Sana’a, 19 mar. – L’Organizzazione delle Nazioni Unite e i suoi partner umanitari hanno lanciato il piano di risposta 2026 per lo Yemen, richiedendo circa 1,99 miliardi di euro al fine di fornire assistenza vitale a 12 milioni di persone. Secondo il documento ufficiale Piano dei bisogni e della risposta umanitaria (Hnrp), diffuso ieri dall’Ufficio dell’Onu per il coordinamento degli affari umanitari (Ocha), lo Yemen affronta un contesto operativo sempre più complesso, segnato dal collasso economico, dallo sfollamento di massa e dagli shock climatici dopo oltre un decennio di conflitto. Il totale delle persone che necessitano di aiuti umanitari e protezione è stimato in 22,3 milioni, di cui 10,95 milioni sono donne e ragazze.
La sicurezza alimentare rimane un’emergenza critica: circa 18,3 milioni di persone sono in condizioni di insicurezza alimentare acuta e lo Yemen occupa attualmente il primo posto globale per popolazione in fase di emergenza secondo l’analisi del sistema di classificazione Ipc. I livelli di malnutrizione sono altrettanto allarmanti, con oltre 2,2 milioni di bambini sotto i cinque anni colpiti, inclusi più di 500 mila in condizioni severe, a cui si aggiungono 1,3 milioni di donne in gravidanza o in fase di allattamento che necessitano di cure. Sul fronte delle infrastrutture, circa il 41% delle strutture sanitarie risulta parzialmente funzionante o del tutto fuori servizio, mentre 14,4 milioni di persone hanno urgente bisogno di assistenza per l’accesso ad acqua potabile e servizi igienico-sanitari.
Il piano Onu stabilisce una risposta prioritaria focalizzata su 9,4 milioni di individui nelle aree colpite dalla crisi in modo più estremo, richiedendo per questi interventi urgenti uno stanziamento di circa 1,5 miliardi di euro. Gli obiettivi strategici puntano alla riduzione della mortalità e al miglioramento della dignità delle popolazioni più vulnerabili, tra cui si contano 5,2 milioni di sfollati interni, dato che rende lo Yemen la quinta crisi globale per numero di profughi . I funzionari delle Nazioni Unite hanno ribadito che, senza finanziamenti tempestivi e flessibili, milioni di persone rimarranno esposte a rischi crescenti di fame, malattie prevenibili e minacce alla protezione dei diritti umani fondamentali. [Agenzia Infomundi – Infocoopera]
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