Kinshasa, 18 feb. – L’Unione europea ha annunciato lo stanziamento di un nuovo pacchetto di aiuti umanitari per un valore di 81 milioni di euro destinato a sostenere le vittime del conflitto nella parte orientale della Repubblica democratica del Congo. La decisione, comunicata dalla Commissione europea, mira a fronteggiare l’aggravarsi della crisi umanitaria in un’area dello Stato devastata dagli scontri tra l’esercito e i gruppi ribelli.

Il finanziamento è stato presentato dal commissario per la Gestione delle crisi, Janez Lenarcic, il quale ha sottolineato come la situazione nel Paese africano abbia raggiunto livelli critici di sofferenza per la popolazione civile. Le risorse verranno impiegate per fornire assistenza medica d’urgenza, cibo, acqua potabile e servizi igienico-sanitari, oltre a garantire protezione ai profughi e agli sfollati interni che hanno abbandonato le proprie abitazioni a causa delle violenze.

L’impegno di Bruxelles si inserisce in un contesto di estrema precarietà, dove si stima che milioni di persone necessitino di assistenza immediata. La Commissione ha inoltre ribadito l’importanza del rispetto del diritto internazionale umanitario da parte di tutte le fazioni coinvolte nel conflitto, chiedendo corridoi sicuri per permettere alle organizzazioni di soccorso di operare senza impedimenti. Oltre ai fondi diretti, l’Ue continuerà a sostenere i ponti aerei umanitari per trasportare forniture essenziali nelle zone più isolate del Paese, dove i collegamenti terrestri sono interrotti o troppo pericolosi.

Il sostegno economico annunciato vuole essere, secondo i vertici di Bruxelles, una risposta alla drammatica escalation dei combattimenti che sta destabilizzando l’intera regione dei Grandi Laghi. Secondo i dati forniti dalle Nazioni Unite, il numero di persone in stato di insicurezza alimentare ha raggiunto cifre record, rendendo vitale l’apporto di partner internazionali per evitare una catastrofe di proporzioni ancora maggiori nel Paese. Le autorità locali sono state sollecitate a collaborare strettamente con le agenzie internazionali per assicurare che gli aiuti raggiungano le fasce più vulnerabili della società. [Agenzia Infomundi – Infocoopera]

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