Sviluppo e cooperazione

Somalia: Mohamed Yahya vice capo degli Affari umanitari Onu

Mogadiscio, 29 giu. – Il diplomatico somalo Mohamed Yahya è stato nominato sottosegretario generale per gli Affari umanitari e vice coordinatore degli aiuti d'emergenza presso l'Ufficio delle Nazioni Unite per il coordinamento degli affari umanitari (Ocha) dal segretario generale delle Nazioni Unite, António Guterres.

Yahya succede alla tanzaniana Joyce Msuya, alla quale Guterres ha espresso il proprio ringraziamento per il contributo offerto alla causa umanitaria durante il suo mandato.

Con oltre vent'anni di esperienza nei settori dello sviluppo, dell'assistenza umanitaria e del consolidamento della pace, maturata tra Africa e Asia meridionale, Yahya ricopre attualmente l'incarico di coordinatore residente e coordinatore umanitario delle Nazioni Unite in Pakistan. In questo ruolo ha guidato la risposta dell'Onu alle devastanti alluvioni che hanno colpito il Paese nel 2025.

In precedenza è stato rappresentante residente del Programma delle Nazioni Unite per lo sviluppo (Pnud) in Nigeria, dove ha diretto uno dei più grandi uffici nazionali dell'agenzia. [Agenzia Infomundi – Infocoopera]

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Angola: Ifad lancia progetto sviluppo agricoltura

Luanda, 26 giu. – Il Fondo internazionale di sviluppo agricolo (Ifad) ha annunciato il proprio impegno formale al fianco del governo dell'Angola, del gruppo della Banca Mondiale e di vari partner internazionali per lanciare il progetto Compacto AgriConnect Angola. Si tratta di un'ambiziosa iniziativa macroeconomica volta a trasformare in profondità i sistemi agroalimentari del Paese, generare nuove opportunità occupazionali e incrementare in modo strutturale le condizioni di sussistenza delle comunità rurali angolane.

Il programma AgriConnect rappresenta una strategia globale concepita per sostenere circa 300 milioni di piccoli produttori agricoli su scala globale, accompagnandoli nel delicato passaggio da un modello economico basato sulla pura sussistenza a uno focalizzato sulla generazione di eccedenze commerciali. La pianificazione strategica si concentra sul potenziamento complessivo degli ecosistemi agricoli attraverso il consolidamento delle associazioni di settore, l'ottimizzazione dei collegamenti commerciali con i mercati di riferimento, l'allargamento dell'accesso ai servizi finanziari e l'introduzione di innovative soluzioni digitali, promuovendo parallelamente una partecipazione molto più incisiva del settore privato in tutte le catene alimentari.

In qualità di unica istituzione finanziaria internazionale interamente dedicata alla trasformazione strutturale delle realtà rurali, l'Ifad fornirà un apporto specialistico decisivo per la buona riuscita del piano in Angola. L'intervento punta a migliorare la sicurezza alimentare nazionale e a diversificare un'economia ancora fortemente dipendente dalle fluttuazioni dei mercati estrattivi, offrendo al contempo alle popolazioni locali gli strumenti necessari per incrementare la resilienza produttiva di fronte alle sfide climatiche ed economiche globali. [Agenzia Infomundi – Infocoopera]

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Africa: il paradosso degli sprechi alimentari, allarme Ong

Abidjan, 19 giu. – Il drammatico contrasto tra l'immensa ricchezza agricola del continente africano e lo spreco di oltre 70 milioni di tonnellate di cibo all'anno, a fronte di milioni di persone che soffrono ancora la fame, è al centro dell'allarme lanciato dalla Costa d’Avorio, dall'organizzazione non governativa Mafondation. In base a un comunicato diffuso in occasione della Giornata mondiale contro la fame, che ricorreva il 15 giugno, l'Ong ha denunciato una situazione critica per la sicurezza alimentare globale.

Nel mondo sono più di 800 milioni le persone che patiscono la fame e una quota significativa si concentra proprio nel continente africano. Secondo i dati presentati da Mafondation, una percentuale compresa tra il 30% e il 40% degli alimenti prodotti in Africa viene persa o sprecata prima ancora di raggiungere i consumatori, una quota che nell'Africa subsahariana supera il 50% quando si parla di frutta e verdura. Questa dispersione di risorse è causata principalmente dalla carenza di infrastrutture per lo stoccaggio, dall'insufficienza delle reti di trasporto e dalla debolezza della catena del freddo.

A soli sei anni dalla scadenza del 2030 stabilita dall'Onu per raggiungere l'Obiettivo di sviluppo sostenibile numero due, denominato Fame zero, gli indicatori rimangono bloccati su livelli preoccupanti. Come sottolineato nel comunicato dell'organizzazione, il tempo delle constatazioni è finito ed è giunto il momento di agire, poiché nutrire la popolazione non significa solo produrre di più, ma richiede di conservare, distribuire e valorizzare meglio ciò che è già disponibile.

Per invertire questa tendenza e correggere gli squilibri strutturali del Paese e dell'intero continente, l'istituzione propone il Patto africano per fame zero, zero sprechi 2035, un impegno collettivo rivolto a governi, imprese, agricoltori, università e ong. I traguardi fissati per il 2035 prevedono di dimezzare le perdite alimentari, sfamare 100 milioni di persone recuperando il cibo accumulato, creare un milione di posti di lavoro verdi nella valorizzazione alimentare e dotare 10.000 comunità rurali di adeguate soluzioni di conservazione.

Tra le soluzioni concrete avanzate dalle fondatrici, le gemelle M'ma e Aïssata Camara, figurano il sostegno diretto ai produttori locali, la trasformazione delle eccedenze alimentari in opportunità economiche come succhi o compost, e l'integrazione della lotta allo spreco nelle strategie nazionali delle autorità, in particolare attraverso il ministero dell'Economia e i dipartimenti agricoli dei vari Stati. Mafondation caldeggia inoltre l'istituzione di un Fondo d'urgenza alimentare comunitario e della prima Banca alimentare agricola rurale per ridistribuire le eccedenze a scuole, orfanotrofi e strutture sanitarie, mossa che l'organizzazione definisce fondamentale per garantire una reale sovranità alimentare in tutta la regione. [Agenzia Infomundi – Infocoopera]

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Sierra Leone: choc climatici, 211,5 milioni dal Fmi

Freetown, 19 giu. – Il Fondo monetario internazionale (Fmi) ha approvato ieri un nuovo accordo per la Sierra Leone del valore di 211,5 milioni di dollari, volto a rafforzare la capacità della nazione dell'Africa occidentale di resistere agli choc climatici.

Il fondo ha inoltre completato la terza revisione della sua linea di credito estesa per il Paese, consentendo un'erogazione immediata di 31,7 milioni di dollari.

Questo programma economico sostiene la stabilità macroeconomica del Paese, contribuisce a ricostituire le riserve e fornisce risorse per resistere agli choc climatici. [Agenzia Infomundi – Infocoopera]

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Ghana: università e istruzione, lo stretto legame Roma-Accra

Accra, 15 giu. – Il ministro dell'Istruzione del Ghana, Haruna Iddrisu, ha ribadito l'impegno del Paese africano ad approfondire la cooperazione in ambito educativo con l'Italia: lo ha fatto nel corso di un incontro bilaterale con l'ambasciatrice italiana in Ghana, Laura Ranalli, ad Accra, la settimana scorsa.

Il ministro ha assicurato che il governo di Accra è pronto a facilitare collaborazioni significative tra le università italiane e quelle ghanesi: "Sosterremo gli italiani nell'instaurare collaborazioni con le università ghanesi su tutti i programmi che desiderano intraprendere e garantiremo che tutto venga svolto correttamente e nel rispetto del quadro normativo appropriato".

L'incontro ha riunito alti funzionari del settore dell'istruzione e leader accademici di entrambi i Paesi per esplorare partenariati strategici nell'istruzione terziaria, nell'istruzione e formazione tecnica e professionale (Ifp), nella ricerca, nell'innovazione, nelle borse di studio e negli scambi studenteschi internazionali. La delegazione italiana comprendeva la rettrice dell'Università di Padova, la professoressa Daniela Mapelli, che nel 2021 ha fatto la storia diventando la prima donna in oltre 800 anni a guidare la prestigiosa università italiana.

La delegazione ghanese era guidata dal ministro Iddrisu e comprendeva il direttore generale del ministero dell'Istruzione, Lydia Essuah, il consigliere tecnico capo del ministero dell'Istruzione, George Kt Oduro, il direttore generale della Commissione per l'istruzione superiore del Ghana (Gtec), Ahmed Jinapor, il direttore legale del ministero, Matilda Azuimah, e il direttore per gli affari societari della Gtec, Jerry Sarfo.

Nell'ambito del più ampio programma governativo di trasformazione dell'istruzione, Iddrisu ha detto di avere in programma la creazione di un fondo dedicato alla formazione tecnica e professionale (Tvet) volto a rafforzare l'istruzione tecnica e professionale attraverso una maggiore collaborazione tra industria e mondo accademico ed ha illustrato la visione del governo di ampliare l'insegnamento delle lingue straniere nelle scuole superiori attraverso l'introduzione di lingue come l'italiano, il tedesco, lo spagnolo e il cinese.

Durante l'incontro, la delegazione italiana è stata incoraggiata ad esplorare collaborazioni con istituzioni quali l'Università tecnica di Tamale, l'Università di Cape Coast e l'Università di miniere e tecnologia, tra le altre, a seconda del loro orientamento istituzionale e dei loro mandati. Il ministro ha consigliato alla delegazione italiana di consultare il sito web del Gtec per informazioni dettagliate sulle università pubbliche del Ghana e sui rispettivi mandati, indicando che potrebbero individuare fino a quattro istituzioni per una collaborazione strategica ed ha incoraggiato la parte italiana a comunicare formalmente le opportunità di borse di studio disponibili e i requisiti di ammissibilità, al fine di facilitare una maggiore partecipazione di studenti e ricercatori ghanesi.

In particolare, ha detto la rettrice Mapelli durante l'incontro, l'Università di Padova è particolarmente interessata a promuovere programmi di scambio, soprattutto per i dottorandi, e considerava le università ghanesi partner ideali per tali collaborazioni. L'Università di Padova ha già firmato un protocollo d'intesa con la Kwame Nkrumah university of science and technology (Knust) e stava cercando di ampliare la cooperazione con altre università ghanesi, in particolare con gli istituti che fanno parte della rete dell'African research universities alliance (Arua), ospitata dall'Università del Ghana. [Agenzia Infomundi – Infocoopera]

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Nigeria: pesca ed economia Blu, Abuja cerca cooperazione europea

Abuja, 09 giu. – La Nigeria intende intensificare la lotta contro la pesca illegale attraverso il Programma per gli oceani sostenibili dell'Africa occidentale (Wasop), un'iniziativa finanziata dall'Unione europea con 59 milioni di euro per promuovere la gestione sostenibile delle risorse marine e rafforzare la governance degli oceani nella regione.

L'ambizione della Nigeria di rafforzare la lotta contro la pesca illegale è stata ribadita dal ministro nigeriano degli Affari marittimi e dell'economia blu, Adegboyega Oyetola, durante un incontro ad Abuja con l'ambasciatore dell'Unione europea in Nigeria, Gautier Mignot. Secondo una dichiarazione diffusa domenica dal consigliere speciale del ministro, Nigeria e Ue hanno concordato di intensificare la cooperazione nei settori della sicurezza marittima, della protezione delle risorse ittiche e dello sviluppo sostenibile dell'economia blu. Oyetola ha sottolineato il ruolo strategico del Golfo di Guinea per il commercio internazionale e la crescita economica dell'Africa occidentale, citando il programma Wasop come un'importante opportunità per rafforzare le capacità di sorveglianza marittima, migliorare la governance delle aree marine e combattere più efficacemente la pesca illegale, non dichiarata e non regolamentata (Inn).

Il ministro ha detto che la Nigeria desidera partecipare pienamente a questa iniziativa al fine di beneficiare di un maggiore supporto tecnico e finanziario per raggiungere i propri obiettivi di sviluppo dell'economia blu: in questo senso, la pesca illegale, non dichiarata e non regolamentata rimane una delle principali minacce per gli ecosistemi marini, la sicurezza alimentare e i mezzi di sussistenza delle popolazioni costiere. Il ministro nigeriano ha anche evidenziato le riforme intraprese nell'ambito della Politica nazionale per gli affari marittimi e l'economia blu, ricorme che mirano in particolare a modernizzare le infrastrutture portuali, migliorare la logistica marittima e rafforzare la competitività del Paese nel commercio globale.

Oltre alla lotta contro la pirateria, Oyetola ha auspicato una maggiore cooperazione internazionale per contrastare i crimini ambientali, la tratta di esseri umani e le attività di pesca illegale nel Golfo di Guinea: in particolare, ha richiesto un maggiore sostegno da parte dell'Unione europea in materia di sorveglianza marittima, controllo della pesca e rafforzamento delle capacità operative. Da parte sua, l'ambasciatore Mignot ha ribadito l'impegno dell'Ue ad approfondire il partenariato marittimo con la Nigeria, ha presentato il programma Wasop come uno strumento chiave per promuovere la gestione integrata degli oceani, proteggere gli ecosistemi costieri e rafforzare la cooperazione tra gli Stati dell'Africa occidentale: secondo Mignot, questa iniziativa contribuirà anche a migliorare i meccanismi di controllo, a preservare le risorse ittiche e a promuovere lo sviluppo di un'economia blu sostenibile e inclusiva nella regione. [Agenzia Infomundi – Infocoopera]

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Africa: 100 Afriche, a Milano la varietà oltre gli stereotipi

Roma, 01 giu. – L’Africa non esiste come blocco unico, ma ne esistono almeno cento anime diverse. Con questo presupposto torna a Milano, da venerdì 5 a domenica 7 giugno, il festival “100 Afriche”, la tre giorni di eventi, musica e cultura organizzata dalla Rivista Africa negli spazi del Ciq - Centro Internazionale di Quartiere (Via Fabio Massimo 19, zona Porto di Mare). L’iniziativa, sostenuta da Kenya Airways e dall’Associazione Mani, punta a scardinare i cliché culturali legati al continente attraverso un fitto programma multidisciplinare che intreccia contemporaneità e tradizione.

Tra gli appuntamenti principali del weekend, la presentazione del saggio di Chiara Piaggio “L’Africa non è così. Cronache da un continente frainteso” (Einaudi, 2025) in dialogo con il direttore della rivista Marco Trovato, e l'attesa inchiesta del giornalista olandese Olivier Van Beemen sul cosiddetto "colonialismo verde" delle grandi organizzazioni ambientaliste in Africa. Spazio anche alla geopolitica e all'attivismo con gli interventi dello scrittore maliano Soumaila Diawara, dell'antropologo Marco Aime (che parlerà del suo ultimo libro sulla figura di Thomas Sankara) e la testimonianza del missionario padre Kizito Sesana sulla crisi in Sudan.

Il festival darà ampio risalto anche alle arti performative con le mostre fotografiche di Paolo Ghisu e Michael Yohanes, la proiezione di cortometraggi dal continente, le sfilate cross-culturali della sartoria italo-africana Kechic e una ricca line-up musicale: dai live dei talenti della scena urban italiana Tommy Kuti e Wado, fino alle sonorità afrobeats dell'artista somalo Amoro e al concerto di chiusura della band post-punk statunitense Rosegarden Funeral Party. Completano il cartellone laboratori di percussioni e tintura tessile per bambini e seminari di danza tradizionali.

La quasi totalità degli appuntamenti è a ingresso gratuito con prenotazione obbligatoria per gli eventi serali. Il programma completo è disponibile sul sito ufficiale di Rivista Africa. [Agenzia Infomundi – Infocoopera]

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Africa: Ebola, si rafforzano le misure per contenere l'epidemia

Nairobi, 29 mag. – Si allarga la rete di misure straordinarie adottate in Africa orientale e a livello internazionale per contenere l’epidemia di Ebola legata al ceppo Bundibugyo che sta colpendo la Repubblica Democratica del Congo.

Il Kenya aprirà un centro di quarantena destinato ai cittadini statunitensi esposti al virus durante l’emergenza sanitaria in corso. La struttura, che sorgerà nella contea di Laikipia all’interno di una base dell’aeronautica militare, potrà ospitare fino a 50 persone e sarà gestita da personale sanitario americano. Secondo le autorità statunitensi, i cittadini Usa esposti al contagio non saranno rimpatriati immediatamente, ma resteranno in osservazione in Kenya; in caso di positività verranno successivamente trasferiti in strutture specializzate in Europa. La decisione ha suscitato polemiche sia negli Stati Uniti sia in Kenya, dove associazioni mediche e legali contestano la scelta di Nairobi di ospitare il centro di isolamento.

Nel frattempo l’Uganda ha rafforzato drasticamente i controlli alla frontiera con la Rd Congo, arrivando alla sospensione temporanea dei principali attraversamenti terrestri e dei collegamenti aerei diretti con il Congo orientale. Kampala ha motivato il provvedimento con l’aumento dei casi sospetti e confermati nel Paese, ma le restrizioni stanno provocando forti preoccupazioni negli ambienti economici e commerciali delle regioni di confine, dove migliaia di persone dipendono quotidianamente dagli scambi transfrontalieri. Secondo operatori economici e associazioni di commercianti, il blocco rischia di paralizzare il commercio informale e aggravare le difficoltà economiche nelle province occidentali ugandesi e nell’est della Rd Congo.

L’Organizzazione mondiale della sanità continua intanto a lanciare l’allarme sulla rapida diffusione dell’epidemia. Il direttore generale Tedros Adhanom Ghebreyesus si è recato nella provincia congolese dell’Ituri, epicentro del focolaio, dichiarando che l’epidemia “può essere fermata”, ma denunciando le difficoltà operative legate all’insicurezza e alla carenza di fondi internazionali.

Sul fronte scientifico, la Russia ha annunciato di aver sviluppato un vaccino sperimentale potenzialmente efficace contro il ceppo Bundibugyo, per il quale al momento non esistono vaccini approvati. Secondo Mosca, il preparato potrebbe essere disponibile entro la fine dell’anno dopo ulteriori test clinici coordinati con le autorità sanitarie africane e con l’Oms. [Agenzia Infomundi – Infocoopera]

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Cooperazione: aiuti italiani in crescita nel rapporto dell'Ocse

Roma, 27 mag. – L'aiuto pubblico allo sviluppo dell'Italia ha registrato una crescita costante, posizionando il Paese in controtendenza rispetto alla contrazione globale dei finanziamenti internazionali. È il dato principale emerso durante la seconda giornata del forum Coopera 2026, in occasione della presentazione della revisione tra pari condotta dal Comitato di assistenza allo sviluppo dell'Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (Ocse-Dac). Il rapporto, frutto di un monitoraggio svolto tra giugno e novembre 2025 da esperti di Germania e Islanda attraverso oltre cento consultazioni tra Roma, Parigi ed Etiopia, analizza la qualità e l'efficacia del sistema italiano.

Il viceministro degli Affari esteri e della cooperazione internazionale, Edmondo Cirielli, ha espresso soddisfazione per le conclusioni del documento, che riconosce il carattere strategico e l'approccio innovativo impresso dall'Italia. Cirielli ha evidenziato che nel 2025 l'aiuto pubblico allo sviluppo italiano è aumentato di 6,5 miliardi di euro, pari a un incremento relativo dello 0,03 per cento del reddito nazionale lordo, configurando l'Italia come l'unico Paese del G7 a non aver ridotto i propri stanziamenti a fronte di un calo globale dei donatori stimato intorno al 24 per cento. Il viceministro ha rimarcato che, nonostante il vincolo macroeconomico di un debito pubblico che comporta il pagamento di circa 100 miliardi di euro all'anno di soli interessi, il governo ha confermato la centralità della cooperazione nella politica estera. Questa strategia si articola attraverso il Piano Mattei e la cabina di regia del "Team Italy", che unisce la Direzione generale per la cooperazione allo sviluppo (Dgcs) del ministero degli Affari esteri, l'Agenzia italiana per la cooperazione allo sviluppo (Aics), le università, le organizzazioni della società civile, il settore privato e Cassa depositi e prestiti (Cdp) nel ruolo di banca di sviluppo.

Il presidente dell'Ocse-Dac, Carsten Staur, ha confermato i punti di forza della cooperazione italiana, evidenziando il forte orientamento strategico verso l'Africa, destinataria di quasi due terzi dell'aiuto bilaterale nazionale. Staur ha lodato il radicamento sul campo delle organizzazioni della società civile italiane, l'operatività del Fondo italiano per il clima e la capacità di mobilitare risorse private attraverso la finanza mista. Accanto ai riconoscimenti, il presidente del comitato ha illustrato le raccomandazioni del rapporto per massimizzare l'impatto degli interventi futuri. Tra i nodi critici segnalati vi è il rischio di frammentazione dovuto all'aumento dei Paesi partner, che richiede di mantenere priorità geografiche nette per evitare di disperdere risorse limitate. L'Ocse ha inoltre suggerito di semplificare le procedure decisionali tra ministeri e agenzie per superare i rallentamenti nel coordinamento, di bilanciare attentamente l'uso di prestiti e crediti d'aiuto per preservare la sostenibilità del debito delle nazioni più vulnerabili e di tradurre lo slancio politico in linee guida operative chiare e trasparenti sul terreno. [Agenzia Infomundi – Infocoopera]

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Cooperazione: a Coopera 2026, asse tra formazione, cibo e scuola

Roma, 27 mag. – Un asse strategico tra istruzione, formazione tecnica, sovranità alimentare e geopolitica per ridefinire le relazioni con il continente africano attraverso il Piano Mattei. È il tema emerso nel corso del dibattito della prima sessione di lavoro in occasione della seconda giornata di Coopera 2026, moderato dall'attore e conduttore Cesare Bocci, che ha visto confrontarsi il viceministro degli Affari esteri e della cooperazione internazionale, Edmondo Cirielli, il ministro dell'Agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste, Francesco Lollobrigida, e il sottosegretario all'Istruzione e al Merito, Paola Frassinetti.

Il viceministro Cirielli ha sottolineato come la conoscenza e la formazione siano gli elementi trasversali di ogni iniziativa della cooperazione italiana nel sud globale. Cirielli ha spiegato che i fondi destinati alle università per i progetti di internazionalizzazione e la preparazione di formatori in loco sono stati fortemente incrementati, passando da circa 10-15 milioni di euro a oltre 80 milioni di euro. Tra le iniziative concrete, il viceministro ha citato il progetto Tanit in Tunisia per la gestione delle acque e il contrasto alla desertificazione in collaborazione con il Ciheam di Bari, un centro di formazione tecnica in algeria e programmi sanitari in Centrafrica, Senegal ed Etiopia, ricordando inoltre l'avvio a Caserta, d'intesa con la Scuola nazionale dell'amministrazione, di un polo formativo pilota rivolto ai dirigenti pubblici di sei paesi africani per consolidare le istituzioni locali.

Sulla stessa linea, il ministro Lollobrigida ha evidenziato lo stretto legame tra agricoltura e cultura, ricordando che il cibo è ormai diventato un'arma geopolitica non convenzionale, come dimostrato dagli effetti del blocco del corridoio del Mar Nero o dalle origini delle stesse primavere arabe, nate proprio dalla carenza di grano. Lollobrigida ha rimarcato che l'Africa detiene il 65 per cento delle terre arabili del pianeta e una forte riserva demografica giovanile, ma necessita di tecnologia e competenze. Richiamando il G7 dell'Agricoltura di Siracusa esteso a 11 Paesi africani, da cui sono nati il progetto Agricampus e l'iniziativa con l'Ocse sulle sementi, il ministro ha promosso un modello paritario che superi l'approccio "predatorio" storicamente attribuito all'Europa – e oggi associato principalmente a nazioni dell'est del mondo come la Cina – e la logica "caritatevole" degli aiuti a fondo perduto. In questo quadro, Lollobrigida ha esortato a valorizzare le filiere corte attraverso le indicazioni geografiche e ha citato il ruolo del settore privato sano, portando l'esempio di grandi marchi italiani del caffè, come Lavazza e Illy, capaci di sviluppare progetti compatibili con la forestazione e in grado di garantire un reddito equo ai produttori locali.

Il sottosegretario Frassinetti ha infine focalizzato l'attenzione sull'impegno internazionale del ministero dell'Istruzione e del Merito, evidenziando le intese bilaterali già siglate con la Tunisia e con l'Egitto, partner considerato strategico in quanto paese più popoloso dell'area. Frassinetti ha spiegato che l'azione italiana si sviluppa su due pilastri principali. Il primo è il potenziamento della formazione professionale e tecnica attraverso la valorizzazione della riforma del "4+2" – che prevede quattro anni di istruzione superiore e due di Its Academy –, un modello integrato con il sistema delle imprese del territorio che risponde alla domanda di occupazione dei giovani africani tramite l'apprendimento esperienziale. Il secondo pilastro è la diffusione della lingua italiana come strumento di crescita culturale e di accesso a nuove opportunità professionali. Il sottosegretario ha inoltre annunciato che il 5 e 6 giugno si terrà il primo Forum del Mediterraneo dedicato all'educazione tecnica e professionale, che farà seguito all'esperienza del Villaggio Italia organizzato al Cairo nel 2025. Sul piano multilaterale, Frassinetti ha richiamato l'attività del ministro Giuseppe Valditara in seno al comitato direttivo di alto livello dell'Unesco per lo sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite, i cui sforzi si concentrano sul contrasto alla dispersione scolastica, sulla qualificazione dei docenti, sulle competenze di base e sulla digitalizzazione della didattica alla luce dello sviluppo dell'intelligenza artificiale. [Agenzia Infomundi – Infocoopera]

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