alle aziende le modalità di accesso e di pagamento per le diverse iniziative globali.
Sace, che supporta la crescita e la competitività delle imprese in Italia e nel mondo ed era rappresentata a Codeway da Paola Valerio, ha confermato l’impegno strategico nel Piano Mattei con impegni già assunti per 3,6 miliardi di euro. “Noi siamo l’export dell’intelligenza italiana”, ha definito Valerio il gruppo assicurativo-finanziario, spiegando come le assicurazioni e le garanzie pubbliche permettano di aumentare la capacità del sistema bancario e di mitigare i rischi in mercati complessi, rendendo più competitivi i pacchetti finanziari offerti agli esportatori.
Infine, è intervenuta Francesca Alicata di Simest presentando i finanziamenti agevolati per l’internazionalizzazione, con particolare focus sulle piccole e medie imprese. Alicata ha sottolineato che si tratta di “finanziamenti concessi ad un tasso prossimo allo zero”, con quote a fondo perduto fino al 10%, pensati per sostenere la formazione del personale locale e la transizione ecologica dei processi produttivi nei mercati di riferimento. [Agenzia Infomundi – Infocoopera]
© Riproduzione riservata
Cooperazione: Codeway, le imprese per un partenariato tra pari
Roma, 13 mag. – La settima edizione di Codeway Expo è stata inaugurata oggi a Fiera di Roma, consolidandosi come piattaforma di incontro tra il sistema produttivo italiano e i partner internazionali. L'evento, in programma fino al 15 maggio, è organizzato dalla fiera capitolina in collaborazione con la società editoriale Internationalia con il patrocinio del ministero degli Affari esteri e della cooperazione internazionale (Maeci) e dell'Agenzia italiana per la cooperazione allo sviluppo (Aics). Fabio Casasoli, amministratore unico di Fiera Roma, ha aperto i lavori sottolineando l’evoluzione della manifestazione verso un modello di rete globale.
“Abbiamo ritenuto opportuno, proprio per creare una sinergia tra diversi settori, far coincidere l’evento con manifestazioni dedicate alle energie rinnovabili e all'edilizia sostenibile”, ha dichiarato Casasoli, evidenziando come la fiera sia diventata uno strumento strategico per far conoscere il sistema Italia ai governi stranieri.
Il ruolo dell'industria nel nuovo modello di sviluppo è stato approfondito da Enrico Maria Bagnasco, presidente di Confindustria Assafrica & Mediterraneo, che ha richiamato i 45 anni di presenza dell’associazione nel continente africano. Secondo Bagnasco, la cooperazione moderna deve basarsi sul trasferimento di competenze e capitale umano, integrando tecnologie avanzate e l’internet delle cose in ambiti cruciali come l’agricoltura e le infrastrutture. “Ci piace considerarci uno dei nodi operativi del Piano Mattei”, ha dichiarato il presidente di Assafrica, “uno dei luoghi in cui riusciamo a mettere a terra e trasformare le idee in progetti solidi, capaci di generare un valore che resti nel tempo”.
A definire il quadro strategico dell’impegno industriale è stato il presidente di Federalimentare, Paolo Mascarino, che ha indicato nel settore agroalimentare un pilastro per la stabilità sociale. Mascarino ha annunciato l’avvio di tre progetti specifici nelle filiere del caffè, del cacao e del settore ittico, sottolineando la necessità di costruire partnership credibili e pragmatiche. “Il valore del Piano Mattei sta proprio nel superare una logica meramente assistenzialistica”, ha affermato Mascarino, “per costruire invece un partenariato tra pari fondato su interessi condivisi, sviluppo reciproco e stabilità comune”. Per il presidente di Federalimentare, la sfida attuale è trasformare questa visione strategica in programmi misurabili capaci di generare crescita sia per i Paesi partner sia per il sistema economico nazionale. [Agenzia Infomundi – Infocoopera]
© Riproduzione riservata
Cooperazione: Codeway, Cirielli "Italia è ponte tra Nord e Sud"
Roma, 13 mag. – Il viceministro degli Affari esteri e della cooperazione internazionale, Edmondo Cirielli, ha inaugurato oggi la manifestazione Codeway Expo, definendola come la declinazione operativa del Piano Mattei e di una nuova idea di cooperazione internazionale. L'evento, in programma a Fiera Roma fino a venerdì 15 maggio, è organizzato dalla fiera capitolina in collaborazione con la società editoriale Internationalia e il patrocinio del ministero degli Affari esteri e della cooperazione internazionale e dell'Agenzia italiana per la cooperazione allo sviluppo (Aics).
Cirielli ha spiegato che la strategia italiana adotta un approccio complessivo che non si limita all'Africa e al Sud globale, ma include i Balcani occidentali, il vicinato orientale con la Moldova, il Caucaso con l'Armenia e l'Asia centrale con il Tagikistan. “L’idea è quella di coinvolgere tutto il sistema Italia”, ha dichiarato il viceministro, precisando che l’obiettivo è integrare il contributo delle università e delle organizzazioni della società civile con il sistema finanziario, a partire da Cassa depositi e prestiti (Cdp), Sace e Simest.
Secondo Cirielli, l’intervento del settore privato è essenziale per mobilitare capitali nuovi in un’ottica non assistenziale, volta a creare opportunità concrete di lavoro e formazione specifica nei Paesi partner.
“Vogliamo favorire un meccanismo di sviluppo capace di contrastare lo sfruttamento delle migrazioni irregolari”, ha aggiunto il viceministro, sottolineando la necessità di evitare la sottrazione di risorse umane qualificate a beneficio dell'Occidente.
Riguardo all’efficienza operativa, Cirielli ha evidenziato che negli ultimi tre anni l’impiego delle risorse è salito da una media annua del 50% a oltre il 100%, grazie all'attività dell’Aics e della direzione generale per la Cooperazione allo sviluppo (Dgcs) del ministero degli Esteri. Il viceministro ha concluso rivendicando per l'Italia il ruolo di “ponte tra Nord e Sud e tra Est e Ovest”, confermando la vocazione del Paese alla creazione di relazioni internazionali pacifiche e globali. [Agenzia Infomundi – Infocoopera]
© Riproduzione riservata
Senegal: il governo promuove l'economica sociale e solidale
Dakar, 07 mag. – Il governo del Senegal accelera sullo sviluppo dell'economia sociale e solidale nei Comuni di Ndiaganiao, Fissel, Sandiara e Sessene, dove è stata completata la formazione di 300 donne e sono state consegnate attrezzature produttive per strutturare in modo sostenibile le realtà locali. Il ministro della Microfinanza e dell'Economia sociale e solidale, Alioune Dione, ha presieduto la cerimonia di consegna degli attestati e dei macchinari, sottolineando come l'iniziativa rappresenti un pilastro della strategia nazionale per la promozione di un modello economico inclusivo nel Paese.
Durante il suo intervento, il ministro Alioune Dione ha accolto con favore la partecipazione del collega, il ministro dell'Industria e del commercio, Serigne Gueye Diop, evidenziando la solidarietà governativa e la necessaria sinergia tra i diversi dipartimenti per sostenere lo sviluppo del territorio. All'evento ha partecipato anche un rappresentante del ministero dell'Istruzione superiore, a testimonianza dell'importanza centrale attribuita alla formazione e all'innovazione tecnologica. Questa azione politica si inserisce nella visione strategica del presidente della Repubblica, Bassirou Diomaye Faye, e del primo ministro, Ousmane Sonko, che considerano l'economia solidale una leva imprescindibile per la crescita dello Stato.
I risultati di questo impegno iniziano a essere visibili sul campo, in particolare nel territorio di Njegémm, che oggi conta 308 cooperative produttive solidali attive nei settori dell'agricoltura, dell'allevamento, dell'orticoltura e della trasformazione dei prodotti locali. Secondo il ministro Alioune Dione, queste strutture sono fondamentali per favorire la creazione di ricchezza attraverso la messa in comune degli sforzi collettivi. Nello specifico, le 300 donne coinvolte, provenienti da 117 villaggi, hanno seguito tre giorni di corsi intensivi focalizzati sulla trasformazione alimentare, sulla produzione di sapone e sulle più moderne tecniche di confezionamento.
"I certificati simboleggiano il vostro impegno, mentre le attrezzature rappresentano una leva concreta per sviluppare le vostre attività e migliorare il vostro reddito", ha dichiarato il ministro Alioune Dione rivolgendosi alle beneficiarie, definite vere protagoniste dello sviluppo locale. L'ambizione del governo è quella di istituire 10.000 cooperative produttive di solidarietà entro il 2029, garantendo un supporto costante in termini di formazione tecnica, finanziamenti agevolati e dotazioni strumentali.
In chiusura della cerimonia, il ministro Alioune Dione ha espresso la propria gratitudine alla Repubblica iItaliana per il sostegno fondamentale fornito attraverso il programma Progress, estendendo il ringraziamento a tutti i partner tecnici e finanziari coinvolti nel progetto. Per il rappresentante del governo, questa giornata segna "l'inizio di una nuova fase di produzione, innovazione e speranza" per un'economia più radicata nelle realtà locali e capace di generare un impatto sociale duraturo. [Agenzia Infomundi – Infocoopera]
© Riproduzione riservata
Senegal: fiume Senegal, con l'Italia per lo sviluppo del bacino
Dakar, 06 mag. – È stato firmato a Dakar, in Senegal, un memorandum d’intesa tra Organizzazione per lo sviluppo del bacino del fiume Senegal (Omvs), l’Ambasciata d’Italia in Senegal e Agenzia italiana per la cooperazione allo sviluppo (Aics) per il lancio del progetto “Supporto alla gestione del Bacino Acquifero Senegal-Mauritania” (Agebasm).
L’iniziativa, finanziata dalla Cooperazione italiana con 2,3 milioni di euro, punta a rafforzare la gestione sostenibile delle risorse idriche sotterranee condivise tra Senegal e Mauritania, attraverso la creazione di sistemi di monitoraggio, la raccolta e condivisione dei dati e lo sviluppo di modelli previsionali sugli impatti dei cambiamenti climatici.
Alla firma erano presenti, tra gli altri, l’Alto commissario dell’Omvs, Mohamed Abdel Vetah, e l’ambasciatrice italiana a Dakar Caterina Bertoloni. Il progetto coinvolge anche l'Organizzazione per lo sviluppo del bacino del fiume Gambia (Omvg) e mira a rafforzare la cooperazione regionale nella gestione delle risorse idriche.
Il bacino acquifero interessato rappresenta una fonte essenziale per oltre l’80% del fabbisogno idrico della popolazione della regione e fornisce acqua potabile a circa 16 milioni di persone. Secondo i promotori, il progetto contribuirà a migliorare la sicurezza idrica, sostenere l’agricoltura e rafforzare la resilienza climatica, con benefici diretti per circa 5 milioni di persone. [Agenzia Infomundi – Infocoopera]
© Riproduzione riservata
Sudan: milioni di bambini in condizioni di privazioni estreme
Khartoum, 04 mag. – Nel Darfur, in Sudan, circa 5 milioni di bambini vivono in condizioni di privazioni estreme e oltre la metà soffre di malnutrizione acuta in alcune aree, secondo quanto riferito dall’Unicef, che ha lanciato un’allerta rossa.
A vent’anni dal primo conflitto che devastò la regione occidentale del Paese, la crisi attuale – legata alla guerra in corso dal 2023 tra esercito e Forze di supporto rapido (Rsf) – si presenta ancora più grave. Nella sola città di El-Fasher, oltre 1.300 bambini sono stati uccisi o mutilati in poco più di due anni, mentre in alcune zone si registrano condizioni assimilabili alla carestia.
L’agenzia delle Nazioni Unite evidenzia come violenze, fame e sfollamenti forzati si intreccino aggravando la situazione umanitaria, in un contesto di scarsa attenzione internazionale. “Il silenzio del mondo è assordante”, ha dichiarato il rappresentante dell’Unicef in Sudan, Sheldon Yett, sottolineando come la crisi attuale riceva molta meno attenzione rispetto a quella di due decenni fa.
A differenza del passato, anche gli operatori umanitari risultano sempre più esposti: convogli di aiuti, ospedali, mercati e scuole sono diventati obiettivi degli attacchi. L’Unicef segnala inoltre un grave deficit di finanziamenti, avendo ricevuto finora solo il 16% dei fondi richiesti per le operazioni nel 2026. [Agenzia Infomundi – Infocoopera]
© Riproduzione riservata
Libano: Undp lancia bando per il mercato del carbonio
Beirut, 28 apr. – Il Programma delle Nazioni Unite per lo sviluppo (Undp) ha avviato nei giorni scorsi una procedura di gara per la definizione di una tabella di marcia nazionale finalizzata alla creazione di un mercato del carbonio in Libano.
A segnalarlo sono i media specializzati, dai quali si apprende che l’iniziativa intende strutturare i presupposti tecnici e normativi per consentire al Paese l'accesso ai meccanismi di scambio internazionali stabiliti dall'Accordo di Parigi. L'incarico da affidare ai consulenti selezionati comprenderà l'analisi della prontezza del sistema nazionale, l'individuazione dei settori prioritari per la mitigazione delle emissioni e la progettazione di quadri regolatori e istituzionali.
Stando alla documentazione pubblicata dall'Undp, il progetto dovrà fornire indicazioni precise sui sistemi di monitoraggio, rendicontazione e verifica, sulla gestione dei registri e sulle modalità di partecipazione previste dall'Articolo 6 dell'intesa globale sul clima.
La selezione è rivolta a imprese o consorzi con comprovata esperienza nelle politiche climatiche e nel design di quadri normativi ambientali a livello nazionale. Il termine per la presentazione delle offerte è fissato al 12 maggio 2026. [Agenzia Infomundi – Infocoopera]
© Riproduzione riservata
Sudan: oltre 559mila rifugiati sudanesi in Libia dal 2023
Khartoum, 22 apr. – Oltre 559.920 rifugiati provenienti dal Sudan sono entrati in Libia dall’inizio del conflitto nell’aprile 2023, configurando una delle più grandi crisi di sfollamento nella regione negli ultimi anni. Lo rende noto un rapporto pubblicato dall’Alto commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati nel quale viene precisato che 74.934 persone sono state registrate nella fase iniziale del conflitto, portando il totale dei rifugiati registrati presso il centro dell’agenzia a Tripoli a 91.494, mentre continuano gli arrivi attraverso le frontiere meridionali e orientali del Paese.
Secondo il rapporto, l’inasprimento dei controlli alle frontiere da parte delle autorità libiche ha spinto molti rifugiati a percorrere rotte più lunghe e pericolose. Le frontiere della Libia con Sudan, Ciad ed Egitto restano infatti estese e difficili da monitorare. La stima complessiva della popolazione rifugiata resta complessa a causa degli ingressi irregolari e dei numerosi punti di attraversamento, mentre molti rifugiati si dirigono rapidamente verso le città costiere dopo l’ingresso nel territorio libico.
Sul piano umanitario, i rifugiati sudanesi affrontano gravi ostacoli nell’accesso alle cure sanitarie, soprattutto per la mancanza di documenti ufficiali e per i costi elevati dei servizi medici, che impediscono a molti di ricevere assistenza di base. [Agenzia Infomundi – Infocoopera]
© Riproduzione riservata
Senegal: l'aspettativa di vita passa da 67 a 69 anni
Dakar, 17 apr. – Il sistema sanitario del Senegal ha registrato progressi significativi nell'ultimo decennio, portando l'aspettativa di vita media della popolazione da 67 a 69 anni tra il 2015 e il 2025. Il dato è stato diffuso dal professor Ibrahima Seck, direttore del servizio di Medicina preventiva e salute pubblica presso l'università Cheikh Anta Diop (Ucad) di Dakar, durante un incontro dedicato alla celebrazione della giornata mondiale della salute, come riportato dall'agenzia di stampa ufficiale Agence de presse sénégalaise (Aps).
Secondo l'esperto, questo miglioramento è il risultato diretto dell'integrazione della ricerca scientifica e delle innovazioni tecnologiche nelle politiche sanitarie nazionali. Oltre all'allungamento della vita media, il Paese ha ottenuto risultati rilevanti nel contrasto alla mortalità neonatale, passata da 39 a 21 decessi ogni mille nati vivi, e nella riduzione della mortalità infantile sotto i cinque anni, scesa da 48 a 31 su mille. Anche il tasso di mortalità materna ha subito un calo drastico, scivolando da 392 decessi ogni 100.000 nati vivi a 153 rilevati nel 2023.
Il professor Seck ha evidenziato come la trasformazione digitale, attraverso l'uso della telemedicina e dell'intelligenza artificiale, abbia permesso di ridurre le disuguaglianze geografiche, facilitando l'accesso alle cure soprattutto nelle zone rurali dove le infrastrutture fisiche sono storicamente carenti. In occasione della tavola rotonda organizzata in collaborazione con l'Organizzazione mondiale della sanità (Oms), è stato sottolineato come lo sviluppo della salute digitale consenta oggi consultazioni a distanza e una gestione più efficiente degli appuntamenti e del monitoraggio dei pazienti.
Il rappresentante residente dell'Oms in Senegal, il dottor N'da Konan Michel Yao, ha ribadito che la scienza rappresenta il motore fondamentale per soluzioni sanitarie efficaci e per garantire la sovranità nazionale. Il ministero della Salute punta ora ad accelerare la Copertura sanitaria universale (Csu) investendo in politiche basate su prove scientifiche e sulla produzione locale di vaccini e medicinali, elementi chiave per ridurre ulteriormente la diffusione di malattie prevenibili e migliorare il benessere complessivo dei cittadini. [Agenzia Infomundi – Infocoopera]
© Riproduzione riservata
Africa: vaccini, quasi 20 milioni di morti per morbillo evitati
Roma, 17 apr. – Quasi 19,5 milioni di decessi legati al morbillo sono stati evitati in Africa dal 2000 grazie all'aumento della copertura vaccinale. Secondo la prima analisi dettagliata sugli obiettivi di immunizzazione nel continente, condotta dall'Organizzazione mondiale della sanità (Oms) e da Gavi, Vaccine Alliance, oltre 500 milioni di bambini africani sono stati protetti dalle vaccinazioni di routine tra il 2000 e il 2024.
I progressi nella lotta contro la malattia evidenziano l'importanza di investimenti costanti. Dal 2000, 44 Paesi africani hanno introdotto una seconda dose di vaccino nei programmi ordinari, contribuendo ad aumentare i tassi di copertura dal 5 per cento del 2000 al 55 per cento del 2024. Complessivamente, questi sforzi hanno dimezzato i decessi nella regione e ridotto i casi del 40 per cento. Nel 2025, Capo Verde, Mauritius e Seychelles sono diventati i primi Paesi dell'Africa subsahariana a raggiungere lo status di eliminazione del morbillo e della rosolia.
L'analisi valuta inoltre i progressi verso gli obiettivi dell'Agenda 2030 per l'immunizzazione, la strategia globale per rafforzare l'assistenza sanitaria primaria. Attualmente, i programmi proteggono da 13 malattie prevenibili, rispetto alle otto del 2000. I decessi per meningite sono diminuiti del 39 per cento e il vaccino contro la malaria è stato introdotto in 25 Paesi. Solo nel 2024, almeno 1,9 milioni di vite sono state salvate grazie alla vaccinazione.
Inoltre, 47 Paesi dell'area subsahariana offrono ora il vaccino contro l'epatite B e 29 nazioni quello contro il papillomavirus umano per la protezione dal cancro cervicale. Mohamed Janabi, direttore regionale dell'Oms per l'Africa, ha spiegato che l'Africa ha compiuto progressi straordinari in meno di una generazione. Tuttavia, il direttore ha avvertito che i progressi sono disomogenei e in fase di rallentamento, lasciando troppi bambini senza protezione.
Sania Nishtar, amministratrice delegata di Gavi, ha sottolineato l'immenso potere salvavita dei vaccini quando l'immunizzazione è una priorità politica. Attraverso il programma di riforme Gavi Leap, l'organizzazione punta a sbloccare ulteriori progressi mediante approcci innovativi e collaborando con i Paesi per costruire programmi sostenibili a lungo termine.
Sebbene milioni di bambini in più vengano vaccinati, il continente resta lontano dal raggiungere l'obiettivo del 90 per cento di copertura previsto dall'Agenda 2030. La copertura vaccinale risulta disomogenea e molti bambini, spesso i più difficili da raggiungere, restano esclusi. La rapida crescita demografica, la debolezza dei sistemi sanitari, i cambiamenti climatici e l'instabilità politica rimangono i principali ostacoli al raggiungimento di una protezione ottimale. [Agenzia Infomundi – Infocoopera]
© Riproduzione riservata
