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Sud Sudan: Oim, servizi vitali a rischio per 187.000 sfollati
Juba, 23 mar. – I servizi essenziali per quasi 187.000 sfollati in Sud Sudan rischiano di interrompersi nelle prossime settimane a causa di un deficit di finanziamento di 6 milioni di dollari, ha avvertito l’Organizzazione internazionale per le migrazioni (Oim) in una nota.
Secondo la capo missione dell’Oim nel Paese, Vijaya Souri, servizi salvavita come acqua potabile, sistemi igienico-sanitari e protezione dalle inondazioni nei siti di Bentiu e Malakal sono a rischio immediato, con gravi conseguenze per popolazioni già vulnerabili.
L’agenzia Onu ha sottolineato che l’interruzione dei servizi potrebbe provocare rapide epidemie e nuovi sfollamenti, con impatti non solo sui residenti dei campi ma anche su oltre 554.000 abitanti delle aree urbane circostanti.
Per evitare un ulteriore deterioramento della situazione, l’Oim ha lanciato un appello urgente per reperire 6 milioni di dollari necessari a garantire la continuità dei servizi fino alla fine del 2026, in vista anche della stagione delle piogge.
Il Sud Sudan resta uno dei Paesi più colpiti da sfollamenti a livello globale, con circa 2 milioni di sfollati interni e quasi 10 milioni di persone bisognose di assistenza umanitaria. [Agenzia Infomundi – Infocoopera]
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Yemen: Onu cerca due miliardi di euro per l'assistenza
Sana'a, 19 mar. – L'Organizzazione delle Nazioni Unite e i suoi partner umanitari hanno lanciato il piano di risposta 2026 per lo Yemen, richiedendo circa 1,99 miliardi di euro al fine di fornire assistenza vitale a 12 milioni di persone. Secondo il documento ufficiale Piano dei bisogni e della risposta umanitaria (Hnrp), diffuso ieri dall’Ufficio dell’Onu per il coordinamento degli affari umanitari (Ocha), lo Yemen affronta un contesto operativo sempre più complesso, segnato dal collasso economico, dallo sfollamento di massa e dagli shock climatici dopo oltre un decennio di conflitto. Il totale delle persone che necessitano di aiuti umanitari e protezione è stimato in 22,3 milioni, di cui 10,95 milioni sono donne e ragazze.
La sicurezza alimentare rimane un'emergenza critica: circa 18,3 milioni di persone sono in condizioni di insicurezza alimentare acuta e lo Yemen occupa attualmente il primo posto globale per popolazione in fase di emergenza secondo l'analisi del sistema di classificazione Ipc. I livelli di malnutrizione sono altrettanto allarmanti, con oltre 2,2 milioni di bambini sotto i cinque anni colpiti, inclusi più di 500 mila in condizioni severe, a cui si aggiungono 1,3 milioni di donne in gravidanza o in fase di allattamento che necessitano di cure. Sul fronte delle infrastrutture, circa il 41% delle strutture sanitarie risulta parzialmente funzionante o del tutto fuori servizio, mentre 14,4 milioni di persone hanno urgente bisogno di assistenza per l'accesso ad acqua potabile e servizi igienico-sanitari.
Il piano Onu stabilisce una risposta prioritaria focalizzata su 9,4 milioni di individui nelle aree colpite dalla crisi in modo più estremo, richiedendo per questi interventi urgenti uno stanziamento di circa 1,5 miliardi di euro. Gli obiettivi strategici puntano alla riduzione della mortalità e al miglioramento della dignità delle popolazioni più vulnerabili, tra cui si contano 5,2 milioni di sfollati interni, dato che rende lo Yemen la quinta crisi globale per numero di profughi . I funzionari delle Nazioni Unite hanno ribadito che, senza finanziamenti tempestivi e flessibili, milioni di persone rimarranno esposte a rischi crescenti di fame, malattie prevenibili e minacce alla protezione dei diritti umani fondamentali. [Agenzia Infomundi – Infocoopera]
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Sudan: crisi umanitaria rischia dimensione regionale, Ifcr
Khartoum, 18 mar. – Il conflitto in Sudan si sta trasformando in una crisi umanitaria regionale, secondo quanto dichiarato ieri da Danielle Brouwer, coordinatrice della comunicazione Federazione internazionale delle società di Croce rossa e Mezzaluna rossa (Ifcr). "La crisi in Sudan non è solo interna al Paese, ma si sta estendendo a tutta la regione", ha affermato Brouwer intervenendo da Juba, in Sud Sudan, durante un briefing con la stampa.
Secondo l’organizzazione, quasi 4,5 milioni di persone sono fuggite dal Sudan verso i Paesi vicini, spesso raggiungendo aree già fragili. Nella località di Renk, in Sud Sudan, i rifugiati "sopravvivono con quasi nulla", ha spiegato Brouwer, sottolineando la scarsità di acqua, cibo e servizi igienici. "Percorrono lunghe distanze per l’acqua e spesso consumano un solo pasto al giorno. Ci sono pochi servizi igienici e un ospedale che serve 60mila persone è a corto di medicinali", ha aggiunto.
Il sovraffollamento sta aggravando ulteriormente la situazione: circa 8.000 persone sono in attesa in un centro di transito a Renk, ben oltre la sua capacità, molte delle quali costrette a dormire in rifugi di fortuna. La coordinatrice ha citato anche il caso di una madre con due figli fuggita da Khartoum, che avrebbe camminato per circa 500 chilometri per mettersi in salvo.
La crisi è destinata a peggiorare con l’avvicinarsi della stagione delle piogge in Sud Sudan, che aumenta il rischio di inondazioni e malattie. [Agenzia Infomundi – Infocoopera]
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eSwatini: al via distribuzione nazionale farmaco anti Hiv
Mbabane, 18 mar. – L’eSwatini ha avviato la distribuzione su scala nazionale del nuovo farmaco per la prevenzione dell’Hiv lenacapavir, con circa 2.000 persone che hanno già ricevuto l’iniezione a partire da dicembre nell’ambito della fase iniziale del programma.
Il Paese si unisce così agli Stati Uniti e ad altri sette Paesi africani ad alta prevalenza che hanno introdotto il trattamento. Il farmaco, sviluppato dalla società statunitense Gilead Sciences, è somministrato per via sottocutanea due volte l’anno e punta a superare i limiti della profilassi orale quotidiana (PrEP), spesso ostacolata da problemi di aderenza e accesso continuativo.
Secondo quanto dichiarato a Reuters da Sindy Matse, responsabile del programma nazionale Hiv, la risposta della popolazione è stata positiva e le scorte iniziali risultano quasi esaurite. Il programma prevede ora l’estensione del farmaco a tutte le 206 strutture sanitarie del Paese che già offrono servizi di prevenzione.
L’introduzione avviene in un contesto in cui l’eSwatini registra una delle più alte prevalenze di Hiv al mondo: circa un quarto della popolazione tra i 15 e i 49 anni vive con il virus, secondo i dati 2023 dei Centers for Disease Control and Prevention.
Tuttavia, i nuovi contagi sono diminuiti sensibilmente negli ultimi anni, passando da circa 14.000 nel 2010 a 4.000 nel 2024, grazie al rafforzamento delle strategie di prevenzione e trattamento. [Agenzia Infomundi – Infocoopera]
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Gabon: mercato lavoro, basso tasso di partecipazione femminile
Libreville, 10 mar. – Il tasso di partecipazione delle donne al mercato del lavoro in Gabon è rimasto pressoché stabile attorno al 53% dal 1990, nonostante i progressi registrati negli ultimi decenni nell’istruzione e nello sviluppo delle competenze. A sostenerlo è la Banca mondiale.
Questo dato indica che poco più della metà delle donne in età lavorativa partecipa effettivamente all’attività economica del Paese. La stagnazione evidenzia una sottorappresentazione femminile nel mercato del lavoro, considerata dagli esperti non solo una questione di equità sociale, ma anche un limite allo sviluppo economico. Quando una parte consistente della popolazione resta ai margini dell’attività produttiva, infatti, le possibilità di crescita risultano ridotte.
Tra i principali ostacoli alla piena partecipazione economica delle donne figurano l’accesso limitato al credito, la scarsa protezione sociale e le difficoltà di accesso alle tecnologie digitali. Milioni di donne nei Paesi in via di sviluppo, compreso il Gabon, non dispongono ancora di una connessione Internet adeguata, elemento che oggi rappresenta uno strumento fondamentale per avviare attività economiche e partecipare all’economia digitale.
Secondo gli analisti, politiche pubbliche mirate - come l’ampliamento dell’accesso al credito, il rafforzamento dei sistemi di protezione sociale e lo sviluppo delle infrastrutture digitali - potrebbero favorire una maggiore integrazione delle donne nel mercato del lavoro e contribuire alla crescita economica del Paese. [Agenzia Infomundi – Infocoopera]
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Giordania: lanciato piano strategico per l’istruzione
Amman, 05 mar. – Il ministero dell’Istruzione della Giordania ha presentato ieri in collaborazione con l’ufficio dell’Unesco ad Amman il Piano strategico per l’istruzione 2026-2030, un passaggio fondamentale per il rafforzamento del capitale umano e la riforma del sistema scolastico del Paese.
Come riportato dall'agenzia di stampa ufficiale Petra, il documento è stato elaborato seguendo le metodologie dell'Istituto internazionale per la pianificazione dell'educazione dell'Unesco, partendo da un'analisi globale condotta nel marzo 2025 che ha interessato ogni livello d’insegnamento, dalla prima infanzia all'università.
Secondo quel che viene reso noto, il nuovo piano si inserisce nella Visione di modernizzazione economica della Giordania, ponendo l'istruzione al centro della crescita nazionale per raggiungere gli obiettivi di sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite relativi a un'educazione equa e inclusiva. Tra le priorità indicate dalla strategia figurano il rafforzamento dell'apprendimento di base, la trasformazione digitale, la formazione professionale dei docenti e l’integrazione di pratiche scolastiche orientate alla sostenibilità ambientale e alla risposta ai cambiamenti climatici.
La strategia si articola su quattro aree principali, con un'attenzione particolare all'educazione della prima infanzia come pilastro dello sviluppo a lungo termine e alla formazione tecnica e professionale per rispondere alle attuali esigenze del mercato del lavoro e aumentare la competitività del Paese. [Agenzia Infomundi – Infocoopera]
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Africa: alla Farnesina l’apertura di Iabw 2026
Roma, 04 mar. – Si svolgerà oggi alla Farnesina l’apertura della 9ª edizione dell’Italia Africa Business Week (Iabw). Prevista anche la partecipazione del ministro degli Affari Esteri Antonio Tajani, e del vice ministro, Edmondo Cirielli.
L’evento - si legge in una nota - rappresenta “un appuntamento annuale di riferimento” per imprenditori ed imprenditrici, investitori, istituzioni e rappresentanti della società civile italiana e africana attive nel settore della cooperazione internazionale e dello sviluppo sostenibile.
Sono attese delegazioni imprenditoriali e istituzionali da diversi Paesi africani, tra cui Nigeria, Senegal, Costa d’Avorio, Etiopia, Libia, Mali, Burkina Faso, Gambia, Egitto, Tunisia, Benin e Camerun, con aziende e operatori interessati a partnership industriali, commerciali e di investimento.
Dopo la giornata inaugurale, Iabw andrà avanti domani e venerdì al Centro Congressi di Villa Aurelia a Roma. [Agenzia Infomundi – Infocoopera]
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Sudan: allerta dengue nello Stato Settentrionale
Khartoum, 03 mar. – Il ministero della Salute dello Stato Settentrionale del Sudan ha confermato la rilevazione di cinque nuovi casi di febbre dengue, portando il bilancio complessivo delle infezioni a 116 dall'inizio dell'epidemia.
Nonostante non si registrino decessi, le autorità locali hanno espresso forte preoccupazione per il potenziale aumento dei contagi, in particolare nelle aree agricole e nei distretti irrigui della località di Merowe.
Il Centro per le operazioni di emergenza, guidato dal direttore generale Satti Hassan Satti, ha individuato i nuovi focolai nelle zone di Al-Gureiba, Al-Aliab, Al-Basa e Goz Garafi.
In risposta, è stata lanciata la campagna "con l'essiccazione, la febbre si ferma", volta a eliminare i siti di riproduzione della zanzara Aedes aegypti. Le misure messe in campo includono ispezioni domiciliari, indagini entomologiche, seminari di educazione sanitaria e il rafforzamento della sorveglianza epidemiologica su tutto il territorio statale. [Agenzia Infomundi – Infocoopera]
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Kenya: introdotta nuova profilassi contro l'Hiv
Nairobi, 27 feb. – Il Kenya ha avviato ufficialmente la somministrazione delle prime iniezioni di un nuovo trattamento preventivo contro il virus dell'immunodeficienza umana (Hiv), compiendo un passo storico nella lotta all'epidemia. Ieri il Paese ha avviato l'utilizzo del lenacapavir, un farmaco che richiede solamente due iniezioni l'anno.
Questa terapia innovativa è descritta dagli esperti come un "progresso immenso" rispetto ai tradizionali trattamenti di profilassi, i quali impongono alle persone l'assunzione quotidiana di una pillola. Il nuovo farmaco, raccomandato come opzione aggiuntiva dall'Organizzazione mondiale della sanità (Oms), era molto atteso a livello locale. La prevalenza del virus nel Paese si attesta in media al 3,7% su scala nazionale, ma subisce impennate drammatiche fino a toccare il 10% in alcune specifiche regioni.
Per far fronte alla situazione, le autorità sanitarie, sotto le direttive del locale ministero della Salute, hanno selezionato quindici contee ritenute prioritarie per l'implementazione della prima fase di questa campagna preventiva. L'introduzione delle iniezioni semestrali promette di facilitare notevolmente l'aderenza terapeutica, superando le difficoltà legate alla routine giornaliera dei precedenti protocolli e offrendo una speranza concreta per contenere i contagi nelle aree maggiormente colpite. [Agenzia Infomundi – Infocoopera]
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Senegal: a marzo il Congresso delle aree marine protette
Dakar, 23 feb. – Il sesto Congresso internazionale delle aree marine protette si terrà a Dakar dal 22 al 27 marzo 2027, come annunciato dal ministero dell'Ambiente e dello Sviluppo sostenibile del Senegal. L'evento rappresenta il più importante raduno mondiale per gli attori della conservazione marina e viene organizzato ogni quattro anni per condividere buone pratiche e strategie di gestione degli ecosistemi costieri.
Il direttore delle Aree marine protette comunitarie, Momar Sow, ha sottolineato come i progressi compiuti dal Paese dal 2012 a oggi abbiano convinto la comunità internazionale a scegliere la capitale senegalese come sede dell'incontro. Lo Stato è passato dalle sette aree iniziali alle attuali 17, con una diciottesima zona in fase di allestimento nel settore occidentale del Paese. Questi sforzi mirano a tutelare la biodiversità e a garantire una gestione efficace delle risorse naturali lungo il litorale.
Il congresso riunirà delegati nazionali, regionali e internazionali impegnati nella protezione dei mari, offrendo una piattaforma di confronto su come rafforzare la resilienza degli ecosistemi marini. Il colonnello Sow ha rivolto un appello a tutte le parti interessate affinché si mobilitino collettivamente per assicurare il successo di questo appuntamento globale, considerato fondamentale per la salute degli oceani.
L'iniziativa si inserisce in un quadro di cooperazione scientifica che vede il Senegal protagonista nella protezione delle specie a rischio e nella lotta al degrado delle coste. Il ministro dell'Ambiente ha ribadito che l'obiettivo dell'incontro di Dakar sarà quello di trasformare le esperienze di successo in modelli replicabili a livello mondiale, consolidando il ruolo guida del Paese nella conservazione ambientale in Africa. [Agenzia Infomundi – Infocoopera]
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