Addis Abeba, 29 lug. – Oltre 79 milioni di persone in Etiopia soffrono di insicurezza alimentare da moderata a grave, mentre quasi 92 milioni di persone non hanno potuto permettersi una dieta sana nel 2025. Lo afferma un nuovo rapporto congiunto di cinque agenzie delle Nazioni Unite, intitolato “Lo stato della sicurezza alimentare e della nutrizione nel mondo nel 2026”.
Il rapporto, redatto dall’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura (Fao), dal Fondo internazionale per lo sviluppo agricolo (Ifad), dall’Unicef, dal Programma alimentare mondiale (Wfp) e dall’Organizzazione mondiale della sanità (Oms), circa 79,4 milioni di etiopi, ovvero oltre il 60% della popolazione, hanno sofferto di insicurezza alimentare da moderata a grave tra il 2023 e il 2025. Questa situazione significa che milioni di persone non hanno avuto accesso regolare a cibo sufficiente o hanno incontrato notevoli difficoltà nel nutrirsi.
Gli autori del rapporto specificano, tuttavia, che queste stime non includono la regione del Tigray a causa della mancanza di dati sufficientemente affidabili. Tale esclusione potrebbe portare a una sottostima della reale portata dell’insicurezza alimentare nel Paese. In questa regione dell’Etiopia settentrionale, in effetti, molte persone rimangono sfollate e incontrano difficoltà nell’accesso agli aiuti umanitari, mentre le conseguenze del conflitto e le incertezze legate al processo di pace continuano a pesare sulla disponibilità e sull’accesso al cibo.
La situazione appare tanto più preoccupante in quanto si è aggravata nell’ultimo decennio. Tra il 2014 e il 2016, circa 58,4 milioni di persone, ovvero il 56,2% della popolazione, si trovavano già in una situazione di insicurezza alimentare da moderata a grave.
Oltre alla disponibilità di cibo, il rapporto evidenzia anche il crescente problema dell’accessibilità economica. Nel 2025, circa 92 milioni di etiopi, ovvero il 67,9% della popolazione, non hanno potuto permettersi una dieta sana e nutrizionalmente adeguata. Le agenzie delle Nazioni Unite attribuiscono questa situazione in particolare all’elevato costo degli alimenti nutrienti, che impedisce a molte famiglie di soddisfare i propri bisogni alimentari e nutrizionali di base. [Agenzia Infomundi – Infocoopera]
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