Cronaca
Africa: nasce il podcast sulla salute pubblica africana
Addis Abeba, 24 mar. – Il Centro africano per il controllo e la prevenzione delle malattie (Africa Cdc) ha lanciato il “Africa Public Health Podcast”, una nuova piattaforma pensata per dare voce agli esperti africani, promuovere l’informazione scientifica e combattere la disinformazione in materia di salute pubblica.
“Crediamo nel potere del racconto per ispirare fiducia e promuovere l’azione”, ha dichiarato Margaret Muigai-Edwin, direttrice della Comunicazione e dell’Informazione pubblica di Africa Cdc citata dall'agenzia Ena. “Questo podcast offre all’Africa il proprio microfono, uno spazio dove esperti, operatori sanitari in prima linea e comunità possono definire la narrazione sulla salute pubblica nel continente”.
Il podcast propone interviste con esperti, testimonianze dal campo e soluzioni guidate dalle comunità, mettendo in luce le strategie africane per la sicurezza sanitaria e l’innovazione. I temi trattati spaziano dalla genomica dei patogeni alla preparazione alle pandemie, dalla sanità digitale al coinvolgimento comunitario, fino alla formazione e al rafforzamento delle capacità locali.
L’episodio inaugurale, intitolato “The Power of Genomics in Disease Control”, vede protagonista Sofonias Tessema, responsabile del programma di genomica dei patogeni presso Africa Cdc, intervistato dalla conduttrice Andisiwe Michelle May. L’episodio esplora il ruolo delle tecnologie genomiche nella rilevazione delle epidemie, con esempi concreti di sequenziamento virale in oltre 40 Paesi africani e l’uso dell’intelligenza artificiale per monitorare malattie come malaria, Ebola e colera.
“Vogliamo rendere comprensibili temi complessi di salute pubblica e avvicinarli alla vita quotidiana delle persone”, ha aggiunto Muigai-Edwin. “Questo podcast è parte del nostro impegno più ampio a costruire un continente informato e consapevole sul piano sanitario”. [Agenzia Infomundi – Infocoopera]
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Africa: imprenditori immigrati, un motore solido di crescita
Roma, 20 mar. – L’imprenditoria immigrata, Africa in testa, si conferma un pilastro dinamico dell’economia italiana. Lo evidenzia il Rapporto Immigrazione e Imprenditoria 2024, realizzato dal Centro Studi e Ricerche Idos, in collaborazione con Cna, e presentato oggi a Roma presso la Sala conferenze David Sassoli di Esperienza Europa.
Secondo il rapporto, nel 2024 le imprese guidate da immigrati in Italia hanno raggiunto quota 659.709, registrando una crescita del 32,7% negli ultimi dieci anni. Questo dato è particolarmente significativo se confrontato con l’andamento generale dell’imprenditoria italiana, che nello stesso periodo ha subito un calo dell’1,7%.
La maggior parte delle imprese immigrate (73%) continua a essere costituita da ditte individuali, ma si osserva un’evoluzione strutturale importante: le società di capitale sono aumentate del 160% nell’ultimo decennio, segnalando una crescente solidità finanziaria e competitività.
L'imprenditoria immigrata ha poi saputo diversificarsi oltre i settori tradizionali del commercio e dell’edilizia. Tra il 2013 e il 2023, si sono registrati forti incrementi nei settori dell’alloggio e ristorazione (+57,6%), dei servizi alla persona (+101,6%), delle attività scientifiche e tecniche (+56%) e della sanità e assistenza sociale (+77,6%).
Se Lombardia, Emilia-Romagna e Veneto restano le regioni con il maggior numero di imprese immigrate, il Mezzogiorno si distingue per un’accelerazione del fenomeno. In particolare, tra il 2013 e il 2023, la crescita dell’imprenditoria immigrata è stata del 72,8% in Campania e del 33,8% in Puglia. Roma e Milano continuano a essere i poli principali, ma Napoli e Caserta emergono come nuovi centri imprenditoriali di rilievo.
Uno dei dati più rilevanti del Rapporto 2024 riguarda la crescita delle imprese guidate da donne immigrate, aumentate del 37,8% negli ultimi dieci anni. Un trend che spicca se paragonato al calo del 7,3% registrato per le imprese femminili italiane nello stesso arco di tempo.
I titolari di imprese immigrate provengono da una vasta gamma di Paesi, ma c'è il continente africano in cima alla classifica: la prima nazionalità rappresentata nel 2024 per quanto riguarda le imprese individuali resta il Marocco, seguito dalla Romania, e dalla Cina. Parallelamente, però, stanno emergendo nuovi attori. Le comunità di Pakistan (+130,7%), Bangladesh (+47,3%) ed Egitto (+40%) sono quelle che registrano gli incrementi più rilevanti.
In un contesto di crisi demografica e sfide globali, il rapporto conferma come l’imprenditoria migrante non solo resista alle difficoltà, ma contribuisca attivamente all’innovazione e alla crescita economica dell’Italia. [Agenzia Infomundi – Infocoopera]
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Sud Sudan: a rischio povertà universale, rapporto
Juba, 17 mar. – Il Sud Sudan potrebbe affrontare una povertà universale nel 2025 a causa di una combinazione di fattori, tra cui il calo della produzione petrolifera e shock esterni. L'allarme è stato lanciato dalla Banca mondiale in un rapporto pubblicato ieri. Il documento, intitolato South Sudan Economic Monitor, evidenzia che oltre tre quarti della popolazione sudsudanese (76%) vivevano al di sotto della soglia di povertà nazionale nel 2022, con un aumento di 7 punti percentuali rispetto al 2015.
Durante la presentazione del rapporto a Juba, il responsabile della Banca mondiale per il Sud Sudan, Charles Undeland, ha spiegato che l'aggravarsi della povertà è il risultato di anni di declino economico dovuti alla riduzione della produzione petrolifera causata dalla guerra in corso nel vicino Sudan, dalla pandemia di Covid-19 e dagli effetti indiretti della guerra in Ucraina. "L'inflazione è altissima, ha raggiunto il 139% nell'agosto 2024, erodendo naturalmente il potere d'acquisto di tutti i sudsudanesi", ha dichiarato Undeland ripreso dai media locali, aggiungendo che anni di inondazioni hanno ulteriormente danneggiato l'economia.
Secondo il rapporto, il livello di deprivazione estrema – definito come la quota di famiglie incapaci di permettersi anche i beni alimentari essenziali – è aumentato di 4 punti percentuali, passando dal 70% nel 2022 all’84% nel 2023 e al 92% nel 2024. Undeland ha sottolineato che le prospettive economiche del Sud Sudan dipendono dal pieno ripristino della pace e della stabilità attraverso l'attuazione completa dell'Accordo di pace rivitalizzato del 2018.
Il ministro sudsudanese delle Finanze e della Pianificazione, Marial Dongrin Ater, ha osservato che, dalla firma dell’accordo, il governo ha avviato riforme per migliorare le condizioni macroeconomiche e rafforzare la gestione delle finanze pubbliche. "Riconoscendo la vulnerabilità dovuta alla nostra forte dipendenza dalle entrate petrolifere, abbiamo adottato misure concrete per diversificare la nostra economia. Queste includono il sostegno all’agricoltura, il miglioramento della facilitazione degli scambi commerciali e la promozione degli investimenti in infrastrutture critiche, come previsto nel bilancio 2024/2025", ha aggiunto. [Agenzia Infomundi – Infocoopera]
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Ruanda: conflitto in Rdc, la Germania sospende la cooperazione
Kigali, 05 mar. – Il governo tedesco ha deciso di sospendere gli aiuti allo sviluppo destinati al Ruanda, motivando questa decisione come una risposta al ruolo ruandese nel conflitto nell'est della Repubblica democratica del Congo (Rdc). Lo si apprende da un comunicato ufficiale del governo tedesco.
"In coordinamento con i partner, la Germania limiterà ulteriormente la cooperazione bilaterale con il Ruanda" si legge nel comunicato diffuso ieri, in cui si precisa che Berlino aveva già avvisato Kigali della decisione, esortando il governo del Paese africano a ritirare qualsiasi sostegno al gruppo ribelle M23. Secondo il ministero dello Sviluppo tedesco, l'ultima tranche di aiuti promessi al Ruanda fu pagata nell'ottobre 2022, per un importo pari a 93,6 milioni di euro e riguardante il periodo 2022-2024.
In risposta alla sospensione degli aiuti, il Ruanda ha criticato la decisione tedesca, definendola una "politicizzazione" della sua cooperazione allo sviluppo, parlando di “mossa controproducente e dannosa” per la stabilità regionale. In una dichiarazione ufficiale, il governo di Kigali ha detto che la Germania con tale decisione contraddice le proprie posizioni di sostegno al processo africano per risolvere il conflitto in corso nella parte orientale della Rdc e accusa la Germania, e chi come lei ha deciso o sta decidendo di sospendere i progetti di cooperazione, che hanno una “responsabilità storica” per la ricorrente instabilità nella regione dei Grandi laghi africani, aggiungendo che “dovrebbero sapere che è meglio non applicare misure coercitive unilaterali”.
In coda al comunicato, Kigali ha ribadito la sua posizione spiegando di voler “continuare a proteggere” la propria sicurezza nazionale. [Agenzia Infomundi – Infocoopera]
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Uganda: Aics inaugura a Kampala la decima sede nel continente
Roma, 03 mar. – L'Agenzia italiana per la cooperazione allo sviluppo (Aics) ha inaugurato a Kampala, in Uganda, la sua decima sede nel continente africano, la ventesima nel mondo. Il nuovo ufficio sarà competente su Uganda, Ruanda e Burundi.
Insieme alla recente apertura della sede di Abidjan, in Costa d'Avorio, questa inaugurazione "rappresenta il frutto del rilancio della cooperazione italiana in Africa, sancito dal Piano Mattei", fa sapere l'agenzia tramite i propri canali. L’Uganda diventa anche un Paese prioritario per la cooperazione italiana con il nuovo Documento triennale di programmazione: una delle 15 new entry africane.
L’inaugurazione ha chiuso la missione di sistema guidata dal ministero degli Esteri e della Cooperazione internazionale con Cassa Depositi e Prestiti e rappresentanti dei partner di cooperazione.
La missione guidata dal direttore di Aisc Marco Riccardo Rusconi ha visitato, tra le altre cose, l’Ospedale di Lacor, sostenuto dalla Fondazione Corti, una realtà presente nel nord dell'Uganda dagli anni ‘50 e da allora riferimento fondamentale per la popolazione locale. [Agenzia Infomundi – Infocoopera]
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Etiopia: salute, la Banca mondiale sovvenziona progetto
Addis Abeba, 28 feb. – L'Etiopia e la Banca mondiale hanno firmato un accordo di sovvenzione di 60 milioni di dollari per sostenere l'attuazione del progetto Inspirer che promuoverà sistemi innovativi per la salute di donne e ragazze. Lo rende noto l'agenzia di stampa etiope Ena.
Inspirer è in linea con il Piano di investimento per lo sviluppo del settore sanitario dell'Etiopia, che dà priorità al rafforzamento dei sistemi sanitari attraverso la resilienza climatica, le soluzioni digitali e gli interventi di equità per migliorare i risultati sanitari di donne e ragazze.
Il progetto si rivolge alle popolazioni vulnerabili nelle aree colpite dal clima e dai conflitti. Di conseguenza, il progetto beneficerà direttamente 15 milioni di donne e ragazze in regioni soggette a siccità come Afar, Somali e Gambella, rafforzando al contempo i sistemi sanitari a livello nazionale.
L'accordo è stato firmato virtualmenteda Ahmed Shide, ministro delle Finanze in rappresentanza del Governo etiope, e da Maryam Salim, Direttore della Divisione per Etiopia, Eritrea, Sudan e Sud Sudan della Banca Mondiale. [Agenzia Infomundi – Infocoopera]
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Kenya: tutto esaurito per il Festival dei media africani
Nairobi, 26 feb. – Tutto esaurito per il Festival dei media africani, che ha preso il via oggi a Nairobi presso il Museo Nazionale del Kenya. Giunto alla sua terza edizione, l'evento riunisce professionisti dei media, narratori e innovatori da tutto il continente per esplorare le sfide e le opportunità del settore. Il tema di quest'anno, "Colmare le distanze, connettere i futuri dei media", mira a favorire una maggiore collaborazione e rappresentanza nei media africani, incoraggiando al contempo creatività e innovazione.
L'evento, che nelle precedenti edizioni ha visto la partecipazione di oltre 1.300 persone e 120 relatori, si articola in una serie di sessioni, tra cui presentazioni brevi e incisive, workshop interattivi, discussioni aperte e dimostrazioni di tecnologie innovative. Sono previsti anche concerti serali con esibizioni a sorpresa, per unire momenti di intrattenimento e opportunità di networking.
Gli organizzatori hanno sottolineato l’importanza del Festival nel dare visibilità a chi opera dietro le quinte del panorama mediatico africano e contribuisce a ridefinirne la narrazione. Oltre all'evento principale, il Festival dei Media Africani punta a rafforzare l'ecosistema dell'informazione attraverso attività durante tutto l’anno, tra cui forum regionali, workshop e discussioni online. Il programma degli Ambasciatori AMF coinvolgerà figure influenti di diversi Paesi africani per amplificare il messaggio del festival.
Gli organizzatori ribadiscono che l’evento rappresenta più di un semplice incontro professionale: è un'opportunità per costruire una comunità in grado di influenzare le narrazioni sul continente. Con un’attenzione particolare alla rappresentanza dei media indipendenti e delle comunità meno visibili, il festival vuole favorire un confronto aperto tra realtà diverse, ponendo le basi per un settore più inclusivo e connesso a livello regionale e internazionale. [Agenzia Infomundi – Infocoopera]
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Kenya: firmate decine contratti per solare nelle zone rurali
Nairobi, 25 feb. – Il governo keniano ha firmato nel fine settimana 20 contratti del valore complessivo di 10 miliardi di scellini keniani (circa 77,2 milioni di dollari statunitensi) con aziende private per finanziare progetti solari nelle aree rurali meno servite. Come sottolinea la stampa di settore, l’iniziativa rientra nel Kenya Off-Grid Solar Access Project (Kosap), un programma da 150 milioni di dollari sostenuto dalla Banca Mondiale, che prevede la realizzazione di 113 mini-reti solari e l’installazione di 343 impianti solari autonomi per scuole, ospedali e edifici amministrativi.
"Questi contratti dimostrano il nostro impegno a non lasciare nessun keniano indietro nei nostri sforzi per raggiungere l’accesso universale all’elettricità. Sfruttando l’energia solare, offriamo una soluzione sostenibile e conveniente che alimenterà le comunità meno servite, stimolerà la crescita economica e migliorerà le condizioni di vita", ha dichiarato il presidente William Ruto, presente alla firma degli accordi.
Parallelamente al programma Kosap, la società Kenya Power ha annunciato un investimento da un miliardo di scellini per modernizzare le infrastrutture elettriche nell’ovest del Paese. Inoltre, il Last Mile Connectivity Project, finanziato con 27 miliardi di scellini dall’Unione Europea, l’Agenzia Francese di Sviluppo e la Banca Europea per gli Investimenti, prevede di connettere 280.000 nuove abitazioni alla rete nazionale, accelerando l’espansione dell’energia elettrica su tutto il territorio. [Agenzia Infomundi – Infocoopera]
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Zambia: nuovo elicottero per lo Zambia Flying Doctor Service
Lusaka, 14 feb. – Lo Zambia Flying Doctor Service (Zfds) ha raggiunto un traguardo significativo con l’acquisizione di un nuovo elicottero, battezzato 9J-KDK in onore del primo presidente dello Zambia, Kenneth David Kaunda. L’evento di presentazione si è svolto nei distretti di Lusaka e Ndola, segnando un passo importante nella missione della Zfds di potenziare i servizi sanitari salvavita nel Paese.
La Zfds ha espresso profonda gratitudine al presidente Hakainde Hichilema per il sostegno alla ricapitalizzazione dell’organizzazione, nonché ai ministri della Salute, passati e presenti, Sylvia T. Masebo ed Elijah J. Muchima. Tra gli ospiti d’onore, il ministro dei Trasporti e della Logistica, Frank Tayali, e il ministro della Provincia di Copperbelt, Elisha Matambo, hanno presenziato alle cerimonie.
Un ringraziamento speciale è stato rivolto al generale Oscar Msitu Nyoni, comandante della Zambia Air Force (Zaf), per l’ospitalità alla base di Lusaka, e ai leader tradizionali, Capo Nkambo e Capo Chiwala, per il loro sostegno.
Grazie a questa nuova risorsa, la Zfds rafforza il suo impegno nel garantire l’accesso alle cure sanitarie, specialmente nelle aree più remote, confermando l’obiettivo di non lasciare indietro nessuno. [Agenzia Infomundi – Infocoopera]
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Ciad: profughi dal Sudan, quasi 1 mln entro fine 2025
N'Djamena, 11 feb. – Considerati i continui combattimenti in Sudan e il continuo arrivo di nuovi rifugiati e rimpatriati, il governo ciadiano stima che il numero di rifugiati e rimpatriati potrebbe raggiungere quota 973.000 in Ciad entro la fine del 2025.
Dall'inizio del conflitto in Sudan, il 15 aprile 2023, le organizzazioni internazionali di assistenza ai rifugiati e l’organizzazione mondiale delle migrazioni hanno registrato un afflusso di persone costrette a fuggire, tra cui rifugiati sudanesi e rimpatriati ciadiani arrivati spontaneamente in Ciad, attraverso oltre 32 punti di ingresso alla frontiera nel Ciad orientale. Si tratta principalmente delle province di Ouaddai, Sila, Wadi Fira ed Ennedi Est.
Ad oggi, sotto la guida del Governo e dell'Unhcr, il 38% dei rifugiati è stato trasferito da insediamenti spontanei ad ampliamenti di vecchi insediamenti sviluppati, ma anche in siti di nuova costituzione dove beneficiano, come le comunità ospitanti, dei servizi forniti dagli operatori umanitari. Attualmente quasi 750.000 profughi sono stati registrati o sono in corso di registrazione, e si trovano in 37 villaggi di accoglienza.
Gli operatori umanitari stanno supportando il governo ciadiano e le autorità locali nella fornitura di assistenza salvavita e una serie di servizi di protezione sia nei siti spontanei, sia in quelli di espansione e di nuova costituzione. [Agenzia Infomundi – Infocoopera]
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