Lusaka, 27 ago. – L’Africa ha presentato ieri un piano continentale di preparazione e risposta all’emergenza colera per il periodo settembre 2025-febbraio 2026. L’iniziativa, elaborata dal Centro africano per il controllo e la prevenzione delle malattie (Africa Cdc) e dall’Organizzazione mondiale della sanità (Oms), punta a mobilitare rapidamente risorse interne per finanziare vaccini e forniture mediche, ridurre del 90% i decessi e sradicare la malattia in almeno 20 Paesi entro il 2030.
Come riferisce l’agenzia stampa Anadolu, il piano è stato lanciato a Lusaka, in Zambia, presso il Mulungushi International Conference Centre, nel quadro degli incontri collaterali alla 75ª sessione del Comitato regionale Oms per l’Africa.
Il presidente dello Zambia, Hakainde Hichilema, nominato dall’Unione africana (Ua) ambasciatore continentale e globale per la lotta al colera, ha affermato che eliminare la malattia “non è solo un obiettivo sanitario, ma un imperativo morale, un catalizzatore di crescita economica e un passo cruciale verso l’Agenda 2063 dell’Ua”.
Jean Kaseya, direttore generale di Africa Cdc, ha sottolineato l’urgenza del piano ricordando che solo nel 2025 sono stati registrati 213.586 casi e 4.507 decessi in 23 Stati membri dell’Ua. Mohamed Janabi, direttore regionale dell’Oms per l’Africa, ha definito la roadmap “un modello strategico e tecnico in risposta diretta a un appello all’azione” che riflette la determinazione comune dei Paesi africani a eliminare il colera come minaccia per la salute pubblica.
Il colera rimane una delle principali emergenze sanitarie in Africa, con epidemie ricorrenti legate alla scarsità di acqua potabile, alle carenze igienico-sanitarie e agli spostamenti di popolazione causati da conflitti e disastri naturali. Secondo l’Oms, la regione africana è tra le più colpite al mondo: negli ultimi anni, oltre la metà dei casi globali è stata registrata nel continente. La lotta contro la malattia è quindi considerata un test cruciale per rafforzare i sistemi sanitari africani e ridurre la vulnerabilità di milioni di persone. [Agenzia Infomundi – Infocoopera]
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