Roma, 14 mag. – Se la prima giornata di Codeway è stata dedicata a illustrare alle imprese gli strumenti finanziari del Sistema Italia per operare nelle geografie della cooperazione, la seconda giornata della tre giorni romana entra nel vivo dei contenuti, attraversando i grandi dossier che oggi definiscono l’agenda dello sviluppo: salute pubblica, innovazione digitale, capitale umano, acqua, partenariati territoriali e gestione delle crisi. Un percorso, quello in programma giovedì 14 maggio in Sala Plenaria, costruito per offrire alle aziende presenti alla Fiera di Roma una mappa operativa delle traiettorie su cui si sta muovendo la cooperazione italiana e, soprattutto, il Piano Mattei.

Ad aprire la giornata, alle 11, sarà il panel “One Health: l’approccio integrato per filiere agricole e sanitarie resilienti”, organizzato in collaborazione con l’Istituto Zooprofilattico Sperimentale di Abruzzo e Molise (Izsam). Un appuntamento che intende restituire al concetto di One Health la sua dimensione operativa: non un obiettivo astratto di policy, ma un metodo di lavoro per leggere come un’unica filiera la salute umana, animale e ambientale. Attorno al tavolo, moderato da Laura De Antoniis (Izsam), siederanno i direttori generali del Ciheam di Bari, Biagio Di Terlizzi, e dell’Izsam di Teramo, Nicola D’Alterio, insieme a Marta Sachy di Amref Health Africa – Italia e ai rappresentanti di due gruppi industriali — Bonifiche Ferraresi International e Inalca/Cremonini — a testimonianza di un dialogo concreto tra ricerca, Ong e settore privato.

A seguire, dalle 12, si parlerà di “Ecosistemi di Innovazione locali e cooperazione internazionale”, in un panel costruito con il Ciheam di Bari per raccontare come il Sistema Italia stia accompagnando la nascita di startup e incubatori nei Paesi partner, in particolare nel Corno d’Africa. Il filo conduttore, introdotto da Daniele Loi (Dgcs) e moderato da Damiano Petruzzella (Ciheam Bari), è il superamento del modello del beneficiario passivo a favore di partenariati paritari: la finanza d’impatto e le tecnologie come leve per ridurre le cause profonde delle migrazioni forzate e generare lavoro dignitoso in loco. Interverranno, tra gli altri, Eva Spina del Mimit, Duccio Maria Tenti dell’Undp Rome Centre, Giulio Vinaccia (Unido), Mauro Borin (E4Impact) e Gianpiero Menza (Alliance Cgiar).

Alle 13 il focus si sposta sulla formazione tecnica con “Il capitale umano tecnico come leva di sviluppo”, panel organizzato con De Lorenzo. Sul tavolo uno studio originale, presentato in anteprima a Codeway, che misura i ritorni economici e l’impatto culturale dell’istruzione tecnico-professionale (Tvet) con un focus specifico sull’Africa subsahariana. Moderato da Massimo Zaurrini, direttore di Africa e Affari, il panel mette in dialogo il direttore di Aics Marco Riccardo Rusconi, Massimo Temporelli (TheFabLab) — cui spetta la presentazione dello studio — Filippo Prosperi (De Lorenzo), Fabio Massimo Ballerini della Struttura di missione Piano Mattei, e gli ambasciatori di Ghana e Kenya in Italia. Una tavola rotonda dedicata a “Formare in contesti difficili: donne, giovani e competenze come strumenti di pace e sviluppo”, con Simone Ceresa (Rimi) e Maria Gaudenzi (Avsi), completerà il quadro.

Dalle 14, l’acqua. “Acqua per lo Sviluppo: Il Sistema Italia alla sfida della resilienza idrica in Africa” affronta uno dei dossier centrali della cooperazione italiana: l’Sdg 6 come pilastro del Piano Mattei e leva di pace, sicurezza alimentare e stabilità sociale. Partendo dai risultati del Meeting di Dakar e in preparazione della Un Water Conference 2026, il panel — moderato da Veronique Viriglio (Agi) — riunisce Aics, la Struttura di Missione Piano Mattei (con Anna Veronica Gianasso), il Comitato One Water, il Ciheam Bari, l’Ad di Acea Infrastructures Francesco Maria Rotundi, Giorgia Scopece (Sogesid) e Priyanka Soni (Undp), per analizzare come la gestione idrica stia passando da risposta emergenziale a opportunità di sviluppo strutturale.

In parallelo, sempre alle 14 ma in Conference Room, un appuntamento dedicato ai giovani: “Progettare il futuro: Come prepararsi alle carriere internazionali”, organizzato con la Dgcs e moderato da Gherardo Casini, direttore dell’Ufficio di Roma del Desa. Un’occasione concreta per orientarsi tra reclutamento, tirocini ed esperti delle organizzazioni internazionali, con gli interventi di Andrea Bianco, Virginia Izzo, Tommaso Totaro, Elisa Morari (Avsi) e Gabriella Petrina (Vis).

Alle 15 si torna in Sala Plenaria per “Partenariati territoriali e imprese”, panel organizzato con Dgcs e Aics — uno dei più ricchi della giornata. Moderato da Massimo Zaurrini (Internationalia), con i saluti della Vice Presidente della Regione Lazio Roberta Angelilli, il panel mostra come la collaborazione strutturata tra enti pubblici locali italiani e Paesi partner stia generando una “corsia preferenziale” per le imprese verso mercati altrimenti difficili da presidiare. Dopo l’apertura strategica affidata a Marco Romiti (Maeci) e Grazia Sgarra (Aics), una lunga serie di casi studio porterà sul palco esperienze concrete: il Comune di Cremona in Tunisia con il progetto Zafit, la Regione Emilia-Romagna e il Comune di Parma in Burundi con la filiera del pomodoro, la Regione Friuli Venezia Giulia con il caffè sostenibile in Tanzania, la Regione Marche con la filiera della pelle e delle calzature in Etiopia, oltre alle testimonianze dirette delle imprese coinvolte — da MM S.p.A. a Teamdev, da Bag Spa (NeroGiardini) e Biotec fino a Bio Energia Trentino.

A chiudere la giornata, alle 16, un panel che affronta uno dei nodi più delicati del lavoro nei contesti fragili: “Al di là dell’emergenza: Integrare aiuto umanitario, sviluppo e pace per rispondere alla complessità delle crisi”, organizzato con la Protezione Civile. Il punto di partenza è il riconoscimento che il “modello lineare” — prima l’emergenza, poi lo sviluppo — non regge più di fronte alla policrisi attuale. Moderato ancora da Veronique Viriglio, il confronto riunisce la Dgcs (con Gianluca Brusco, capo unità interventi internazionali di emergenza umanitaria), Aics (Marta Collu), il capo del Dipartimento Protezione Civile Fabio Ciciliano, il presidente nazionale della Croce Rossa Italiana Rosario Valastro, l’eccellenza tecnologica privata di Ceia Spa con il suo Sales Manager Giovanni Giustino sui temi dello sminamento e della sicurezza, e Gabriella Arcadu (Rimi) sui processi di disarmo e reintegro socio-economico. Un’occasione per discutere come fare in modo che, davvero, “l’aiuto di oggi diventi l’autonomia di domani”.

Una giornata densa, dunque, che attraversa l’intero arco operativo della cooperazione italiana e che — più dei convegni accademici — punta a tradurre dati, esperienze e politiche in indicazioni concrete per le imprese presenti in Fiera. [Agenzia Infomundi – Infocoopera]

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