Nairobi, 29 mag. – Si allarga la rete di misure straordinarie adottate in Africa orientale e a livello internazionale per contenere l’epidemia di Ebola legata al ceppo Bundibugyo che sta colpendo la Repubblica Democratica del Congo.

Il Kenya aprirà un centro di quarantena destinato ai cittadini statunitensi esposti al virus durante l’emergenza sanitaria in corso. La struttura, che sorgerà nella contea di Laikipia all’interno di una base dell’aeronautica militare, potrà ospitare fino a 50 persone e sarà gestita da personale sanitario americano. Secondo le autorità statunitensi, i cittadini Usa esposti al contagio non saranno rimpatriati immediatamente, ma resteranno in osservazione in Kenya; in caso di positività verranno successivamente trasferiti in strutture specializzate in Europa. La decisione ha suscitato polemiche sia negli Stati Uniti sia in Kenya, dove associazioni mediche e legali contestano la scelta di Nairobi di ospitare il centro di isolamento.

Nel frattempo l’Uganda ha rafforzato drasticamente i controlli alla frontiera con la Rd Congo, arrivando alla sospensione temporanea dei principali attraversamenti terrestri e dei collegamenti aerei diretti con il Congo orientale. Kampala ha motivato il provvedimento con l’aumento dei casi sospetti e confermati nel Paese, ma le restrizioni stanno provocando forti preoccupazioni negli ambienti economici e commerciali delle regioni di confine, dove migliaia di persone dipendono quotidianamente dagli scambi transfrontalieri. Secondo operatori economici e associazioni di commercianti, il blocco rischia di paralizzare il commercio informale e aggravare le difficoltà economiche nelle province occidentali ugandesi e nell’est della Rd Congo.

L’Organizzazione mondiale della sanità continua intanto a lanciare l’allarme sulla rapida diffusione dell’epidemia. Il direttore generale Tedros Adhanom Ghebreyesus si è recato nella provincia congolese dell’Ituri, epicentro del focolaio, dichiarando che l’epidemia “può essere fermata”, ma denunciando le difficoltà operative legate all’insicurezza e alla carenza di fondi internazionali.

Sul fronte scientifico, la Russia ha annunciato di aver sviluppato un vaccino sperimentale potenzialmente efficace contro il ceppo Bundibugyo, per il quale al momento non esistono vaccini approvati. Secondo Mosca, il preparato potrebbe essere disponibile entro la fine dell’anno dopo ulteriori test clinici coordinati con le autorità sanitarie africane e con l’Oms. [Agenzia Infomundi – Infocoopera]

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