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Niger: fondi Onu per prevenzione danni inondazioni
Niamey, 28 gen. – Le Nazioni Unite hanno stanziato cinque milioni di dollari per sostenere le attività di prevenzione in vista delle inondazioni previste in alcune regioni del Niger. L’annuncio è stato dato ieri a New York.
Il finanziamento, erogato dall’Ufficio delle Nazioni Unite per il coordinamento degli affari umanitari (Ocha), rientra nel meccanismo di azione anticipatoria, uno strumento pensato per ridurre l’impatto umanitario degli shock climatici prevedibili intervenendo prima che questi si manifestino. In una nota, l’agenzia Onu ha spiegato che l’obiettivo è mitigare le conseguenze delle emergenze legate al clima, agendo in modo preventivo e coordinato.
Secondo l’Ocha, le risorse permetteranno alle organizzazioni umanitarie di lavorare a stretto contatto con il governo nigerino per rafforzare i sistemi di allerta precoce e migliorare il livello di preparazione nelle aree maggiormente esposte al rischio di alluvioni. Il sostegno servirà inoltre a predisporre rifugi di emergenza e a dispiegare unità sanitarie mobili nelle comunità più vulnerabili.
Il Niger è particolarmente esposto al pericolo di inondazioni durante la stagione delle piogge, che va da giugno a settembre. In questo periodo, le precipitazioni intense provocano spesso lo straripamento dei corsi d’acqua, in particolare del fiume Niger e dei suoi affluenti, con gravi conseguenze per la popolazione e le infrastrutture. [Agenzia Infomundi – Infocoopera]
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Africa 2026: Lobasso, un Sistema Italia con la S maiuscola
Roma, 28 gen. – Oggi effettivamente si vedono più missioni di sistema, di un sistema Italia che si sta facendo strada in Africa come non lo faceva prima. E questo, alla luce di riflessioni su un cambiamento di approccio, “di un rapporto maggiormente empatico, di un atteggiamento che si avvicinasse di più a una visione, che partisse da una visione comune e che quindi includesse interculturalmente la maniera di vedere l'argomento, il business, il contratto, la parte doganale, tutto ciò che poteva riguardare il mondo, dei valori che girano intorno al commercio e alla finanza”. Della strategia italiana per l’Africa ha parlato ieri a Roma Fabrizio Lobasso, direttore per il sistema Italia e gli investimenti della Direzione generale crescita ed esportazioni, durante la conferenza Africa 2026, prospettive politiche ed economiche, organizzata da Africa e Affari, in collaborazione con Eni.
Il Piano Mattei per l’Africa viene spiegato da Lobasso con una metafora: quella di un grande caterpillar che traccia una strada molto forte, e vede tutti gli strumenti del sistema Italia come piccoli operai al lavoro sul fianco della strada. “C’è chi si occupa dell’asfalto, chi dei fiorellini, chi colma il fosso. Ed è allora che si apre a fiore quello che è stato piantato non solo due anni fa, ma decine di anni fa con l'impegno del ministero degli Esteri in particolare, non solo della Cooperazione allo sviluppo, ma anche di quella che era la Dgsp, la direzione generale del sistema Paese, e che oggi è la Direzione generale per la crescita e la promozione delle esportazioni. Che lavora quindi per portare acqua a quel mulino e per diventare ancillare, complementare, e quindi soprattutto badare alla filiera (…) per dar la possibilità di finanziamenti non alla testa solamente del serpentone imprenditoriale che si incunea nei meandri del business”.
Mettendo insieme tutti gli strumenti “vedo un movimento assolutamente dinamico e soprattutto riposto al centro dell'attenzione” ha sottolineato Lobasso. “Oggi dopo tanti anni, parliamo di sistema con la S maiuscola, davvero”, un sistema che vede interconnessi le direzioni generali istituzionali, il mondo della cooperazione, gli enti per l’internazionalizzazione e il mondo delle imprese. [Agenzia Infomundi – Infocoopera]
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Africa Occ.: latte, l'obiettivo è ridurre l'importazione
Dakar, 22 gen. – I Paesi dell’Africa occidentale e del Sahel puntano sul latte locale per ridurre la dipendenza dalle importazioni e rafforzare la sicurezza alimentare. A Thiès, in Senegal, governi, associazioni di allevatori e partner tecnici e finanziari si sono riuniti nei giorni scorsi per definire una strategia comune e lanciare una vera e propria offensiva regionale a sostegno della filiera lattiero-casearia. L’iniziativa è promossa dall’Associazione per la promozione l'allevamento del bestiame nel Sahel e nella savana (Apess).
Al centro del confronto c’è stata la necessità di aumentare la produzione, migliorare la raccolta e la conservazione del latte e sviluppare la trasformazione industriale, oggi ancora poco strutturata in molti Paesi della regione. L’obiettivo è valorizzare il potenziale locale e rafforzare catene del valore capaci di garantire maggiore autonomia alimentare, a partire da prodotti di largo consumo come lo yogurt.
Durante i lavori è stata lanciata una piattaforma regionale che riunisce i principali attori del settore. Per il suo presidente, Boureima Dodo, questo strumento permetterà di passare dalle dichiarazioni ai fatti, grazie a un coordinamento stabile tra Stati e partner pubblici, compresa la Cedeao. È prevista anche una conferenza annuale per fare il punto sui progressi e correggere le strategie.
Secondo Dodo, investire nella filiera del latte significa non solo rafforzare la sicurezza alimentare, ma anche creare posti di lavoro e favorire la diversificazione agricola. Restano però forti criticità, a partire dalla carenza di infrastrutture nelle zone di produzione. Strade inadeguate e accesso limitato all’energia rendono difficile la raccolta e la conservazione del latte. Per questo viene indicata l’energia solare come una soluzione chiave per garantire la catena del freddo.
Un altro problema rilevante è la sicurezza. La presidente di un’organizzazione di produttori del Mali, Oumou Sangaré, ha sottolineato come l’instabilità in alcune aree rurali rappresenti un freno per gli allevatori e ha chiesto un maggiore impegno delle autorità per garantire condizioni di lavoro più sicure e redditizie.
La strategia sul latte locale si inserisce in un quadro più ampio di integrazione regionale promosso dalla Cedeao e dai partner internazionali. Secondo le stime, l’Africa occidentale spende ogni anno oltre 500 miliardi di franchi Cfa (762 milioni di euro) per importare prodotti lattiero-caseari. Rafforzare la produzione locale è considerato essenziale per ridurre le importazioni e raddoppiare la produzione di latte fresco entro il 2030, con benefici diretti per l’economia e per le popolazioni della regione. [Agenzia Infomundi – Infocoopera]
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Zambia: mini-reti solari a Chadiza, co-finanziamento Ue
Lusaka, 22 gen. – Ignite Energy Access, società specializzata nel dispiegamento di soluzioni solari in Africa, metterà in servizio 15 mini-reti solari nel distretto di Chadiza, nello Zambia orientale. Lo ha comunicato il direttore generale dell’azienda, precisando che si tratta della seconda ondata di progetti consegnati nell’ambito del programma Increased Access to Electricity and Renewable Energy Production (Iaerep).
Secondo Ignite, le nuove installazioni rientrano in un portafoglio complessivo di 60 mini-reti solari in fase di sviluppo nella parte orientale del Paese e forniranno elettricità pulita e stabile a famiglie, scuole, centri sanitari e piccole attività economiche. Il programma Iaerep è cofinanziato dall’Unione europea attraverso il National Authorising Office e vede il coinvolgimento delle autorità zambiane, tra cui la Rural Electrification Authority e il ministero dell’Energia, insieme alle autorità locali.
L’annuncio si inserisce nella crescita di Ignite sul continente: nel settembre 2025 l’azienda ha completato l’acquisizione di Engie Energy Access, la divisione off-grid del gruppo francese Engie, operazione che – secondo la stessa società – ha trasformato Ignite Energy Access nel maggiore operatore africano di elettrificazione off-grid, con circa 15 milioni di utenti in 12 Paesi.
In Zambia, le soluzioni decentrate stanno assumendo un ruolo crescente nella strategia nazionale di accesso all’energia. Secondo la Banca mondiale, mini-reti e sistemi solari domestici potrebbero fornire elettricità a 8,5 milioni di persone entro il 2030, quasi la metà della popolazione attualmente priva di accesso alla corrente. [Agenzia Infomundi – Infocoopera]
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Africa: al via Premio delle organizzazioni della società civile
Dakar, 21 gen. – Al via il Premio delle rganizzazioni della società civile (Osc) africane 2026 ( Prix des Organisations de la Société Civile Africaines 2026). Lo ha annunciato Epic-Africa in un comunicato nel quale viene specificato che l’edizione di quest'anno, dedicata al tema “Celebrare lo sviluppo guidato dalle comunità”, intende valorizzare il lavoro quotidiano delle organizzazioni e dei leader locali, puntando sull’impatto concreto nelle comunità e su soluzioni costruite “dal basso”. Si tratta di un rilancio dell’iniziativa e non il debutto assoluto, dopo una prima edizione già realizzata negli anni scorsi.
Epic-Africa colloca il Premio in un contesto segnato dalla riduzione dello spazio civico e dalla diminuzione degli aiuti internazionali, sottolineando la necessità di sostenere percorsi di sviluppo in cui decisioni, risorse e risposte restino nelle mani delle comunità. “Per troppo tempo il riconoscimento è andato soprattutto alle organizzazioni più visibili o meglio finanziate”, ha dichiarato Rose Maruru, cofondatrice e direttrice generale di Epic-Africa, secondo quanto riportato nella nota. “Con questi premi vogliamo mettere in luce l’ingegno e l’impegno delle Osc africane e ricordare che lo sviluppo del continente passa prima di tutto dalle sue comunità”, ha aggiunto.
Il programma prevede cinque categorie. Tre sono dedicate alle organizzazioni: “organizzazioni operative”, impegnate direttamente con le comunità nella co-progettazione e nell’attuazione di soluzioni locali; “rafforzatori”, che supportano gli attori sul campo attraverso formazione, strumenti e servizi; “facilitatori”, cioè istituzioni che intervengono su politiche pubbliche, ricerca e quadri strategici per creare un contesto favorevole all’azione locale. Due categorie sono individuali: “leader emergenti”, riservata a persone sotto i 35 anni, e “persone d’impatto a vita”, destinata a figure con un impegno di lungo periodo nel rafforzamento della società civile.
Secondo Epic-Africa, il processo di selezione sarà articolato in tre fasi: un appello a candidature aperto anche a organizzazioni informali; una fase di accompagnamento per documentare l’impatto delle realtà preselezionate (attraverso testimonianze, studi di caso e dati); infine la valutazione di una giuria indipendente composta da esperti africani, che selezionerà vincitori e menzioni speciali.
Epic-Africa ha indicato che le candidature sono aperte a tutte le Osc africane, indipendentemente da dimensione e settore di intervento, e possono essere presentate in francese o inglese. Tutte le organizzazioni candidate avranno inoltre accesso alla piattaforma digitale African Cso Platform, destinata a favorire visibilità, networking e opportunità di finanziamento.
Epic-Africa è un’organizzazione panafricana con sede a Dakar, in Senegal, che lavora per rafforzare e dare maggiore visibilità alle organizzazioni della società civile (Osc) africane, promuovendo iniziative e piattaforme di networking, formazione e valorizzazione dell’impatto, tra cui i Premi delle Osc africane. [Agenzia Infomundi – Infocoopera]
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Mozambico: Chapo annulla viaggio a Davos per le alluvioni
Maputo, 19 gen. – Il presidente del Mozambico, Daniel Chapo, ha annullato la partecipazione al World Economic Forum di Davos, in Svizzera, prevista per questa settimana a causa delle gravi alluvioni che hanno colpito il Paese, danneggiando infrastrutture e interessando centinaia di migliaia di persone. “In questo momento la priorità assoluta è salvare vite”, ha scritto Chapo in un messaggio pubblicato su Facebook nella tarda serata di ieri, sottolineando che il Mozambico sta attraversando “un momento difficile”.
Secondo un rapporto diffuso ieri dall’Ufficio delle Nazioni Unite per il coordinamento degli affari umanitari (Ocha), le piogge intense in corso da metà dicembre hanno provocato inondazioni diffuse nelle province di Gaza, Maputo e Sofala, con diversi bacini fluviali oltre i livelli di allerta. Le autorità stimano che oltre 400.000 persone siano state colpite, un numero destinato ad aumentare se le precipitazioni proseguiranno.
Il Sudafrica, Paese confinante, ha dispiegato un elicottero dell’aeronautica per contribuire alle operazioni di ricerca e soccorso. Le piogge intense hanno interessato anche alcune aree sudafricane, incluso il nord-est dove si trova il Kruger National Park, che oggi ha riaperto ai visitatori giornalieri dopo una chiusura di alcuni giorni.
Secondo alcuni analisti, il peggioramento e la maggiore frequenza di episodi di alluvioni nell’Africa sud-orientale sono collegati agli effetti del cambiamento climatico, che rende più intense le tempeste nell’Oceano Indiano. [Agenzia Infomundi – Infocoopera]
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Giordania: al via progetto smart city ad Aqaba con il Giappone
Amman, 13 gen. – L'Autorità della zona economica speciale di Aqaba (Aseza) ha annunciato l'avvio del progetto di sviluppo Aqaba Smart City, un'iniziativa realizzata in collaborazione con l'Agenzia giapponese per la cooperazione internazionale (Jica).
Il progetto, di durata quadriennale, rientra nel più ampio Piano urbanistico globale di Aqaba (2020-2040) e mira a trasformare lo snodo portuale giordano attraverso soluzioni digitali avanzate. La conferma è arrivata a seguito di un incontro tecnico tenutosi domenica presso la sede dell'Aseza.
Al-Mu'tasim Al-Hindawi, commissario per le infrastrutture e gli affari urbani, ha spiegato che l'iniziativa si articolerà attraverso fasi di pianificazione, capacity building e attuazione pratica. "L'obiettivo è tradurre le visioni strategiche dell'Autorità in progetti fattibili e realizzabili", ha dichiarato Al-Hindawi, sottolineando la volontà di migliorare l'efficienza dei servizi urbani per cittadini, investitori e turisti, promuovendo al contempo la sostenibilità economica e sociale.
La collaborazione con gli esperti della Jica permetterà alla Giordania di potenziare le proprie infrastrutture tecnologiche e di formare risorse umane locali specializzate, consolidando il ruolo di Aqaba come polo logistico e turistico strategico nella regione. [Agenzia Infomundi – Infocoopera]
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Mali: lanciato progetto educativo rivolto a mille ragazze
Bamako, 09 gen. – Le autorità scolastiche maliane hanno lanciato ieri un programma nazionale volto a migliorare l'accesso e la permanenza a scuola, rivolto nel primo anno a mille ragazze vulnerabili.
Dedicato all'istruzione femminile, il progetto interessa sette comuni della regione di Bougouni ed è in linea con le priorità educative nazionali: secondo una nota ufficiale della Direzione nazionale dell'istruzione di base, il programma è condotto da Lutheran world relief, con finanziamenti forniti da Corus international. L'iniziativa è stata presentata in un momento in cui le autorità scolastiche maliane riconoscono la persistenza di notevoli disparità tra ragazze e ragazzi nell'accesso all'istruzione di base, in particolare nelle zone rurali: in tal senso, il progetto si pone come obiettivo principale quello di rimuovere gli ostacoli in sette comuni della regione di Bougouni, promuovendo l'iscrizione all'istruzione di base entro la fine di settembre 2026. Si basa su un approccio integrato che combina il sostegno educativo e la mobilitazione delle comunità locali.
Secondo recenti dati nazionali, le ragazze hanno maggiori probabilità di abbandonare precocemente la scuola, in particolare a causa di fattori socioeconomici, norme sociali e le incombenze del lavoro domestico. In diverse regioni del Mali meridionale, questi aspetti (economici e culturali) continuano a influenzare i tassi di permanenza scolastica delle ragazze oltre i primi anni dell'istruzione primaria. La regione di Bougouni è una delle aree in cui gli sforzi per l'istruzione delle ragazze restano strettamente legati al sostegno alle famiglie e alla mobilitazione della comunità in materia di istruzione.
Questa iniziativa integra gli sforzi in corso da parte del governo per ridurre le disparità di genere nell'accesso all'istruzione, in un contesto in cui la scolarizzazione delle ragazze rimane una sfida importante in diverse regioni del Paese: il costo complessivo del progetto è stimato in 278.330.933 franchi Cfa (circa 425.000 euro), finanziamenti destinati a sostenere servizi educativi integrati volti a rafforzare le iscrizioni scolastiche e a ridurre il rischio di abbandono scolastico.
L'istruzione femminile è una priorità per il governo, inserita come tale nelle politiche educative nazionali, con meccanismi istituzionali dedicati al monitoraggio degli indicatori di genere all'interno del sistema educativo: tutti questi sforzi mirano a migliorare i tassi di completamento scolastico e a ridurre le persistenti disuguaglianze tra ragazze e ragazzi. [Agenzia Infomundi – Infocoopera]
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Africa: continua il disimpegno di Trump
Roma, 08 gen. – Il presidente degli Stati uniti Donald Trump ha firmato un memorandum che formalizza il ritiro immediato di Washington da 66 organizzazioni, convenzioni e trattati internazionali ritenuti “contrari agli interessi nazionali” americani, una decisione che colpisce in particolare diverse istituzioni e organizzazioni delle Nazioni unite con focus sull'Africa.
Lo si apprende da una nota ufficiale della Casa bianca. Datato 7 gennaio 2026 e indirizzato ai capi dei ministeri e delle agenzie del governo americano, il documento incarica tutte le strutture federali competenti di adottare, "al più presto possibile” le misure necessarie per attuare questo disimpegno. Tra le entità del sistema delle Nazioni unite da cui Washington si sta ritirando ci sono la Commissione economica per l'Africa (Eca), l'Ufficio del consigliere speciale delle Nazioni unite per l'Africa e il Forum permanente sulle persone di discendenza africana.
Il memorandum prevede anche il ritiro di 35 organizzazioni non direttamente dipendenti dalle Nazioni unite, tra cui il Gruppo intergovernativo di esperti sui cambiamenti climatici (Ipcc), l'Agenzia internazionale per le energie rinnovabili (Irena), l'Unione internazionale per la conservazione della natura (Iucn) e il Forum globale su migrazione e sviluppo.
In totale, questa misura interessa 31 entità delle Nazioni unite, tra cui la Convenzione quadro delle Nazioni unite sui cambiamenti climatici, Un Women, il Fondo delle Nazioni unite per la popolazione (Unfpa), la Conferenza delle Nazioni unite sul commercio e lo sviluppo (Unctad) e la Commissione economica per l'America latina e i Caraibi.
Il documento specifica che l'amministrazione Trump, nel prossimo futuro, potrebbe ritirarsi da altre organizzazioni simili. [Agenzia Infomundi – Infocoopera]
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Niger: con Unicef e Airtel, tablet e Internet a scuola
Niamey, 07 gen. – Oltre 4.050 tablet didattici sono distribuiti in questi giorni a 90 scuole elementari e secondarie del Niger, nell'ambito dell'iniziativa "Una settimana, una scuola". Questa distribuzione, supportata dall'Unicef e dal ministero dell'Istruzione Nazionale, dell'Alfabetizzazione e della Promozione delle Lingue, è iniziata simbolicamente con i tablet destinati alla scuola media scentifica, primo passo di un'implementazione graduale che alla fine includerà 15 scuole della regione di Niamey.
Grazie alla partnership tra Unicef e l’operatore telefonico Airtel, tutte le scuole interessate beneficeranno anche di una connessione internet ad alta velocità.
I 4.050 tablet distribuiti sono destinati a trasformare queste scuole in laboratori informatici completamente connessi.
Queste attrezzature serviranno come base per la creazione di biblioteche digitali contenenti programmi ufficiali, risorse didattiche, materiali interattivi e contenuti condivisibili, tutti in linea con i programmi di studio nazionali.
Oltre alle scuole, altri 475 tablet sono stati messi a disposizione del ministero per supportare la raccolta e l'analisi dei dati statistici, una leva strategica per una migliore pianificazione e una gestione più efficace del sistema educativo. [Agenzia Infomundi – Infocoopera]
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