Comunicati 2022

Edizione post Covid Codeway Expo: scommessa vinta.

Conclusa la manifestazione di Fiera Roma dedicata a cooperazione internazionale e sviluppo sostenibile: il prossimo appuntamento è dal 17 al 19 maggio 2023, ma per tutto l’anno resta attiva la piattaforma per il networking e un ricco programma di eventi.

“Ripartire oggi con una fiera di relazioni internazionali, dopo due anni di pandemia e una guerra in Europa in corso, è stata una vera scommessa. La manifestazione è riuscita e siamo molto soddisfatti di non avere desistito”. Così commenta Wladimiro Boccali, coordinatore di Codeway – Cooperation Development Expo, a conclusione della manifestazione fieristica dedicata alla cooperazione internazionale, con un focus specifico sul ruolo che aziende e privati giocano nel settore. Organizzata da Fiera Roma, la fiera è stata realizzata con il supporto di Regione Lazio, Camera di Commercio di Roma e Unioncamere Lazio e con il patrocinio di Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, Ministero della Transizione Ecologica, Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo, Organizzazione Internazionale Italo Latina Americana, Cassa Depositi e Prestiti, Simest, Anci, Conferenza delle Regioni e delle Province Autonome e molti altri rappresentanti istituzionali e associazioni di categoria.

Dopo due anni di fermo dovuto alla pandemia, Fiera Roma è tornata a essere, dal 18 al 20 maggio, il luogo fisico di incontro di un mondo eterogeneo e dinamico,n quale è quello della cooperazione internazionale, ospitando Istituzioni, Ong e aziende, che hanno potuto incontrarsi e confrontarsi tra loro e venire in contatto con numerose delegazioni provenienti da molti Paesi del mondo.

Si è già fissata la data della manifestazione dell’anno prossimo, dal 17 al 19 maggio 2023 a Fiera Roma. “Il lavoro di networking – precisa però Wladimiro Boccali – continuerà tutto l’anno. La piattaforma sul sito www.codewayexpo.com resterà sempre attiva per stimolare e raccogliere un confronto attivo tra le varie realtà che operano nell’ambito della cooperazione, in attesa dell’incontro di persona in fiera. Codeway conferma così il suo ruolo di strumento di supporto a un settore del tutto strategico per il Sistema Italia e dalle grandi potenzialità”.

Resterà attiva ancora per un mese (in home page sul sito della manifestazione al link Business 4 Cooperation Codeway – Info (b2match.io) anche la piattaforma B4C (Business for Cooperation) dedicata agli incontri B2B e B2G, organizzati con la collaborazione della rete Enterprise Europe Network, che ha deciso di prolungare la sua collaborazione con l’evento, offrendo un’ulteriore opportunità di networking alle aziende.

Conclusa la manifestazione di Fiera Roma dedicata a cooperazione internazionale e sviluppo sostenibile: il prossimo appuntamento è dal 17 al 19 maggio 2023, ma per tutto l’anno resta attiva la piattaforma per il networking e un ricco programma di eventi.

“Ripartire oggi con una fiera di relazioni internazionali, dopo due anni di pandemia e una guerra in Europa in corso, è stata una vera scommessa. La manifestazione è riuscita e siamo molto soddisfatti di non avere desistito”. Così commenta Wladimiro Boccali, coordinatore di Codeway – Cooperation Development Expo, a conclusione della manifestazione fieristica dedicata alla cooperazione internazionale, con un focus specifico sul ruolo che aziende e privati giocano nel settore. Organizzata da Fiera Roma, la fiera è stata realizzata con il supporto di Regione Lazio, Camera di Commercio di Roma e Unioncamere Lazio e con il patrocinio di Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, Ministero della Transizione Ecologica, Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo, Organizzazione Internazionale Italo Latina Americana, Cassa Depositi e Prestiti, Simest, Anci, Conferenza delle Regioni e delle Province Autonome e molti altri rappresentanti istituzionali e associazioni di categoria.

Dopo due anni di fermo dovuto alla pandemia, Fiera Roma è tornata a essere, dal 18 al 20 maggio, il luogo fisico di incontro di un mondo eterogeneo e dinamico,n quale è quello della cooperazione internazionale, ospitando Istituzioni, Ong e aziende, che hanno potuto incontrarsi e confrontarsi tra loro e venire in contatto con numerose delegazioni provenienti da molti Paesi del mondo.

Si è già fissata la data della manifestazione dell’anno prossimo, dal 17 al 19 maggio 2023 a Fiera Roma. “Il lavoro di networking – precisa però Wladimiro Boccali – continuerà tutto l’anno. La piattaforma sul sito www.codewayexpo.com resterà sempre attiva per stimolare e raccogliere un confronto attivo tra le varie realtà che operano nell’ambito della cooperazione, in attesa dell’incontro di persona in fiera. Codeway conferma così il suo ruolo di strumento di supporto a un settore del tutto strategico per il Sistema Italia e dalle grandi potenzialità”.

Resterà attiva ancora per un mese (in home page sul sito della manifestazione al link Business 4 Cooperation Codeway – Info (b2match.io) anche la piattaforma B4C (Business for Cooperation) dedicata agli incontri B2B e B2G, organizzati con la collaborazione della rete Enterprise Europe Network, che ha deciso di prolungare la sua collaborazione con l’evento, offrendo un’ulteriore opportunità di networking alle aziende.


Ultimo giorno di Codeway: formazione e transizione energetica i temi focus

Ultimo giorno di Codeway: formazione e transizione energetica i temi focus.

Dal “portare aiuto” al “portare sviluppo”, favorendo crescita economica sostenibile, inclusione sociale ed equità in loco. La cooperazione internazionale sempre più si muove in questa direzione, ma in Paesi nei quali il peso sociale ed economico dell’analfabetismo e del gap educativo è enorme, il perseguimento di questi obiettivi non può prescindere da attività volte alla diffusione dell’istruzione universale e di programmi di formazione ad alto valore aggiunto. Questo è stato il focus dell’appuntamento di apertura dell’ultimo giorno di Codeway Expo, la manifestazione di Fiera Roma dedicata alla Cooperazione allo Sviluppo Internazionale. Il convegno, organizzato assieme a Enel Foundation, partner scientifico della manifestazione, si è focalizzato proprio sull’importanza di sviluppare profili di alto livello in un’ottica di formazione delle competenze necessarie a far compiere quel salto di qualità al continente africano indispensabile per raggiungere un futuro sostenibile e sbloccare tutti i vantaggi che la transizione ecologica porta con sé.

“Siamo convinti – ha sottolineato Carlo Papa, Managing Director della Fondazione Enel – dell’importanza della formazione quale pilastro dello sviluppo sostenibile e pronti a convergere con istituzioni e privati per aumentare l’impatto di tutte le iniziative in campo”. Tutti i partecipanti del panel,ì attori, profit e no profit, della cooperazione internazionale, delle istituzioni e del mondo accademico, hanno convenuto sulla cruciale importanza di lavorare sul fronte delle riforme dei sistemi educativi, sulla diffusione di tecniche e strumenti di formazione e didattica. Il tutto, enfatizzando il concetto di give back, per permettere a coloro che hanno beneficiato di tali occasioni di crescita di riversare sul tessuto economico-sociale della propria comunità locale le nuove competenze acquisite, innescando una leva di cambiamento e di sviluppo sostenibile dei popoli.

Sempre nella mattinata di oggi, a cura di Coordinamento Regione Emilia-Romagna, si è tenuto l’appuntamento dedicato alla emergenza Ucraina, nel quale sono stati illustrati gli sforzi e le buone pratiche messe in atto dal Sistema regionale italiano per fare fronte a questa drammatica crisi. “È emerso con evidenza – ha sottolineato il coordinatore di Codeway Expo Wladimiro Boccali – come anche in questa occasione Regioni e Enti locali si siano dimostrati fondamentali nella costituzione dei progetti di cooperazione e nel supporto con ‘aiuti dal basso’”.

Il ciclo di incontri dell’Organizzazione Internazionale Italo-Latina Americana Codeway si è conclusa con la rassegna dei progetti di cooperazione in campo. Il Segretario culturale Jaime Nualart ha parlato della cultura come elemento trasversale di tutti i settori della Cooperazione, illustrando ai presenti i corsi di formazione, i premi a sostegno delle industrie creative latinoamericane e gli eventi volti a far conoscere la cultura dei Paesi latinoamericani in Italia. Cooperazione spaziale, telemedicina, progetti STEAM, sminamento umanitario e borse di studio, sono state invece le attività illustrate dalla Segretaria Tecnico-scientifica Ribeiro Viana che ha posto l’accento sulla volontà di questo settore di stare al passo con i tempi, aprendosi a nuove tematiche, come appunto la diplomazia in campo spaziale, cogliendo le grandi sfide del momento.
Ha concluso l’incontro la Segretaria Socio-Economica Canahuati che ha messo in risalto i progetti del suo settore relativi al turismo sostenibile e la partecipazione di IILA ai principali eventi fieristici italiani, promuovendo lo scambio di buone pratiche ed esperienze tra le PMI italiane e latinoamericane. Canahuati ha infine sottolineato che IILA è un grande strumento a servizio dell’America Latina e Caraibi per rafforzare il partenariato tra l’Italia e la regione.

L’appuntamento finale di Codeway si è svolto attorno al tema della sfida della transizione ecologica nei Paesi emergenti, un equilibrio difficile tra sviluppo economico, sostenibilità e tutela dell’ambiente. “La sfida dell’Agenda 2030 – ha spiegato Roberto Colaminè, Vice Direttore DGCS Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale – non riguarda solo l’ecologia, l’idea di una nuova economia, circolare, rispettosa dei valori dell’uomo è il vero cuore dello sforzo di avvicinamento tra mondo profit e mondo no profit”. E ha sottolineato come la cooperazione italiana voglia accompagnare i Paesi emergenti in un percorso di sviluppo sostenibile.
Luca Maestripieri, direttore dell’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo (Aics), ha sottolineato la necessità di azioni concertate per operare nei Paesi partner. “È fondamentale mettere a disposizione la formazione, così come il nostro know how a livello imprenditoriale, di progetti che sono presenti anche nei contesti più difficili”, ha detto. I soggetti che operano nel settore della cooperazione allo sviluppo devono “riuscire a trovare il modo di mettere a fattor comune le risorse pubbliche con i finanziamenti privati, in modo da creare le condizioni per perseguire gli obiettivi dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite” ha concluso. Gli altri protagonisti del tavolo, Giorgio Barbaglia, Responsabile Energie Rinnovabili Africa, Programma DREAM, Comunità di Sant’Egidio, Michael Riedi, Senior Analyst di Cassa Depositi e Prestiti, Silvio Gentile, Ceo di Green Utility SpA e Daniele Gizzi, Responsabile Settore Ambiente ed Economia Circolare Confartigianato Imprese, si sono ritrovati unanimi nel sostenere che “nonostante l’isterismo del momento”, la ‘giusta’ transizione ecologica intrapresa, la rincorsa verso le tecnologie rinnovabili, il cammino nella direzione della decarbonizzazione potranno forse rallentare momentaneamente, ma non arrestarsi. Nel nome di una scelta che oltre che etica e sostenibile è anche economicamente strategica.

Ultimo giorno di Codeway: formazione e transizione energetica i temi focus.

Dal “portare aiuto” al “portare sviluppo”, favorendo crescita economica sostenibile, inclusione sociale ed equità in loco. La cooperazione internazionale sempre più si muove in questa direzione, ma in Paesi nei quali il peso sociale ed economico dell’analfabetismo e del gap educativo è enorme, il perseguimento di questi obiettivi non può prescindere da attività volte alla diffusione dell’istruzione universale e di programmi di formazione ad alto valore aggiunto. Questo è stato il focus dell’appuntamento di apertura dell’ultimo giorno di Codeway Expo, la manifestazione di Fiera Roma dedicata alla Cooperazione allo Sviluppo Internazionale. Il convegno, organizzato assieme a Enel Foundation, partner scientifico della manifestazione, si è focalizzato proprio sull’importanza di sviluppare profili di alto livello in un’ottica di formazione delle competenze necessarie a far compiere quel salto di qualità al continente africano indispensabile per raggiungere un futuro sostenibile e sbloccare tutti i vantaggi che la transizione ecologica porta con sé.

““Siamo convinti – ha sottolineato Carlo Papa, Managing Director della Fondazione Enel – dell’importanza della formazione quale pilastro dello sviluppo sostenibile e pronti a convergere con istituzioni e privati per aumentare l’impatto di tutte le iniziative in campo”. Tutti i partecipanti del panel,ì attori, profit e no profit, della cooperazione internazionale, delle istituzioni e del mondo accademico, hanno convenuto sulla cruciale importanza di lavorare sul fronte delle riforme dei sistemi educativi, sulla diffusione di tecniche e strumenti di formazione e didattica. Il tutto, enfatizzando il concetto di give back, per permettere a coloro che hanno beneficiato di tali occasioni di crescita di riversare sul tessuto economico-sociale della propria comunità locale le nuove competenze acquisite, innescando una leva di cambiamento e di sviluppo sostenibile dei popoli.

Sempre nella mattinata di oggi, a cura di Coordinamento Regione Emilia-Romagna, si è tenuto l’appuntamento dedicato alla emergenza Ucraina, nel quale sono stati illustrati gli sforzi e le buone pratiche messe in atto dal Sistema regionale italiano per fare fronte a questa drammatica crisi. “È emerso con evidenza – ha sottolineato il coordinatore di Codeway Expo Wladimiro Boccali – come anche in questa occasione Regioni e Enti locali si siano dimostrati fondamentali nella costituzione dei progetti di cooperazione e nel supporto con ‘aiuti dal basso’”.

Il ciclo di incontri dell’Organizzazione Internazionale Italo-Latina Americana Codeway si è conclusa con la rassegna dei progetti di cooperazione in campo. Il Segretario culturale Jaime Nualart ha parlato della cultura come elemento trasversale di tutti i settori della Cooperazione, illustrando ai presenti i corsi di formazione, i premi a sostegno delle industrie creative latinoamericane e gli eventi volti a far conoscere la cultura dei Paesi latinoamericani in Italia. Cooperazione spaziale, telemedicina, progetti STEAM, sminamento umanitario e borse di studio, sono state invece le attività illustrate dalla Segretaria Tecnico-scientifica Ribeiro Viana che ha posto l’accento sulla volontà di questo settore di stare al passo con i tempi, aprendosi a nuove tematiche, come appunto la diplomazia in campo spaziale, cogliendo le grandi sfide del momento.
Ha concluso l’incontro la Segretaria Socio-Economica Canahuati che ha messo in risalto i progetti del suo settore relativi al turismo sostenibile e la partecipazione di IILA ai principali eventi fieristici italiani, promuovendo lo scambio di buone pratiche ed esperienze tra le PMI italiane e latinoamericane. Canahuati ha infine sottolineato che IILA è un grande strumento a servizio dell’America Latina e Caraibi per rafforzare il partenariato tra l’Italia e la regione.

L’appuntamento finale di Codeway si è svolto attorno al tema della sfida della transizione ecologica nei Paesi emergenti, un equilibrio difficile tra sviluppo economico, sostenibilità e tutela dell’ambiente. “La sfida dell’Agenda 2030 – ha spiegato Roberto Colaminè, Vice Direttore DGCS Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale – non riguarda solo l’ecologia, l’idea di una nuova economia, circolare, rispettosa dei valori dell’uomo è il vero cuore dello sforzo di avvicinamento tra mondo profit e mondo no profit”. E ha sottolineato come la cooperazione italiana voglia accompagnare i Paesi emergenti in un percorso di sviluppo sostenibile.
Luca Maestripieri, direttore dell’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo (Aics), ha sottolineato la necessità di azioni concertate per operare nei Paesi partner. “È fondamentale mettere a disposizione la formazione, così come il nostro know how a livello imprenditoriale, di progetti che sono presenti anche nei contesti più difficili”, ha detto. I soggetti che operano nel settore della cooperazione allo sviluppo devono “riuscire a trovare il modo di mettere a fattor comune le risorse pubbliche con i finanziamenti privati, in modo da creare le condizioni per perseguire gli obiettivi dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite” ha concluso. Gli altri protagonisti del tavolo, Giorgio Barbaglia, Responsabile Energie Rinnovabili Africa, Programma DREAM, Comunità di Sant’Egidio, Michael Riedi, Senior Analyst di Cassa Depositi e Prestiti, Silvio Gentile, Ceo di Green Utility SpA e Daniele Gizzi, Responsabile Settore Ambiente ed Economia Circolare Confartigianato Imprese, si sono ritrovati unanimi nel sostenere che “nonostante l’isterismo del momento”, la ‘giusta’ transizione ecologica intrapresa, la rincorsa verso le tecnologie rinnovabili, il cammino nella direzione della decarbonizzazione potranno forse rallentare momentaneamente, ma non arrestarsi. Nel nome di una scelta che oltre che etica e sostenibile è anche economicamente strategica.


Progetti di cooperazione e aziende impegnate nella sostenibilità, tutti i protagonisti del secondo giorno di Codeway Expo

Progetti di cooperazione e aziende impegnate nella sostenibilità, tutti i protagonisti del secondo giorno di Codeway Expo.

Prosegue con un intenso programma di appuntamenti la seconda giornata di Codeway – Cooperation Development Expo, la Fiera della Cooperazione allo Sviluppo Internazionale, dopo due anni di pandemia finalmente in presenza presso i padiglioni di Fiera Roma, dal 18 al 20 maggio.

Tra i protagonisti di oggi il Consiglio Nazionale degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori (CNAPPC), che da Codeway Expo lancia “le linee guida per l’accoglienza di architetti e studenti ucraini profughi in Italia”, un insieme di indicazioni concrete, alla luce del quadro operativo vigente, elaborate per supportare gli Ordini provinciali e la comunità degli architetti nelle eventuali azioni di “accoglienza”, presso gli studi professionali, di architetti e studenti ucraini sfollati a seguito dell’invasione militare. Sempre nella seconda giornata di manifestazione è stato presentato dall’Università Cattolica del Sacro Cuore il progetto dedicato alla formazione e all’assistenza ostetrica in Africa. Ideato da alcuni docenti medici dell’Università Cattolica, molti dei quali operanti al Policlinico Universitario A. Gemelli IRCCS, e coordinato dal Centro di Ateneo per la Solidarietà internazionale (CeSI), il progetto è partito nel mese di maggio 2020 con primi incontri di formazione a distanza per il personale degli ospedali in Tanzania, Mozambico, Congo, Nuova Guinea, Etiopia, Camerun, Burundi, Gibuti e Uganda e si è concretizzato in un protocollo formativo per supportare medici e operatori sanitari in Africa nell’utilizzo dell’ecografo al fine di verificare le condizioni dei polmoni dei pazienti.

Molto interessanti gli incontri promossi dalle Regioni. Nella mattina, l’appuntamento a cura della Regione Lazio ha acceso i riflettori sulla crisi afghana. “Dobbiamo sforzarci di tenere alta l’attenzione su tutte le emergenze – ha sottolineato Flavia Zaccari, dirigente Area Cooperazione internazionale allo Sviluppo sostenibile –. Nel mondo oggi ci sono 160 guerre in corso e 193 milioni di persone nell’area della fame e questa è la nostra grande sconfitta. Le condizioni in Afghanistan sono drammatiche, oggi abbiamo illustrato un progetto, proposto alle Regioni dall’Organizzazione Mondiale della Sanità e supportato dalle Regioni Lazio, Emilia-Romagna e Puglia, che riguarda le zone montuose del Paese, dove ci sono servizi sanitari in grande crisi. Si tratta di un finanziamento in continuità con MAECI e AICS, per sostenere ospedali di maternità e centri di vaccinazione Covid”. Vi è stata anche la proiezione del film finanziato dalla Regione Lazio “Enaiat, l’incredibile storia” della regista patrizia schiavo. Nel pomeriggio, nel corso dell’incontro organizzato dalla Regione Emilia-Romagna e introdotto dalla Vicepresidente della Regione Elly Schlein, si è discusso del ruolo che territori ed enti territoriali devono avere nelle politiche di educazione alla cittadinanza globale, sottolineando la necessità di un percorso ampio e integrato, che coinvolga ambiti tematici differenti e corra parallelo e complementare allo sviluppo sostenibile.

Sempre nel pomeriggio Codeway Expo ha puntato ancora una volta l’attenzione sul ruolo che le imprese possono e devono giocare nello sviluppo sostenibile, con l’incontro “La Cooperazione Internazionale: nove opportunità di business del settore profit”. La dirigente della Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo, Grazia Sgarra, ha illustrato le potenzialità concrete dei bandi profit dell’Agenzia, che “promuove un business inclusivo, sostenibile e innovativo”. Ha sottolineato l’esigenza di adottare un punto di vista innovativo per guardare all’area mediterranea, citando anche il Libro Bianco sul rilancio del Mezzogiorno appena presentato, Simone Ginesi di The European House Ambrosetti: “Dobbiamo identificare una nuova visione e agenda di sviluppo e la cooperazione – ha sottolineato – può e deve essere uno degli strumenti per raggiungere l’obiettivo”.

Proprio la partecipazione delle aziende a Codeway Expo rappresenta il principale tratto distintivo dell’appuntamento. Protagoniste dell’edizione di quest’anno sono alcune tra le più innovative realtà a livello internazionale, eccellenze nell’offrire soluzioni sostenibili nel campo della cooperazione.

Così la De Lorenzo, ora tra l’altro impegnata nella costruzione di 5 scuole in Ghana. La S.p.A è specializzata in progettazione, sviluppo e produzione di attrezzature didattiche per la formazione tecnica e professionale, strumenti che servono per convertire le conoscenze teoriche in esperienze e competenze pratiche e sono particolarmente utili nei Paesi emergenti. Desalinizza l’acqua, sfruttando l’energia solare Genius Watter, giovane startup con una consolidata esperienza alle spalle, che ora sta lavorando per offrire acqua potabile e sicura a una comunità di circa 10.000 persone in Somaliland. Porta invece l’energia pulita a chi, nelle più sperdute regioni del mondo, non ne ha accesso OffgridSun. Attualmente sta lavorando in circa 15 paesi in partnership con aziende locali e Ong, implementando soluzioni tecnologiche innovative ed affidabili basate sull’energia solare. Newster Group produce e commercializza macchinari ecosostenibili, che offrono una varietà di prodotti in grado di soddisfare tutte le necessità per il trattamento dei rifiuti ospedalieri. Ora, con il CAM – Consorzio Associazioni con il Mozambico onlus di Trento e AICS – Agenzia italiana per la cooperazione allo sviluppo, ha avviato a Beira la creazione di un’azienda di servizi specializzata nella raccolta dei rifiuti infetti, con lo scopo di salvaguardare l’ambiente con un adeguato trattamento degli scarti pericolosi delle strutture sanitarie e, allo stesso tempo, di offrire lavoro, formando figure specializzate in loco. Ben rappresentato in fiera anche il tessuto imprenditoriale della Regione Lazio, con la partecipazione di Pmi tutte ad alto tasso di innovazione, digitalizzazione e attenzione alla sostenibilità. Sono presenti anche due aziende ucraine, che operano nel campo dell’energia e dei fertilizzanti.

Da segnalare, tra gli stand della manifestazione, anche tre piccole esposizioni artistiche. C’è nel padiglione 7, promossa dalla rivista Africa e Affari, la mostra Terra Madre, che racconta la sfida della sostenibilità ambientale in Africa attraverso 40 immagini realizzate da grandi fotografi, tra i quali anche premi Pulitzer. l loro scatti sono uno sguardo corale sulle urgenze più impellenti per l’umanità viste dal continente più fragile, resiliente e vitale, che paradossalmente contribuisce meno alle emissioni di gas nocivi nell’atmosfera ma paga il prezzo più alto per i cambiamenti climatici.
Sempre in fiera è stata realizzata una tappa della mostra itinerante “Lo Spazio morale”, https://www.architettiecooperazione.org/mostra-itinerante/ organizzata dal Consiglio Nazionale degli Architetti. La mostra illustra in 37 pannelli parte dell’impegno civile degli architetti italiani in situazioni emergenziali e critiche e mette a disposizione della comunità e dei professionisti le migliori pratiche a sostegno dei territori deboli. Vi è infine, presso lo stand FAO, una raccolta di scatti celebrativi dell’Anno internazionale della pesca e dell’acquacoltura artigianali, quale è stato dichiarato il 2022 dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite. Le fotografie, provenienti da tutto il mondo, mirano a sottolineare l’importanza della piccola pesca artigianale e dell’acquacoltura per i nostri sistemi alimentari.

Progetti di cooperazione e aziende impegnate nella sostenibilità, tutti i protagonisti del secondo giorno di Codeway Expo.

Prosegue con un intenso programma di appuntamenti la seconda giornata di Codeway – Cooperation Development Expo, la Fiera della Cooperazione allo Sviluppo Internazionale, dopo due anni di pandemia finalmente in presenza presso i padiglioni di Fiera Roma, dal 18 al 20 maggio.

Tra i protagonisti di oggi il Consiglio Nazionale degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori (CNAPPC), che da Codeway Expo lancia “le linee guida per l’accoglienza di architetti e studenti ucraini profughi in Italia”, un insieme di indicazioni concrete, alla luce del quadro operativo vigente, elaborate per supportare gli Ordini provinciali e la comunità degli architetti nelle eventuali azioni di “accoglienza”, presso gli studi professionali, di architetti e studenti ucraini sfollati a seguito dell’invasione militare. Sempre nella seconda giornata di manifestazione è stato presentato dall’Università Cattolica del Sacro Cuore il progetto dedicato alla formazione e all’assistenza ostetrica in Africa. Ideato da alcuni docenti medici dell’Università Cattolica, molti dei quali operanti al Policlinico Universitario A. Gemelli IRCCS, e coordinato dal Centro di Ateneo per la Solidarietà internazionale (CeSI), il progetto è partito nel mese di maggio 2020 con primi incontri di formazione a distanza per il personale degli ospedali in Tanzania, Mozambico, Congo, Nuova Guinea, Etiopia, Camerun, Burundi, Gibuti e Uganda e si è concretizzato in un protocollo formativo per supportare medici e operatori sanitari in Africa nell’utilizzo dell’ecografo al fine di verificare le condizioni dei polmoni dei pazienti.

Molto interessanti gli incontri promossi dalle Regioni. Nella mattina, l’appuntamento a cura della Regione Lazio ha acceso i riflettori sulla crisi afghana. “Dobbiamo sforzarci di tenere alta l’attenzione su tutte le emergenze – ha sottolineato Flavia Zaccari, dirigente Area Cooperazione internazionale allo Sviluppo sostenibile –. Nel mondo oggi ci sono 160 guerre in corso e 193 milioni di persone nell’area della fame e questa è la nostra grande sconfitta. Le condizioni in Afghanistan sono drammatiche, oggi abbiamo illustrato un progetto, proposto alle Regioni dall’Organizzazione Mondiale della Sanità e supportato dalle Regioni Lazio, Emilia-Romagna e Puglia, che riguarda le zone montuose del Paese, dove ci sono servizi sanitari in grande crisi. Si tratta di un finanziamento in continuità con MAECI e AICS, per sostenere ospedali di maternità e centri di vaccinazione Covid”. Vi è stata anche la proiezione del film finanziato dalla Regione Lazio “Enaiat, l’incredibile storia” della regista patrizia schiavo. Nel pomeriggio, nel corso dell’incontro organizzato dalla Regione Emilia-Romagna e introdotto dalla Vicepresidente della Regione Elly Schlein, si è discusso del ruolo che territori ed enti territoriali devono avere nelle politiche di educazione alla cittadinanza globale, sottolineando la necessità di un percorso ampio e integrato, che coinvolga ambiti tematici differenti e corra parallelo e complementare allo sviluppo sostenibile.

Sempre nel pomeriggio Codeway Expo ha puntato ancora una volta l’attenzione sul ruolo che le imprese possono e devono giocare nello sviluppo sostenibile, con l’incontro “La Cooperazione Internazionale: nove opportunità di business del settore profit”. La dirigente della Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo, Grazia Sgarra, ha illustrato le potenzialità concrete dei bandi profit dell’Agenzia, che “promuove un business inclusivo, sostenibile e innovativo”. Ha sottolineato l’esigenza di adottare un punto di vista innovativo per guardare all’area mediterranea, citando anche il Libro Bianco sul rilancio del Mezzogiorno appena presentato, Simone Ginesi di The European House Ambrosetti: “Dobbiamo identificare una nuova visione e agenda di sviluppo e la cooperazione – ha sottolineato – può e deve essere uno degli strumenti per raggiungere l’obiettivo”.

Proprio la partecipazione delle aziende a Codeway Expo rappresenta il principale tratto distintivo dell’appuntamento. Protagoniste dell’edizione di quest’anno sono alcune tra le più innovative realtà a livello internazionale, eccellenze nell’offrire soluzioni sostenibili nel campo della cooperazione.

Così la De Lorenzo, ora tra l’altro impegnata nella costruzione di 5 scuole in Ghana. La S.p.A è specializzata in progettazione, sviluppo e produzione di attrezzature didattiche per la formazione tecnica e professionale, strumenti che servono per convertire le conoscenze teoriche in esperienze e competenze pratiche e sono particolarmente utili nei Paesi emergenti. Desalinizza l’acqua, sfruttando l’energia solare Genius Watter, giovane startup con una consolidata esperienza alle spalle, che ora sta lavorando per offrire acqua potabile e sicura a una comunità di circa 10.000 persone in Somaliland. Porta invece l’energia pulita a chi, nelle più sperdute regioni del mondo, non ne ha accesso OffgridSun. Attualmente sta lavorando in circa 15 paesi in partnership con aziende locali e Ong, implementando soluzioni tecnologiche innovative ed affidabili basate sull’energia solare. Newster Group produce e commercializza macchinari ecosostenibili, che offrono una varietà di prodotti in grado di soddisfare tutte le necessità per il trattamento dei rifiuti ospedalieri. Ora, con il CAM – Consorzio Associazioni con il Mozambico onlus di Trento e AICS – Agenzia italiana per la cooperazione allo sviluppo, ha avviato a Beira la creazione di un’azienda di servizi specializzata nella raccolta dei rifiuti infetti, con lo scopo di salvaguardare l’ambiente con un adeguato trattamento degli scarti pericolosi delle strutture sanitarie e, allo stesso tempo, di offrire lavoro, formando figure specializzate in loco. Ben rappresentato in fiera anche il tessuto imprenditoriale della Regione Lazio, con la partecipazione di Pmi tutte ad alto tasso di innovazione, digitalizzazione e attenzione alla sostenibilità. Sono presenti anche due aziende ucraine, che operano nel campo dell’energia e dei fertilizzanti.

Da segnalare, tra gli stand della manifestazione, anche tre piccole esposizioni artistiche. C’è nel padiglione 7, promossa dalla rivista Africa e Affari, la mostra Terra Madre, che racconta la sfida della sostenibilità ambientale in Africa attraverso 40 immagini realizzate da grandi fotografi, tra i quali anche premi Pulitzer. l loro scatti sono uno sguardo corale sulle urgenze più impellenti per l’umanità viste dal continente più fragile, resiliente e vitale, che paradossalmente contribuisce meno alle emissioni di gas nocivi nell’atmosfera ma paga il prezzo più alto per i cambiamenti climatici.
Sempre in fiera è stata realizzata una tappa della mostra itinerante “Lo Spazio morale”, https://www.architettiecooperazione.org/mostra-itinerante/ organizzata dal Consiglio Nazionale degli Architetti. La mostra illustra in 37 pannelli parte dell’impegno civile degli architetti italiani in situazioni emergenziali e critiche e mette a disposizione della comunità e dei professionisti le migliori pratiche a sostegno dei territori deboli. Vi è infine, presso lo stand FAO, una raccolta di scatti celebrativi dell’Anno internazionale della pesca e dell’acquacoltura artigianali, quale è stato dichiarato il 2022 dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite. Le fotografie, provenienti da tutto il mondo, mirano a sottolineare l’importanza della piccola pesca artigianale e dell’acquacoltura per i nostri sistemi alimentari.


Codeway Expo, sicurezza e sostenibilità alimentare, imprese italiane possono avere un ruolo da protagoniste

Codeway Expo, sicurezza e sostenibilità alimentare, imprese italiane possono avere un ruolo da protagoniste.

La questione della sicurezza e della sostenibilità alimentare è una delle sfide più urgenti di questo momento storico, resa ancora più acuta da contingenze drammatiche come la pandemia da Covid19, la guerra in Ucraina e i cambiamenti climatici in atto. Con l’appuntamento di apertura di Codeway – Cooperation Development Expo, la manifestazione di Fiera Roma dedicata alla cooperazione internazionale, si è affrontato il tema con l’obiettivo di dargli un taglio propositivo e operativo, ponendo al centro possibili azioni concrete promosse dal sistema Italia e dagli operatori privati e guardando con attenzione il ruolo che le imprese italiane possono giocare nella strategia di proiezione internazionale dell’Italia sul tema della sicurezza e della sostenibilità alimentare, ponendosi al centro non solo del dibattito ma anche dell’azione che il nostro Paese svilupperà in questo settore centrale della nostra cooperazione internazionale.

“L’Italia – ha commentato la Vice Ministra degli Esteri Marina Sereni, intervenendo in collegamento da Berlino a Codeway – guarda con grande preoccupazione alla situazione dei Paesi dell’area del Mediterraneo generata dalla guerra in Ucraina in termini di aumenti dei prezzi e di penuria dei beni di base e alle conseguenze geopolitiche, economiche e sociali di questa situazione”. Per vincere la sfida della sicurezza alimentare e promuovere sistemi agroalimentari più sostenibili – secondo Sereni – è necessario favorire la cooperazione tra tutti gli attori, istituzionali e non, in una prospettiva multilaterale e multi-attoriale che investa nella ricerca di sinergie, alleanze e partenariati di lungo periodo”. La Vice Ministra ha quindi ribadito che “per vincere la sfida della sicurezza alimentare e promuovere sistemi agroalimentari più sostenibili, le imprese giocano un ruolo centrale”, ha concluso Sereni.

Ha posto l’attenzione sulla centralità del ruolo delle imprese anche Angelo Riccaboni, Presidente Fondazione PRIMA, Barcellona, e Santa Chiara Lab, UniSi, Co-Chair UN SDSN Europe, Parigi. “In questo stesso periodo è maturata anche la consapevolezza che le imprese possono fornire un contributo positivo ad affrontare le questioni ambientali e sociali cui ci troviamo di fronte – ha illustrato il Professore -. Questo può avvenire in due modi: inducendo le imprese a migliorare la quantità e la qualità, compresa la sostenibilità, delle proprie produzioni e sfruttando al massimo il loro potenziale di cooperazione in ragione della loro partecipazione alle filiere globali. In tale contesto, l’esperienza italiana appare particolarmente significativa. Interessanti potenzialità – ha sottolineato Riccaboni – sono espresse in particolare dal modello di filiera venutosi a creare in Italia e per le modalità con cui le imprese italiane partecipano alle filiere globali. Le filiere italiane sono costituite, tradizionalmente, da aziende molto attente ai territori, capaci di valorizzare, attraverso prodotti di qualità, l’elevato grado di biodiversità del nostro Paese, le differenti produzioni agroalimentari e le eterogenee culture locali del cibo”.

Soluzioni preziose in termini di accesso al cibo, benessere delle persone e futuro del Pianeta possono derivare dalla diffusione di un modello, come quello agroalimentare italiano, basato sulla valorizzazione delle produzioni locali, intense connessioni con il territorio e le comunità, capacità di connettere filiere corte con quelle internazionali, attenzione all’impatto ambientale e alla freschezza dei prodotti, giusto equilibrio fra tradizione e innovazione. “È sbagliato e frutto di interessi di parte voler standardizzare il cibo – ha commentato Ivano Vacondio, Presidente Federalimentare – e dobbiamo riconoscere che è stato fatto da tutto il nostro Paese un lavoro straordinario per diffondere la cultura e la conoscenza della Dieta Mediterranea”.

Fabio Massimo Pallottini, Presidente di Italmercati, ha sottolineato l’impegno della rete di imprese “nel promuovere lo sviluppo del settore agroalimentare a livello internazionale, in particolare in quei Paesi emergenti come la Tunisia e Kazakhstan. Per poter mettere a frutto l’impegno della Rete dei mercati – ha spiegato Pallottini -, abbiamo chiesto, suscitando una reazione positiva ed entusiasta, che i Rappresentanti istituzionali e, in primis il MAECI, ripongano una maggiore attenzione a queste realtà, accompagnandole nelle scelte strategiche, potenziando gli scambi commerciali e creando le giuste condizioni per valorizzare il know how italiano fatto di grandi professionalità e competenze. Solo attraverso una costante sinergia tra istituzioni e operatori, riusciremo a esportare il Made in Italy”.

La Rappresentante Speciale dell’Unione Europea per il Sahel, Emanuela Del Re, ha sottolineato l’importanza di incrementare il coinvolgimento delle imprese che si occupano di conservazione e trasformazione degli alimenti per dare un contributo “utilissimo” alla causa dello sviluppo nella regione. “Il trasferimento delle competenze del settore privato tramite reti di conoscenze come le diaspore – ha dichiarato Del Re – è fondamentale per creare sistemi che possano risolvere problemi di crescita e sostenibilità nella regione del Sahel”.

Il Vice Direttore Generale Aggiunto della FAO Maurizio Martina ha ricordato come la concomitanza di crisi drammatiche abbia reso ancora più grave l’emergenza alimentare, facendo registrare tra 2020 e 2021 193 milioni di persone nell’area della fame, 40 milioni di persone in più in un anno. “Nonostante la drammaticità della situazione – ha precisato Martina – non sono tra quelli che pensano che dobbiamo rinunciare ai temi della sostenibilità. Dobbiamo affrontare il nodo della sicurezza alimentare nella sua molteplicità di aspetti”. Rispetto al ruolo dell’Italia, Il Vice Direttore Generale Aggiunto della FAO ha sottolineato che bisogna “valorizzare di più e meglio le specificità che abbiamo. Bisogna fare sistema e costruire un’idea di collettivo attorno alle eccellenze”.

Hanno ribadito l’obiettivo di fare di CODEWAY uno strumento di supporto alle imprese italiane interessate a incominciare o incrementare la propria presenza sui mercati internazionali e impiegare “creatività” e “innovazione” per una soluzione alle sfide dello Sviluppo Sostenibile, come auspicato dall’Agenda 2030, Monica Lucarelli, Assessora alle Attività Produttive e Pari Opportunità, Roma Capitale, Paolo Orneli, Assessore Sviluppo Economico, Commercio e Artigianato, Università, Ricerca, Start – Up e Innovazione Regione Lazio e Fabio Casasoli, Amministratore unico di Fiera Roma.
“Le ragioni che rendevano straordinaria l’idea alla base di Codeway – ha detto Orneli – prima della pandemia, oggi si sono rafforzate. Il Covid-19 ha messo fine a un modello di sviluppo sbagliato, le ragioni alla base della cooperazione allo sviluppo oggi sono tutte più forti”.

Codeway Expo, sicurezza e sostenibilità alimentare, imprese italiane possono avere un ruolo da protagoniste.

La questione della sicurezza e della sostenibilità alimentare è una delle sfide più urgenti di questo momento storico, resa ancora più acuta da contingenze drammatiche come la pandemia da Covid19, la guerra in Ucraina e i cambiamenti climatici in atto. Con l’appuntamento di apertura di Codeway – Cooperation Development Expo, la manifestazione di Fiera Roma dedicata alla cooperazione internazionale, si è affrontato il tema con l’obiettivo di dargli un taglio propositivo e operativo, ponendo al centro possibili azioni concrete promosse dal sistema Italia e dagli operatori privati e guardando con attenzione il ruolo che le imprese italiane possono giocare nella strategia di proiezione internazionale dell’Italia sul tema della sicurezza e della sostenibilità alimentare, ponendosi al centro non solo del dibattito ma anche dell’azione che il nostro Paese svilupperà in questo settore centrale della nostra cooperazione internazionale.

“L’Italia – ha commentato la Vice Ministra degli Esteri Marina Sereni, intervenendo in collegamento da Berlino a Codeway – guarda con grande preoccupazione alla situazione dei Paesi dell’area del Mediterraneo generata dalla guerra in Ucraina in termini di aumenti dei prezzi e di penuria dei beni di base e alle conseguenze geopolitiche, economiche e sociali di questa situazione”. Per vincere la sfida della sicurezza alimentare e promuovere sistemi agroalimentari più sostenibili – secondo Sereni – è necessario favorire la cooperazione tra tutti gli attori, istituzionali e non, in una prospettiva multilaterale e multi-attoriale che investa nella ricerca di sinergie, alleanze e partenariati di lungo periodo”. La Vice Ministra ha quindi ribadito che “per vincere la sfida della sicurezza alimentare e promuovere sistemi agroalimentari più sostenibili, le imprese giocano un ruolo centrale”, ha concluso Sereni.

Ha posto l’attenzione sulla centralità del ruolo delle imprese anche Angelo Riccaboni, Presidente Fondazione PRIMA, Barcellona, e Santa Chiara Lab, UniSi, Co-Chair UN SDSN Europe, Parigi. “In questo stesso periodo è maturata anche la consapevolezza che le imprese possono fornire un contributo positivo ad affrontare le questioni ambientali e sociali cui ci troviamo di fronte – ha illustrato il Professore -. Questo può avvenire in due modi: inducendo le imprese a migliorare la quantità e la qualità, compresa la sostenibilità, delle proprie produzioni e sfruttando al massimo il loro potenziale di cooperazione in ragione della loro partecipazione alle filiere globali. In tale contesto, l’esperienza italiana appare particolarmente significativa. Interessanti potenzialità – ha sottolineato Riccaboni – sono espresse in particolare dal modello di filiera venutosi a creare in Italia e per le modalità con cui le imprese italiane partecipano alle filiere globali. Le filiere italiane sono costituite, tradizionalmente, da aziende molto attente ai territori, capaci di valorizzare, attraverso prodotti di qualità, l’elevato grado di biodiversità del nostro Paese, le differenti produzioni agroalimentari e le eterogenee culture locali del cibo”.

Soluzioni preziose in termini di accesso al cibo, benessere delle persone e futuro del Pianeta possono derivare dalla diffusione di un modello, come quello agroalimentare italiano, basato sulla valorizzazione delle produzioni locali, intense connessioni con il territorio e le comunità, capacità di connettere filiere corte con quelle internazionali, attenzione all’impatto ambientale e alla freschezza dei prodotti, giusto equilibrio fra tradizione e innovazione. “È sbagliato e frutto di interessi di parte voler standardizzare il cibo – ha commentato Ivano Vacondio, Presidente Federalimentare – e dobbiamo riconoscere che è stato fatto da tutto il nostro Paese un lavoro straordinario per diffondere la cultura e la conoscenza della Dieta Mediterranea”.

Fabio Massimo Pallottini, Presidente di Italmercati, ha sottolineato l’impegno della rete di imprese “nel promuovere lo sviluppo del settore agroalimentare a livello internazionale, in particolare in quei Paesi emergenti come la Tunisia e Kazakhstan. Per poter mettere a frutto l’impegno della Rete dei mercati – ha spiegato Pallottini -, abbiamo chiesto, suscitando una reazione positiva ed entusiasta, che i Rappresentanti istituzionali e, in primis il MAECI, ripongano una maggiore attenzione a queste realtà, accompagnandole nelle scelte strategiche, potenziando gli scambi commerciali e creando le giuste condizioni per valorizzare il know how italiano fatto di grandi professionalità e competenze. Solo attraverso una costante sinergia tra istituzioni e operatori, riusciremo a esportare il Made in Italy”.

La Rappresentante Speciale dell’Unione Europea per il Sahel, Emanuela Del Re, ha sottolineato l’importanza di incrementare il coinvolgimento delle imprese che si occupano di conservazione e trasformazione degli alimenti per dare un contributo “utilissimo” alla causa dello sviluppo nella regione. “Il trasferimento delle competenze del settore privato tramite reti di conoscenze come le diaspore – ha dichiarato Del Re – è fondamentale per creare sistemi che possano risolvere problemi di crescita e sostenibilità nella regione del Sahel”.

Il Vice Direttore Generale Aggiunto della FAO Maurizio Martina ha ricordato come la concomitanza di crisi drammatiche abbia reso ancora più grave l’emergenza alimentare, facendo registrare tra 2020 e 2021 193 milioni di persone nell’area della fame, 40 milioni di persone in più in un anno. “Nonostante la drammaticità della situazione – ha precisato Martina – non sono tra quelli che pensano che dobbiamo rinunciare ai temi della sostenibilità. Dobbiamo affrontare il nodo della sicurezza alimentare nella sua molteplicità di aspetti”. Rispetto al ruolo dell’Italia, Il Vice Direttore Generale Aggiunto della FAO ha sottolineato che bisogna “valorizzare di più e meglio le specificità che abbiamo. Bisogna fare sistema e costruire un’idea di collettivo attorno alle eccellenze”.

Hanno ribadito l’obiettivo di fare di CODEWAY uno strumento di supporto alle imprese italiane interessate a incominciare o incrementare la propria presenza sui mercati internazionali e impiegare “creatività” e “innovazione” per una soluzione alle sfide dello Sviluppo Sostenibile, come auspicato dall’Agenda 2030, Monica Lucarelli, Assessora alle Attività Produttive e Pari Opportunità, Roma Capitale, Paolo Orneli, Assessore Sviluppo Economico, Commercio e Artigianato, Università, Ricerca, Start – Up e Innovazione Regione Lazio e Fabio Casasoli, Amministratore unico di Fiera Roma.
“Le ragioni che rendevano straordinaria l’idea alla base di Codeway – ha detto Orneli – prima della pandemia, oggi si sono rafforzate. Il Covid-19 ha messo fine a un modello di sviluppo sbagliato, le ragioni alla base della cooperazione allo sviluppo oggi sono tutte più forti”.


A Roma si accendono i riflettori su cooperazione internazionale e sviluppo sostenibile.

Comunicato stampa Codeway Expo 2022.

A Roma si accendono i riflettori su cooperazione internazionale e sviluppo sostenibile.

Dal 18 al 20 maggio a Fiera Roma c’è Codeway – Cooperation Development Expo, la manifestazione fieristica che mette in connessione istituzioni, ong e aziende.

La cooperazione internazionale e lo sviluppo sostenibile restano centrali anche e soprattutto in un momento storico in cui il mondo è scosso da una pandemia globale e da una guerra in seno all’Europa. Dal 18 al 20 maggio a Fiera Roma si accendono i riflettori su un settore cruciale per gli equilibri sociali ed economici del pianeta, con Codeway – Cooperation Development Expo. È la manifestazione fieristica dedicata alla cooperazione internazionale, con un focus specifico sul ruolo che aziende e privati giocano nel settore (la partecipazione è gratuita, qui il link di registrazione
https://survey.fieraroma.it/execute/survey?surveyID=registrazione-CODEWAY2022& action=start&lang=it).

Organizzata da Fiera Roma con il supporto di Regione Lazio, Camera di Commercio di Roma e Unioncamere Lazio, nasce per essere il luogo annuale di incontro di un mondo sfaccettato e dinamico, per definizione sempre in viaggio, quale è quello della cooperazione internazionale. È una piattaforma, finalmente anche fisica, dove i principali protagonisti della cooperazione – soggetti pubblici e istituzionali, ong, aziende e mondo privato – possono conoscersi, discutere e riflettere sulle sfide più strategiche, con lo sguardo rivolto agli obiettivi di sviluppo sostenibile prefissati nell’agenda 2030. Codeway accoglie e sviluppa input e proposte dei partner –tra gli altri, Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, Ministero della Transizione Ecologica, Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo, Organizzazione Internazionale Italo-Latina Americana, Cassa Depositi e Prestiti, Simest, Anci, Conferenza delle Regioni e delle Province Autonome, The European House Ambrosetti e Enel Foundation – per farsi strumento a servizio della politica estera del Paese.

“La portata di novità di Codeway – spiega Wladimiro Boccali, coordinatore della manifestazione sta soprattutto nell’accendere l’attenzione sul ruolo che ha e sempre più deve avere l’impresa nel mondo della cooperazione, un ruolo peraltro ufficializzato con la legge 125 del 2014. La nostra Cooperation Development Expo è pensata per promuovere la sinergia tra universi diversi come quelli profit e no profit, nell’ottica di sviluppare una collaborazione che porti benefici alla cooperazione stessa. È miope – sottolinea Boccali – pensare che il Covid prima e la guerra in Ucraina ora tolgano urgenza alla necessità di cooperazione internazionale. Simili crisi globali ci dimostrano, anzi, in modo incontrovertibile che viviamo in un mondo sempre più interdipendente e connesso. Come ha sottolineato il Segretario generale delle Nazioni Unite, Antonio Guterres, il conflitto in corso può avere un impatto drammatico sulle economie, in particolare quelle dei paesi in via di sviluppo. Banca Mondiale sottolinea come l’invasione dell’Ucraina si aggiunga ai fattori che frenano la ripresa nella regione dell’Africa subsahariana, per via dell’aumento dei prezzi delle materie prime, dell’aumento dell’inflazione alimentare, dei combustibili e dei titoli, dell’inasprimento delle condizioni finanziarie globali e la contrazione dei flussi di capitali esteri alla regione. Con il rischio di aumento di carestie e di conseguenti incrementi dei processi migratori”.

Sottolinea l’importanza di coinvolgere le imprese nella cooperazione la Vice Ministra degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale Marina Sereni: “La pandemia di Covid e il conflitto in corso in Ucraina – commenta – hanno creato condizioni di disagio globale che spingono il sistema della Cooperazione italiana a fare di più. Bisogna stimolare il coinvolgimento del sistema delle imprese, avendo chiaro che la necessità di sostenere processi di imprenditorialità e buona occupazione in Paesi a più basso reddito è uno dei processi più importanti su cui possiamo investire e promuovere le nostre opportunità di sviluppo. Questi Paesi non hanno bisogno di doni ma di progetti da realizzare e di posti di lavoro. L’Africa ospita 11 dei 20 Paesi prioritari della Cooperazione italiana ed è il continente principale a cui guardiamo. L’Italia e l’Europa condividono con l’Africa sfide globali di ampio respiro, ma ad essa si deve anche guardare come ambiente in cui intervenire con progettualità, anche con il settore profit. Alla luce di questo, Codeway è quindi strategica perché può stimolare le imprese, può creare sinergie fra chi fa business e chi fa cooperazione allo sviluppo”.

Nei tre giorni di convegni e dibattiti di Codeway verranno affrontati temi cruciali della cooperazione internazionale: sicurezza alimentare e sistemi agroalimentari; istruzione, formazione di alto livello e creazione di competenze professionali; sanità e salute globali; transizioni gemelle (ecologica e digitale). Accanto agli appuntamenti organizzati da Codeway assieme ai partner – Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, Africa e Affari, Enel Foundation, Amref-, ci sono quelli realizzati in autonomia da realtà protagoniste di questa edizione della manifestazione.

Croce Rossa Italiana organizza nel corso della manifestazione workshop dedicati a localizzazione degli interventi, community engagement e gestione delle emergenze complesse, incluso l’adattamento ai cambiamenti climatici; Anci e Conferenza delle Regioni e delle Province autonome hanno in programma il convegno su regioni e cooperazione; l’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Alimentazione e l’Agricoltura (FAO) celebra l’“Anno internazionale della pesca e dell’acquacoltura artigianali” con un evento pensato per accendere l’attenzione sulla piccola pesca artigianale e acquacoltura, di fondamentale importanza per i nostri sistemi alimentari, mezzi di sussistenza, cultura e ambiente.

Il Consiglio Nazionale degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori (CNAPPC) sceglie Codeway per lanciare “le Linee guida per l’accoglienza di architetti e studenti ucraini profughi in Italia”, un insieme di indicazioni concrete, alla luce del quadro operativo vigente, elaborate per supportare gli Ordini provinciali e la comunità degli architetti nelle eventuali azioni di “accoglienza”, presso gli studi professionali, di architetti e studenti ucraini sfollati; L’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni (OIM) dedica il suo workshop (su invito) a presentare il programma Y-med per giovani e imprese, un progetto che si basa su schemi di migrazione circolare e offre l’opportunità a giovani provenienti da Paesi dell’area mediterranea di svolgere uno stage di 6 mesi in Italia presso aziende selezionate; l’Agenzia educativa e Organismo di cooperazione internazionale allo sviluppo VIDES promuove una conferenza incentrata su un progetto in Sud Sudan legato a insicurezza alimentare e modelli di sviluppo umano integrale.

Ricco il programma di incontri di IILA, Organizzazione internazionale italo-latina americana. “A Codeway– illustra il Segretario Generale Antonella Cavallari – avremo la possibilità di far conoscere la nostra Organizzazione internazionale quale esecutore di programmi di cooperazione italiana ed europea. In ciascuna giornata presenteremo specifici programmi di cooperazione che IILA esegue in America Latina e Caraibi, a partire dai progetti dedicati allo sviluppo agricolo sostenibile e alla tutela del patrimonio culturale, fino ad arrivare ai programmi europei dedicati in particolare alla coesione sociale, al rafforzamento dello stato di diritto e alla sostenibilità delle filiere agroindustriali. Le nostre Segreterie presenteranno le proprie iniziative in campo culturale, socio-economico e tecnico-scientifico, mostrando l’ampia offerta di borse di studio, bandi e opportunità che IILA mette a disposizione dei cittadini dei nostri Paesi membri. Infine uno specifico focus sarà dedicato al Foro PyMES, strumento ideato da IILA per rafforzare il dialogo italo-latinoamericano sulle PMI e promuovere la sostenibilità e la competitività delle piccole e medie imprese”.

In tutti i panel degli appuntamenti della tre giorni, viene data voce alle imprese e ai soggetti privati italiani impegnati in percorsi virtuosi verso sostenibilità e crescita, soggetti il cui operato responsabile è fondamentale per la cooperazione allo sviluppo.

In prima linea nel sostenere tali percorsi c’è l’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo. “A Codeway l’AICS – illustra Luca Maestripieri, Direttore Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo – presenta alcuni tra i progetti più significativi finanziati attraverso il bando rivolto alle imprese, strumento che ha permesso di co-finanziare la realizzazione di 46 iniziative di cooperazione nelle tre edizioni del bando per un importo di oltre 5 milioni e mezzo. Inoltre, da circa un anno, stiamo portando avanti la sperimentazione dei Cooperation Lab, tavoli di lavoro tematici multistakeholder coordinati dall’Agenzia, che contribuiranno a condividere esperienze e a costruire tavoli di confronto permanenti anche per instaurare processi di programmazione condivisa”.

Oltre alla parte convegnistica ed espositiva, la manifestazione prevede una parte dedicata al networking con un’agenda di incontri B2B e B2G pre-organizzati con la collaborazione della rete Enterprise Europe Network. Nell’ottica di stringere relazioni e vagliare possibili sinergie, prendono parte a Codeway numerosi delegati di aziende, ong, istituzioni di numerosi Paesi target, tra i quali Cameroon, Cipro, Marocco, Mauritania, Senegal, Somalia, Tunisia, Uganda.

“Il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale e in particolare la Direzione Generale per la cooperazione allo sviluppo – commenta Roberto Colaminè, Vice Direttore Generale per la cooperazione allo sviluppo – hanno fornito un contributo all’organizzazione dell’evento sin dalle prime fasi, attivando la rete delle nostre Ambasciate all’estero e sensibilizzando le Ambasciate accreditate in Italia, per favorire la più ampia partecipazione all’iniziativa e un più esteso dibattito tra i vari attori della cooperazione italiani e internazionali, del settore pubblico e del settore privato, sia profit che non profit”.

Una occasione per creare, almeno una volta l’anno, un grande spazio di dialogo, di coordinamento e di confronto tra tutti gli attori della cooperazione allo sviluppo, e coinvolgere a pari titolo aziende, istituzioni e Ong, nel segno di un comune interesse per la crescita di un settore forse mai così strategico per il Sistema Italia.

A Roma si accendono i riflettori su cooperazione internazionale e sviluppo sostenibile.

Dal 18 al 20 maggio a Fiera Roma c’è Codeway – Cooperation Development Expo, la manifestazione fieristica che mette in connessione istituzioni, ong e aziende.

La cooperazione internazionale e lo sviluppo sostenibile restano centrali anche e soprattutto in un momento storico in cui il mondo è scosso da una pandemia globale e da una guerra in seno all’Europa. Dal 18 al 20 maggio a Fiera Roma si accendono i riflettori su un settore cruciale per gli equilibri sociali ed economici del pianeta, con Codeway – Cooperation Development Expo. È la manifestazione fieristica dedicata alla cooperazione internazionale, con un focus specifico sul ruolo che aziende e privati giocano nel settore (la partecipazione è gratuita, qui il link di registrazione https://survey.fieraroma.it/execute/survey?surveyID=registrazione-CODEWAY2022& action=start&lang=it).

Organizzata da Fiera Roma con il supporto di Regione Lazio, Camera di Commercio di Roma e Unioncamere Lazio, nasce per essere il luogo annuale di incontro di un mondo sfaccettato e dinamico, per definizione sempre in viaggio, quale è quello della cooperazione internazionale. È una piattaforma, finalmente anche fisica, dove i principali protagonisti della cooperazione – soggetti pubblici e istituzionali, ong, aziende e mondo privato – possono conoscersi, discutere e riflettere sulle sfide più strategiche, con lo sguardo rivolto agli obiettivi di sviluppo sostenibile prefissati nell’agenda 2030. Codeway accoglie e sviluppa input e proposte dei partner –tra gli altri, Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, Ministero della Transizione Ecologica, Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo, Organizzazione Internazionale Italo-Latina Americana, Cassa Depositi e Prestiti, Simest, Anci, Conferenza delle Regioni e delle Province Autonome, The European House Ambrosetti e Enel Foundation – per farsi strumento a servizio della politica estera del Paese.

“La portata di novità di Codeway – spiega Wladimiro Boccali, coordinatore della manifestazione sta soprattutto nell’accendere l’attenzione sul ruolo che ha e sempre più deve avere l’impresa nel mondo della cooperazione, un ruolo peraltro ufficializzato con la legge 125 del 2014. La nostra Cooperation Development Expo è pensata per promuovere la sinergia tra universi diversi come quelli profit e no profit, nell’ottica di sviluppare una collaborazione che porti benefici alla cooperazione stessa. È miope – sottolinea Boccali – pensare che il Covid prima e la guerra in Ucraina ora tolgano urgenza alla necessità di cooperazione internazionale. Simili crisi globali ci dimostrano, anzi, in modo incontrovertibile che viviamo in un mondo sempre più interdipendente e connesso. Come ha sottolineato il Segretario generale delle Nazioni Unite, Antonio Guterres, il conflitto in corso può avere un impatto drammatico sulle economie, in particolare quelle dei paesi in via di sviluppo. Banca Mondiale sottolinea come l’invasione dell’Ucraina si aggiunga ai fattori che frenano la ripresa nella regione dell’Africa subsahariana, per via dell’aumento dei prezzi delle materie prime, dell’aumento dell’inflazione alimentare, dei combustibili e dei titoli, dell’inasprimento delle condizioni finanziarie globali e la contrazione dei flussi di capitali esteri alla regione. Con il rischio di aumento di carestie e di conseguenti incrementi dei processi migratori”.

Sottolinea l’importanza di coinvolgere le imprese nella cooperazione la Vice Ministra degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale Marina Sereni: “La pandemia di Covid e il conflitto in corso in Ucraina – commenta – hanno creato condizioni di disagio globale che spingono il sistema della Cooperazione italiana a fare di più. Bisogna stimolare il coinvolgimento del sistema delle imprese, avendo chiaro che la necessità di sostenere processi di imprenditorialità e buona occupazione in Paesi a più basso reddito è uno dei processi più importanti su cui possiamo investire e promuovere le nostre opportunità di sviluppo. Questi Paesi non hanno bisogno di doni ma di progetti da realizzare e di posti di lavoro. L’Africa ospita 11 dei 20 Paesi prioritari della Cooperazione italiana ed è il continente principale a cui guardiamo. L’Italia e l’Europa condividono con l’Africa sfide globali di ampio respiro, ma ad essa si deve anche guardare come ambiente in cui intervenire con progettualità, anche con il settore profit. Alla luce di questo, Codeway è quindi strategica perché può stimolare le imprese, può creare sinergie fra chi fa business e chi fa cooperazione allo sviluppo”.

Nei tre giorni di convegni e dibattiti di Codeway verranno affrontati temi cruciali della cooperazione internazionale: sicurezza alimentare e sistemi agroalimentari; istruzione, formazione di alto livello e creazione di competenze professionali; sanità e salute globali; transizioni gemelle (ecologica e digitale). Accanto agli appuntamenti organizzati da Codeway assieme ai partner – Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, Africa e Affari, Enel Foundation, Amref-, ci sono quelli realizzati in autonomia da realtà protagoniste di questa edizione della manifestazione.

Croce Rossa Italiana organizza nel corso della manifestazione workshop dedicati a localizzazione degli interventi, community engagement e gestione delle emergenze complesse, incluso l’adattamento ai cambiamenti climatici; Anci e Conferenza delle Regioni e delle Province autonome hanno in programma il convegno su regioni e cooperazione; l’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Alimentazione e l’Agricoltura (FAO) celebra l’“Anno internazionale della pesca e dell’acquacoltura artigianali” con un evento pensato per accendere l’attenzione sulla piccola pesca artigianale e acquacoltura, di fondamentale importanza per i nostri sistemi alimentari, mezzi di sussistenza, cultura e ambiente.

Il Consiglio Nazionale degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori (CNAPPC) sceglie Codeway per lanciare “le Linee guida per l’accoglienza di architetti e studenti ucraini profughi in Italia”, un insieme di indicazioni concrete, alla luce del quadro operativo vigente, elaborate per supportare gli Ordini provinciali e la comunità degli architetti nelle eventuali azioni di “accoglienza”, presso gli studi professionali, di architetti e studenti ucraini sfollati; L’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni (OIM) dedica il suo workshop (su invito) a presentare il programma Y-med per giovani e imprese, un progetto che si basa su schemi di migrazione circolare e offre l’opportunità a giovani provenienti da Paesi dell’area mediterranea di svolgere uno stage di 6 mesi in Italia presso aziende selezionate; l’Agenzia educativa e Organismo di cooperazione internazionale allo sviluppo VIDES promuove una conferenza incentrata su un progetto in Sud Sudan legato a insicurezza alimentare e modelli di sviluppo umano integrale.

Ricco il programma di incontri di IILA, Organizzazione internazionale italo-latina americana. “A Codeway– illustra il Segretario Generale Antonella Cavallari – avremo la possibilità di far conoscere la nostra Organizzazione internazionale quale esecutore di programmi di cooperazione italiana ed europea. In ciascuna giornata presenteremo specifici programmi di cooperazione che IILA esegue in America Latina e Caraibi, a partire dai progetti dedicati allo sviluppo agricolo sostenibile e alla tutela del patrimonio culturale, fino ad arrivare ai programmi europei dedicati in particolare alla coesione sociale, al rafforzamento dello stato di diritto e alla sostenibilità delle filiere agroindustriali. Le nostre Segreterie presenteranno le proprie iniziative in campo culturale, socio-economico e tecnico-scientifico, mostrando l’ampia offerta di borse di studio, bandi e opportunità che IILA mette a disposizione dei cittadini dei nostri Paesi membri. Infine uno specifico focus sarà dedicato al Foro PyMES, strumento ideato da IILA per rafforzare il dialogo italo-latinoamericano sulle PMI e promuovere la sostenibilità e la competitività delle piccole e medie imprese”.

In tutti i panel degli appuntamenti della tre giorni, viene data voce alle imprese e ai soggetti privati italiani impegnati in percorsi virtuosi verso sostenibilità e crescita, soggetti il cui operato responsabile è fondamentale per la cooperazione allo sviluppo.

In prima linea nel sostenere tali percorsi c’è l’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo. “A Codeway l’AICS – illustra Luca Maestripieri, Direttore Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo – presenta alcuni tra i progetti più significativi finanziati attraverso il bando rivolto alle imprese, strumento che ha permesso di co-finanziare la realizzazione di 46 iniziative di cooperazione nelle tre edizioni del bando per un importo di oltre 5 milioni e mezzo. Inoltre, da circa un anno, stiamo portando avanti la sperimentazione dei Cooperation Lab, tavoli di lavoro tematici multistakeholder coordinati dall’Agenzia, che contribuiranno a condividere esperienze e a costruire tavoli di confronto permanenti anche per instaurare processi di programmazione condivisa”.

Oltre alla parte convegnistica ed espositiva, la manifestazione prevede una parte dedicata al networking con un’agenda di incontri B2B e B2G pre-organizzati con la collaborazione della rete Enterprise Europe Network. Nell’ottica di stringere relazioni e vagliare possibili sinergie, prendono parte a Codeway numerosi delegati di aziende, ong, istituzioni di numerosi Paesi target, tra i quali Cameroon, Cipro, Marocco, Mauritania, Senegal, Somalia, Tunisia, Uganda.

“Il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale e in particolare la Direzione Generale per la cooperazione allo sviluppo – commenta Roberto Colaminè, Vice Direttore Generale per la cooperazione allo sviluppo – hanno fornito un contributo all’organizzazione dell’evento sin dalle prime fasi, attivando la rete delle nostre Ambasciate all’estero e sensibilizzando le Ambasciate accreditate in Italia, per favorire la più ampia partecipazione all’iniziativa e un più esteso dibattito tra i vari attori della cooperazione italiani e internazionali, del settore pubblico e del settore privato, sia profit che non profit”.

Una occasione per creare, almeno una volta l’anno, un grande spazio di dialogo, di coordinamento e di confronto tra tutti gli attori della cooperazione allo sviluppo, e coinvolgere a pari titolo aziende, istituzioni e Ong, nel segno di un comune interesse per la crescita di un settore forse mai così strategico per il Sistema Italia.


Covid, solo con l’equità vaccinale si può uscire dalla pandemia. Basta protezionismo sui vaccini

Oggi al MAECI “Salute e sviluppo: l’impegno per l’Africa”, l’incontro organizzato da Fiera Roma e Amref con Vice Ministra Sereni e Professor Ricciardi.

Solo attraverso la vaccinazione globale anche la nostra parte di mondo potrà uscire dalla pandemia: l’equità vaccinale non è questione di buoni sentimenti, ma di strategia per uscire dall’emergenza. È questo il messaggio che è emerso unanime nel corso dell’incontro organizzato da Fiera Roma e Amref “Salute e sviluppo: l’impegno per l’Africa”. L’appuntamento, che si è tenuto oggi presso il MAECI, ha preso spunto dai risultati dell’indagine “La narrazione sull’Africa” realizzata da Ipsos per Amref Health Africa – Italia. (Si può rivedere l’evento a questo link https://www.youtube.com/watch?v=Pym4cpBEyeA).

A sottolineare la centralità del tema salute per la cooperazione allo sviluppo è stata la Vice Ministra Affari Esteri e Cooperazione Internazionale, Marina Sereni. “La pandemia – ha spiegato Sereni – ci ha allontanato dagli obiettivi di sviluppo dell’Agenda 2030, accelerando le diseguaglianze, soprattutto in Africa, che è il principale partner della cooperazione italiana allo sviluppo. La salute è una delle priorità tematiche della nostra cooperazione, perché senza salute non può esserci sviluppo. L’Italia è stata tra i primi paesi a scegliere la strada degli strumenti multilaterali per affrontare la pandemia, ma ciascun paese deve fare la propria parte. Noi abbiamo fatto la nostra con 385 milioni di euro per il programma Covax facility e 45 milioni di dosi di vaccino per i paesi a basso e medio reddito, 21 delle quali sono state destinate all’Africa. Questo però – ha sottolineato la vice ministra – non basta per vincere la sfida della vaccinazione in quel continente, dove solo il 10% della popolazione ha ricevuto un ciclo completo di vaccini, e il tema dell’equità vaccinale è totalmente sul tavolo in quanto presupposto essenziale per porre fine alla pandemia. Come ribadito in occasione del G20, dobbiamo vaccinare il 70% della popolazione africana entro il 2022 non solo per una scelta valoriale, ma anche perché unicamente in questo modo possiamo uscire dalla pandemia. In quest’ottica – e anche per compiere azioni utili anche oltre l’ emergenza pandemica attuale – dobbiamo accrescere l’approvvigionamento proseguendo gli sforzi Covax; incrementare la capacità di assorbimento e distribuzione con progetti che rafforzino i sistemi sanitari nazionali dei paesi africani; migliorare l’infrastruttura produttiva. Il tema salute ritorna in tutte le emergenze umanitarie e per affrontarlo al meglio è molto importante investire su partenariati che mettano assieme profit e non profit, istituzioni e società e lavorare a una narrazione che porti a percepire l’Africa non come il contenente delle criticità, ma come quello delle opportunità. Un appuntamento come Codeway va in questa direzione”.

La conversazione, moderata da Marina Sapia, Caporedattore Esteri di Rainews, è una delle tappe di avvicinamento a Codeway – Cooperation Development Expo, la prima manifestazione fieristica italiana dedicata alla Cooperazione allo Sviluppo Internazionale con un focus specifico su aziende e realtà profit impegnate nel settore, in programma a Fiera Roma dal 18 al 20 maggio 2022, come ha spiegato Wladimiro Boccali, coordinatore del progetto.

La prima parte della ricerca, introdotta dal Presidente di Ipsos Nando Pagnoncelli, indaga cosa pensa l’opinione pubblica italiana sull’aiuto verso i Paesi a medio e basso reddito, su temi come la vaccinazione Covid-19, sulla sospensione dei brevetti. L’indagine si è svolta tra ottobre e novembre 2021, attraverso un campione di 800 casi rappresentativi della popolazione italiana. Della sezione “L’Africa nell’attualità: COVID e salute” risulta che il 78% del campione è d’accordo sul fatto che i Paesi ricchi si debbano fa carico dell’immunizzazione dei Paesi Africani. Alla domanda su quale parte del mondo è più probabile che si sviluppino delle varianti del virus il 43% ha risposto che possono svilupparsi ovunque con la stessa probabilità, seguita da un 25% di persone che ritiene che si possano sviluppare in Africa.

Walter Ricciardi, Professore di Salute Pubblica all’Università Cattolica del Sacro Cuore e Consigliere del Ministro della Salute per la Pandemia, ha affermato che “non si era mai visto nella storia un virus che avesse tre varianti di preoccupazione in un anno. Non si ha la piena consapevolezza della velocità della variabilità che, appunto, porta alle varianti. Vaccinare l’Africa è interesse di tutti, anche per questo. Ma il problema più grande oggi è di salute pubblica in Africa. Per dare un’idea: una madre africana di solito fa chilometri per la vaccinazione dei suoi figli. Per il covid questo non accade. Perché la strada di quella madre verso il vaccino è bloccata da una pesante infodemia e dalla mancanza di vaccini. Una comunicazione che vede combinate notizie adeguate e false informazioni. Usciremo – ha proseguito Ricciardi – da questa pandemia solo mettendo fine al protezionismo sui vaccini, che è l’unica strada per immunizzare gli otto miliardi di abitanti della terra contro il Covid-19. L’Italia è sempre stata a favore di questa strada. Permettere la produzione di vaccini a Paesi che da soli hanno già quasi le capacità e i mezzi per produrli per tutto il mondo, come l’India, il Sud Africa e l’Indonesia è l’unica strada per uscire dalla pandemia. Nessuno però sta promuovendo in modo adeguato questa via, neanche l’Unione Europea, dove la Germania ha ancora una posizione contraria”.

Paola Crestani – Presidente di Amref Health Africa in Italia – ha affermato: “Al momento l’Africa ha solo il 10% di persone totalmente vaccinate. La sfida è oggi, ma si gioca per un presente, che metta a riparo dal virus e dalle sue conseguenze, e per un domani. Quello dove una prossima pandemia – di cui spesso di discute – possa vedere l’Africa preparata a rispondere”. Per l’occasione Crestani ha annunciato che Amref – che ha la “Casa madre” a Nairobi, dal 1957 – “è stata scelta dall’Africa CDC e dai Ministeri della sanità africani per implementare la strategia di prevenzione del Covid-19 e la campagna vaccinale, in 31 Paesi, e puntare all’obiettivo di immunizzare almeno il 60% della popolazione entro la fine 2022. Un’impresa che ci riempie di orgoglio ma che richiede un enorme impegno”. Con l’occasione Crestani ha annunciato che la prossima edizione di Africa Mediata – che studia come i media italiani raccontano il Continente e che si terrà in vista della Giornata Mondiale dell’Africa – quest’anno sarà dedicata allo sport.

L’indagine Ipsos indaga anche il tema della narrazione del Continente africano in Italia: il livello di conoscenza sull’Africa, la vicinanza tra italiani e africani, il consumo di cultura africana – musica, libri, cibo – nel nostro Paese. Pagnoncelli ha riportato che gli italiani, sollecitati, associano l’Africa alla povertà per il 76%, migrazione il 56%, natura il 52%. In fondo alla classifica le parole sviluppo (8%), futuro (7%) e convivenza (3%). Alla domanda sugli ostacoli all’integrazione degli africani in Italia 4 italiani su 10, hanno risposto che il principale è lo sfruttamento sul lavoro

Tana Anglana – esperta di cambiamento della narrazione sulle migrazioni – ha presentato un “kit di strumenti per il cambiamento della narrazione sulle migrazioni”. Ha tenuto a precisa che “lavorare sulla narrazione non è affatto secondario. È priorità per creare coesione sociale ed evitare le polarizzazioni, dannose al Paese.”

Oggi al MAECI “Salute e sviluppo: l’impegno per l’Africa”, l’incontro organizzato da Fiera Roma e Amref con Vice Ministra Sereni e Professor Ricciardi.

Solo attraverso la vaccinazione globale anche la nostra parte di mondo potrà uscire dalla pandemia: l’equità vaccinale non è questione di buoni sentimenti, ma di strategia per uscire dall’emergenza. È questo il messaggio che è emerso unanime nel corso dell’incontro organizzato da Fiera Roma e Amref “Salute e sviluppo: l’impegno per l’Africa”. L’appuntamento, che si è tenuto oggi presso il MAECI, ha preso spunto dai risultati dell’indagine “La narrazione sull’Africa” realizzata da Ipsos per Amref Health Africa – Italia. (Si può rivedere l’evento a questo link https://www.youtube.com/watch?v=Pym4cpBEyeA).

A sottolineare la centralità del tema salute per la cooperazione allo sviluppo è stata la Vice Ministra Affari Esteri e Cooperazione Internazionale, Marina Sereni. “La pandemia – ha spiegato Sereni – ci ha allontanato dagli obiettivi di sviluppo dell’Agenda 2030, accelerando le diseguaglianze, soprattutto in Africa, che è il principale partner della cooperazione italiana allo sviluppo. La salute è una delle priorità tematiche della nostra cooperazione, perché senza salute non può esserci sviluppo. L’Italia è stata tra i primi paesi a scegliere la strada degli strumenti multilaterali per affrontare la pandemia, ma ciascun paese deve fare la propria parte. Noi abbiamo fatto la nostra con 385 milioni di euro per il programma Covax facility e 45 milioni di dosi di vaccino per i paesi a basso e medio reddito, 21 delle quali sono state destinate all’Africa. Questo però – ha sottolineato la vice ministra – non basta per vincere la sfida della vaccinazione in quel continente, dove solo il 10% della popolazione ha ricevuto un ciclo completo di vaccini, e il tema dell’equità vaccinale è totalmente sul tavolo in quanto presupposto essenziale per porre fine alla pandemia. Come ribadito in occasione del G20, dobbiamo vaccinare il 70% della popolazione africana entro il 2022 non solo per una scelta valoriale, ma anche perché unicamente in questo modo possiamo uscire dalla pandemia. In quest’ottica – e anche per compiere azioni utili anche oltre l’ emergenza pandemica attuale – dobbiamo accrescere l’approvvigionamento proseguendo gli sforzi Covax; incrementare la capacità di assorbimento e distribuzione con progetti che rafforzino i sistemi sanitari nazionali dei paesi africani; migliorare l’infrastruttura produttiva. Il tema salute ritorna in tutte le emergenze umanitarie e per affrontarlo al meglio è molto importante investire su partenariati che mettano assieme profit e non profit, istituzioni e società e lavorare a una narrazione che porti a percepire l’Africa non come il contenente delle criticità, ma come quello delle opportunità. Un appuntamento come Codeway va in questa direzione”.

La conversazione, moderata da Marina Sapia, Caporedattore Esteri di Rainews, è una delle tappe di avvicinamento a Codeway – Cooperation Development Expo, la prima manifestazione fieristica italiana dedicata alla Cooperazione allo Sviluppo Internazionale con un focus specifico su aziende e realtà profit impegnate nel settore, in programma a Fiera Roma dal 18 al 20 maggio 2022, come ha spiegato Wladimiro Boccali, coordinatore del progetto.

La prima parte della ricerca, introdotta dal Presidente di Ipsos Nando Pagnoncelli, indaga cosa pensa l’opinione pubblica italiana sull’aiuto verso i Paesi a medio e basso reddito, su temi come la vaccinazione Covid-19, sulla sospensione dei brevetti. L’indagine si è svolta tra ottobre e novembre 2021, attraverso un campione di 800 casi rappresentativi della popolazione italiana. Della sezione “L’Africa nell’attualità: COVID e salute” risulta che il 78% del campione è d’accordo sul fatto che i Paesi ricchi si debbano fa carico dell’immunizzazione dei Paesi Africani. Alla domanda su quale parte del mondo è più probabile che si sviluppino delle varianti del virus il 43% ha risposto che possono svilupparsi ovunque con la stessa probabilità, seguita da un 25% di persone che ritiene che si possano sviluppare in Africa.

Walter Ricciardi, Professore di Salute Pubblica all’Università Cattolica del Sacro Cuore e Consigliere del Ministro della Salute per la Pandemia, ha affermato che “non si era mai visto nella storia un virus che avesse tre varianti di preoccupazione in un anno. Non si ha la piena consapevolezza della velocità della variabilità che, appunto, porta alle varianti. Vaccinare l’Africa è interesse di tutti, anche per questo. Ma il problema più grande oggi è di salute pubblica in Africa. Per dare un’idea: una madre africana di solito fa chilometri per la vaccinazione dei suoi figli. Per il covid questo non accade. Perché la strada di quella madre verso il vaccino è bloccata da una pesante infodemia e dalla mancanza di vaccini. Una comunicazione che vede combinate notizie adeguate e false informazioni. Usciremo – ha proseguito Ricciardi – da questa pandemia solo mettendo fine al protezionismo sui vaccini, che è l’unica strada per immunizzare gli otto miliardi di abitanti della terra contro il Covid-19. L’Italia è sempre stata a favore di questa strada. Permettere la produzione di vaccini a Paesi che da soli hanno già quasi le capacità e i mezzi per produrli per tutto il mondo, come l’India, il Sud Africa e l’Indonesia è l’unica strada per uscire dalla pandemia. Nessuno però sta promuovendo in modo adeguato questa via, neanche l’Unione Europea, dove la Germania ha ancora una posizione contraria”.

Paola Crestani – Presidente di Amref Health Africa in Italia – ha affermato: “Al momento l’Africa ha solo il 10% di persone totalmente vaccinate. La sfida è oggi, ma si gioca per un presente, che metta a riparo dal virus e dalle sue conseguenze, e per un domani. Quello dove una prossima pandemia – di cui spesso di discute – possa vedere l’Africa preparata a rispondere”. Per l’occasione Crestani ha annunciato che Amref – che ha la “Casa madre” a Nairobi, dal 1957 – “è stata scelta dall’Africa CDC e dai Ministeri della sanità africani per implementare la strategia di prevenzione del Covid-19 e la campagna vaccinale, in 31 Paesi, e puntare all’obiettivo di immunizzare almeno il 60% della popolazione entro la fine 2022. Un’impresa che ci riempie di orgoglio ma che richiede un enorme impegno”. Con l’occasione Crestani ha annunciato che la prossima edizione di Africa Mediata – che studia come i media italiani raccontano il Continente e che si terrà in vista della Giornata Mondiale dell’Africa – quest’anno sarà dedicata allo sport.

L’indagine Ipsos indaga anche il tema della narrazione del Continente africano in Italia: il livello di conoscenza sull’Africa, la vicinanza tra italiani e africani, il consumo di cultura africana – musica, libri, cibo – nel nostro Paese. Pagnoncelli ha riportato che gli italiani, sollecitati, associano l’Africa alla povertà per il 76%, migrazione il 56%, natura il 52%. In fondo alla classifica le parole sviluppo (8%), futuro (7%) e convivenza (3%). Alla domanda sugli ostacoli all’integrazione degli africani in Italia 4 italiani su 10, hanno risposto che il principale è lo sfruttamento sul lavoro

Tana Anglana – esperta di cambiamento della narrazione sulle migrazioni – ha presentato un “kit di strumenti per il cambiamento della narrazione sulle migrazioni”. Ha tenuto a precisa che “lavorare sulla narrazione non è affatto secondario. È priorità per creare coesione sociale ed evitare le polarizzazioni, dannose al Paese.”


Salute e sviluppo: l’impegno per l’Africa

Il 26 gennaio alle ore 11.30 in diretta streaming sulla piattaforma Codeway si discute di equità vaccinale, tutela della salute globale e percezione dell’Africa con la Viceministra Sereni, il Professor Ricciardi e l’esperta di comunicazione della migrazione Tana Anglana, a partire dall’indagine Ipsos per Amref Italia “La narrazione sull'Africa”.

In un mondo definitivamente globalizzato, la corsa all’immunità vaccinale non può essere nazionale. La sfida mondiale alla pandemia da Covid-19 ha reso ancora più evidenti contraddizioni, limiti, disuguaglianze e potenzialità riguardo alla tutela della salute di tutti. Mercoledì 26 gennaio alle ore 11.30 prende le mosse da questo tema l’incontro organizzato da Amref Italia e Fiera Roma “Salute e sviluppo: l’impegno per l’Africa”. L’appuntamento, in diretta streaming sulla piattaforma Codeway (per partecipare all’incontro basta registrarsi attraverso il sito www.codewayexpo.com), sarà occasione per discutere di equità vaccinale e aiuti ai Paesi a basso reddito in tempi di pandemia e della necessità di un futuro in salute per il continente africano, per il bene di tutti. Riflessioni e dibattito dei relatori prenderanno spunto dai risultati dell’indagine “La narrazione sull’Africa” realizzata da Ipsos per Amref Health Africa – Italia. La ricerca indaga su che cosa pensa l’opinione pubblica italiana sull’aiuto verso i Paesi a medio e basso reddito, su temi come la vaccinazione Covid-19, sulla sospensione dei brevetti e affronta argomenti che hanno a che fare con la narrazione del Continente africano: il livello di conoscenza sull’Africa, la vicinanza tra italiani e africani, il consumo di cultura africana – musica, libri, cibo – nel nostro Paese.

La conversazione è una delle tappe di avvicinamento a Codeway – Cooperation Development Expo, la prima manifestazione fieristica italiana dedicata alla Cooperazione allo Sviluppo Internazionale con un focus specifico su aziende e realtà profit impegnate nel settore, in programma a Fiera Roma dal 18 al 20 maggio 2022.

Moderati da Marina Sapia, Caporedattore Esteri di Rainews, prenderanno parte al dibattito: Marina Sereni – Vice Ministra Affari Esteri e Cooperazione Internazionale, Walter Ricciardi – Prof. Salute Pubblica Università Cattolica del Sacro Cuore e Consigliere del Ministro della Salute per la Pandemia, Nando Pagnoncelli – Presidente Ipsos, Tana Anglana – Esperta cambiamento della narrazione sulle migrazioni – iniziativa Never Alone, Paola Crestani – Presidente Amref Health Africa – Italia e Wladimiro Boccali – Coordinatore Codeway Expo.

Il 26 gennaio alle ore 11.30 in diretta streaming sulla piattaforma Codeway si discute di equità vaccinale, tutela della salute globale e percezione dell’Africa con la Viceministra Sereni, il Professor Ricciardi e l’esperta di comunicazione della migrazione Tana Anglana, a partire dall’indagine Ipsos per Amref Italia “La narrazione sull'Africa”.

In un mondo definitivamente globalizzato, la corsa all’immunità vaccinale non può essere nazionale. La sfida mondiale alla pandemia da Covid-19 ha reso ancora più evidenti contraddizioni, limiti, disuguaglianze e potenzialità riguardo alla tutela della salute di tutti. Mercoledì 26 gennaio alle ore 11.30 prende le mosse da questo tema l’incontro organizzato da Amref Italia e Fiera Roma “Salute e sviluppo: l’impegno per l’Africa”. L’appuntamento, in diretta streaming sulla piattaforma Codeway (per partecipare all’incontro basta registrarsi attraverso il sito www.codewayexpo.com), sarà occasione per discutere di equità vaccinale e aiuti ai Paesi a basso reddito in tempi di pandemia e della necessità di un futuro in salute per il continente africano, per il bene di tutti. Riflessioni e dibattito dei relatori prenderanno spunto dai risultati dell’indagine “La narrazione sull’Africa” realizzata da Ipsos per Amref Health Africa – Italia. La ricerca indaga su che cosa pensa l’opinione pubblica italiana sull’aiuto verso i Paesi a medio e basso reddito, su temi come la vaccinazione Covid-19, sulla sospensione dei brevetti e affronta argomenti che hanno a che fare con la narrazione del Continente africano: il livello di conoscenza sull’Africa, la vicinanza tra italiani e africani, il consumo di cultura africana – musica, libri, cibo – nel nostro Paese.

La conversazione è una delle tappe di avvicinamento a Codeway – Cooperation Development Expo, la prima manifestazione fieristica italiana dedicata alla Cooperazione allo Sviluppo Internazionale con un focus specifico su aziende e realtà profit impegnate nel settore, in programma a Fiera Roma dal 18 al 20 maggio 2022.

Moderati da Marina Sapia, Caporedattore Esteri di Rainews, prenderanno parte al dibattito: Marina Sereni – Vice Ministra Affari Esteri e Cooperazione Internazionale, Walter Ricciardi – Prof. Salute Pubblica Università Cattolica del Sacro Cuore e Consigliere del Ministro della Salute per la Pandemia, Nando Pagnoncelli – Presidente Ipsos, Tana Anglana – Esperta cambiamento della narrazione sulle migrazioni – iniziativa Never Alone, Paola Crestani – Presidente Amref Health Africa – Italia e Wladimiro Boccali – Coordinatore Codeway Expo.


Si conclude Codeway 2021 Digital Edition

Presentati temi e protagonisti dell’edizione in presenza, a Fiera Roma dal 18 al 20 maggio 2022.

 

Agricoltura, alimentazione e questione afghana gli argomenti del terzo e ultimo giorno di lavori.

Si è chiuso oggi Codeway 2021 Digital edition, l’anteprima digitale della Fiera organizzata da Fiera Roma sulla Cooperazione Internazionale con un’attenzione privilegiata al settore profit e alle aziende, in programma in presenza dal 18 al 20 maggio 2022.

L’ultima giornata dell’evento, che ha registrato in tutti e tre i giorni una notevole e qualificata partecipazione, ha avuto come tema protagonista della mattina agricoltura e alimentazione in Africa. I relatori –ben rappresentativi di tutte le componenti del mondo della cooperazione, istituzionale, terzo settore e imprese – hanno sottolineato concordemente quanto lo sviluppo del settore agroalimentare africano impatti sull’intero pianeta. Si tratta di un comparto che raggiungerà un valore commerciale di 1.000 miliardi di dollari entro il 2030: l’Africa ospita il 60% delle terre arabili incolte del mondo e la sua produttività rappresenta solo il 10% circa della produzione agricola mondiale, un potenziale fondamentale per alimentare la popolazione africana – in costante crescita – e mondiale. Orientare lo sviluppo agricolo africano affinché segua percorsi virtuosi e sostenibili, per l’ambiente e la salute, è una sfida che riguarda tutti. Come ha sottolineato il Direttore generale dell’Alliance of Bioversity International and the International Center for Tropical Agriculture Juan Lucas Restrepo, è cruciale in quest’ottica il passaggio di competenze. Va in questa direzione la proposta di Filippo Gallinella, Presidente della XIII Commissione Agricoltura della Camera dei Deputati, di utilizzare aziende agricole confiscate alla mafia per fare formazione dei migranti e costruire progetti di cooperazione al rientro. L’importanza della collaborazione pubblico-privato per ottenere risultati efficaci è stata ribadita dal Vice Direttore Centrale Africa Sub-Sahariana al Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale Fabrizio Lobasso. Ne è un esempio concreto il progetto della Pmi innovativa Apio, cofinanziato dall’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo. Si tratta di un sistema, nel caso specifico applicato alla filiera produttiva di cacao e caffè, pensato per migliorare attraverso la tecnologia block chain la Supply Chain alimentare, aumentandone equità e sostenibilità, a favore di produttori locali di materie prime e dei produttori/distributori di prodotti alimentari finiti.

Ne ha parlato il Ceo di Apio, Alessandro Chelli, ed è uno dei progetti illustrati nello stand di Aics, dove sono presentate le molte iniziative promosse dall’Agenzia, che spaziano dall’agribusiness all’innovazione digitale, passando per le energie sostenibili. Gli ospiti di Codeway Digital edition, infatti, oltre a partecipare ai convegni online, hanno potuto visitare gli stand virtuali degli espositori nella “exhibition area”. Tra questi, quello dedicato ai progetti di cooperazione di Croce Rossa Italiana, quello della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome per la Cooperazione internazionale e quello di Unidroit, Istituto internazionale che persegue l’armonizzazione del diritto internazionale privato e sul versante africano è particolarmente impegnato su diritto fondiario e proprietà dei terreni. Di grande interesse lo stand di Regione Lazio, Camera di Commercio di Roma e Unioncamere Lazio, che ospita una selezione di aziende che sviluppano soluzioni innovative applicabili al campo della cooperazione internazionale, in particolare negli ambiti medicale e della sicurezza, ambientale, agritech e delle energie rinnovabili.

Il pomeriggio dell’ultimo giorno di Codeway è stato dedicato alla questione afghana, affrontata in un incontro a cura di AOI, Cini e Link 2007, cui ha preso parte la Vice Ministra degli Affari Esteri e Cooperazione Internazionale Marina Sereni, assieme a rappresentanti di Rete Afgana, UNHCR Italia, Tavolo Asilo, Save The Children Italia, Pangea Onlus. “È fondamentale – ha sottolineato Sereni, intervenendo nel dibattito – non spegnere l’attenzione sull’Afghanistan anche ora che non è più sulle prime pagine di giornale, perché la situazione resta drammatica, da un punto di vista umanitario e dei rischi di aumento del terrorismo. Il governo italiano – ha affermato la Vice Ministra – ha scelto un intervento umanitario e politico che guardi al medio periodo, perché l’emergenza è destinata a durare e noi abbiamo una responsabilità: dobbiamo continuare a fare la nostra parte in quel contesto. Proprio a questo risponde il Tavolo di coordinamento sull’Afghanistan richiesto dalle Organizzazioni della Società civile”. Le risorse che l’Italia destinerà alla questione afghana ammontano a 150 milioni di euro, destinati per metà all’Afghanistan e per metà alle regioni limitrofe, suddivisione da modulare a seconda della situazione in fieri sul territorio: “Ora – ha spiegato Sereni – siamo in fase di programmazione, il Tavolo sta lavorando per programmare la gestione di questa massa di risorse entro il 31 dicembre. Ci siamo dati dei criteri, i tre principali sono: fare affidamento sul Sistema delle Nazioni Unite, visto che l’Italia non ha rappresentanza diplomatica sul posto al momento; fare una programmazione flessibile perché la situazione è in evoluzione; dare la priorità alle donne, categoria particolarmente vulnerabile all’interno dei gruppi vulnerabili dei quali ci dobbiamo occupare”. In conclusione la Vice Ministra ha ribadito che “tutto questo lavoro deve avere anche un senso politico. Dobbiamo pensare – ha sottolineato – ai 35 milioni di afghani che restano in Afghanistan, aiutandoli a trovare una via di sopravvivenza dignitosa. È un intervento umanitario doveroso, ma anche una leva fondamentale nei confronti delle autorità talebane e il modo per proteggerci dal ritorno consistente delle organizzazioni terroristiche, facendo sì che l’Afghanistan non diventi la culla dell’instabilità nell’Asia centrale”.

Agricoltura, alimentazione e questione afghana gli argomenti del terzo e ultimo giorno di lavori.

Si è chiuso oggi Codeway 2021 Digital edition, l’anteprima digitale della Fiera organizzata da Fiera Roma sulla Cooperazione Internazionale con un’attenzione privilegiata al settore profit e alle aziende, in programma in presenza dal 18 al 20 maggio 2022.

L’ultima giornata dell’evento, che ha registrato in tutti e tre i giorni una notevole e qualificata partecipazione, ha avuto come tema protagonista della mattina agricoltura e alimentazione in Africa. I relatori –ben rappresentativi di tutte le componenti del mondo della cooperazione, istituzionale, terzo settore e imprese – hanno sottolineato concordemente quanto lo sviluppo del settore agroalimentare africano impatti sull’intero pianeta. Si tratta di un comparto che raggiungerà un valore commerciale di 1.000 miliardi di dollari entro il 2030: l’Africa ospita il 60% delle terre arabili incolte del mondo e la sua produttività rappresenta solo il 10% circa della produzione agricola mondiale, un potenziale fondamentale per alimentare la popolazione africana – in costante crescita – e mondiale. Orientare lo sviluppo agricolo africano affinché segua percorsi virtuosi e sostenibili, per l’ambiente e la salute, è una sfida che riguarda tutti. Come ha sottolineato il Direttore generale dell’Alliance of Bioversity International and the International Center for Tropical Agriculture Juan Lucas Restrepo, è cruciale in quest’ottica il passaggio di competenze. Va in questa direzione la proposta di Filippo Gallinella, Presidente della XIII Commissione Agricoltura della Camera dei Deputati, di utilizzare aziende agricole confiscate alla mafia per fare formazione dei migranti e costruire progetti di cooperazione al rientro. L’importanza della collaborazione pubblico-privato per ottenere risultati efficaci è stata ribadita dal Vice Direttore Centrale Africa Sub-Sahariana al Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale Fabrizio Lobasso. Ne è un esempio concreto il progetto della Pmi innovativa Apio, cofinanziato dall’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo. Si tratta di un sistema, nel caso specifico applicato alla filiera produttiva di cacao e caffè, pensato per migliorare attraverso la tecnologia block chain la Supply Chain alimentare, aumentandone equità e sostenibilità, a favore di produttori locali di materie prime e dei produttori/distributori di prodotti alimentari finiti.

Ne ha parlato il Ceo di Apio, Alessandro Chelli, ed è uno dei progetti illustrati nello stand di Aics, dove sono presentate le molte iniziative promosse dall’Agenzia, che spaziano dall’agribusiness all’innovazione digitale, passando per le energie sostenibili. Gli ospiti di Codeway Digital edition, infatti, oltre a partecipare ai convegni online, hanno potuto visitare gli stand virtuali degli espositori nella “exhibition area”. Tra questi, quello dedicato ai progetti di cooperazione di Croce Rossa Italiana, quello della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome per la Cooperazione internazionale e quello di Unidroit, Istituto internazionale che persegue l’armonizzazione del diritto internazionale privato e sul versante africano è particolarmente impegnato su diritto fondiario e proprietà dei terreni. Di grande interesse lo stand di Regione Lazio, Camera di Commercio di Roma e Unioncamere Lazio, che ospita una selezione di aziende che sviluppano soluzioni innovative applicabili al campo della cooperazione internazionale, in particolare negli ambiti medicale e della sicurezza, ambientale, agritech e delle energie rinnovabili.


Transizione ecologica, formazione e Sahel protagonisti del secondo giorno di Codeway

La transizione ecologica non può che essere globale e quanto avviene in questo senso nei Paesi in via di sviluppo riguarda inevitabilmente tutti noi. Su questo tema si sono concentrati i protagonisti della seconda giornata di Codeway – Cooperation Development Expo, la prima manifestazione fieristica italiana dedicata alla Cooperazione allo Sviluppo Internazionale, organizzata da Fiera Roma con un focus specifico su aziende e realtà profit impegnate nel settore.

Il dibattito si è soffermato su ciò che sta avvenendo nei paesi in via di sviluppo in termini di transizione ecologica e su come questo processo possa essere promosso concretamente. Una esigenza strategica su cui ci si è confrontati partendo dagli esempi concreti di aziende italiane impegnate in questo ambito e in questi Paesi. Ma anche tenendo conto di un presupposto: la stretta relazione tra crescita e disponibilità di comunicazione. Ne ha parlato con l’evidenza dei numeri Marzia Minozzi, Responsabile Regolamentazione e Normativa
Asstel, che ha portato ad esempio il caso Africa, continente in cui ogni 10% aggiuntivo di copertura radiomobile genera un impatto economico del 2,5% del PIL.

Una proposta concreta è arrivata da Green Utility, società leader nel settore delle energie rinnovabili, da sempre convinta che la sostenibilità sia un asset chiave per le imprese. L’azienda sta lavorando al progetto di dare una nuova vita nei Paesi in via di Sviluppo ai moduli fotovoltaici che hanno circa 8-9 anni di esercizio e sono ancora perfettamente funzionanti, ma non possono essere riutilizzati in Italia. Questo accade perché la prassi italiana prevede che ciascun modulo fotovoltaico abbia un suo codice identificativo che viene associato ad uno solo impianto fotovoltaico incentivato e pertanto un modulo non può essere smontato da un impianto e re-installato in un altro impianto incentivato (principalmente per evitare furti). Questo fa sì che, se in un impianto fotovoltaico italiano si crea la necessità di sostituire circa il 40% dei moduli perché rotti o non performanti, quasi sempre si sostituiscono anche gli altri 60% dei moduli “non problematici” per ragioni di impostazione elettrica dell’impianto. Proprio questo 60% di moduli validi e funzionanti, ma che hanno forti limitazioni per essere re-installati da altre parti in Italia, potrebbero essere messi a disposizione delle ONG per progetti in Africa o in altri Paesi in via di sviluppo.

L’urgenza di puntare su formazione e sviluppo in Africa è stato l’altro tema protagonista della seconda giornata di lavori di Codeway. Le tendenze di crescita demografica del continente africano e il ritmo di crescita economica e di industrializzazione impongono una riflessione approfondita sulla necessità di formare culturalmente e professionalmente milioni di giovani che nei prossimi anni e fino alla fine del secolo si affacceranno sul mondo del lavoro. Sia che questi giovani decidano di restare nei propri paesi di origine, sia che decidano di migrare in cerca di fortuna, la capacità di offrire loro occasioni di formazione è fondamentale. Lo è per i paesi di partenza (impegnati in uno sviluppo industriale che ha bisogno di competenze) e lo è per gli eventuali paesi di arrivo, che, interessati da fenomeni di contrazione demografica potrebbero aver bisogno di persone con delle professionalità definite. Sono intervenuti su questo tema importanti realtà imprenditoriali e associative. In particolare, il Professor Haruna Fnse, Vice presidente esecutivo e Amministratore delegato della Agenzia per le infrastrutture scientifiche e ingegneristiche della Nigeria, che, interloquendo con il Presidente di Confartigianato Marco Granelli e con Filippo Prosperi della De Lorenzo Spa, ha rimarcato la necessità di costruire progetti di formazione per migranti sia in ambito scolastico/universitario, sia con stage nelle imprese italiane con l’obiettivo di avviare imprese e progetti di cooperazione nei Paesi d’origine. A riprova del fatto che anche la formazione è un terreno nel quale profit e no-profit possono collaborare a mutuo beneficio.

Gli appuntamenti pomeridiani hanno avuto come tema centrale il Sahel. Hanno approfondito le complesse dinamiche che caratterizzano quel territorio la Rappresentante speciale dell’Unione europea per il Sahel, Emanuela Del Re, il Presidente della Fondazione Italianieuropei, Massimo D’Alema, e gli autori, autori del libro “Il grande gioco del Sahel”, Marco Aime e Andrea De Georgio, oltre a un approfondimento sulla situazione umanitaria nella regione a cura della Croce Rossa Italiana. In tutti gli interventi è stata sottolineata l’importanza strategica per l’Europa di intervenire in questa area del continente africano. Nell’ambito di interventi di cooperazione allo sviluppo, emerge con forza la necessità di passare dall’ “aiutiamoli a casa loro” al “formiamoli a casa nostra”, costruendo così le condizioni per progetti di cooperazione al rientro nei Paesi di origine.

La transizione ecologica non può che essere globale e quanto avviene in questo senso nei Paesi in via di sviluppo riguarda inevitabilmente tutti noi. Su questo tema si sono concentrati i protagonisti della seconda giornata di Codeway – Cooperation Development Expo, la prima manifestazione fieristica italiana dedicata alla Cooperazione allo Sviluppo Internazionale, organizzata da Fiera Roma con un focus specifico su aziende e realtà profit impegnate nel settore.

Il dibattito si è soffermato su ciò che sta avvenendo nei paesi in via di sviluppo in termini di transizione ecologica e su come questo processo possa essere promosso concretamente. Una esigenza strategica su cui ci si è confrontati partendo dagli esempi concreti di aziende italiane impegnate in questo ambito e in questi Paesi. Ma anche tenendo conto di un presupposto: la stretta relazione tra crescita e disponibilità di comunicazione. Ne ha parlato con l’evidenza dei numeri Marzia Minozzi, Responsabile Regolamentazione e Normativa
Asstel, che ha portato ad esempio il caso Africa, continente in cui ogni 10% aggiuntivo di copertura radiomobile genera un impatto economico del 2,5% del PIL.

Una proposta concreta è arrivata da Green Utility, società leader nel settore delle energie rinnovabili, da sempre convinta che la sostenibilità sia un asset chiave per le imprese. L’azienda sta lavorando al progetto di dare una nuova vita nei Paesi in via di Sviluppo ai moduli fotovoltaici che hanno circa 8-9 anni di esercizio e sono ancora perfettamente funzionanti, ma non possono essere riutilizzati in Italia. Questo accade perché la prassi italiana prevede che ciascun modulo fotovoltaico abbia un suo codice identificativo che viene associato ad uno solo impianto fotovoltaico incentivato e pertanto un modulo non può essere smontato da un impianto e re-installato in un altro impianto incentivato (principalmente per evitare furti). Questo fa sì che, se in un impianto fotovoltaico italiano si crea la necessità di sostituire circa il 40% dei moduli perché rotti o non performanti, quasi sempre si sostituiscono anche gli altri 60% dei moduli “non problematici” per ragioni di impostazione elettrica dell’impianto. Proprio questo 60% di moduli validi e funzionanti, ma che hanno forti limitazioni per essere re-installati da altre parti in Italia, potrebbero essere messi a disposizione delle ONG per progetti in Africa o in altri Paesi in via di sviluppo.

L’urgenza di puntare su formazione e sviluppo in Africa è stato l’altro tema protagonista della seconda giornata di lavori di Codeway. Le tendenze di crescita demografica del continente africano e il ritmo di crescita economica e di industrializzazione impongono una riflessione approfondita sulla necessità di formare culturalmente e professionalmente milioni di giovani che nei prossimi anni e fino alla fine del secolo si affacceranno sul mondo del lavoro. Sia che questi giovani decidano di restare nei propri paesi di origine, sia che decidano di migrare in cerca di fortuna, la capacità di offrire loro occasioni di formazione è fondamentale. Lo è per i paesi di partenza (impegnati in uno sviluppo industriale che ha bisogno di competenze) e lo è per gli eventuali paesi di arrivo, che, interessati da fenomeni di contrazione demografica potrebbero aver bisogno di persone con delle professionalità definite. Sono intervenuti su questo tema importanti realtà imprenditoriali e associative. In particolare, il Professor Haruna Fnse, Vice presidente esecutivo e Amministratore delegato della Agenzia per le infrastrutture scientifiche e ingegneristiche della Nigeria, che, interloquendo con il Presidente di Confartigianato Marco Granelli e con Filippo Prosperi della De Lorenzo Spa, ha rimarcato la necessità di costruire progetti di formazione per migranti sia in ambito scolastico/universitario, sia con stage nelle imprese italiane con l’obiettivo di avviare imprese e progetti di cooperazione nei Paesi d’origine. A riprova del fatto che anche la formazione è un terreno nel quale profit e no-profit possono collaborare a mutuo beneficio.

Gli appuntamenti pomeridiani hanno avuto come tema centrale il Sahel. Hanno approfondito le complesse dinamiche che caratterizzano quel territorio la Rappresentante speciale dell’Unione europea per il Sahel, Emanuela Del Re, il Presidente della Fondazione Italianieuropei, Massimo D’Alema, e gli autori, autori del libro “Il grande gioco del Sahel”, Marco Aime e Andrea De Georgio, oltre a un approfondimento sulla situazione umanitaria nella regione a cura della Croce Rossa Italiana. In tutti gli interventi è stata sottolineata l’importanza strategica per l’Europa di intervenire in questa area del continente africano. Nell’ambito di interventi di cooperazione allo sviluppo, emerge con forza la necessità di passare dall’ “aiutiamoli a casa loro” al “formiamoli a casa nostra”, costruendo così le condizioni per progetti di cooperazione al rientro nei Paesi di origine.