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Ciad:Onu, Ue, governo lanciano programma integrazione rifugiati
N'Djamena, 19 feb. – L'Alto commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati, in collaborazione con l'Unione europea e le autorità del Ciad, ha lanciato ieri un nuovo programma per favorire l'integrazione sostenibile dei rifugiati nel sud del Paese. L'iniziativa mira a superare la logica dell'assistenza emergenziale per promuovere l'autosufficienza economica e sociale di migliaia di persone sfollate, integrando i servizi di base all'interno delle strutture nazionali dello Stato ciadiano.
Il progetto si concentra sul rafforzamento delle infrastrutture scolastiche e sanitarie nelle comunità ospitanti, permettendo sia ai rifugiati sia alla popolazione locale di accedere a servizi di qualità superiore. Attraverso un investimento congiunto tra il Fondo monetario internazionale e i partner europei, verranno stanziati fondi per la formazione professionale e l'avvio di microimprese, con l'obiettivo di ridurre la dipendenza dagli aiuti umanitari internazionali.
Secondo i dati diffusi dal Alto commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati, il Ciad ospita attualmente oltre un milione di persone in cerca di asilo, rendendo necessario un cambio di paradigma nella gestione delle crisi migratorie. Il ministro degli Esteri ha sottolineato che l'integrazione non rappresenta solo un dovere umanitario, ma un'opportunità di sviluppo per le province meridionali, dove la manodopera e le competenze dei rifugiati possono contribuire alla crescita del prodotto interno lordo locale.
Il programma prevede inoltre misure specifiche per la tutela dei diritti dei minori e delle donne, facilitando l'ottenimento di documenti di identità e permessi di lavoro temporanei. Tale approccio, definito "soluzione durevole", punta a stabilizzare la regione del bacino del Ciad, mitigando le tensioni sociali e favorendo una coesistenza pacifica tra le diverse comunità in un Paese che continua a dimostrare una solidarietà esemplare nonostante le limitate risorse finanziarie. [Agenzia Infomundi – Infocoopera]
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Rd Congo: vittime guerra, Ue stanzia 81 mln di euro
Kinshasa, 18 feb. – L'Unione europea ha annunciato lo stanziamento di un nuovo pacchetto di aiuti umanitari per un valore di 81 milioni di euro destinato a sostenere le vittime del conflitto nella parte orientale della Repubblica democratica del Congo. La decisione, comunicata dalla Commissione europea, mira a fronteggiare l'aggravarsi della crisi umanitaria in un'area dello Stato devastata dagli scontri tra l'esercito e i gruppi ribelli.
Il finanziamento è stato presentato dal commissario per la Gestione delle crisi, Janez Lenarcic, il quale ha sottolineato come la situazione nel Paese africano abbia raggiunto livelli critici di sofferenza per la popolazione civile. Le risorse verranno impiegate per fornire assistenza medica d'urgenza, cibo, acqua potabile e servizi igienico-sanitari, oltre a garantire protezione ai profughi e agli sfollati interni che hanno abbandonato le proprie abitazioni a causa delle violenze.
L'impegno di Bruxelles si inserisce in un contesto di estrema precarietà, dove si stima che milioni di persone necessitino di assistenza immediata. La Commissione ha inoltre ribadito l'importanza del rispetto del diritto internazionale umanitario da parte di tutte le fazioni coinvolte nel conflitto, chiedendo corridoi sicuri per permettere alle organizzazioni di soccorso di operare senza impedimenti. Oltre ai fondi diretti, l'Ue continuerà a sostenere i ponti aerei umanitari per trasportare forniture essenziali nelle zone più isolate del Paese, dove i collegamenti terrestri sono interrotti o troppo pericolosi.
Il sostegno economico annunciato vuole essere, secondo i vertici di Bruxelles, una risposta alla drammatica escalation dei combattimenti che sta destabilizzando l'intera regione dei Grandi Laghi. Secondo i dati forniti dalle Nazioni Unite, il numero di persone in stato di insicurezza alimentare ha raggiunto cifre record, rendendo vitale l'apporto di partner internazionali per evitare una catastrofe di proporzioni ancora maggiori nel Paese. Le autorità locali sono state sollecitate a collaborare strettamente con le agenzie internazionali per assicurare che gli aiuti raggiungano le fasce più vulnerabili della società. [Agenzia Infomundi – Infocoopera]
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Madagascar: la catena degli aiuti al lavoro dopo il ciclone
Antananarivo, 13 feb. – Un vasto slancio di cooperazione si è attivato per aiutare le vittime dei danni del ciclone Gezani sulla costa orientale e Tamatave, dove il bilancio dei morti è salito a 38.
Le immagini di quartieri allagati, case distrutte e famiglie sfollate hanno profondamente colpito l'opinione pubblica, riporta la stampa locale. L'appello d'aiuto delle autorità ha rapidamente trovato un pubblico ricettivo. Anche personalità politiche influenti, tra cui gli ex presidenti Marc Ravalomanana e Andry Rajoelina, hanno diffuso questo appello, amplificando ulteriormente la mobilitazione. Nella capitale, la risposta è stata rapida. Gli abitanti di Toamasina hanno allestito un punto di raccolta donazioni ad Anosy, che nel giro di poche ore è diventato un luogo di ritrovo e un centro di solidarietà. Vestiti, cibo, prodotti per l'igiene e contributi finanziari sono stati inviati in massa per aiutare le persone colpite. Il Comune di Antananarivo, da parte sua, ha allestito un altro punto di raccolta di fronte al Municipio di Analakely, invitando i residenti della capitale a partecipare a questo sforzo nazionale. Gli appelli si susseguono via messaggi whatsapp in una lunga catena nazionale e internazionale.
Gli operatori telefonici, in coordinamento con l'Ufficio Nazionale per la Gestione dei Rischi e dei Disastri, hanno lanciato linee dedicate per il trasferimento di denaro tramite dispositivi mobili. Anche la diaspora malgascia è attivamente coinvolta. All'estero sono state lanciate diverse campagne di raccolta fondi online, in particolare attraverso piattaforme come Leetchi.
A Réunion si stanno organizzando interventi diffusi. Diverse associazioni organizzeranno questo sabato un evento di solidarietà.
L'Organizzazione mondiale della sanità (Oms) ha stanziato 250.000 euro per sostenere le risposte di emergenza . Il sistema delle Nazioni Unite ha stanziato un totale di 5 milioni di dollari attraverso il Fondo Centrale di Risposta alle Emergenze (Cerf), finanziato dai contributi dei partner internazionali. Di questa somma, 2 milioni di dollari sono destinati a rispondere alle conseguenze del ciclone Fytia, mentre i restanti 3 milioni di dollari sono stati mobilitati per azioni preventive prima dell'arrivo del ciclone Gezani. Anche la Federazione internazionale delle Società di Croce Rossa e Mezzaluna Rossa ha annunciato un contributo di un milione di dollari.
Mentre promesse e donazioni continuano ad arrivare, una questione rimane centrale, sottolinea il Madagascar Tribune: la trasparenza nella gestione di questi fondi e l'efficacia del loro impiego sul campo. [Agenzia Infomundi – Infocoopera]
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Madagascar: ciclone Gezani, primo bilancio vittime
Antananarivo, 11 feb. –
È di nove morti il primo bilancio ufficiale del passaggio del ciclone tropicale intenso Gezani sulla costa orientale del Madagascar, secondo i dati diffusi dal Bureau national de gestion des risques et catastrophes (Bngrc) che precisa che le vittime sono decedute a causa del crollo di abitazioni nella zona di impatto.
Il ciclone si è abbattuto ieri alle 19:30 ora locale direttamente su Tamatave, seconda città del Paese e principale porto commerciale. Secondole testimonianze raccolte da Radio France Internationale (Rfi), le piogge torrenziali e le raffiche di vento, con punte tra 200 e 270 chilometri orari, hanno devastato la città. “È il caos totale, il 90% dei tetti delle case è stato spazzato via, in tutto o in parte”, ha dichiarato all’emittente Rija Randrinarisoa, responsabile del dipartimento gestione rischi e catastrofi di Action contre la faim, impegnato nelle prime valutazioni sul campo.
La rete elettrica è completamente interrotta dalle 15 ora locale di ieri e le telecomunicazioni risultano fortemente perturbate, mentre le strade sono impraticabili per alberi abbattuti e detriti. Nella notte, sempre secondo Rfi, il Bngrc è stato sommerso da richieste di aiuto e numerosi residenti hanno lanciato appelli sui social, segnalando di essere bloccati dall’innalzamento delle acque. La città non registrava un ciclone di tale intensità dal 2012.
Nelle ore successive Gezani è stato declassato a forte tempesta tropicale e si è spostato verso ovest, avvicinandosi ad Antananarivo. Le piogge intense sulla capitale fanno temere frane e nuove inondazioni, in particolare nelle aree attraversate dai fiumi. Tre regioni restano in allerta rossa e nelle cinque regioni colpite le attività sono sospese e le scuole chiuse.
[Agenzia Infomundi – Infocoopera]
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Somalia: Italia finanzia progetto per economia blu in Puntland
Mogadiscio, 10 feb. – Una missione diplomatica guidata dall’ambasciatore d'Italia in Somalia, Pier Mario Daccò, ha inaugurato nei giorni scorsi a Garowe un'iniziativa strategica da 4,5 milioni di euro per lo sviluppo dell'economia blu e della pesca sostenibile nel Puntland. Il progetto, finanziato dalla Cooperazione Italiana e attuato dall'Organizzazione delle Nazioni Unite per lo Sviluppo Industriale (Unido), punta a trasformare il settore ittico locale in un sistema imprenditoriale moderno attraverso la creazione di infrastrutture e il rafforzamento delle competenze tecniche.
L’intervento si focalizzerà sulla città di Bosaso, dove sarà realizzato un Centro servizi comune per la conservazione e la lavorazione del pescato gestito da cooperative locali. Secondo quanto riferito dall'Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo (Aics), l'iniziativa coinvolgerà oltre 370 operatori della filiera, con una quota riservata di 100 posti per l'imprenditoria femminile. Parallelamente, verrà istituita una piattaforma permanente di dialogo sull'economia blu per favorire l'innovazione e l'accesso ai mercati internazionali.
L’ambasciatore Daccò ha sottolineato che il modello operativo si avvarrà dell'esperienza di Federpesca per trasferire gli standard di qualità del Mediterraneo ai produttori somali, mentre Unido Itpo Italia faciliterà il contatto con gli investitori europei.
La visita, che rappresenta il primo impegno ufficiale di Aics fuori dalla capitale Mogadiscio, è stata anche l'occasione per presentare i risultati del nuovo censimento di Garowe, realizzato dalla Società Geografica Italiana con il sostegno di Roma per ottimizzare la gestione amministrativa e l'erogazione dei servizi nella regione. [Agenzia Infomundi – Infocoopera]
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Mauritania: accordo tra il parlamento e l'Unicef
Nouakchott, 06 feb. – L'Assemblea nazionale della Mauritania e la rappresentanza dell'Unicef hanno siglato a Nouakchott un protocollo d'intesa strategico per rafforzare la tutela dei diritti dell'infanzia attraverso azioni legislative e una migliore governance finanziaria. L'accordo, firmato presso la sede del Parlamento l'altro ieri, mira a integrare le necessità dei più piccoli nelle politiche pubbliche e nei processi di bilancio del Paese.
Come riportato dal portale Cridem, il documento è stato sottoscritto dal primo vicepresidente dell'Assemblea nazionale, Sydney Dramane Sokhona, e dal rappresentante dell'Unicef in Mauritania, Kebir Mdarhri Alaoui. La partnership si concentra sulla creazione di un quadro di cooperazione che permetta ai parlamentari di vigilare con maggiore efficacia sull'allocazione delle risorse destinate ai settori sociali, garantendo che i diritti dei minori siano una priorità nell'agenda politica nazionale.
Attraverso questo partenariato, l'Unicef si impegna a fornire assistenza tecnica e competenze per supportare i parlamentari nella loro funzione di controllo e nella promozione di iniziative a favore dell'infanzia. L'obiettivo comune è quello di garantire che ogni decisione politica ed economica tenga conto del benessere dei minori, contribuendo così a uno sviluppo sociale più equo e sostenibile per tutto il Paese. [Agenzia Infomundi – Infocoopera]
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Marocco: ferrovie, nuove carte-sconto per persone con disabilità
Rabat, 05 feb. – È entrata in vigore in Marocco la carta-sconto per le persone con disabilità, che consente ai titolari e agli accompagnatori di persone non vedenti o ipovedenti di beneficiare di una riduzione del 50% sui biglietti dei treni dell’Office national des chemins de fer (Oncf). Lo ha annunciato il Segretariato di Stato all’Integrazione sociale.
La misura nasce dall’accordo di partenariato siglato il 2 dicembre tra il ministero della Solidarietà, dell’Integrazione sociale e della Famiglia, il Segretariato di Stato all’Integrazione sociale e l’Oncf.
Secondo il comunicato, tramite la piattaforma online Idmaj sono state presentate oltre 5.000 domande per la carta; 3.220 tessere sono state già elaborate e stampate, mentre 2.027 sono state consegnate ai centri di assistenza alle persone con disabilità per la distribuzione ai beneficiari nei vari dipartimenti del Regno.
I soggetti interessati possono richiedere la carta direttamente sulla piattaforma Idmaj. L’iniziativa si inserisce negli sforzi governativi per facilitare l’accesso ai servizi, promuovere equità e pari opportunità e favorire l’integrazione sociale delle persone con disabilità, in linea con le direttive reali di re Mohammed VI. [Agenzia Infomundi – Infocoopera]
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Zimbabwe: le inondazione continuano a mietere vittime
Harare, 04 feb. – Sono salite ad almeno 118 le persone morte e a 61 quelle rimaste ferite in Zimbabwe dall’inizio della stagione delle piogge, secondo l’ultimo rapporto sulla situazione diffuso ieri dal Dipartimento di protezione civile (Dcp).
Nel documento, l’agenzia riferisce che negli ultimi sette giorni si sono registrati altri nove decessi, portando il bilancio complessivo a 118 vittime, rispetto alle 109 segnalate la settimana precedente. Le morti più recenti sono state attribuite principalmente ad annegamenti e al crollo di miniere causato dalle forti precipitazioni.
Le piogge hanno colpito finora 8.295 nuclei familiari e provocato danni a 334 abitazioni, 236 scuole, 15 strutture sanitarie e 21 ponti in tutto il Paese, secondo il Dcp, che ha inoltre segnalato almeno 12 episodi di persone rimaste isolate a causa dell’innalzamento delle acque.
Il dipartimento ha aggiunto che le principali autostrade e arterie stradali, sia in aree urbane sia rurali, risultano gravemente danneggiate, con alcuni tratti impraticabili e bisognosi di interventi di ripristino.
In Zimbabwe la stagione delle piogge si estende in genere da ottobre a marzo ed è caratterizzata da precipitazioni intense e temporali che ogni anno causano allagamenti e danni alle infrastrutture. [Agenzia Infomundi – Infocoopera]
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Sudafrica: collaborazione con Oms per lotta a malattie neglette
Johannesburg, 03 feb. – Al via in Sudafrica una collaborazione tra l’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) e le autorità sanitarie del Paese per rafforzare la risposta alle malattie tropicali neglette (Ntd), lanciando un’iniziativa di rafforzamento delle competenze mirata a migliorare diagnosi, trattamento e programmi di somministrazione di massa di farmaci. Lo si apprende da una nota dell'Oms.
La cooperazione è stata avviata con un workshop integrato di tre giorni sulla gestione clinica della lebbra e sulla somministrazione di massa, svoltosi a Tzaneen, nella provincia di Limpopo, dal 26 al 28 gennaio. Secondo l’Oms, l’iniziativa sostiene l’allineamento del Sudafrica alla tabella di marcia dell’Oms sulle Ntd 2021–2030 e all’obiettivo di sviluppo sostenibile che prevede la fine delle epidemie di queste malattie.
Pur restando rara nel Paese, la lebbra continua a registrare casi sporadici, rendendo necessarie vigilanza clinica costante e diagnosi precoce. Parallelamente, schistosomiasi ed elmintiasi trasmesse dal suolo restano endemiche in diverse province, colpendo in modo sproporzionato bambini in età scolare e comunità con accesso limitato ai servizi.
Il funzionario medico dell’Oms Dhruv Pandey ha evidenziato l’importanza di un impegno continuativo, sottolineando che l’integrazione della somministrazione di massa nelle piattaforme sanitarie esistenti è essenziale per raggiungere in modo efficace le comunità vulnerabili. Un rappresentante del Dipartimento nazionale della sanità, Patrick Hlungwani, ha posto l’accento sul rafforzamento della sorveglianza e sul coordinamento multisettoriale per garantire il successo delle campagne.
Con il Paese che si prepara ad ampliare i programmi di somministrazione di massa utilizzando medicinali donati dall’Oms, la preparazione a livello nazionale e provinciale è diventata una priorità. Il workshop ha riguardato il miglioramento delle capacità diagnostiche e di gestione dei casi di lebbra, il rafforzamento dei percorsi di riferimento, la riduzione dello stigma e la pianificazione operativa per campagne sicure ed efficaci.
All’iniziativa hanno partecipato 70 professionisti sanitari, tra clinici, farmacisti, operatori di sanità ambientale, responsabili di programma e funzionari delle amministrazioni sanitarie provinciali e distrettuali. Il supporto tecnico è stato fornito da specialisti dell’Oms, dal Dipartimento nazionale della sanità, da partner accademici, da The Leprosy Mission South Africa e dal National Institute for Communicable Diseases. [Agenzia Infomundi – Infocoopera]
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Uganda: rifugiati, il sistema sta per collassare, servono fondi
Kampala, 02 feb. – Il Paese più accogliente d'Africa, e del mondo se guardiamo al numero di persone rifugiate, sta affrontando seri problemi a finanziare questa sua capacità di accoglienza: una grave carenza di servizi essenziali sta colpendo oltre un milione di rifugiati che vivono attualmente in Uganda, dove diverse organizzazioni umanitarie hanno dovuto ridurre drasticamente le loro operazioni a causa di un ampio taglio ai finanziamenti.
L'Uganda ospita oggi circa due milioni di rifugiati.
Lo rivela l'International rescue committee, secondo cui in molti non hanno più accesso ad assistenza sanitaria, all'istruzione e all'assistenza alimentare. L'Irc ha definito “il sistema sanitario per i rifugiati in Uganda” come “sull'orlo del collasso”, motivando così la chiusura di servizi essenziali e vitali.
“Siamo all'inizio dell'anno ma con i tagli dell'anno scorso e con appena il 6% dei finanziamenti necessari garantiti per il 2206, quasi due milioni di rifugiati rischiano di perdere l'accesso ai servizi sanitari e nutrizionali di base” ha detto a The east african Elijah Okeyo, direttore nazionale dell'Irc in Uganda, secondo cui i tagli sono particolarmente problematici per insediamenti quali Bidibidi, Imvepi, Rhino camp, Palabek e Kyrandongo, che ospitano complessivamente 735.500 rifugiati. Secondo l'Agenzia delle Nazioni unite per i rifugiati (Unhcr) ogni rifugiato in Uganda deve sostenere una spesa di circa 16 dollari al mese per soddisfare le proprie esigenze ma, attualmente, la stessa Unhcr non è in grado di fornire assistenza per più di 5 dollari a rifugiato.
Il modello ugandese di accoglienza è uno dei più virtuosi al mondo ed è apprezzato molto anche dai partner internazionali del Paese africano, che mette in campo politiche di accoglienza progressiste, come l'offerta di terre gratuite per aiutare i rifugiati a prodursi il loro cibo e diventare sostenibili, integrate da aiuti economici adeguati. Il modello tuttavia è oggi a rischio: l'aumento globale della richiesta di aiuti umanitari, dal 2022 ad oggi, ha visto una risposta contraria da parte dei donatori internazionali, con una costante diminuzione dei finanziamenti destinati ai rifugiati. I servizi sanitari sono quelli tra i più colpiti: secondo l'Irc sono state segnalate, nell'arco del 2025, sei epidemie negli insediamenti di rifugiati in Uganda e la carenza di forniture mediche e farmaci colpisce ormai il 30% di loro in modo grave e persistente, con strutture sanitarie intere costrette a chiudere. Una crisi aggravata dall'aumento di problemi collaterali, come la malnutrizione: nelle 14 diverse aree di accoglienza dei rifugiati, in Uganda, i tassi di malnutrizione sono aumentati dal 5,4% al 7,8% nel giro di nemmeno un anno e oggi migliaia di bambini e persone fragili sono esposte a un rischio maggiore di malattie, danni allo sviluppo e morte.
Sfide che si sommano alla mission principale dei vari operatori ed enti, locali e non, che si occupano di assistere l'enorme popolazione di rifugiati in Uganda, ovverosia l'accoglienza: i continui arrivi dalle zone di conflitto, soprattutto da Repubblica democratica del Congo (Rdc) e Sud Sudan, e la lenta transizione delle cliniche gestite dagli enti umanitari al sistema sanitario ugandese stanno rendendo ancor più difficoltosa la gestione di questo momento critico per l'accoglienza. [Agenzia Infomundi – Infocoopera]
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