Nairobi, 17 lug. – Le Nazioni Unite hanno detto che entro il 2026 48,5 milioni di persone in Africa orientale potrebbero aver bisogno di assistenza umanitaria a causa di una combinazione di conflitti, sfollamenti, shock climatici, epidemie e peggioramento dell’insicurezza alimentare.
L’Ufficio per il coordinamento degli affari umanitari (Ocha) ha diffuso ieri un report in cui traccia una situazione umanitaria generalmente peggiorata nella regione dell’Africa orientale, nel secondo trimestre di quest’anno. Quasi 40,5 milioni di persone soffrono ora di grave fame, 1,6 milioni in più rispetto al trimestre precedente. Ocha sottolinea che gli aumenti più significativi dell’insicurezza alimentare sono stati registrati in Sud Sudan, Kenya, Sudan e Tanzania e attribuisce questo peggioramento ai conflitti in corso, agli effetti di eventi meteorologici estremi e alle conseguenze economiche delle tensioni in Medio oriente, che stanno facendo aumentare i prezzi del carburante, dei trasporti e dei prodotti alimentari, interrompendo al contempo le catene di approvvigionamento.
Il report di Ocha rileva inoltre un peggioramento degli sfollamenti forzati: la popolazione di rifugiati nella regione è aumentata da 5,9 milioni a 6 milioni di persone, principalmente a causa dei nuovi flussi migratori verso Sud Sudan, Uganda e Kenya. In Burundi, gli eventi meteorologici estremi hanno costretto quasi 13.000 persone ad abbandonare le proprie case.
Dal punto di vista sanitario, Ocha avverte dell’alto rischio di diffusione regionale dell’epidemia di Ebola che imperversa nella Repubblica democratica del Congo (Rdc). “Sebbene l’epidemia di Ebola rimanga concentrata nella Repubblica democratica del Congo, il rischio di diffusione regionale resta elevato”, spiega l’Ocha, segnalando anche una forte recrudescenza di altre malattie. I casi di colera sono più che raddoppiati nel secondo trimestre, raggiungendo quota 12.400, mentre sono stati segnalati 457 focolai di peste suina africana nelle aree colpite da sfollamenti e inondazioni.
Di fronte a questo accumulo di crisi, Ocha ha chiesto un rapido aumento degli aiuti umanitari per prevenire un peggioramento della situazione in una regione che si trova ad affrontare bisogni crescenti. [Agenzia Infomundi – Infocoopera]
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