Roma, 27 mag. – Un asse strategico tra istruzione, formazione tecnica, sovranità alimentare e geopolitica per ridefinire le relazioni con il continente africano attraverso il Piano Mattei. È il tema emerso nel corso del dibattito della prima sessione di lavoro in occasione della seconda giornata di Coopera 2026, moderato dall’attore e conduttore Cesare Bocci, che ha visto confrontarsi il viceministro degli Affari esteri e della cooperazione internazionale, Edmondo Cirielli, il ministro dell’Agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste, Francesco Lollobrigida, e il sottosegretario all’Istruzione e al Merito, Paola Frassinetti.

Il viceministro Cirielli ha sottolineato come la conoscenza e la formazione siano gli elementi trasversali di ogni iniziativa della cooperazione italiana nel sud globale. Cirielli ha spiegato che i fondi destinati alle università per i progetti di internazionalizzazione e la preparazione di formatori in loco sono stati fortemente incrementati, passando da circa 10-15 milioni di euro a oltre 80 milioni di euro. Tra le iniziative concrete, il viceministro ha citato il progetto Tanit in Tunisia per la gestione delle acque e il contrasto alla desertificazione in collaborazione con il Ciheam di Bari, un centro di formazione tecnica in algeria e programmi sanitari in Centrafrica, Senegal ed Etiopia, ricordando inoltre l’avvio a Caserta, d’intesa con la Scuola nazionale dell’amministrazione, di un polo formativo pilota rivolto ai dirigenti pubblici di sei paesi africani per consolidare le istituzioni locali.

Sulla stessa linea, il ministro Lollobrigida ha evidenziato lo stretto legame tra agricoltura e cultura, ricordando che il cibo è ormai diventato un’arma geopolitica non convenzionale, come dimostrato dagli effetti del blocco del corridoio del Mar Nero o dalle origini delle stesse primavere arabe, nate proprio dalla carenza di grano. Lollobrigida ha rimarcato che l’Africa detiene il 65 per cento delle terre arabili del pianeta e una forte riserva demografica giovanile, ma necessita di tecnologia e competenze. Richiamando il G7 dell’Agricoltura di Siracusa esteso a 11 Paesi africani, da cui sono nati il progetto Agricampus e l’iniziativa con l’Ocse sulle sementi, il ministro ha promosso un modello paritario che superi l’approccio “predatorio” storicamente attribuito all’Europa – e oggi associato principalmente a nazioni dell’est del mondo come la Cina – e la logica “caritatevole” degli aiuti a fondo perduto. In questo quadro, Lollobrigida ha esortato a valorizzare le filiere corte attraverso le indicazioni geografiche e ha citato il ruolo del settore privato sano, portando l’esempio di grandi marchi italiani del caffè, come Lavazza e Illy, capaci di sviluppare progetti compatibili con la forestazione e in grado di garantire un reddito equo ai produttori locali.

Il sottosegretario Frassinetti ha infine focalizzato l’attenzione sull’impegno internazionale del ministero dell’Istruzione e del Merito, evidenziando le intese bilaterali già siglate con la Tunisia e con l’Egitto, partner considerato strategico in quanto paese più popoloso dell’area. Frassinetti ha spiegato che l’azione italiana si sviluppa su due pilastri principali. Il primo è il potenziamento della formazione professionale e tecnica attraverso la valorizzazione della riforma del “4+2” – che prevede quattro anni di istruzione superiore e due di Its Academy –, un modello integrato con il sistema delle imprese del territorio che risponde alla domanda di occupazione dei giovani africani tramite l’apprendimento esperienziale. Il secondo pilastro è la diffusione della lingua italiana come strumento di crescita culturale e di accesso a nuove opportunità professionali. Il sottosegretario ha inoltre annunciato che il 5 e 6 giugno si terrà il primo Forum del Mediterraneo dedicato all’educazione tecnica e professionale, che farà seguito all’esperienza del Villaggio Italia organizzato al Cairo nel 2025. Sul piano multilaterale, Frassinetti ha richiamato l’attività del ministro Giuseppe Valditara in seno al comitato direttivo di alto livello dell’Unesco per lo sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite, i cui sforzi si concentrano sul contrasto alla dispersione scolastica, sulla qualificazione dei docenti, sulle competenze di base e sulla digitalizzazione della didattica alla luce dello sviluppo dell’intelligenza artificiale. [Agenzia Infomundi – Infocoopera]

© Riproduzione riservata

Privacy Preference Center