Kinshasa, 25 giu. – Il rischio globale “rimane basso” per quanto riguarda l’epidemia di Ebola con epicentro nella Repubblica Democratica del Congo (Rdc). Lo ha dichiarato ieri il direttore generale dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms), dopo la conferma di un caso in Francia.
La Francia ha annunciato il primo caso confermato di Ebola identificato sul suo territorio: un medico rientrato proprio dalla Repubblica Democratica del Congo. Si tratta del primo caso di febbre emorragica mortale identificato al di fuori del continente africano durante l’attuale epidemia, che ha colpito anche l’Uganda.
Il caso confermato ieri riguarda un medico che collaborava con l’Alleanza per l’azione medica internazionale (Alima), ha dichiarato l’ong. Il paziente “è salito a bordo di un volo di linea proveniente da Kinshasa ed era quasi asintomatico, a parte il mal di testa”, ha dichiarato il ministero della Salute francese. Le condizioni del paziente sono “leggermente peggiorate durante il volo”, dopodiché, una volta atterrato a Parigi, è stato immediatamente isolato e preso in cura, ancor prima che la malattia fosse ufficialmente identificata, ha aggiunto il ministero.
Il paziente è in “condizioni stabili” e la sua carica virale è “molto bassa”, ha aggiunto il ministero. Sono in corso iniziative per identificare potenziali contatti.
Da parte sua, il direttore generale dell’Oms, Tedros Adhanom Ghebreyesus, ha messo in guardia contro le “reazioni eccessive” al caso. Non c’è “bisogno di panico”, ha affermato, insistendo sul fatto che “il rischio per il resto del mondo è basso”, aggiungendo tuttavia che il caso è servito da “monito sui rischi affrontati da chi è in prima linea”.
“Quasi 80 operatori sanitari sono stati contagiati, il che evidenzia i rischi che corrono e l’importanza di rafforzare la prevenzione e il controllo delle infezioni”, ha sottolineato.
L’Oms ha consigliato ai Paesi “di sostenere il dispiegamento in sicurezza del personale impegnato nella risposta a questa epidemia”, ha affermato Tedros. “Ciò include garantire che le organizzazioni che inviano personale forniscano informazioni chiare sui rischi, su come ridurre e gestire i rischi di esposizione e che i paesi siano preparati a facilitare l’evacuazione, se necessario.”
Il 15 maggio è stata dichiarata la 17a epidemia di Ebola nella Repubblica Democratica del Congo, dopo diversi decessi nella provincia orientale di Ituri, afflitta da gruppi armati. Secondo gli ultimi dati ufficiali, sono stati registrati oltre 1.000 casi, di cui 267 decessi, il che rappresenta un tasso di mortalità di circa il 25%.w
L’Oms valuta invece il livello di rischio per la salute pubblica come “molto alto” per la Repubblica Democratica del Congo, “alto” per l’Uganda e gli altri Paesi confinanti con la Rdc e “basso” per il resto del mondo. Per questo motivo, Tedros ha chiesto di mettere il caso in Francia nella “giusta prospettiva”, esortando a evitare “reazioni eccessive”.
Ha infatti fatto notare che, mentre migliaia di casi di Ebola sono stati rilevati in Africa negli ultimi cinquant’anni, “negli ultimi 50 anni, il numero di casi rilevati al di fuori dell’Africa è inferiore a 30”. [Agenzia Infomundi – Infocoopera]
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