Khartoum, 18 mar. – Il conflitto in Sudan si sta trasformando in una crisi umanitaria regionale, secondo quanto dichiarato ieri da Danielle Brouwer, coordinatrice della comunicazione Federazione internazionale delle società di Croce rossa e Mezzaluna rossa (Ifcr). “La crisi in Sudan non è solo interna al Paese, ma si sta estendendo a tutta la regione”, ha affermato Brouwer intervenendo da Juba, in Sud Sudan, durante un briefing con la stampa.
Secondo l’organizzazione, quasi 4,5 milioni di persone sono fuggite dal Sudan verso i Paesi vicini, spesso raggiungendo aree già fragili. Nella località di Renk, in Sud Sudan, i rifugiati “sopravvivono con quasi nulla”, ha spiegato Brouwer, sottolineando la scarsità di acqua, cibo e servizi igienici. “Percorrono lunghe distanze per l’acqua e spesso consumano un solo pasto al giorno. Ci sono pochi servizi igienici e un ospedale che serve 60mila persone è a corto di medicinali”, ha aggiunto.
Il sovraffollamento sta aggravando ulteriormente la situazione: circa 8.000 persone sono in attesa in un centro di transito a Renk, ben oltre la sua capacità, molte delle quali costrette a dormire in rifugi di fortuna. La coordinatrice ha citato anche il caso di una madre con due figli fuggita da Khartoum, che avrebbe camminato per circa 500 chilometri per mettersi in salvo.
La crisi è destinata a peggiorare con l’avvicinarsi della stagione delle piogge in Sud Sudan, che aumenta il rischio di inondazioni e malattie. [Agenzia Infomundi – Infocoopera]
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