Cultura e Società

Africa: Ua, l’Africa skills week in corso a Harare

Harare, 13 ott. – È iniziata ieri a Harare, capitale dello Zimbabwe, l'Africa Skills Week 2026, dedicata alle strategie continentali e alla loro attuazione a livello nazionale e regionale in materia di istruzione e formazione professionale. L’evento è organizzato sotto l’egida dell’Unione Africana.

“La Strategia Continentale per l'Istruzione in Africa (Cesa) 2026–2035 riconosce l'istruzione come un diritto umano fondamentale e fornisce un quadro di riferimento per la trasformazione dei sistemi educativi”, afferma un comunicato dell’organizzazione, riferendosi tra l’altro all’apprendimento permanente, le questioni di genere, l'equità e l'inclusione.
“La Strategia, lanciata durante l'Africa Skills Week 2025, offre un quadro decennale per costruire sistemi di formazione professionale di alta qualità, pertinenti, efficienti e inclusivi, a sostegno dello sviluppo sostenibile, della giustizia sociale e dell'occupabilità per tutti”, recita ancora il comunicato.

L'evento 2026 affronta problemi persistenti quali il disallineamento delle competenze, i legami deboli tra formazione e settori produttivi, la scarsa diffusione dell'apprendimento basato sul lavoro, l'accesso disomogeneo a una formazione di qualità e la necessità di sistemi più solidi di analisi delle competenze e di finanziamento. “La rapida evoluzione dell'intelligenza artificiale e dell'automazione richiede inoltre una rinnovata attenzione alle competenze digitali e a quelle prettamente umane - come capacità di giudizio, cura, creatività, collaborazione e risoluzione di problemi complessi - che rimarranno fondamentali nei luoghi di lavoro del futuro”. [Agenzia Infomundi – Infocoopera]

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Costa d'Avorio: Undp, Abidjan scommetta sui territori

Abidjan, 06 ott. – Il Programma delle Nazioni Unite per lo sviluppo (Undp) ha invitato la Costa d'Avorio a rafforzare gli ecosistemi dell'economia creativa in tutto il Paese, trasformando creatività, patrimonio e competenze locali in attività capaci di generare reddito e occupazione. L'appello è stato lanciato dalla rappresentante residente dell'Undp, Blerta Cela, alla chiusura della settima edizione di Connect Côte d'Ivoire, svoltasi il 2 ottobre ad Abidjan.

Secondo Cela, il potenziale creativo ivoriano non deve concentrarsi nella sola Abidjan, ma essere valorizzato in tutte le regioni, nei settori del tessile, dell'artigianato, della musica, della gastronomia, del cinema e delle arti. Le esportazioni mondiali di servizi creativi valgono oggi quasi 1.000 miliardi di dollari, ha sottolineato la rappresentante del'Undp.

Particolare attenzione è stata dedicata al cinema, considerato un settore capace di attivare un'ampia catena del valore, coinvolgendo oltre ad attori e registi anche sceneggiatori, tecnici, costumisti, produttori, alberghi, ristoranti, trasportatori e artigiani. L'obiettivo, ha spiegato Cela, è "tessere insieme" creatività, patrimonio, giovani, innovazione, territori e imprese, trasformando talenti e idee in attività economiche capaci di generare valore e contribuire alla proiezione internazionale della Costa d'Avorio.

L'iniziativa si inserisce nella cooperazione tra Undp e ministero della Cultura e della Francofonia. A settembre le due istituzioni hanno firmato un memorandum per sviluppare le industrie culturali e creative nell'ambito dell'iniziativa "Costa d'Avorio Orange 2035", con l'obiettivo di rafforzare gli attori del settore, l'imprenditorialità e la creazione di posti di lavoro per giovani, donne e categorie vulnerabili. [Agenzia Infomundi – Infocoopera]

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Benin: scuola, Unicef consegna attrezzature tecnologiche

Cotonou, 14 set. – Il governo del Benin prosegue la sua politica di modernizzazione del sistema educativo, rafforzando le infrastrutture digitali nelle scuole secondarie. Venerdì a Porto Novo il Fondo delle Nazioni unite per l'infanzia (Unicef) ha consegnato una donazione di 628 apparecchiature informatiche, finalizzate a migliorare l'accesso agli strumenti digitali e alle risorse educative nel Paese africano.

La cerimonia ufficiale di consegna si è svolta alla presenza delle autorità beninesi e dei rappresentanti dell'Unicef: le apparecchiature includono computer desktop e portatili, unità centrali di elaborazione, monitor, videoproiettori, stampanti, apparecchiature di archiviazione e vari accessori per computer. Questo stanziamento è destinato a 43 Istituti di Istruzione generale (Ceg) distribuiti in nove dipartimenti del Paese, ma ne beneficeranno anche quattro Direzioni dipartimentali dell'istruzione secondaria e quattro Direzioni dipartimentali dell'istruzione primaria e dell'infanzia.

Secondo Unicef, questa iniziativa consentirà in particolare l'installazione di 12 nuove aule digitali negli istituti beneficiari, che si aggiungeranno alle 55 aule digitali già presenti nelle aree di intervento dell'organizzazione in Benin.

Per il ministro dell'Istruzione secondaria, Adéyèmi Clément Kouchadé, queste attrezzature rappresentano un modo per ridurre il divario digitale e promuovere l'evoluzione delle pratiche didattiche. Oltre alle istituzioni educative, le attrezzature destinate alle strutture amministrative dovrebbero contribuire a migliorare la gestione, il monitoraggio e la direzione del sistema educativo. [Agenzia Infomundi – Infocoopera]

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Sudan: la guerra lascia milioni di bambini senza scuola

Khartoum, 10 ago. – La vicesegretaria generale delle Nazioni Unite, Amina Mohammed, ha chiesto la cessazione immediata del conflitto in Sudan, avvertendo che la guerra sta privando milioni di bambini dell'accesso all'istruzione e alimentando quella che ha definito "la più grave crisi di sfollamento al mondo".

Intervenendo nel fine settimana a una riunione del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite dedicata alla tutela dell'istruzione in Sudan, Mohammed ha ricordato che il conflitto dura ormai da 1.210 giorni e che oltre 33 milioni di persone, più della metà della popolazione del Paese, dipendono dagli aiuti umanitari.

"Tra tutte le cose che questa guerra sta sottraendo al popolo sudanese, una delle perdite più gravi riguarda il futuro del Paese, perché i bambini vengono privati del loro diritto all'istruzione", ha dichiarato la vicesegretaria generale dell'Onu. "Oggi almeno otto milioni di bambini in età scolare non frequentano la scuola e le conseguenze sono particolarmente pesanti per milioni di minori sfollati, soprattutto per coloro che hanno trovato rifugio al di fuori del Sudan", ha aggiunto.

Mohammed ha spiegato che la situazione è particolarmente critica nel Darfur, dove quasi tre quarti degli edifici scolastici sono stati danneggiati, distrutti o resi inutilizzabili dall'inizio delle ostilità. Secondo le stime dell'Onu, cinque bambini su sei nella regione non frequentano attualmente la scuola. "I genitori raccontano di preferire tenere i propri figli a casa piuttosto che mandarli a scuola, perché la loro abitazione è diventata l'unico luogo in cui ritengono di poterli proteggere", ha affermato.

La rappresentante delle Nazioni Unite ha inoltre ricordato che la carestia si è ormai diffusa in diverse aree del Paese e che circa quattro milioni di donne e bambini potrebbero soffrire di malnutrizione acuta nel corso dell'anno. A ciò si aggiunge la crisi degli sfollamenti, con quasi nove milioni di persone costrette a lasciare le proprie abitazioni all'interno del Sudan e milioni di altre rifugiatesi nei Paesi vicini.

"Questa guerra deve finire e deve finire subito", ha dichiarato Mohammed, chiedendo che i responsabili delle violazioni dei diritti umani e delle atrocità commesse durante il conflitto siano chiamati a risponderne davanti alla giustizia.

La guerra in Sudan è iniziata nell'aprile del 2023, in seguito alle tensioni tra l'esercito regolare e le Forze di supporto rapido (Rsf) in merito all'integrazione dei paramilitari nelle forze armate nazionali. Da allora, il conflitto ha provocato decine di migliaia di vittime e una delle più gravi crisi umanitarie al mondo. [Agenzia Infomundi – Infocoopera]

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Somalia: accordo con Italia per cooperazione su media e cultura

Mogadiscio, 08 lug. – Il ministro dell'Informazione, della Cultura e del Turismo della Somalia, Abdulfatah Qasim Mohamud, ha ricevuto a Mogadiscio l'ambasciatore d'Italia, Pier Mario Daccò Coppi, per colloqui strategici orientati al rafforzamento delle relazioni bilaterali e della cooperazione istituzionale tra i due Paesi.

A darne notizia è oggi la rete informativa locale Shabelle, da cui si apprende che in occasione della visita il ministro somalo e il diplomatico italiano si sono recati presso il Teatro nazionale, i dipartimenti dei media di Stato e gli archivi storici di Radio Muqdisho, esaminando da vicino l'attività quotidiana svolta da queste strutture informative a favore del pubblico somalo. I colloqui si sono concentrati sull'espansione della collaborazione nei settori dell'informazione, della cultura, del turismo e della formazione professionale, con l'obiettivo parallelo di consolidare le capacità operative e istituzionali del ministero somalo.

L'intesa delinea lo sviluppo di progetti congiunti volti a favorire lo scambio culturale, la crescita delle istituzioni mediali e il potenziamento delle competenze governative. Tra i punti programmatici discussi figurano l'ampliamento della cooperazione tra le emittenti dei due Paesi, il rilancio dei programmi in lingua italiana su Radio Muqdisho e il sostegno alle coproduzioni cinematografiche. Il ministro Mohamud ha espresso la gratitudine del governo somalo per il costante supporto offerto dall'Italia, ribadendo l'impegno ad approfondire una partnership strategica di antica data. Da parte sua, l'ambasciatore Daccò Coppi ha confermato la piena disponibilità dell'Italia a mantenere e allargare il sostegno allo sviluppo istituzionale e culturale della Somalia. [Agenzia Infomundi – Infocoopera]

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Africa: 100 Afriche, a Milano la varietà oltre gli stereotipi

Roma, 01 giu. – L’Africa non esiste come blocco unico, ma ne esistono almeno cento anime diverse. Con questo presupposto torna a Milano, da venerdì 5 a domenica 7 giugno, il festival “100 Afriche”, la tre giorni di eventi, musica e cultura organizzata dalla Rivista Africa negli spazi del Ciq - Centro Internazionale di Quartiere (Via Fabio Massimo 19, zona Porto di Mare). L’iniziativa, sostenuta da Kenya Airways e dall’Associazione Mani, punta a scardinare i cliché culturali legati al continente attraverso un fitto programma multidisciplinare che intreccia contemporaneità e tradizione.

Tra gli appuntamenti principali del weekend, la presentazione del saggio di Chiara Piaggio “L’Africa non è così. Cronache da un continente frainteso” (Einaudi, 2025) in dialogo con il direttore della rivista Marco Trovato, e l'attesa inchiesta del giornalista olandese Olivier Van Beemen sul cosiddetto "colonialismo verde" delle grandi organizzazioni ambientaliste in Africa. Spazio anche alla geopolitica e all'attivismo con gli interventi dello scrittore maliano Soumaila Diawara, dell'antropologo Marco Aime (che parlerà del suo ultimo libro sulla figura di Thomas Sankara) e la testimonianza del missionario padre Kizito Sesana sulla crisi in Sudan.

Il festival darà ampio risalto anche alle arti performative con le mostre fotografiche di Paolo Ghisu e Michael Yohanes, la proiezione di cortometraggi dal continente, le sfilate cross-culturali della sartoria italo-africana Kechic e una ricca line-up musicale: dai live dei talenti della scena urban italiana Tommy Kuti e Wado, fino alle sonorità afrobeats dell'artista somalo Amoro e al concerto di chiusura della band post-punk statunitense Rosegarden Funeral Party. Completano il cartellone laboratori di percussioni e tintura tessile per bambini e seminari di danza tradizionali.

La quasi totalità degli appuntamenti è a ingresso gratuito con prenotazione obbligatoria per gli eventi serali. Il programma completo è disponibile sul sito ufficiale di Rivista Africa. [Agenzia Infomundi – Infocoopera]

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Cooperazione: a Coopera 2026, asse tra formazione, cibo e scuola

Roma, 27 mag. – Un asse strategico tra istruzione, formazione tecnica, sovranità alimentare e geopolitica per ridefinire le relazioni con il continente africano attraverso il Piano Mattei. È il tema emerso nel corso del dibattito della prima sessione di lavoro in occasione della seconda giornata di Coopera 2026, moderato dall'attore e conduttore Cesare Bocci, che ha visto confrontarsi il viceministro degli Affari esteri e della cooperazione internazionale, Edmondo Cirielli, il ministro dell'Agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste, Francesco Lollobrigida, e il sottosegretario all'Istruzione e al Merito, Paola Frassinetti.

Il viceministro Cirielli ha sottolineato come la conoscenza e la formazione siano gli elementi trasversali di ogni iniziativa della cooperazione italiana nel sud globale. Cirielli ha spiegato che i fondi destinati alle università per i progetti di internazionalizzazione e la preparazione di formatori in loco sono stati fortemente incrementati, passando da circa 10-15 milioni di euro a oltre 80 milioni di euro. Tra le iniziative concrete, il viceministro ha citato il progetto Tanit in Tunisia per la gestione delle acque e il contrasto alla desertificazione in collaborazione con il Ciheam di Bari, un centro di formazione tecnica in algeria e programmi sanitari in Centrafrica, Senegal ed Etiopia, ricordando inoltre l'avvio a Caserta, d'intesa con la Scuola nazionale dell'amministrazione, di un polo formativo pilota rivolto ai dirigenti pubblici di sei paesi africani per consolidare le istituzioni locali.

Sulla stessa linea, il ministro Lollobrigida ha evidenziato lo stretto legame tra agricoltura e cultura, ricordando che il cibo è ormai diventato un'arma geopolitica non convenzionale, come dimostrato dagli effetti del blocco del corridoio del Mar Nero o dalle origini delle stesse primavere arabe, nate proprio dalla carenza di grano. Lollobrigida ha rimarcato che l'Africa detiene il 65 per cento delle terre arabili del pianeta e una forte riserva demografica giovanile, ma necessita di tecnologia e competenze. Richiamando il G7 dell'Agricoltura di Siracusa esteso a 11 Paesi africani, da cui sono nati il progetto Agricampus e l'iniziativa con l'Ocse sulle sementi, il ministro ha promosso un modello paritario che superi l'approccio "predatorio" storicamente attribuito all'Europa – e oggi associato principalmente a nazioni dell'est del mondo come la Cina – e la logica "caritatevole" degli aiuti a fondo perduto. In questo quadro, Lollobrigida ha esortato a valorizzare le filiere corte attraverso le indicazioni geografiche e ha citato il ruolo del settore privato sano, portando l'esempio di grandi marchi italiani del caffè, come Lavazza e Illy, capaci di sviluppare progetti compatibili con la forestazione e in grado di garantire un reddito equo ai produttori locali.

Il sottosegretario Frassinetti ha infine focalizzato l'attenzione sull'impegno internazionale del ministero dell'Istruzione e del Merito, evidenziando le intese bilaterali già siglate con la Tunisia e con l'Egitto, partner considerato strategico in quanto paese più popoloso dell'area. Frassinetti ha spiegato che l'azione italiana si sviluppa su due pilastri principali. Il primo è il potenziamento della formazione professionale e tecnica attraverso la valorizzazione della riforma del "4+2" – che prevede quattro anni di istruzione superiore e due di Its Academy –, un modello integrato con il sistema delle imprese del territorio che risponde alla domanda di occupazione dei giovani africani tramite l'apprendimento esperienziale. Il secondo pilastro è la diffusione della lingua italiana come strumento di crescita culturale e di accesso a nuove opportunità professionali. Il sottosegretario ha inoltre annunciato che il 5 e 6 giugno si terrà il primo Forum del Mediterraneo dedicato all'educazione tecnica e professionale, che farà seguito all'esperienza del Villaggio Italia organizzato al Cairo nel 2025. Sul piano multilaterale, Frassinetti ha richiamato l'attività del ministro Giuseppe Valditara in seno al comitato direttivo di alto livello dell'Unesco per lo sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite, i cui sforzi si concentrano sul contrasto alla dispersione scolastica, sulla qualificazione dei docenti, sulle competenze di base e sulla digitalizzazione della didattica alla luce dello sviluppo dell'intelligenza artificiale. [Agenzia Infomundi – Infocoopera]

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Giordania: lanciato piano strategico per l’istruzione

Amman, 05 mar. – Il ministero dell’Istruzione della Giordania ha presentato ieri in collaborazione con l’ufficio dell’Unesco ad Amman il Piano strategico per l’istruzione 2026-2030, un passaggio fondamentale per il rafforzamento del capitale umano e la riforma del sistema scolastico del Paese.

Come riportato dall'agenzia di stampa ufficiale Petra, il documento è stato elaborato seguendo le metodologie dell'Istituto internazionale per la pianificazione dell'educazione dell'Unesco, partendo da un'analisi globale condotta nel marzo 2025 che ha interessato ogni livello d’insegnamento, dalla prima infanzia all'università.

Secondo quel che viene reso noto, il nuovo piano si inserisce nella Visione di modernizzazione economica della Giordania, ponendo l'istruzione al centro della crescita nazionale per raggiungere gli obiettivi di sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite relativi a un'educazione equa e inclusiva. Tra le priorità indicate dalla strategia figurano il rafforzamento dell'apprendimento di base, la trasformazione digitale, la formazione professionale dei docenti e l’integrazione di pratiche scolastiche orientate alla sostenibilità ambientale e alla risposta ai cambiamenti climatici.

La strategia si articola su quattro aree principali, con un'attenzione particolare all'educazione della prima infanzia come pilastro dello sviluppo a lungo termine e alla formazione tecnica e professionale per rispondere alle attuali esigenze del mercato del lavoro e aumentare la competitività del Paese. [Agenzia Infomundi – Infocoopera]

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Marocco: ferrovie, nuove carte-sconto per persone con disabilità

Rabat, 05 feb. – È entrata in vigore in Marocco la carta-sconto per le persone con disabilità, che consente ai titolari e agli accompagnatori di persone non vedenti o ipovedenti di beneficiare di una riduzione del 50% sui biglietti dei treni dell’Office national des chemins de fer (Oncf). Lo ha annunciato il Segretariato di Stato all’Integrazione sociale.

La misura nasce dall’accordo di partenariato siglato il 2 dicembre tra il ministero della Solidarietà, dell’Integrazione sociale e della Famiglia, il Segretariato di Stato all’Integrazione sociale e l’Oncf.

Secondo il comunicato, tramite la piattaforma online Idmaj sono state presentate oltre 5.000 domande per la carta; 3.220 tessere sono state già elaborate e stampate, mentre 2.027 sono state consegnate ai centri di assistenza alle persone con disabilità per la distribuzione ai beneficiari nei vari dipartimenti del Regno.

I soggetti interessati possono richiedere la carta direttamente sulla piattaforma Idmaj. L’iniziativa si inserisce negli sforzi governativi per facilitare l’accesso ai servizi, promuovere equità e pari opportunità e favorire l’integrazione sociale delle persone con disabilità, in linea con le direttive reali di re Mohammed VI. [Agenzia Infomundi – Infocoopera]

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Africa: al via Premio delle organizzazioni della società civile

Dakar, 21 gen. – Al via il Premio delle rganizzazioni della società civile (Osc) africane 2026 ( Prix des Organisations de la Société Civile Africaines 2026). Lo ha annunciato Epic-Africa in un comunicato nel quale viene specificato che l’edizione di quest'anno, dedicata al tema “Celebrare lo sviluppo guidato dalle comunità”, intende valorizzare il lavoro quotidiano delle organizzazioni e dei leader locali, puntando sull’impatto concreto nelle comunità e su soluzioni costruite “dal basso”. Si tratta di un rilancio dell’iniziativa e non il debutto assoluto, dopo una prima edizione già realizzata negli anni scorsi.

Epic-Africa colloca il Premio in un contesto segnato dalla riduzione dello spazio civico e dalla diminuzione degli aiuti internazionali, sottolineando la necessità di sostenere percorsi di sviluppo in cui decisioni, risorse e risposte restino nelle mani delle comunità. “Per troppo tempo il riconoscimento è andato soprattutto alle organizzazioni più visibili o meglio finanziate”, ha dichiarato Rose Maruru, cofondatrice e direttrice generale di Epic-Africa, secondo quanto riportato nella nota. “Con questi premi vogliamo mettere in luce l’ingegno e l’impegno delle Osc africane e ricordare che lo sviluppo del continente passa prima di tutto dalle sue comunità”, ha aggiunto.

Il programma prevede cinque categorie. Tre sono dedicate alle organizzazioni: “organizzazioni operative”, impegnate direttamente con le comunità nella co-progettazione e nell’attuazione di soluzioni locali; “rafforzatori”, che supportano gli attori sul campo attraverso formazione, strumenti e servizi; “facilitatori”, cioè istituzioni che intervengono su politiche pubbliche, ricerca e quadri strategici per creare un contesto favorevole all’azione locale. Due categorie sono individuali: “leader emergenti”, riservata a persone sotto i 35 anni, e “persone d’impatto a vita”, destinata a figure con un impegno di lungo periodo nel rafforzamento della società civile.

Secondo Epic-Africa, il processo di selezione sarà articolato in tre fasi: un appello a candidature aperto anche a organizzazioni informali; una fase di accompagnamento per documentare l’impatto delle realtà preselezionate (attraverso testimonianze, studi di caso e dati); infine la valutazione di una giuria indipendente composta da esperti africani, che selezionerà vincitori e menzioni speciali.

Epic-Africa ha indicato che le candidature sono aperte a tutte le Osc africane, indipendentemente da dimensione e settore di intervento, e possono essere presentate in francese o inglese. Tutte le organizzazioni candidate avranno inoltre accesso alla piattaforma digitale African Cso Platform, destinata a favorire visibilità, networking e opportunità di finanziamento.

Epic-Africa è un’organizzazione panafricana con sede a Dakar, in Senegal, che lavora per rafforzare e dare maggiore visibilità alle organizzazioni della società civile (Osc) africane, promuovendo iniziative e piattaforme di networking, formazione e valorizzazione dell’impatto, tra cui i Premi delle Osc africane. [Agenzia Infomundi – Infocoopera]

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