“Ma sta competenza de Carlo Calenda ce serve o nun ce serve??? (cit. Carlo Verdone). Ieri Calenda ha presentato in pompa magna il suo piano per costruire lo Stadio della Roma. L’argomento è troppo serio per non discuterlo adeguatamente, senza farsi accecare dalla pioggia di slide e di dati patinatissimi e stilizzati/stilosi. E anche se in genere io preferisco fare proposte costruttive anziché critiche (salvo la Raggi), penso che in questo caso una confutazione sia necessaria”. Così in un post su Facebook Tobia Zevi, candidato alle primarie del centrosinistra per il sindaco di Roma. La proposta, continua, ” sarebbe quella di collocare, e costruire, un nuovo stadio nell’area Tiburtina/Pietralata. Una zona di Roma che fin dal piano regolatore del 1962 dovrebbe essere oggetto di un profondo intervento urbanistico: prima l’asse attrezzato, poi il meno ambizioso SDO.” “Nonostante la costruzione della bellissima stazione firmata da Paolo Desideri, questo pezzo di città rimane monco: non chiare destinazioni, vocazioni, finalità, come dimostra la fermata metro fantasma di Quintiliani. E totale assenza dei servizi per i cittadini, come testimonia l’assenza di marciapiedi in tutte le strade della zona al di là dei binari.” “In questo scenario Calenda propone in cinque anni di imbastire un iter amministrativo e un cantiere che, con tutta probabilità, anziché rigenerare l’area nell’interesse dei cittadini la congestionerà definitivamente.” “Traffico e degrado anziché rigenerazione urbana e sviluppo. Una pazzia totale, destinata a naufragare come lo Stadio a Tor di Valle che ha tenuto paralizzato il dibattito per dieci anni, e che ora rischia di risolversi in una lunga serie di contenziosi. Personalmente rimango della mia idea come Roberto Morassut”. Per Zevi si tratta “di un’idea difficile ma non impraticabile, e certamente non più difficile di quella summenzionata: Stadio Olimpico alla Roma e Stadio Flaminio alla Lazio. Ma sono pronto ovviamente a discuterne.” “Farei però un appello a tutti i candidati: usiamo un po’ di umiltà. Non spacciamo per originali idee che originali non sono (vd. Politecnico) e per geniali soluzioni che non lo sono affatto. I problemi sono assai complessi e come tali vanno trattati.” “Ps: per pura coincidenza ieri pomeriggio abbiamo inaugurato il Comitato per Roberto Gualtieri Sindaco a via di Portonaccio, a pochi metri dall’area che abbiamo descritto, nel IV Municipio.” “Una scelta secondo me molto interessante, al di là del bello spazio post-industriale: dopo oltre mezzo secolo è urgente ricucire, rammendare questo pezzo di città attraverso profondi interventi di rigenerazione urbana e attraverso il coinvolgimento di università, Ferrovie e istituzioni locali e nazionali. Penso sia una delle priorità assieme alla ex-Fiera di Roma, agli Ex Mercati Generali e alle Caserme di via Guido Reni. La trasformazione di #Roma può davvero partire da questo territorio. Con serietà e umiltà”.