Antananarivo, 11 feb. –

È di nove morti il primo bilancio ufficiale del passaggio del ciclone tropicale intenso Gezani sulla costa orientale del Madagascar, secondo i dati diffusi dal Bureau national de gestion des risques et catastrophes (Bngrc) che precisa che le vittime sono decedute a causa del crollo di abitazioni nella zona di impatto.

Il ciclone si è abbattuto ieri alle 19:30 ora locale direttamente su Tamatave, seconda città del Paese e principale porto commerciale. Secondole testimonianze raccolte da Radio France Internationale (Rfi), le piogge torrenziali e le raffiche di vento, con punte tra 200 e 270 chilometri orari, hanno devastato la città. “È il caos totale, il 90% dei tetti delle case è stato spazzato via, in tutto o in parte”, ha dichiarato all’emittente Rija Randrinarisoa, responsabile del dipartimento gestione rischi e catastrofi di Action contre la faim, impegnato nelle prime valutazioni sul campo.

La rete elettrica è completamente interrotta dalle 15 ora locale di ieri e le telecomunicazioni risultano fortemente perturbate, mentre le strade sono impraticabili per alberi abbattuti e detriti. Nella notte, sempre secondo Rfi, il Bngrc è stato sommerso da richieste di aiuto e numerosi residenti hanno lanciato appelli sui social, segnalando di essere bloccati dall’innalzamento delle acque. La città non registrava un ciclone di tale intensità dal 2012.

Nelle ore successive Gezani è stato declassato a forte tempesta tropicale e si è spostato verso ovest, avvicinandosi ad Antananarivo. Le piogge intense sulla capitale fanno temere frane e nuove inondazioni, in particolare nelle aree attraversate dai fiumi. Tre regioni restano in allerta rossa e nelle cinque regioni colpite le attività sono sospese e le scuole chiuse.

[Agenzia Infomundi – Infocoopera]

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