Sviluppo e cooperazione
Giordania: lanciato piano strategico per l’istruzione
Amman, 05 mar. – Il ministero dell’Istruzione della Giordania ha presentato ieri in collaborazione con l’ufficio dell’Unesco ad Amman il Piano strategico per l’istruzione 2026-2030, un passaggio fondamentale per il rafforzamento del capitale umano e la riforma del sistema scolastico del Paese.
Come riportato dall'agenzia di stampa ufficiale Petra, il documento è stato elaborato seguendo le metodologie dell'Istituto internazionale per la pianificazione dell'educazione dell'Unesco, partendo da un'analisi globale condotta nel marzo 2025 che ha interessato ogni livello d’insegnamento, dalla prima infanzia all'università.
Secondo quel che viene reso noto, il nuovo piano si inserisce nella Visione di modernizzazione economica della Giordania, ponendo l'istruzione al centro della crescita nazionale per raggiungere gli obiettivi di sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite relativi a un'educazione equa e inclusiva. Tra le priorità indicate dalla strategia figurano il rafforzamento dell'apprendimento di base, la trasformazione digitale, la formazione professionale dei docenti e l’integrazione di pratiche scolastiche orientate alla sostenibilità ambientale e alla risposta ai cambiamenti climatici.
La strategia si articola su quattro aree principali, con un'attenzione particolare all'educazione della prima infanzia come pilastro dello sviluppo a lungo termine e alla formazione tecnica e professionale per rispondere alle attuali esigenze del mercato del lavoro e aumentare la competitività del Paese. [Agenzia Infomundi – Infocoopera]
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Africa: alla Farnesina l’apertura di Iabw 2026
Roma, 04 mar. – Si svolgerà oggi alla Farnesina l’apertura della 9ª edizione dell’Italia Africa Business Week (Iabw). Prevista anche la partecipazione del ministro degli Affari Esteri Antonio Tajani, e del vice ministro, Edmondo Cirielli.
L’evento - si legge in una nota - rappresenta “un appuntamento annuale di riferimento” per imprenditori ed imprenditrici, investitori, istituzioni e rappresentanti della società civile italiana e africana attive nel settore della cooperazione internazionale e dello sviluppo sostenibile.
Sono attese delegazioni imprenditoriali e istituzionali da diversi Paesi africani, tra cui Nigeria, Senegal, Costa d’Avorio, Etiopia, Libia, Mali, Burkina Faso, Gambia, Egitto, Tunisia, Benin e Camerun, con aziende e operatori interessati a partnership industriali, commerciali e di investimento.
Dopo la giornata inaugurale, Iabw andrà avanti domani e venerdì al Centro Congressi di Villa Aurelia a Roma. [Agenzia Infomundi – Infocoopera]
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Sudan: allerta dengue nello Stato Settentrionale
Khartoum, 03 mar. – Il ministero della Salute dello Stato Settentrionale del Sudan ha confermato la rilevazione di cinque nuovi casi di febbre dengue, portando il bilancio complessivo delle infezioni a 116 dall'inizio dell'epidemia.
Nonostante non si registrino decessi, le autorità locali hanno espresso forte preoccupazione per il potenziale aumento dei contagi, in particolare nelle aree agricole e nei distretti irrigui della località di Merowe.
Il Centro per le operazioni di emergenza, guidato dal direttore generale Satti Hassan Satti, ha individuato i nuovi focolai nelle zone di Al-Gureiba, Al-Aliab, Al-Basa e Goz Garafi.
In risposta, è stata lanciata la campagna "con l'essiccazione, la febbre si ferma", volta a eliminare i siti di riproduzione della zanzara Aedes aegypti. Le misure messe in campo includono ispezioni domiciliari, indagini entomologiche, seminari di educazione sanitaria e il rafforzamento della sorveglianza epidemiologica su tutto il territorio statale. [Agenzia Infomundi – Infocoopera]
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Senegal: a marzo il Congresso delle aree marine protette
Dakar, 23 feb. – Il sesto Congresso internazionale delle aree marine protette si terrà a Dakar dal 22 al 27 marzo 2027, come annunciato dal ministero dell'Ambiente e dello Sviluppo sostenibile del Senegal. L'evento rappresenta il più importante raduno mondiale per gli attori della conservazione marina e viene organizzato ogni quattro anni per condividere buone pratiche e strategie di gestione degli ecosistemi costieri.
Il direttore delle Aree marine protette comunitarie, Momar Sow, ha sottolineato come i progressi compiuti dal Paese dal 2012 a oggi abbiano convinto la comunità internazionale a scegliere la capitale senegalese come sede dell'incontro. Lo Stato è passato dalle sette aree iniziali alle attuali 17, con una diciottesima zona in fase di allestimento nel settore occidentale del Paese. Questi sforzi mirano a tutelare la biodiversità e a garantire una gestione efficace delle risorse naturali lungo il litorale.
Il congresso riunirà delegati nazionali, regionali e internazionali impegnati nella protezione dei mari, offrendo una piattaforma di confronto su come rafforzare la resilienza degli ecosistemi marini. Il colonnello Sow ha rivolto un appello a tutte le parti interessate affinché si mobilitino collettivamente per assicurare il successo di questo appuntamento globale, considerato fondamentale per la salute degli oceani.
L'iniziativa si inserisce in un quadro di cooperazione scientifica che vede il Senegal protagonista nella protezione delle specie a rischio e nella lotta al degrado delle coste. Il ministro dell'Ambiente ha ribadito che l'obiettivo dell'incontro di Dakar sarà quello di trasformare le esperienze di successo in modelli replicabili a livello mondiale, consolidando il ruolo guida del Paese nella conservazione ambientale in Africa. [Agenzia Infomundi – Infocoopera]
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Ciad:Onu, Ue, governo lanciano programma integrazione rifugiati
N'Djamena, 19 feb. – L'Alto commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati, in collaborazione con l'Unione europea e le autorità del Ciad, ha lanciato ieri un nuovo programma per favorire l'integrazione sostenibile dei rifugiati nel sud del Paese. L'iniziativa mira a superare la logica dell'assistenza emergenziale per promuovere l'autosufficienza economica e sociale di migliaia di persone sfollate, integrando i servizi di base all'interno delle strutture nazionali dello Stato ciadiano.
Il progetto si concentra sul rafforzamento delle infrastrutture scolastiche e sanitarie nelle comunità ospitanti, permettendo sia ai rifugiati sia alla popolazione locale di accedere a servizi di qualità superiore. Attraverso un investimento congiunto tra il Fondo monetario internazionale e i partner europei, verranno stanziati fondi per la formazione professionale e l'avvio di microimprese, con l'obiettivo di ridurre la dipendenza dagli aiuti umanitari internazionali.
Secondo i dati diffusi dal Alto commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati, il Ciad ospita attualmente oltre un milione di persone in cerca di asilo, rendendo necessario un cambio di paradigma nella gestione delle crisi migratorie. Il ministro degli Esteri ha sottolineato che l'integrazione non rappresenta solo un dovere umanitario, ma un'opportunità di sviluppo per le province meridionali, dove la manodopera e le competenze dei rifugiati possono contribuire alla crescita del prodotto interno lordo locale.
Il programma prevede inoltre misure specifiche per la tutela dei diritti dei minori e delle donne, facilitando l'ottenimento di documenti di identità e permessi di lavoro temporanei. Tale approccio, definito "soluzione durevole", punta a stabilizzare la regione del bacino del Ciad, mitigando le tensioni sociali e favorendo una coesistenza pacifica tra le diverse comunità in un Paese che continua a dimostrare una solidarietà esemplare nonostante le limitate risorse finanziarie. [Agenzia Infomundi – Infocoopera]
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Rd Congo: vittime guerra, Ue stanzia 81 mln di euro
Kinshasa, 18 feb. – L'Unione europea ha annunciato lo stanziamento di un nuovo pacchetto di aiuti umanitari per un valore di 81 milioni di euro destinato a sostenere le vittime del conflitto nella parte orientale della Repubblica democratica del Congo. La decisione, comunicata dalla Commissione europea, mira a fronteggiare l'aggravarsi della crisi umanitaria in un'area dello Stato devastata dagli scontri tra l'esercito e i gruppi ribelli.
Il finanziamento è stato presentato dal commissario per la Gestione delle crisi, Janez Lenarcic, il quale ha sottolineato come la situazione nel Paese africano abbia raggiunto livelli critici di sofferenza per la popolazione civile. Le risorse verranno impiegate per fornire assistenza medica d'urgenza, cibo, acqua potabile e servizi igienico-sanitari, oltre a garantire protezione ai profughi e agli sfollati interni che hanno abbandonato le proprie abitazioni a causa delle violenze.
L'impegno di Bruxelles si inserisce in un contesto di estrema precarietà, dove si stima che milioni di persone necessitino di assistenza immediata. La Commissione ha inoltre ribadito l'importanza del rispetto del diritto internazionale umanitario da parte di tutte le fazioni coinvolte nel conflitto, chiedendo corridoi sicuri per permettere alle organizzazioni di soccorso di operare senza impedimenti. Oltre ai fondi diretti, l'Ue continuerà a sostenere i ponti aerei umanitari per trasportare forniture essenziali nelle zone più isolate del Paese, dove i collegamenti terrestri sono interrotti o troppo pericolosi.
Il sostegno economico annunciato vuole essere, secondo i vertici di Bruxelles, una risposta alla drammatica escalation dei combattimenti che sta destabilizzando l'intera regione dei Grandi Laghi. Secondo i dati forniti dalle Nazioni Unite, il numero di persone in stato di insicurezza alimentare ha raggiunto cifre record, rendendo vitale l'apporto di partner internazionali per evitare una catastrofe di proporzioni ancora maggiori nel Paese. Le autorità locali sono state sollecitate a collaborare strettamente con le agenzie internazionali per assicurare che gli aiuti raggiungano le fasce più vulnerabili della società. [Agenzia Infomundi – Infocoopera]
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Madagascar: la catena degli aiuti al lavoro dopo il ciclone
Antananarivo, 13 feb. – Un vasto slancio di cooperazione si è attivato per aiutare le vittime dei danni del ciclone Gezani sulla costa orientale e Tamatave, dove il bilancio dei morti è salito a 38.
Le immagini di quartieri allagati, case distrutte e famiglie sfollate hanno profondamente colpito l'opinione pubblica, riporta la stampa locale. L'appello d'aiuto delle autorità ha rapidamente trovato un pubblico ricettivo. Anche personalità politiche influenti, tra cui gli ex presidenti Marc Ravalomanana e Andry Rajoelina, hanno diffuso questo appello, amplificando ulteriormente la mobilitazione. Nella capitale, la risposta è stata rapida. Gli abitanti di Toamasina hanno allestito un punto di raccolta donazioni ad Anosy, che nel giro di poche ore è diventato un luogo di ritrovo e un centro di solidarietà. Vestiti, cibo, prodotti per l'igiene e contributi finanziari sono stati inviati in massa per aiutare le persone colpite. Il Comune di Antananarivo, da parte sua, ha allestito un altro punto di raccolta di fronte al Municipio di Analakely, invitando i residenti della capitale a partecipare a questo sforzo nazionale. Gli appelli si susseguono via messaggi whatsapp in una lunga catena nazionale e internazionale.
Gli operatori telefonici, in coordinamento con l'Ufficio Nazionale per la Gestione dei Rischi e dei Disastri, hanno lanciato linee dedicate per il trasferimento di denaro tramite dispositivi mobili. Anche la diaspora malgascia è attivamente coinvolta. All'estero sono state lanciate diverse campagne di raccolta fondi online, in particolare attraverso piattaforme come Leetchi.
A Réunion si stanno organizzando interventi diffusi. Diverse associazioni organizzeranno questo sabato un evento di solidarietà.
L'Organizzazione mondiale della sanità (Oms) ha stanziato 250.000 euro per sostenere le risposte di emergenza . Il sistema delle Nazioni Unite ha stanziato un totale di 5 milioni di dollari attraverso il Fondo Centrale di Risposta alle Emergenze (Cerf), finanziato dai contributi dei partner internazionali. Di questa somma, 2 milioni di dollari sono destinati a rispondere alle conseguenze del ciclone Fytia, mentre i restanti 3 milioni di dollari sono stati mobilitati per azioni preventive prima dell'arrivo del ciclone Gezani. Anche la Federazione internazionale delle Società di Croce Rossa e Mezzaluna Rossa ha annunciato un contributo di un milione di dollari.
Mentre promesse e donazioni continuano ad arrivare, una questione rimane centrale, sottolinea il Madagascar Tribune: la trasparenza nella gestione di questi fondi e l'efficacia del loro impiego sul campo. [Agenzia Infomundi – Infocoopera]
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Madagascar: ciclone Gezani, primo bilancio vittime
Antananarivo, 11 feb. –
È di nove morti il primo bilancio ufficiale del passaggio del ciclone tropicale intenso Gezani sulla costa orientale del Madagascar, secondo i dati diffusi dal Bureau national de gestion des risques et catastrophes (Bngrc) che precisa che le vittime sono decedute a causa del crollo di abitazioni nella zona di impatto.
Il ciclone si è abbattuto ieri alle 19:30 ora locale direttamente su Tamatave, seconda città del Paese e principale porto commerciale. Secondole testimonianze raccolte da Radio France Internationale (Rfi), le piogge torrenziali e le raffiche di vento, con punte tra 200 e 270 chilometri orari, hanno devastato la città. “È il caos totale, il 90% dei tetti delle case è stato spazzato via, in tutto o in parte”, ha dichiarato all’emittente Rija Randrinarisoa, responsabile del dipartimento gestione rischi e catastrofi di Action contre la faim, impegnato nelle prime valutazioni sul campo.
La rete elettrica è completamente interrotta dalle 15 ora locale di ieri e le telecomunicazioni risultano fortemente perturbate, mentre le strade sono impraticabili per alberi abbattuti e detriti. Nella notte, sempre secondo Rfi, il Bngrc è stato sommerso da richieste di aiuto e numerosi residenti hanno lanciato appelli sui social, segnalando di essere bloccati dall’innalzamento delle acque. La città non registrava un ciclone di tale intensità dal 2012.
Nelle ore successive Gezani è stato declassato a forte tempesta tropicale e si è spostato verso ovest, avvicinandosi ad Antananarivo. Le piogge intense sulla capitale fanno temere frane e nuove inondazioni, in particolare nelle aree attraversate dai fiumi. Tre regioni restano in allerta rossa e nelle cinque regioni colpite le attività sono sospese e le scuole chiuse.
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Somalia: Italia finanzia progetto per economia blu in Puntland
Mogadiscio, 10 feb. – Una missione diplomatica guidata dall’ambasciatore d'Italia in Somalia, Pier Mario Daccò, ha inaugurato nei giorni scorsi a Garowe un'iniziativa strategica da 4,5 milioni di euro per lo sviluppo dell'economia blu e della pesca sostenibile nel Puntland. Il progetto, finanziato dalla Cooperazione Italiana e attuato dall'Organizzazione delle Nazioni Unite per lo Sviluppo Industriale (Unido), punta a trasformare il settore ittico locale in un sistema imprenditoriale moderno attraverso la creazione di infrastrutture e il rafforzamento delle competenze tecniche.
L’intervento si focalizzerà sulla città di Bosaso, dove sarà realizzato un Centro servizi comune per la conservazione e la lavorazione del pescato gestito da cooperative locali. Secondo quanto riferito dall'Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo (Aics), l'iniziativa coinvolgerà oltre 370 operatori della filiera, con una quota riservata di 100 posti per l'imprenditoria femminile. Parallelamente, verrà istituita una piattaforma permanente di dialogo sull'economia blu per favorire l'innovazione e l'accesso ai mercati internazionali.
L’ambasciatore Daccò ha sottolineato che il modello operativo si avvarrà dell'esperienza di Federpesca per trasferire gli standard di qualità del Mediterraneo ai produttori somali, mentre Unido Itpo Italia faciliterà il contatto con gli investitori europei.
La visita, che rappresenta il primo impegno ufficiale di Aics fuori dalla capitale Mogadiscio, è stata anche l'occasione per presentare i risultati del nuovo censimento di Garowe, realizzato dalla Società Geografica Italiana con il sostegno di Roma per ottimizzare la gestione amministrativa e l'erogazione dei servizi nella regione. [Agenzia Infomundi – Infocoopera]
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Mauritania: accordo tra il parlamento e l'Unicef
Nouakchott, 06 feb. – L'Assemblea nazionale della Mauritania e la rappresentanza dell'Unicef hanno siglato a Nouakchott un protocollo d'intesa strategico per rafforzare la tutela dei diritti dell'infanzia attraverso azioni legislative e una migliore governance finanziaria. L'accordo, firmato presso la sede del Parlamento l'altro ieri, mira a integrare le necessità dei più piccoli nelle politiche pubbliche e nei processi di bilancio del Paese.
Come riportato dal portale Cridem, il documento è stato sottoscritto dal primo vicepresidente dell'Assemblea nazionale, Sydney Dramane Sokhona, e dal rappresentante dell'Unicef in Mauritania, Kebir Mdarhri Alaoui. La partnership si concentra sulla creazione di un quadro di cooperazione che permetta ai parlamentari di vigilare con maggiore efficacia sull'allocazione delle risorse destinate ai settori sociali, garantendo che i diritti dei minori siano una priorità nell'agenda politica nazionale.
Attraverso questo partenariato, l'Unicef si impegna a fornire assistenza tecnica e competenze per supportare i parlamentari nella loro funzione di controllo e nella promozione di iniziative a favore dell'infanzia. L'obiettivo comune è quello di garantire che ogni decisione politica ed economica tenga conto del benessere dei minori, contribuendo così a uno sviluppo sociale più equo e sostenibile per tutto il Paese. [Agenzia Infomundi – Infocoopera]
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