Roma, 14 mag. – Un mercato da oltre 25 miliardi di dollari l’anno che sfida la capacità di proiezione del sistema Italia: a Codeway Expo, i vertici del procurement delle principali agenzie Onu hanno delineato ieri a Fiera Roma le strategie per favorire l’ingresso delle aziende nazionali nelle forniture globali. Martin Arévalo de Leon, rappresentante dell’Ufficio delle Nazioni Unite per i servizi ai progetti (Unops) in Italia, ha moderato la sessione sottolineando l’esigenza di “demistificare” i processi d’acquisto delle Nazioni Unite per renderli accessibili alle eccellenze produttive italiane.
A intervenire sono stati i rappresentati delle principali agenzie Onu. Zimri Del Pino, vice direttore del procurement di Unops, ha spiegato come la “tripla minaccia” di conflitti, crisi climatica e instabilità economica stia spingendo l’Onu verso il rafforzamento delle capacità locali e di partenariati strategici. I numeri, tuttavia, evidenziano un paradosso: a fronte di ben 8.600 fornitori italiani registrati sul portale United Nations Global Marketplace (Ungm), solo 45 hanno finora collaborato attivamente con Unops, lasciando inesplorato un enorme potenziale in ambiti quali infrastrutture, salute ed energie rinnovabili.
L’esigenza di una maggiore integrazione del settore privato è stata ribadita da Sofiane Essayem del Programma alimentare mondiale (Pam/Wfp), che gestisce forniture per 4,6 miliardi di dollari, con un focus prioritario sull’agilità logistica e sul reperimento di risorse in prossimità delle aree di crisi. Claudia Gomez de Ayala, dell’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura (Fao), ha illustrato la transizione operativa verso il “procurement di resilienza”, che privilegia soluzioni tecnologiche per la gestione del suolo e sistemi di informazione climatica. Attualmente, ha sottolineato de Ayala, la spesa della Fao con fornitori italiani si attesta su circa 106 milioni di euro, concentrata però in gran parte sui servizi legati alla sede centrale di Roma.
Duccio Maria Tenti del Programma delle Nazioni Unite per lo sviluppo (Undp) ha indicato nelle tecnologie ambientali ed energetiche il vero vantaggio competitivo dell’Italia, invitando le aziende a rispondere entro il primo giugno all’espressione di interesse per i servizi di ingegneria solare. Levon Hovsepyan dell’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati (Unhcr) ha invece posto l’accento sulla “complessità logistica” mondiale, chiedendo alle imprese non solo qualità, ma anche la capacità di garantirla nelle aree di crisi più remote. Hovsepyan ha ricordato un importante fattore di semplificazione: la reciprocità dei contratti tra le varie agenzie Onu, che permette a chi vince una gara con un’organizzazione di accedere più facilmente agli accordi quadro dell’intero sistema.
L’appello finale dei relatori è stato un invito al dinamismo: i volumi di affari di Francia e Germania con le Nazioni Unite sono attualmente multipli di quelli italiani, segnale di un mercato dove la competenza tecnica nazionale può e deve trovare più spazio. [Agenzia Infomundi – Infocoopera]
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