Cronaca
Africa: Wfp Onu avverte su rischio insicurezza alimentare
Roma, 07 ago. – Il Programma alimentare mondiale delle Nazioni Unite (Wfp /Pam) ha avvertito che oltre 18 milioni di persone nell'Africa orientale e australe rischiano un peggioramento dell'insicurezza alimentare a causa del fenomeno climatico El Niño, il cui picco è previsto tra settembre e dicembre.
Secondo il Wfp, l'Africa orientale e australe sono esposte a rischi rilevanti, in particolare nelle aree dove le prossime stagioni delle piogge sono determinanti per la produzione alimentare. I Paesi dell'Africa australe risultano particolarmente vulnerabili per la forte dipendenza dall'agricoltura di sussistenza legata alle piogge.
"Il Wfp prevede che i Paesi già alle prese con povertà, conflitti, instabilità economica ed eventi climatici estremi ripetuti saranno i più colpiti da El Niño, e che il suo impatto non sarà uniforme", ha dichiarato l'agenzia dell'Onu in un comunicato.
L'organizzazione ha segnalato che diversi Paesi registrano già precipitazioni inferiori alla media, inondazioni improvvise e temperature anomale, mentre altri dovrebbero affrontare condizioni in peggioramento durante le prossime stagioni di semina e raccolto.
Il Wfp ha ricordato che l'episodio di El Niño del 2015-2016 colpì tra 60 e 100 milioni di persone; le prime analisi indicano che l'evento 2026-2027 potrebbe spingere altri 49 milioni di persone verso condizioni di insicurezza alimentare acuta entro la fine del 2027. Il picco del fenomeno è atteso tra settembre e dicembre, ma i suoi effetti sui cicli di raccolto futuri si protrarranno fino al 2027.
Da maggio, il Wfp ha attivato misure di risposta anticipata in Sud Sudan, Ciad, Mauritania, Uganda, Guatemala ed El Salvador, distribuendo oltre 14 milioni di dollari in assistenza pre-emergenza a mezzo milione di persone.
Il Wfp e l'Organizzazione delle Nazioni Unite per l'alimentazione e l'agricoltura (Fao) hanno lanciato un appello congiunto per un aumento dei finanziamenti destinati a preparare le comunità vulnerabili a El Niño, con l'obiettivo di proteggere vite, mezzi di sussistenza e sicurezza alimentare prima che la situazione degeneri in crisi umanitarie. [Agenzia Infomundi – Infocoopera]
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Marocco: oltre 1.100 migranti arrivati a Ceuta in una settimana
Rabat, 30 lug. – Oltre 1.100 migranti, in prevalenza giovani marocchini, sono giunti nell'enclave spagnola di Ceuta nell'arco di poco più di una settimana, la maggior parte arrivando a nuoto dalle vicine coste del Marocco. Lo si apprende dai quotidiani El Faro de Ceuta ed El Pais, che citano i dati resi noti dalle autorità locali e dal ministero dell'Interno di Madrid.
La situazione è stata definita "estremamente grave" dal portavoce del governo locale, Alejandro Ramírez, il quale ha chiesto un intervento straordinario alle autorità centrali per accelerare i trasferimenti verso la penisola. Il Centro di accoglienza temporanea della città ospita oltre 600 persone a fronte di circa 500 in attesa di ingresso, mentre dal primo gennaio al 15 luglio di quest’anno sono stati registrati 2.826 arrivi irregolari, con un incremento del 149% rispetto allo stesso periodo del 2025.
A favorire le traversate, oltre alla condivisione di filmati sul social network TikTok, sarebbe una recente sentenza della Corte suprema spagnola che vieta i respingimenti immediati in mare dei migranti giunti a nuoto. Nel frattempo, diverse famiglie marocchine denunciano la scomparsa di decine di giovani durante le traversate. [Agenzia Infomundi – Infocoopera]
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Africa Or.: Ocha, 48 milioni di persone a rischio fame
Nairobi, 17 lug. – Le Nazioni Unite hanno detto che entro il 2026 48,5 milioni di persone in Africa orientale potrebbero aver bisogno di assistenza umanitaria a causa di una combinazione di conflitti, sfollamenti, shock climatici, epidemie e peggioramento dell'insicurezza alimentare.
L'Ufficio per il coordinamento degli affari umanitari (Ocha) ha diffuso ieri un report in cui traccia una situazione umanitaria generalmente peggiorata nella regione dell'Africa orientale, nel secondo trimestre di quest'anno. Quasi 40,5 milioni di persone soffrono ora di grave fame, 1,6 milioni in più rispetto al trimestre precedente. Ocha sottolinea che gli aumenti più significativi dell'insicurezza alimentare sono stati registrati in Sud Sudan, Kenya, Sudan e Tanzania e attribuisce questo peggioramento ai conflitti in corso, agli effetti di eventi meteorologici estremi e alle conseguenze economiche delle tensioni in Medio oriente, che stanno facendo aumentare i prezzi del carburante, dei trasporti e dei prodotti alimentari, interrompendo al contempo le catene di approvvigionamento.
Il report di Ocha rileva inoltre un peggioramento degli sfollamenti forzati: la popolazione di rifugiati nella regione è aumentata da 5,9 milioni a 6 milioni di persone, principalmente a causa dei nuovi flussi migratori verso Sud Sudan, Uganda e Kenya. In Burundi, gli eventi meteorologici estremi hanno costretto quasi 13.000 persone ad abbandonare le proprie case.
Dal punto di vista sanitario, Ocha avverte dell'alto rischio di diffusione regionale dell'epidemia di Ebola che imperversa nella Repubblica democratica del Congo (Rdc). “Sebbene l'epidemia di Ebola rimanga concentrata nella Repubblica democratica del Congo, il rischio di diffusione regionale resta elevato”, spiega l'Ocha, segnalando anche una forte recrudescenza di altre malattie. I casi di colera sono più che raddoppiati nel secondo trimestre, raggiungendo quota 12.400, mentre sono stati segnalati 457 focolai di peste suina africana nelle aree colpite da sfollamenti e inondazioni.
Di fronte a questo accumulo di crisi, Ocha ha chiesto un rapido aumento degli aiuti umanitari per prevenire un peggioramento della situazione in una regione che si trova ad affrontare bisogni crescenti. [Agenzia Infomundi – Infocoopera]
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Sud Sudan: attivato piano di azione preventiva contro la siccità
Juba, 13 lug. – Il Programma alimentare mondiale delle Nazioni Unite (Pam) e il governo del Sud Sudan hanno attivato il primo piano d'azione preventiva contro la siccità, per tutelare oltre 65.000 persone nelle contee di Budi e Nord Kapoeta, nello Stato dell’Equatoria Orientale, dalla grave insicurezza alimentare causata dai cambiamenti climatici. Lo ha riferito il Pam, precisando in una nota che il piano combina previsioni scientifiche, informazioni di allerta precoce e finanziamenti prestabiliti, consentendo così di attivare l'assistenza umanitaria prima che si verifichi una crisi.
"L'azione preventiva sta trasformando il modo in cui gestiamo gli shock legati ai cambiamenti climatici – ha detto il direttore del Pam in Sud Sudan, Mutinta Chimuka - anziché aspettare che la siccità aggravi i bisogni umanitari, stiamo agendo sulla base di previsioni e dati concreti per sostenere le comunità prima che i mezzi di sussistenza vengano compromessi. Fornendo assistenza tempestiva, possiamo aiutare le famiglie a proteggere ciò che hanno, a rafforzare la loro resilienza e a ridurre i costi umani ed economici della siccità".
Il piano prevede aiuti in denaro per 52.751 persone, in modo da aiutare le famiglie a soddisfare i bisogni essenziali di cibo e sostentamento prima che le condizioni peggiorino. Inoltre più di 65.000 persone stanno beneficiando di campagne di comunicazione e sensibilizzazione che forniscono alle famiglie informazioni essenziali sulla preparazione e la mitigazione della siccità, sulla gestione del bestiame, sull'uso dell'acqua e sulla pianificazione dei mezzi di sussistenza.
Il Pam ricorda che le comunità agro-pastorali dell'Equatoria Orientale dipendono dalle precipitazioni stagionali per la produzione agricola e l'allevamento del bestiame. Condizioni di siccità prolungate possono portare alla perdita dei raccolti, alla perdita di bestiame, alla riduzione dei redditi familiari e al peggioramento dell'insicurezza alimentare, esponendo le famiglie già vulnerabili a maggiori rischi. [Agenzia Infomundi – Infocoopera]
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Somalia: Mohamed Yahya vice capo degli Affari umanitari Onu
Mogadiscio, 29 giu. – Il diplomatico somalo Mohamed Yahya è stato nominato sottosegretario generale per gli Affari umanitari e vice coordinatore degli aiuti d'emergenza presso l'Ufficio delle Nazioni Unite per il coordinamento degli affari umanitari (Ocha) dal segretario generale delle Nazioni Unite, António Guterres.
Yahya succede alla tanzaniana Joyce Msuya, alla quale Guterres ha espresso il proprio ringraziamento per il contributo offerto alla causa umanitaria durante il suo mandato.
Con oltre vent'anni di esperienza nei settori dello sviluppo, dell'assistenza umanitaria e del consolidamento della pace, maturata tra Africa e Asia meridionale, Yahya ricopre attualmente l'incarico di coordinatore residente e coordinatore umanitario delle Nazioni Unite in Pakistan. In questo ruolo ha guidato la risposta dell'Onu alle devastanti alluvioni che hanno colpito il Paese nel 2025.
In precedenza è stato rappresentante residente del Programma delle Nazioni Unite per lo sviluppo (Pnud) in Nigeria, dove ha diretto uno dei più grandi uffici nazionali dell'agenzia. [Agenzia Infomundi – Infocoopera]
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Cooperazione: Codeway, Global Fund chiama aziende farmaceutiche
Roma, 13 mag. – Il coinvolgimento del settore privato è essenziale per salvare più vite e rafforzare i sistemi sanitari mondiali, mentre innovazione, supply chain e produzione locale si stanno dimistrando leve sempre più centrali. È questo il messaggio lanciato dai rappresentanti del Fondo globale per la lotta all'Aids, la tubercolosi e la malaria (Global Fund) intervenuti ieri al panel “Salute globale: quali opportunità per il settore privato?” a Codeway Expo 2026, il salone della cooperazione allo sviluppo in corso alla Fiera di Roma.
Il dibattito ha riunito rappresentanti delle principali iniziative globali per la salute per discutere modelli di partnership, strumenti di finanziamento e opportunità concrete di collaborazione con il settore privato italiano.
Hui Yang, a capo dell supply operations di Global Fund ha spiegato che “Global Fund acquista su larga scala prodotti sanitari essenziali, dai farmaci e dai dispositivi diagnostici alle zanzariere, alle attrezzature di laboratorio e agli strumenti digitali", garantendo "un buon rapporto qualità-prezzo e consegne affidabili per i Paesi che serviamo”.
“Per le imprese, lavorare con Global Fund è un modo per contribuire allo sviluppo umano attraverso partnership trasparenti ed efficaci", ha aggiunto John Fairhurst, che guida l'ufficio per il coinvolgimento del settore privato. Fairhurst ha auspicato nuove collaborazioni con le aziende farmaceutiche italiane in mercati strutturati, trasparenti e prevedibili, "per contribuire a migliorare la salute e la dignità di milioni di persone”. [Agenzia Infomundi – Infocoopera]
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Cooperazione: Codeway, le imprese per un partenariato tra pari
Roma, 13 mag. – La settima edizione di Codeway Expo è stata inaugurata oggi a Fiera di Roma, consolidandosi come piattaforma di incontro tra il sistema produttivo italiano e i partner internazionali. L'evento, in programma fino al 15 maggio, è organizzato dalla fiera capitolina in collaborazione con la società editoriale Internationalia con il patrocinio del ministero degli Affari esteri e della cooperazione internazionale (Maeci) e dell'Agenzia italiana per la cooperazione allo sviluppo (Aics). Fabio Casasoli, amministratore unico di Fiera Roma, ha aperto i lavori sottolineando l’evoluzione della manifestazione verso un modello di rete globale.
“Abbiamo ritenuto opportuno, proprio per creare una sinergia tra diversi settori, far coincidere l’evento con manifestazioni dedicate alle energie rinnovabili e all'edilizia sostenibile”, ha dichiarato Casasoli, evidenziando come la fiera sia diventata uno strumento strategico per far conoscere il sistema Italia ai governi stranieri.
Il ruolo dell'industria nel nuovo modello di sviluppo è stato approfondito da Enrico Maria Bagnasco, presidente di Confindustria Assafrica & Mediterraneo, che ha richiamato i 45 anni di presenza dell’associazione nel continente africano. Secondo Bagnasco, la cooperazione moderna deve basarsi sul trasferimento di competenze e capitale umano, integrando tecnologie avanzate e l’internet delle cose in ambiti cruciali come l’agricoltura e le infrastrutture. “Ci piace considerarci uno dei nodi operativi del Piano Mattei”, ha dichiarato il presidente di Assafrica, “uno dei luoghi in cui riusciamo a mettere a terra e trasformare le idee in progetti solidi, capaci di generare un valore che resti nel tempo”.
A definire il quadro strategico dell’impegno industriale è stato il presidente di Federalimentare, Paolo Mascarino, che ha indicato nel settore agroalimentare un pilastro per la stabilità sociale. Mascarino ha annunciato l’avvio di tre progetti specifici nelle filiere del caffè, del cacao e del settore ittico, sottolineando la necessità di costruire partnership credibili e pragmatiche. “Il valore del Piano Mattei sta proprio nel superare una logica meramente assistenzialistica”, ha affermato Mascarino, “per costruire invece un partenariato tra pari fondato su interessi condivisi, sviluppo reciproco e stabilità comune”. Per il presidente di Federalimentare, la sfida attuale è trasformare questa visione strategica in programmi misurabili capaci di generare crescita sia per i Paesi partner sia per il sistema economico nazionale. [Agenzia Infomundi – Infocoopera]
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Africa: vaccini, quasi 20 milioni di morti per morbillo evitati
Roma, 17 apr. – Quasi 19,5 milioni di decessi legati al morbillo sono stati evitati in Africa dal 2000 grazie all'aumento della copertura vaccinale. Secondo la prima analisi dettagliata sugli obiettivi di immunizzazione nel continente, condotta dall'Organizzazione mondiale della sanità (Oms) e da Gavi, Vaccine Alliance, oltre 500 milioni di bambini africani sono stati protetti dalle vaccinazioni di routine tra il 2000 e il 2024.
I progressi nella lotta contro la malattia evidenziano l'importanza di investimenti costanti. Dal 2000, 44 Paesi africani hanno introdotto una seconda dose di vaccino nei programmi ordinari, contribuendo ad aumentare i tassi di copertura dal 5 per cento del 2000 al 55 per cento del 2024. Complessivamente, questi sforzi hanno dimezzato i decessi nella regione e ridotto i casi del 40 per cento. Nel 2025, Capo Verde, Mauritius e Seychelles sono diventati i primi Paesi dell'Africa subsahariana a raggiungere lo status di eliminazione del morbillo e della rosolia.
L'analisi valuta inoltre i progressi verso gli obiettivi dell'Agenda 2030 per l'immunizzazione, la strategia globale per rafforzare l'assistenza sanitaria primaria. Attualmente, i programmi proteggono da 13 malattie prevenibili, rispetto alle otto del 2000. I decessi per meningite sono diminuiti del 39 per cento e il vaccino contro la malaria è stato introdotto in 25 Paesi. Solo nel 2024, almeno 1,9 milioni di vite sono state salvate grazie alla vaccinazione.
Inoltre, 47 Paesi dell'area subsahariana offrono ora il vaccino contro l'epatite B e 29 nazioni quello contro il papillomavirus umano per la protezione dal cancro cervicale. Mohamed Janabi, direttore regionale dell'Oms per l'Africa, ha spiegato che l'Africa ha compiuto progressi straordinari in meno di una generazione. Tuttavia, il direttore ha avvertito che i progressi sono disomogenei e in fase di rallentamento, lasciando troppi bambini senza protezione.
Sania Nishtar, amministratrice delegata di Gavi, ha sottolineato l'immenso potere salvavita dei vaccini quando l'immunizzazione è una priorità politica. Attraverso il programma di riforme Gavi Leap, l'organizzazione punta a sbloccare ulteriori progressi mediante approcci innovativi e collaborando con i Paesi per costruire programmi sostenibili a lungo termine.
Sebbene milioni di bambini in più vengano vaccinati, il continente resta lontano dal raggiungere l'obiettivo del 90 per cento di copertura previsto dall'Agenda 2030. La copertura vaccinale risulta disomogenea e molti bambini, spesso i più difficili da raggiungere, restano esclusi. La rapida crescita demografica, la debolezza dei sistemi sanitari, i cambiamenti climatici e l'instabilità politica rimangono i principali ostacoli al raggiungimento di una protezione ottimale. [Agenzia Infomundi – Infocoopera]
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Sudan: allerta dengue nello Stato Settentrionale
Khartoum, 03 mar. – Il ministero della Salute dello Stato Settentrionale del Sudan ha confermato la rilevazione di cinque nuovi casi di febbre dengue, portando il bilancio complessivo delle infezioni a 116 dall'inizio dell'epidemia.
Nonostante non si registrino decessi, le autorità locali hanno espresso forte preoccupazione per il potenziale aumento dei contagi, in particolare nelle aree agricole e nei distretti irrigui della località di Merowe.
Il Centro per le operazioni di emergenza, guidato dal direttore generale Satti Hassan Satti, ha individuato i nuovi focolai nelle zone di Al-Gureiba, Al-Aliab, Al-Basa e Goz Garafi.
In risposta, è stata lanciata la campagna "con l'essiccazione, la febbre si ferma", volta a eliminare i siti di riproduzione della zanzara Aedes aegypti. Le misure messe in campo includono ispezioni domiciliari, indagini entomologiche, seminari di educazione sanitaria e il rafforzamento della sorveglianza epidemiologica su tutto il territorio statale. [Agenzia Infomundi – Infocoopera]
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Senegal: a marzo il Congresso delle aree marine protette
Dakar, 23 feb. – Il sesto Congresso internazionale delle aree marine protette si terrà a Dakar dal 22 al 27 marzo 2027, come annunciato dal ministero dell'Ambiente e dello Sviluppo sostenibile del Senegal. L'evento rappresenta il più importante raduno mondiale per gli attori della conservazione marina e viene organizzato ogni quattro anni per condividere buone pratiche e strategie di gestione degli ecosistemi costieri.
Il direttore delle Aree marine protette comunitarie, Momar Sow, ha sottolineato come i progressi compiuti dal Paese dal 2012 a oggi abbiano convinto la comunità internazionale a scegliere la capitale senegalese come sede dell'incontro. Lo Stato è passato dalle sette aree iniziali alle attuali 17, con una diciottesima zona in fase di allestimento nel settore occidentale del Paese. Questi sforzi mirano a tutelare la biodiversità e a garantire una gestione efficace delle risorse naturali lungo il litorale.
Il congresso riunirà delegati nazionali, regionali e internazionali impegnati nella protezione dei mari, offrendo una piattaforma di confronto su come rafforzare la resilienza degli ecosistemi marini. Il colonnello Sow ha rivolto un appello a tutte le parti interessate affinché si mobilitino collettivamente per assicurare il successo di questo appuntamento globale, considerato fondamentale per la salute degli oceani.
L'iniziativa si inserisce in un quadro di cooperazione scientifica che vede il Senegal protagonista nella protezione delle specie a rischio e nella lotta al degrado delle coste. Il ministro dell'Ambiente ha ribadito che l'obiettivo dell'incontro di Dakar sarà quello di trasformare le esperienze di successo in modelli replicabili a livello mondiale, consolidando il ruolo guida del Paese nella conservazione ambientale in Africa. [Agenzia Infomundi – Infocoopera]
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